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Avvelenamento politico… Ma chi ce lo fa fare?


Pensate a quanto ci avveleniamo quando parliamo (o pensiamo) di politica, a quanto sangue cattivo ci facciamo e quanti rancori nascono e perdurano per colpa sua. Tante litigate, tanti insulti. E questo avviene in TV (in cui litigano tutti contro tutti e non si conclude mai niente), in ufficio, dentro casa, tra amici, al bar… Appena si entra nell’argomento politica, all’improvviso non esistono più amici, figli, mogli… ma alleati o nemici, cioè due fazioni rivali dalla notte dei tempi. Per la politica e in nome dell’ideale politico nel recente passato si è fatto stragi, buttato bombe, ammazzato, accoltellato, spaccato teste, picchiato, incendiato, rotto amicizie di una vita... La politica genera, per sua natura, tanta rabbia in ciascuno di noi, quando va bene, se non un vero e proprio odio verso quello che, pensando diversamente, automaticamente diviene il nostro nemico (anche se non ci ha fatto nulla). Sarebbe curioso capire perché avviene così, cosa spinge un uomo a fare così; in un film di tanti anni fa si metteva in risalto come una persona che normalmente era affabile, gentile e educato, nel momento in cui si mette alla guida della propria autovettura, diventava un “animale” aggressivo e maleducato. Come il “demone” della guida, così fa in noi il “demone” della politica, ma in misura molto molto più ampia. (Dico “demone” perché è risaputo che il Demonio fa di tutto per dividere). E’ bene tenere a mente che quel “veleno” potremmo anche non farlo circolare nel nostro sangue e non dare udienza a quel “demone”, solo rispondendo alla domanda «ma che vantaggi hai mai tratto dalla politica, cosa te ne viene a avvelenarti per essa?». Basterebbe considerare che la politica, di tutti i colori, fino a oggi ci ha fatto solo danni: ci sono passati tutti i partiti nei posti del potere, ma nessuno ha mai risolto o fatto nulla di buono e l’Italia, la nostra amata Nazione, è andata sempre peggio. Che senso ha allora avvelenarsi e fare tutto il resto, se in alto nessuno pensa a noi e invece tutti, in alto, pensano solo ai propri interessi o a quelli di partito? Se non fossimo divisi dalla politica, ma obiettivi e uniti per il bene della nostra Italia, allora la politica—forse—avrebbe meno possibilità di non considerarci e di litigare solamente. Se ci fosse un popolo sano, se i valori fossero condivisi non saremo considerati come uno zerbino e utili solo a votare e a pagare tasse (per i politici noi esistiamo solo perché votiamo e perché paghiamo tasse su tasse). Ma la politica ci divide e vuole proprio che ci avveleniamo e ci dividiamo sempre di più tra di noi. I gruppuscoli sono facili da manovrare. Ma il punto fondamentale è sempre quello: se al centro della nostra vita e del nostro cuore ci fosse Gesù, quell’avvelenamento diminuirebbe se non sparirebbe del tutto, per far prendere il posto alla passione cristiana, alla carità e al desiderio di costruire opere nella realtà. E se anche il cuore impermeabile e di pietra dei politici facesse ugualmente, il nostro sarebbe uno Stato bellissimo e ci si vivrebbe benissimo. Ma questo purtroppo non accade.

Il Pio

Ottenere il Paradiso



336 D. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente? R. La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.

337 D. Che c'insegnano i Santi sulla devozione a Maria?
R. Sulla devozione a Maria i Santi c'insegnano che i veri suoi devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.

338 D. Qual divozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?
R. La divozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario. 


(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Pier Giorgio. Le conversioni moderne.


