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Don Bosco / 8



 «Che cosa è il rispetto umano? Un mostro di cartapesta che non morde». (MB VIII,165) 

«Dimentica i servizi prestati e non i ricevuti» (MB III,617) 

«Parla poco degli altri e meno di te» (MB III,617) 

«Quelli che desiderano grazie da Maria Ausiliatrice aiutino le nostre Missioni e saranno sicuri di ottenerle» (MB XVIII,477.525)

«Si faccia economia in tutto, ma si faccia in modo che con gli ammalati nulla manchi» (MB X,1046)

«Due nemici hanno gli innocenti: le storte massime e i discorsi dei cattivi, e la concupiscenza» (MB XVII,727) 

«I guadagni del prete vogliono essere le anime e nulla più» (MB XI,240,517; XII,430,625)

«Quando i giovani sono sobrii, potranno fare molto profitto nella virtù» (MB XIII,432) 

«La nostra vita è così breve che abbiamo poco tempo per fare il bene» (Margherita, mamma di don Bosco) (MB I,77) 

«Se mi volete parlare dell’anima, venite e troverete sempre Don Bosco pronto ad ascoltarvi» (MB XVIII,177)

«Nelle fatiche e nei patimenti non si dimentichi che abbiamo un gran premio preparato in cielo»(Ricordi ai Missionari)(MB 11,389) 

«Finché ci manterremo poveri, la Provvidenza non ci verrà meno» (MB V,671)

«Procurate la nettezza e la decenza degli abiti, del letto e delle camere, ma farsi un grande studio per evitare la ricercatezza» (MB X,666)


«Si promuovano le nostre compagnie e non mai si cerchi di biasimarle.Il biasimo può farne un gran danno in colui che l’ascolta» (MB XII,606)

Uno, unico, irripetibile



Questo messaggio lo rivolgo ad ogni uomo; all’uomo; all’uomo, nella sua umanità. Natale è la festa dell’uomo. Nasce l’Uomo. Uno dei miliardi di uomini che sono nati, nascono e nasceranno sulla terra. L’uomo, un elemento componente della grande statistica. Non a caso Gesù è venuto al mondo nel periodo del censimento; quando un imperatore romano voleva sapere quanti sudditi contasse il suo paese. L’uomo, oggetto del calcolo, considerato sotto la categoria della quantità; uno fra miliardi. E nello stesso tempo, uno, unico e irripetibile. Se noi celebriamo così solennemente la nascita di Gesù, lo facciamo per testimoniare che ogni uomo è qualcuno, unico e irripetibile. Se le nostre statistiche umane, le catalogazioni umane, gli umani sistemi politici, economici e sociali, le semplici umane possibilità non riescono ad assicurare all’uomo che egli possa nascere, esistere e operare come un unico e irripetibile, allora tutto ciò glielo assicura Iddio. Per lui e di fronte a lui, l’uomo è sempre unico e irripetibile; qualcuno eternamente ideato ed eternamente prescelto; qualcuno chiamato e denominato con il proprio nome. Così come quel primo uomo, Adamo; e come quel nuovo Adamo, che nasce dalla Vergine Maria nella grotta di Betlemme: “lo chiamerai Gesù” (Lc 1, 31).

Christus natus est nobis, venite adoremus!


(Stralcio del Messaggio Urbi et Orbi di Giovanni Paolo II, S. Natale 1978)

