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Ai tre lettori.

 


Ho un dubbio e vorrei che i miei tre lettori (forse anche meno) me lo dissipino. Se dico a Dio "non abbandonarmi alla tentazione" significa che può accadere, c'è la possibilità pur remota, che Dio mi abbandoni davvero nel mezzo ad una tremenda tentazione e dunque me la devo cavare da solo, abbandonato da Dio e dagli uomini. E come faccio? Non tutte le preghiere infatti, vengono esaudite, perché Dio fa quello che ritiene meglio secondo la sua logica, lontana miliardi di anni luce dalla nostra. Cioè, in quel modo, noi poniamo un'alternativa tra due ipotesi e chiediamo per favore che avvenga una. Ma può avvenire anche l'altra, allora. Se invece Gli dico "non indurmi in tentazione" io sto chiedendo di non farmi cadere, di evitarmi la tentazione, di non mettermela indosso, perché io non cada in essa e in essa mi perda, sapendo però, e questo è fondamentale, che Dio non tenta nessuno (questo è il mestiere, il core business, del porco del demonio) ma talvolta Egli permette la tentazione perché uno possa scuotersi, rafforzare la fede, vincerla, per provare con quanto amore ama Dio. È per Lui un "rischio educativo" questo, ma solo così forgia gli uomini. Nella Bibbia c'è un libro in cui Dio permette a Satana di tentare un uomo buonissimo e santo, il libro di Giobbe. E Giobbe, dopo aver ricevuto in pochi secondi, tutte le disgrazie dell'universo, non cede e rimane fedelissimo a Dio. Dio non abbandona nessuno né nel bene, nè nel male. Forse nel primo caso, sbagliamo noi a porre la domanda. Ma non preoccupiamoci: Dio lo sa quello che  deve fare e continuerà a farlo, senza badare alle nostre sottigliezze linguistiche. (A queste dovremmo però badarci noi, perché non abbiamo la stessa intelligenza di Dio). Ecco. Questo è il dubbio che vorrei mi venisse chiarito. 

