Etichette

Ottenere il Paradiso



336 D. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente? R. La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.

337 D. Che c'insegnano i Santi sulla devozione a Maria?
R. Sulla devozione a Maria i Santi c'insegnano che i veri suoi devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.

338 D. Qual divozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?
R. La divozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario. 


(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Pier Giorgio. Le conversioni moderne.


Se uno pensasse al fatto che moltissimi santi hanno portato a Gesù migliaia di persone ciascuna. San Francesco Saverio. Padre Pio. Pietro e Paolo… E fino a pochi decenni fa persone spesso semplicissime, hanno fatto convertire a Gesù tantissima gente, anche con una parola, con un gesto… Perché tutto questo—a parte qualche straordinaria eccezione—oggi non avviene più? La maggior parte di noi ritiene non dovuto convertire le persone. Peggio lo vede come un disvalore. Infatti la morale "moderna" deve essere necessariamente multicolore, zuccherosa, “mano nella mano”,... ma così non cambia la vita a nessuno e soprattutto non cambia il mondo che dovrebbe essere, come minimo, il nostro orizzonte. Convertire poi, alla fin fine, significherebbe solo portare, con la parola, con l’esempio, con l’umanità, una persona a non porre più se stessa al centro della propria vita e misura di tutte le cose, ma a mettere Gesù Cristo al centro di se stessi e misura di tute le cose. Oggi però molti non hanno la minima intenzione né di pensare alla propria conversione, tanto meno a quella degli altri, perchè conversione puzza di vecchio e di limiti alla libertà per molti e anche per il principio che si deve rispettare ogni altra idea e religione e sarebbe un arbitrio imporre le nostre (i cristiani però, dall’anno trentatré d.C. fino a gran parte del XX secolo, non hanno mai ragionato così); Nessuno gli ha mai detto che il cristiano naturalmente deve portare a Gesù quanta più gente possibile. Sarebbe invece opportuno (e fonte di salvezza) porsi la domanda «quanta gente io ho conquistato a Gesù?». Io personalmente non sono un leone: sono timido, impacciato, lento a capire,... ma da quando ho conosciuto la vita di Pier Giorgio, quella domanda, me la pongo ogni giorno e cerco, quando posso, quando la testa non mi fa pensare solo a me, con tutti i miei limiti, di mettere una parola buona o evitare le parole cattive. Pier Giorgio Frassati aveva capito tutto. Lui era più che certo che la Fede Cattolica è l’unica Verità al mondo e se questa è la Verità, deve essere comunicata a tutti “senza rispetto umano”, senza seguire le morali zuccherose. Per questo quando andava a trovare i “suoi” poveri, oltre a portare loro i beni di prima necessità o aiutarli in ogni altro modo, faceva di tutto per convincerli a andare a messa, a mettere le loro pene nelle mani di Dio e affidarsi a Gesù. Così infatti disse alla “famosa” Tabaccaia di Corso Vercelli quando si propose di andare lei al posto suo, a portare i pacchi ai poveri, ricevendo però come risposta che a lui interessava soprattutto poter dire loro quelle cose buone. Dobbiamo ripartire da Pier Giorgio, dalla sua fede chiara e limpida, forte e stabile, semplice, se vogliamo che il cattolicesimo rifiorisca in Italia e nel mondo. Tantissime persone infatti sono state attratte dalla fede che lui metteva su tutte le cose della vita. Possiamo sicuramente imitarlo, anche coi limiti che abbiamo: dobbiamo sempre chiederci «come posso, oggi, collaborare con Dio per costruire il Suo Regno?». Stiamo vivendo una crisi religiosa spaventosa, profondissima, scriteriata: il rischio (serio) è che l’Italia cessi di essere una terra cristiana; e per di più, al contempo, di lontano all’orizzonte, si intravedono nuvole nere cariche di tempesta. Tra qualche anno probabilmente anche in Italia avverrà lo scontro con l’Islam e visto come stiamo messi, se non accade un miracolo (che però si può sempre chiedere a Chi di solito li manda) l’Italia diverrà islamica. In altri Stati già si parla di genocidio di cristiani (nel silenzio irresponsabile dei mass media occidentali). Dobbiamo allora sapere bene da che parte stare, chi siamo e di chi siamo e trarre le conseguenze. Se Pier Giorgio fosse ancora tra noi, sicuramente non smetterebbe di fare la vita da santo che ha sempre fatto e continuerebbe a convertire le persone a Gesù anche a costo della vita.

Il Pio 

Nuvole nere all'orizzonte



Di lontano all’orizzonte si intravedono nuvole nere cariche di tempesta. Non sono i guai che la politica e i politici combinano. E’ infatti in arrivo lo scontro—forse oggi inevitabile—che avremo tra qualche anno con l’Islam. Sembra che negli ultimi tempi ci sia stato un piano deliberato a tale scopo e troppa gente non ha fatto quello che doveva fare. In molte zone i nostri sacerdoti non hanno fatto quello che dovevano fare e spesso hanno confuso il popolo di Dio. Le statistiche invece, che in quanto tali sono “asettiche”, dicono che in molti Stati, l’islam sta compiendo quasi un genocidio di cristiani. Ma qui, in Italia, si parla solo dei twitt di Salvini, Di Maio o di altri come loro, del matrimonio di quell'attrice, della nuova trasmissione.... Non si dice (o non si può dire) nulla su quell’argomento. Per ora facciamo solo quello che possiamo: preghiamo il Signore che tolga il suo giusto sdegno verso di noi, figli scristianizzati e secolarizzati e ci aiuti e ci protegga come ha fatto in tantissimi altri momenti della Storia. Quando arriveranno in Italia quelle nuvole nere non si può sapere, ma se restiamo scristianizzati e secolarizzati, se non ce lo meritiamo, è difficile che Nostro Signore possa intervenire. Allora è probabile che le croci sopra le chiese e nelle case non le vedremo più.