I Clint Eastwood e il nostro cuore



«Vuole partecipare alla Colletta Alimentare? È per i poveri». Gli allungo il sacchetto. Quello, in silenzio, mi fissa negli occhi con lo sguardo di un pazzo assassino per diversi secondi. Per un attimo ho pensato «ora questo mi darà un pugno in faccia». Di gente strana c’è ne tanta in giro e di quelli che vedono i cristiani e quello che fanno, come fumo negli occhi, pure. Invece mi dice con voce tagliente alla Clint Eastwood «cosa posso prendere, cosa può servire?». Alla fine della spesa ci ha dato diversa roba. Stare alla Colletta Alimentare è sempre una bella esperienza, anche perché vieni a conoscere il modo di comportarsi di diverse persone e cosa passa nelle loro teste. Da quello che ti dice di essere lui più bisognoso degli altri ed esce col carrello stracolmo di roba, o quell’altro che sostiene che è tutta una fregatura. A quello che dice che la spesa per i poveri l’ha fatta ieri o la farà domani. Prima o dopo. Alla signora ingioiellata che dice che dovrebbero andare a lavorare, invece. Fino al signore che nemmeno ti guarda, o ti ridà il sacchetto,  o ti manda a quel paese... Ma una buona parte della gente che passa, il sacchetto lo prende e lo riempie, anche con poco. E quindi c’è quello che dice di essere disoccupato e divorziato da tempo, ma un pacco di pasta lo regala volentieri a chi sta peggio di lui. Quell’altro che si scusa perché non ha potuto prendere tanta roba come avrebbe voluto. Chi dice che finché si può, si dona con piacere, ma a breve saremo tutti poveri… E, a parte il Clint Eastwood delle parti nostre, buonissimo di cuore lui, ma duro e impenetrabile di facciata, quasi tutti hanno restituito il sacchetto con un sorriso aperto, segno di contentezza per quello che si è fatto, poi salutano e se ne vanno lieti; e pare che alcuni vorrebbero anche rimanere un altro po’... Davvero tanti ne ho visti, di tutte le età. E questo anche a me ha aperto il cuore. Dopo la Colletta Alimentare infatti, torno a casa sempre rincuorato e lieto: non solo per aver fatto, nel mio piccolo, una cosa utile, ma anche perché vedo gente contentissima nel dare agli altri.

Noi siamo così. Il nostro Cuore ci porta naturalmente a interessarci degli altri. A aiutare gli altri. Il Cuore è la parte più profonda e vera che abbiamo. Quella che ogni tanto ci chiama, ci rimprovera, ci sollecita... Il cuore non è il sentimento, il puro sentimentalismo, del “va dove ti porta il cuore”, del “me lo sento” o “non me lo sento”, “amore, amore”… Difficile da spiegare la differenza in poche righe, ma spero che la si intuisca con questi brevi esempi.

Non a caso infatti, siamo creature, non figli del caso, ma figli di Dio: voluti e pensati proprio così. Creati dunque, a Sua immagine e somiglianza. E così, potendoci fare come voleva, Lui ha messo un Cuore grande dentro a ciascuno di noi, un Cuore che tutti si sono resi conto di avere anche se per un solo secondo in tutta la vita. Ma ci ha fatti anche liberi, liberissimi, di fare tutto quello che vogliamo. Dalla bontà più assoluta e gratuita, alla perfidia più nera e tremenda. Ognuno è libero di fare il male o il bene. Amare o odiare. Vivere, vivacchiare, non vivere, uccidersi, uccidere... E anche di venire a patti con questo Cuore o di non ascoltarlo per niente e sommergerlo di tante vanità e immondizia. Come anche di ascoltare solo quello che fa più comodo o più piace. Come anche seguire quello che tutti seguono, cioè, ultimamente, quello che dice il Potere. Pensate, siamo usciti dalla dittatura del dittatore, per buttarci anima e corpo nella dittatura del pensiero unico. La prima ci fu imposta negli anni ‘20, la seconda dittatura la vogliamo seguire pervicacemente noi, ritenendola l’unica possibile e giusta. Ma di sicuro non è l’unica strada anche se la segue la maggioranza delle persone che poi, democraticamente, insulta e sberleffa tutti coloro che—pochi in realtà—vanno in una direzione differente. Il Clint Eastwood della Colletta quando si è accorto che poteva fare del bene e che questo era proprio quello che il suo Cuore gli diceva, lo ha fatto senza pensare a altro. E’ bastata infatti una frase di uno sconosciuto, mai visto e che probabilmente non vedrà più, con una pettorina gialla svolazzante addosso, perché il suo Cuore avesse l’occasione di sollecitarlo a fare qualcosa di buono. E per farlo stare contento (pur senza farlo vedere agli altri).

Siamo nel periodo natalizio: dunque è l’occasione per dire che la strada più bella da seguire, valida per tutta la vita e non per un periodo determinato (quando finisce la moda al potere) è quella che ci ha aperto Gesù che è venuto in terra proprio a dircela e a spiegarcela. Seguiamola senza paura, restiamo saldi nella Fede cattolica. Convertiamoci. Seguiamo Gesù che ci vuole bene e non il Potere che ci vuole solo schiavi. Il nostro Cuore preferisce sicuramente quella strada. Sicuramente saremo più contenti. E probabilmente ci salveremo l’anima.

Il Pio 


Ponti e muri.

Oggi quando si parla di muri, ai cristiani 2.0, gli occhi diventano rossi per lo sdegno: «ponti e non muri vanno costruiti!». Io quando s...