Il Pio

A lume di naso





La mia è solo un’impressione che mai e poi mai potrebbe assurgere a giudizio. Il giudizio si fonda su qualcosa, giusta o errata che sia, l’impressione no. L’impressione è come stare in mezzo ad una nebbia fittissima, sentire una voce che ti chiama e pensare «ma è la voce di Giovanni o di Giacomo?... Mi sembra più la voce di Giacomo». Magari invece era quella di Pietro. L’impressione è come procedere a lume di naso che più di tanto non può essere una garanzia. Dunque la base di partenza oggi è questa. E così la bruttissima guerra tra Russia e Ucraina mi ha dato l’impressione che sta succedendo (o per succedere) una cosa strana. Fino a pochi anni fa, quando si parlava di guerra e di invio di armi da parte del Governo, i gruppi pacifisti, i centri sociali, i no global, le associazioni cattoliche, i politici, i parroci, i sindacati, i giornalisti e le trasmissioni giustizialiste, ecc. facevano un gran movimento: molte proteste e contestazioni, poi si facevano manifestazioni in piazza. Io non ho sentito nulla di questo almeno fino a adesso; ad esempio durante il covid ci sono state numerose manifestazioni di quelli che dissentivano dalle linee governative, molte delle quali, in vero, oscurate dai mezzi di informazione, ma girando su internet, passando per altri organi non allineati, venivi a sapere della loro esistenza. Oggi no. Ed è proprio strano. In Parlamento quasi tutti sono d’accordo a inviare laggiù armi e soldi (e forse anche militari) anche i partiti che hanno fatto del pacifismo più estremo la loro bandiera (e a proposito di soldi, considerate ad esempio che moltissimi terremotati del 2016 —gli abitanti di Amatrice, di Norcia,…—stanno ancora dentro i prefabbricati e le loro case sono rimaste come erano dopo la catastrofe. I soldi lì non sono mai arrivati, oggi invece, sono stati reperiti subito, per un conflitto tra Stati che non sono peraltro, nè della Unione Europea, né della Nato). E in Europa pare che non vedano l’ora di partire in guerra, fanno la voce grossa, lo sguardo rabbioso, minacciano e mostrano i muscoli. E non parliamo degli Stati Uniti che sono più arrabbiati di tutti disposti a investire somme immense (ma perché poi?). (Ma qualcuno che fa da paciere, no eh?). E’ vero che secondo gli standard pacifisti qui il cattivo vuole mangiare il buono e allora si deve tutti accorrere in soccorso del buono. Ma davvero è proprio così? Siamo davvero certi, in detta situazione, che c’è una netta divisione tra buoni tutti da una parte e cattivi tutti dall’altra? «La guera è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le borse» diceva Trilussa alla fine del 1800. E questa mia impressione mi porta a pensare nuovamente a quello che molti avevano già pensato durante il periodo del Covid-19. Considerando come ragionano quelli lassù, a quali dei si sono consacrati, mi domando: ma non è che costoro vogliono ridurre veramente la popolazione mondiale,  come pensava fosse necessario Malthus, per i loro maledettissimi ideali e per il loro spietato tornaconto? Ma resto nella nebbia di cui dicevo all’inizio e la voce che avevo sentito, potrebbe anche essere quella di Antonio. Noi contro i potenti del mondo non possiamo fare assolutamente nulla, subiremo dunque tutte le loro perfide iniquità; loro però, un domani sicuramente lontano, dovranno fare (come tutti) i conti e i rendiconti davanti al Tribunale di Dio (tanto non ci credono, quindi ciò non può essergli offensivo). Però loro Gli dovranno spiegare molte, ma molte più cose di noi. La sentenza sarà per tutti inappellabile, ma in Cielo loro non avranno amici potenti che li possano aiutare come hanno fatto in terra. Noi però finchè possiamo preghiamo, preghiamo, preghiamo.

Il Pio

Se avessimo...

 



Chi ha l'età mia se lo ricorda benissimo. Pochi decenni fa l'Unione Sovietica (U.R.S.S.) con a capo la Russia, era il centro del comunismo universale, era una dittatura feroce, finanziava i vari partiti comunisti di molte Nazioni perché gli lasciassero la "porta aperta", dirigeva poi molti Stati terzi. L'U.R.S.S. era solo comunista, i dissidenti non ci potevano essere, soprattutto se fascisti o nazisti. Essa ammazzava quelli che non si piegavano o che potevano dare fastidio al Potere (uomini, donne, bambini) e mandava nei campi di lavoro (i Gulag) gli oppositori politici, così ha fatto scomparire migliaia di persone. Aveva una verità di Stato. Ha invaso coi carrarmati altre Nazioni. In Italia ad esempio per anni si è temuta seriamente un'invasione proprio da Est. Bene. Uno che ha avuto per anni il cordone ombelicale con l'U.R.S.S., che addirittura è diventato funzionario del KGB che era la spietata e terribile Polizia politica e segreta dell'U.R.S.S. (e non era da tutti entrare e restare nel KGB) ed oggi è diventato pure il Capo di uno Stato, la Russia, che non è sicuro se abbia davvero rinunciato alle idee di quel recente passato o le abbia tenute fermamente nei propri database mentali, ebbene, come si fa a dire che costui si comporta come un nazista? Non c'è qualcosa che non torna? Ho fatto questo esempio solo per dire quante cose  potrebbero venire lanciate dall'informazione, accettate da tutti, ma a a uno sguardo più attento si nota che non convincono, sono storte: e se uno dice cose quantomeno dubbie o è un ignorante e allora dobbiamo scappare da lui, oppure é un falso che sa di essere falso, al soldo dei cattivi e in tal caso dobbiamo scappare ancora più veloci. I capi del mondo che ci vogliono poveri e sfruttati per arricchirsi ancora di più, se non proprio morti per far più spazio alla natura, ma solo per loro vantaggio, vogliono che tutti pensiamo nello stesso modo, quello cattivo, diabolico che vogliono loro. Se avessimo preti che scappano finalmente dalla perniciosa mentalità mondana e annunciassero Gesù, pulitamente senza edulcoranti, senza censure, come facevano gli apostoli e i santi, forse potremmo spostare il loro maledetto obiettivo di un miliardesimo di centimetro, ma forse proprio quel po' che potrebbe essere la salvezza. 