Il Pio

Padre Nostro / 4




§ 8. - Della settima petizione. 

317 D. Che cosa chiediamo nella settima domanda: ma liberaci dal male? 

R. Nella settima domanda, ma liberaci dal male, chiediamo a Dio, che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dall'eterna dannazione, che ne è la pena.

318 D. Perché diciamo: liberaci dal male e non dai mali? 

R. Diciamo: liberaci dal male e non dai mali, perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli, che non sono espedienti all'anima nostra, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.

319 D. Non è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, per esempio da una malattia? 

R. Si, è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, ma sempre rimettendoci alla volontà di Dio, il quale può anche ordinare quella tribolazione a vantaggio dell'anima nostra.

320 D. A che cosa ci giovano le tribolazioni che Dio ci manda?
R. Le tribolazioni ci giovano per fare penitenza delle nostre colpe, per esercitare le virtù, e sopratutto per imitare Gesù Cristo nostro capo, al quale è giusto che ci conformiamo nei patimenti, se vogliamo aver parte nella sua gloria.


(Catechismo Maggiore di San Pio X)

Padre Nostro / 3


§ 7. - Della sesta petizione.


312 D. Che cosa chiediamo nella sesta domanda: e non c'indurre in tentazione? R. Nella sesta domanda: e non c'indurre in tentazione, chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti.

313 D. Che cosa sono le tentazioni? R. Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni.

314 D. È peccato aver tentazioni? R. No, non è peccato aver tentazioni, ma è peccato acconsentirvi, o esporsi volontariamente al pericolo di acconsentirvi.

315 D. Perché Iddio permette che siamo tentati? R. Iddio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti.

316 D. Che cosa dobbiamo fare per evitare le tentazioni?
R. Per evitare le tentazioni dobbiamo fuggire le occasioni pericolose, custodire i nostri sensi, ricevere spesso i santi sacramenti, e far uso della preghiera.


(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Padre nostro / 2



§ 5.- Della quarta petizione.



301 D. Che cosa chiediamo nella quarta domanda: dacci oggi il nostro pane quotidiano? R. Nella quarta domanda: dacci oggi il nostro pane quotidiano, chiediamo a Dio ciò che ci è necessario ciascun giorno e per l'anima e pel corpo.
302 D. Che cosa domandiamo a Dio per l'anima nostra? R. Per l'anima nostra domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno.

303 D. Come si nutrisce la vita dell'anima nostra? R. La vita dell'anima si nutrisce specialmente col cibo della divina parola e col Santissimo Sacramento dell'altare.

304 D. Che cosa domandiamo a Dio pel nostro corpo?
R. Pel nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale.

305 D. Perché diciamo: dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane?
R. Diciamo dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane, per escludere ogni desiderio della roba d'altri; perciò preghiamo il Signore che ci aiuti nei guadagni giusti e leciti, affinché ci procuriamo il vitto con le nostre fatiche, senza furti ed inganni.

306 D. Perché diciamo: dacci il pane, e non dammi? R. Diciamo: dacci invece di dammi per rammentarci che, siccome le sostanze ci vengono da Dio, così se Egli ce ne dà in abbondanza, lo fa a questo fine che ne dispensiamo il superfluo ai poveri.

307 D. Perché aggiungiamo quotidiano? R. Aggiungiamo quotidiano, perché dobbiamo desiderare quello che ci è necessario alla vita, e non l'abbondanza dei cibi e dei beni della terra.

308 D. Che cosa significa di più la parola oggi nella quarta domanda? R. La parola oggi significa che non dobbiamo essere troppo solleciti dell'avvenire, ma domandare quello che ci è necessario al presente.

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Padre nostro



286 D. Perché possiamo noi dire che siamo figliuoli di Dio? R. Noi siamo fìgliuoli di Dio: 1.° Perché Egli ci ha creato a imagine sua e ci conserva e governa colla sua provvidenza; 2.° Perché ci ha, per ispeciale benevolenza, adottati nel Battesimo come fratelli di Gesù Cristo e coeredi insieme con lui dell'eterna gloria.

287 D. Perché chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio? R. Chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio, perché tutti siamo suoi figliuoli e però dobbiamo riguardarci ed amarci tutti come fratelli, e pregare gli uni per gli altri.

288 D. Essendo Dio in ogni luogo, perché gli diciamo: che sei ne' cieli? R. Dio è in ogni luogo; ma diciamo: Padre nostro, che sei ne' cieli, per sollevare i nostri cuori al cielo, dove Dio si manifesta nella gloria a' suoi figliuoli. 


(Catechismo Maggiore di San Pio X)

Ottenere il Paradiso

336 D. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente? R. La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibi...