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Io non lo avrei mai fatto.


Io non sono un biblista o un teologo. Ma avevo già digerito male, pochi anni fa, la nuova versione della frase drammatica e terribile che Gesù disse a San Pietro (pochi secondi dopo averlo nominato capo supremo della Chiesa): «vade retro, Satana». Oggi a Messa sentiamo al suo posto: «vai dietro a me, Satana». Ce l’hanno spiegato benissimo, il senso, il motivo, l’etimologia, la semiotica, la translitterazione...: tutto corretto. Ma di primo acchito, da popolano, a sensazione, mi pare che così la gravità di quella frase perda almeno il 75%, fino a quasi far ridere. A un nemico pericolosissimo, normalmente, non lo si fa andare dietro le proprie spalle, ma lo si fa allontanare, gli si dice “arretra, vai indietro, torna nella tua luridissima tana—e perché no?—vade retro, porco maledetto!”. A un avversario poi, maledetto e porco, come Satana (e San Pietro in quel momento per Gesù era come Satana!), non gli si può dire mettiti dietro di me e seguimi. Satana è Satana e resterà tale per l’eternità, già sconfitto in eterno nell’Inferno, perché all’inizio della storia non voleva Gesù, figuriamoci poi, se Lo segue. Insomma io quella frase non l’avrei proprio modificata (anche perché è parola di Gesù). Ultimamente si sta pensando anche di cambiare una parte del Padre nostro. Anche qui ce l’hanno spiegato benissimo, il senso, il motivo, l’etimologia, la semiotica, la translitterazione...: tutto corretto. Ma modificare proprio la preghiera che ha creato e dettato Gesù e che da secoli il popolo di Dio ha recitato sempre in un certo modo e con certe parole, umilmente, senza protestare, non mi pare una faccenda che doveva essere fatta per forza. Non si cambiano le preghiere. Quelle parole non erano nostre, ma di Gesù e hanno unito tutti i cattolici dall’inizio della storia a oggi. In un momento come questo, proprio la preghiera del Padre Nostro si doveva modificare? Non c’erano altri problemi più gravi e importanti da risolvere? Probabilmente no. E così tutti sono in diritto di pensare che tutto il depositum fidei (il deposito della fede), dal vangelo, alla dottrina cattolica e al catechismo… è qualcosa di temporaneo e pertanto si può modificare, se gli studiosi e gli esperti lo ritengono più corretto. Oppure democraticamente, se vogliamo, a maggioranza dell’assemblea. O, peggio, se il mondo lo chiede. Ma il depositum fidei è qualcosa che deve essere conservato così com’è, come ci è stato tramandato da oltre duemila anni dai nostri predecessori. E poi se non ricordo male, Gesù non aveva tanta fiducia dei sapienti. E forse nemmeno dei referendum (ricordiamoci che Gesù è morto democraticamente, proprio a seguito di un referendum), Gesù infatti ha attribuito tutti i poteri della Chiesa nascente non a un collegio che procede a maggioranza, ma a una sola persona (il Papa). Sicuramente poi non apprezzava tutto quello che proveniva dal mondo e soprattutto da colui che lo tiene in mano (il Principe di questo mondo). Temo che molti Pastori che ci stanno guidando, si sono scordati qualcosa, come ad esempio quale sia il centro di tutto, e il gregge che li segue rischia di finire dentro il fiume (sempre ammesso che ci sia ancora un gregge). La situazione non è bella per niente. Stiamo attenti e non seguiamo pastori ribelli e rivoluzionari. Quelli che ballano durante la Santa Messa. Quelli che durante le omelie, parlano solo del sociale e dell’ecologia, ma mai di Gesù e della Madonna. Quelli che propongono una morale disincarnata da Gesù. Quelli che sostengono che la Chiesa per oltre 1900 ha sbagliato tutto, ma solo negli ultimi 50 ha capito tutto. Quelli che vogliono cambiare la Dottrina e il Catechismo in nome del dialogo e delle aperture… 

Il Pio

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