Il Pio

Gli zerbini



Penso che ora moltissimi se ne siano accorti. Non dico tutti, ma moltissimi
. Per quelli che stanno lassù e che ci chiamano quasi con disprezzo "la gente", (perchè loro sono sostanzialmente altro da noi), abbiamo lo stesso valore e la stessa importanza di uno zerbino. Anzi, ora che ci penso meglio, lo zerbino, alla fin fine, ha pur sempre una sua dignità e una sua utilità, quasi è indispensabile in ogni casa, noi no, noi siamo molto meno di quello, solo gente anonima e inutile, solo da spremere come un limone. Non contiamo niente (per loro). Ma questi non erano i patti all'inizio della Repubblica. Molti di noi se ne sono accorti, dicevo, solo che non riusciamo a fare il passo successivo. Quello importante. Ancora siamo strasicuri infatti che ci potrà salvare, dalla politica, solo la politica (proprio quella che ci ritiene meno che zerbini). Siamo infatti divisi tra di noi e un popolo diviso è facilmente schiacciato dal Potere, senza che lui se ne accorga nemmeno anzi continuando a cantare e a ballare come se niente fosse. In qualunque argomento siamo divisi e litighiamo sempre. Se tutto resterà così, ci ritroveremo in situazioni ben più  peggiori di quelle odierne. Loro ci schiacceranno e spremeranno all'unanimità, noi ci azzufferemo continuamente difendendo chi l'uno, chi l'altro. Ma se riuscissimo a fare un passo avanti e smettere di puntellare la politica, come fecero i cristiani alla caduta dell’Impero romano creando una nuova e più buona società che ha retto a ogni uragano della storia, per quasi due millenni. Lasciamo la politica a se stessa, isoliamola come un malato di covid, soprattutto smettiamo di litigare per essa e ricostruiamo per conto nostro, un mondo buono. È vero, anche noi cristiani oggi non stiamo proprio messi bene,  siamo abbastanza divisi. Però un piccolo gregge di cristiani sani c’è ancora rimasto. Proviamo a fare questo passo successivo e soprattutto non restiamo più divisi, il tiranno comanda bene se il popolo è diviso.

Il Pio

È soltanto un uomo.