Se uno pensasse al fatto che moltissimi santi hanno portato a Gesù migliaia di persone ciascuna. San Francesco Saverio. Padre Pio. Pietro e Paolo… E fino a pochi decenni fa persone spesso semplicissime, hanno fatto convertire a Gesù tantissima gente, anche con una parola, con un gesto… Perché tutto questo—a parte qualche straordinaria eccezione—oggi non avviene più? La maggior parte di noi ritiene non dovuto convertire le persone. Peggio lo vede come un disvalore. Infatti la morale "moderna" deve essere necessariamente multicolore, zuccherosa, “mano nella mano”,... ma così non cambia la vita a nessuno e soprattutto non cambia il mondo che dovrebbe essere, come minimo, il nostro orizzonte. Convertire poi, alla fin fine, significherebbe solo portare, con la parola, con l’esempio, con l’umanità, una persona a non porre più se stessa al centro della propria vita e misura di tutte le cose, ma a mettere Gesù Cristo al centro di se stessi e misura di tute le cose. Oggi però molti non hanno la minima intenzione né di pensare alla propria conversione, tanto meno a quella degli altri, perchè conversione puzza di vecchio e di limiti alla libertà per molti e anche per il principio che si deve rispettare ogni altra idea e religione e sarebbe un arbitrio imporre le nostre (i cristiani però, dall’anno trentatré d.C. fino a gran parte del XX secolo, non hanno mai ragionato così); Nessuno gli ha mai detto che il cristiano naturalmente deve portare a Gesù quanta più gente possibile. Sarebbe invece opportuno (e fonte di salvezza) porsi la domanda «quanta gente io ho conquistato a Gesù?». Io personalmente non sono un leone: sono timido, impacciato, lento a capire,... ma da quando ho conosciuto la vita di Pier Giorgio, quella domanda, me la pongo ogni giorno e cerco, quando posso, quando la testa non mi fa pensare solo a me, con tutti i miei limiti, di mettere una parola buona o evitare le parole cattive. Pier Giorgio Frassati aveva capito tutto. Lui era più che certo che la Fede Cattolica è l’unica Verità al mondo e se questa è la Verità, deve essere comunicata a tutti “senza rispetto umano”, senza seguire le morali zuccherose. Per questo quando andava a trovare i “suoi” poveri, oltre a portare loro i beni di prima necessità o aiutarli in ogni altro modo, faceva di tutto per convincerli a andare a messa, a mettere le loro pene nelle mani di Dio e affidarsi a Gesù. Così infatti disse alla “famosa” Tabaccaia di Corso Vercelli quando si propose di andare lei al posto suo, a portare i pacchi ai poveri, ricevendo però come risposta che a lui interessava soprattutto poter dire loro quelle cose buone. Dobbiamo ripartire da Pier Giorgio, dalla sua fede chiara e limpida, forte e stabile, semplice, se vogliamo che il cattolicesimo rifiorisca in Italia e nel mondo. Tantissime persone infatti sono state attratte dalla fede che lui metteva su tutte le cose della vita. Possiamo sicuramente imitarlo, anche coi limiti che abbiamo: dobbiamo sempre chiederci «come posso, oggi, collaborare con Dio per costruire il Suo Regno?». Stiamo vivendo una crisi religiosa spaventosa, profondissima, scriteriata: il rischio (serio) è che l’Italia cessi di essere una terra cristiana; e per di più, al contempo, di lontano all’orizzonte, si intravedono nuvole nere cariche di tempesta. Tra qualche anno probabilmente anche in Italia avverrà lo scontro con l’Islam e visto come stiamo messi, se non accade un miracolo (che però si può sempre chiedere a Chi di solito li manda) l’Italia diverrà islamica. In altri Stati già si parla di genocidio di cristiani (nel silenzio irresponsabile dei mass media occidentali). Dobbiamo allora sapere bene da che parte stare, chi siamo e di chi siamo e trarre le conseguenze. Se Pier Giorgio fosse ancora tra noi, sicuramente non smetterebbe di fare la vita da santo che ha sempre fatto e continuerebbe a convertire le persone a Gesù anche a costo della vita.

Il Pio 

Nuvole nere all'orizzonte



Di lontano all’orizzonte si intravedono nuvole nere cariche di tempesta. Non sono i guai che la politica e i politici combinano. E’ infatti in arrivo lo scontro—forse oggi inevitabile—che avremo tra qualche anno con l’Islam. Sembra che negli ultimi tempi ci sia stato un piano deliberato a tale scopo e troppa gente non ha fatto quello che doveva fare. In molte zone i nostri sacerdoti non hanno fatto quello che dovevano fare e spesso hanno confuso il popolo di Dio. Le statistiche invece, che in quanto tali sono “asettiche”, dicono che in molti Stati, l’islam sta compiendo quasi un genocidio di cristiani. Ma qui, in Italia, si parla solo dei twitt di Salvini, Di Maio o di altri come loro, del matrimonio di quell'attrice, della nuova trasmissione.... Non si dice (o non si può dire) nulla su quell’argomento. Per ora facciamo solo quello che possiamo: preghiamo il Signore che tolga il suo giusto sdegno verso di noi, figli scristianizzati e secolarizzati e ci aiuti e ci protegga come ha fatto in tantissimi altri momenti della Storia. Quando arriveranno in Italia quelle nuvole nere non si può sapere, ma se restiamo scristianizzati e secolarizzati, se non ce lo meritiamo, è difficile che Nostro Signore possa intervenire. Allora è probabile che le croci sopra le chiese e nelle case non le vedremo più.


Il Pio

«La Chiesa deve pensare ai poveri e basta» mi disse uno, anche con una certa rabbia. «Guarda che la priorità della Chiesa è la conservazi...