Domenica a messa mi è capitata una cosa strana. Erano Le Palme e si leggeva il Vangelo della Passione di Gesù che a me, ogni volta, commuove. Ma questa volta mentre veniva letto, ho avuto l'impressione che qualcosa non tornava. Con un po' più attenzione ho capito che alcune frasi e alcune parole non erano quelle che avevo sentito per decenni. Probabilmente è una nuova traduzione, ho ritenuto. Ma una traduzione che non mi convinceva proprio per niente, strideva con quelle precedenti, mi rendeva inquieto. Per esempio, ma vado citando a braccio. Gesù nell'orto del Getsemani chiede a Pietro, Giovanni e Giacomo di vegliare con Lui, tra un po' arriverà Giuda coi soldati e dovrà bere il Calice amaro. Ma li trova addormentati perché i loro occhi erano appesantiti dalla fatica. Si può anche comprendere: chissà che razza di giornata avevano avuto. La nuova traduzione dice che dormivano perché erano tristi. Certo che erano tristi, ne avevano motivo, ma mi sono detto, io quando sono triste non dormo proprio,  penso sempre al motivo della mia tristezza. È difficile dormire quando si ha una forte tristezza, un'angoscia nel cuore: il migliore amico morirà a breve. Ma se uno è sfinito, dorme suo malgrado anche sopra i vetri: così la questione è umanissima. Mi sembra questa nuova una traduzione un po' forzata, però inutile. A che serve? Che significa soprattutto? Perchè cambiare in modo rivoluzionario quella precedente. Il peggio è venuto dopo. Gesù muore sulla croce dopo aver perdonato tutti... Il centurione, probabilmente un animale: per ricoprire quella carica infatti poteva essere solo così, devoto a Giove, un dio straordinario, forte, potente che aveva fatto diventare Roma una nazione vittoriosa e rispettata da tutte le altre, dopo averLo visto morire così, dice "Costui era veramente il figlio di Dio".  Nella nuova traduzione invece dice  "davvero Costui era un uomo giusto". Ho letto la versione in latino e non è così come stabilisce quest'ultima. Giusti poi ci possiamo essere tutti noi, Figli di Dio no (sì spirituali, ma non reali, della stessa sostanza). Noi andiamo dietro a Gesù, figlio di Dio, non a un uomo giusto. Gesù in croce era Dio, non un semplice uomo giusto. In vita era Dio, non un semplice uomo giusto. Ora è Dio non una semplice anima di un giusto, (come tante). La differenza è enorme e molto pericolosa per le nostre anime. Perché è la stessa differenza che esiste tra la religione Cattolica e quella protestante: Gesù non è vero Dio, vero Uomo, ma un brav'uomo che ha detto tante cose belle. Ci stiamo ammazzando tra di noi. Stiamo in allerta. Il nemico è in mezzo a noi.

Il Pio

Somma ingiustizia.



Mi chiedo sempre: ma come può essere che gaglioffi con numerosi precedenti penali, continuino a commettere furti aggravati ogni giorno (borseggi, furti negli appartamenti,…) senza finire in galera? Sicuramente questo che ho raccontato è più che legale, ma non è giusto. E poi, ricordate i numerosi terroristi degli anni settanta e ottanta, neri e rossi tanto  è uguale, compresi quelli della strage della Stazione di Bologna? Molti erano anche spietati assassini oltre che feroci terroristi con un bomba al posto del cuore e un’ideologia al posto del cervello, e comunque anche oggi gli ritorna il resto.Tanti di loro sono stati condannati a quattro, cinque, sei,… nove ergastoli ciascuno (!), ma essi in buona parte stanno già fuori, liberi come i parenti delle loro vittime e possono scrivere libri contro lo Stato, partecipare ai Salotti televisivi, fare testimonianze nelle scuole e in ogni dove... vomitando spesso veleno e pura ideologia. Sicuramente anche questo che ho raccontato è più che legale, ma non è giusto. E quelli che mentre una povera vecchietta pensionata sta all’Ospedale, entrano a casa sua e ne fanno arbitrariamente la loro residenza principale (ma con le utenze e le tasse a carico della vecchietta, ovviamente)? E per il fatto che nella testa dura di quelli importanti costoro sono considerati poveri (?)  dunque buoni e giusti, la vecchietta non può tornare a casa sua e nessuno la aiuta a ottenere giustizia. Sicuramente anche questo è più che legale, ma non è giusto. Tutto questo però è una somma ingiustizia che non si può più tollerare. La giustizia deve andare di pari passo alla legalità (e viceversa) con il medesimo fondamento e il medesimo obiettivo e per questo entrambe non possono essere ancorate a un’ideologia temporanea, perché essa non regge tutta la vita e contro tutte le tentazioni: essa è assai limitata e soprattutto non capisce la realtà, ma la vuole dominare, inglobare. Giustizia e legalità devono essere ancorate a una morale molto  forte, partecipata da tutti, condivisa da tutti. E vi dico che la Morale più forte che comprende la realtà e dura tutta la vita che io conosca, è la Fede cristiana in Gesù Cristo. Proprio quella che oggi è stata volutamente cancellata anche da cristiani stessi. Ricominciamo allora dall'inizio, almeno da quando le cose più o meno andavano bene. 

Il Pio

Salotti televisivi




I Salotti televisivi non li reggo. Fisicamente, dico, ma anche psicologicamente. Mi interessano molto, ma resisto solo pochi minuti, poi devo passare a un film di Totò in bianco e  nero. Tutti urlano, tutti si arrabbiano, tutti parlano uno sull’altro, nessuno li divide e poi presunzione,  orgoglio,  spocchia ad altissimi livelli. Penso anche che spesso vengono chiamati (e suppongo anche pagati) persone che non capiscono nulla, che non sanno nulla, ma che sono bravissimi nella difficile arte del litigare senza se e senza ma e a tenere banco su ogni e qualsiasi argomento, senza saperne nulla, purchè sia contrario a quello che dice l’avversario, anche se questo ha ragione al 100%. (In questi Salotti ho sentito citare, per esempio l’art. 1 della Costituzione così: “L’Italia è una Repubblica …. fondata sull’antifascismo…” e non sul lavoro come in effetti si legge dal 1948). In genere i Salotti sono stracolmi di politici e anche di gente che sarebbe molto meglio se tacesse e stesse a casa, ma hanno a loro vantaggio un titolo che in TV apre ogni porta: il nome o un volto che attira l'attenzione degli spettatori e che fa sempre audience. Ma partecipano anche bravissime persone, e direbbero anche cose interessanti se però potessero parlare fino alla fine del ragionamento, perchè vengono continuamente mangiati vivi da tutti gli altri contemporaneamente, a prescindere da quello che dicono, quando non ci si mette il conduttore stesso con i suoi tempi televisivi o con la voglia sconfinata di superprotagonismo o per dovere di appartenenza politica. Non c’è un solo argomento su cui vanno d’accordo: è una cosa davvero straordinaria, statisticamente impossibile: sono sempre in disaccordo su tutto. Poi ci sono quelli che per tutta la trasmissione dicono “no” con la testa (che dopo un po’ fanno anche ridere). Se poi uno dovesse dire “il sole è giallo” nessuno sarebbe d’accordo e lo accuserebbero di fascismo e razzismo (in automatico si capisce, senza aver sentito il discorso). Tanti anni fa in una trasmissione simile c’erano Margherita Hack (astrofisica), Luciano De Crescenzo (scrittore, attore) e un rabbino di cui non ricordo il nome (Ministro del culto di una comunità ebraica). I primi due sono morti, una preghiera per l’anima loro. L’argomento che si trattava era l’aborto. (Cosa c’entrassero con l’argomento l’astrofisica e lo scrittore, lo sa solo la direzione artistica della TV). Apre l’incontro il rabbino e argomenta anche bene. All’improvviso l’astrofisica lo azzanna e gli dice che in Italia è così perché siamo ancora sotto l’influsso del Vaticano. Il Rabbino, pacifico, le rispose: “guardi, io non sono sotto l’influsso del Vaticano”. Ecco. Sono riusciti di recente persino a litigare sulla pace,… Nessuno prende le conclusioni, ognuno resta dell’idea con cui è entrato (e così il pubblico a casa), ma allora a che servono? Solo per gli interessi delle TV? Bene, facciamo una considerazione spicciola e poverella: in siffatti Salotti passano tutti i politici (anche quelli molto importanti) e anche il fior fiore degli italiani: il meglio cioè, i migliori parlamentari, i migliori ministri, i migliori intellettuali... Tranne questi ultimi che non sanno di norma nulla di noi e dell'Italia, tutti sappiamo come si vive in Italia. Allora qualcosa, si vede, non ha funzionato. Qualcosa è stato dimenticato. E’ stata presa una strada sbagliata. Ed ora come facciamo a dirlo a quelli lassù che pensano solo a farsi vedere nei Salotti?

Il Pio

Ai tre lettori.

  Ho un dubbio e vorrei che i miei tre lettori (forse anche meno) me lo dissipino. Se dico a Dio "non abbandonarmi alla tentazione"...