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Può essere accettata. La 194.

 

Su Avvenire (quotidiano dei Vescovi cattolici) del 27/8/2020 ho trovato un articolo di Angelo Moretti—Presidente della Rete di Economia Sociale Internazionale e della Rete 'Sale della Terra'—intitolato "Superare i residui ideologici" nella Rubrica "Famiglia e vita", riporto di seguito un breve capoverso. 


«...Ma la legge 194 (la legge che disciplina l'aborto, ndr) non è una legge contro la vita e può essere accettata dai cattolici. Riconoscere che un embrione sia l’inizio di una vita significa rendere di per sé illegittima la legge sull’aborto? No, se si intende la ratio legis della 194 per quella che è: una legge che regolamenta un fenomeno, che lo rende una questione pubblica, non una legge che promuove o che serve a dichiarare una questione di principio. La 194 non è una legge che mette in discussione la dignità ontologicamente intrinseca di un embrione, è una legge intervenuta a disciplinare un fenomeno sociale che non ha bisogno di leggi per esistere: l’aborto verrebbe praticato anche in assenza di una norma che ne regolamentasse i contorni e i dettagli della responsabilità pubblica e privata, con grande aggravio e rischio per le donne che decidano liberamente o che si sentano costrette per svariati motivi ad abortire. Un cattolico che chiede di applicare in ogni sua parte la 194 non sta affermando un valore diverso dalla sua fede, crede nella vita, in ogni vita, dal concepimento alla vecchiaia, comprende semplicemente un’impalcatura legislativa che definisce una cornice entro cui l’aborto viene sottratto sia alla privatizzazione sia all’imposizione pubblica».

Le conclusioni tiratele voi.

Il Pio

Si devono rispettare tutte le leggi?




408 D. Vi è obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità che governa la società civile?
R. Si, tutti quelli che appartengono alla società civile hanno l'obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità perché viene da Dio, e perché cosi è richiesto dal bene comune.

409 D. Si debbono rispettare tutte le leggi che sono imposte dall'autorità civile?
R. Si debbono rispettare tutte le leggi che l'autorità civile impone, purché esse non siano contrarie alla legge di Dio, secondo il comando e l'esempio di nostro Signor Gesù Cristo.

410 D. Oltre il rispetto e l'obbedienza alle leggi imposte dall'autorità, coloro che fanno parte della società civile hanno altri do zeri?
R. Coloro che fanno parte della società civile, hanno, oltre l'obbligo del rispetto e dell'obbedienza alle leggi, il dovere di vivere concordi e di adoperarsi ciascuno coi mezzi e con le forze proprie affinché essa sia virtuosa, pacifica, ordinata e prospera a comune vantaggio.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)




More uxorio

 


Non so perché, ma ultimamente mi è capitato di parlare con diverse persone sulla convivenza prematrimoniale. Giovani e anziani. I giovani che ho sentito sostengono che la convivenza prima del matrimonio (se questo poi, si deve proprio fare) è necessaria per conoscersi. “Io la farò sicuramente, perché così non mi sbaglio partner. D’altra parte il matrimonio è un contratto e quindi uno deve essere sicuro”. Le mie perplessità che uno si può conoscere bene anche senza andare a vivere more uxorio (“come con la moglie, secondo il costume matrimoniale”; questa espressione si usa per indicare la condizione di due persone che convivono stabilmente senza aver contratto matrimonio) e che il matrimonio oltre che essere un contratto è soprattutto un Sacramento, nessun interesse particolare hanno suscitato: parole vuote e senza senso. Va ricordato che convivere senza il Sacramento del matrimonio, almeno per i cattolici, è pur sempre un peccato mortale (6^ comandamento), reiterato e continuativo, e in quanto tale non si può o almeno non si potrebbe assolvere (con questi chiari di luna…). Questo significa che se uno dovesse morire mentre convive more uxorio, potrebbe andare all’Inferno, e dunque già questa sarebbe una buona ragione per evitare la convivenza. E’ poi il Sacramento che dà una forza in più ai coniugi. La loro remora invece a quanto sopra, è stata “così era al tempo tuo, oggi…”. A parte che al tempo mio c’era chi conviveva tranquillamente anche per tutta la vita (però conoscendo bene il catechismo), qui non parliamo di moda del momento, ma di vita e soprattutto di Vita eterna. Ma mi è parso che anche questo argomento non interessasse a nessuno di loro. Ma il peggio viene dai genitori (parlo di gente adulta, dell’età mia, oltre i cinquanta). Quelli che ho sentito sull’argomento avevano la stessa identica idea sull’argomento con le stesse identiche motivazioni dei giovani, e anche a loro le mie perplessità non suscitavano alcunché. La convivenza si deve fare, era insomma la loro ferma idea per i loro figli. C’è qualcosa che non va. Forse qualcuno non sta facendo più il proprio dovere. Forse è il caso che si faccia qualcosa.

Il Pio




Né in cielo, né in terra




Niente e nessuno, né in Cielo, né in terra, né (tantomeno) sottoterra potranno mai far cambiare la volontà a Dio. Dio Onnipotente. Dio Creatore di tutto. Al di là di quei Cardinali che dicono che Gesù non poteva mutare le leggi della natura (e Gesù era Dio), Dio può davvero cambiare sia le leggi della natura (Lui ha fatto sia la natura, sia le leggi) sia l’uomo e la sua contorta natura (Lui ha fatto l’uomo, anche se la natura contorta quello se l’è fatta da solo). Dio può fare tutto dunque e nessuno Lo può fermare. I tempi e le modalità di ogni intervento, li sa solo Lui ma arrivano tutti al momento giusto, se mai devono arrivare per la nostra salvezza. La Provvidenza agisce anche nel XXI secolo, pure se nessuno sa più cosa sia (chi deve spiegarla, spiega altro) e così nessuno la vuole e la chiama più. Chiediamo l’aiuto di Dio, chiediamo l’intervento della Provvidenza: noi tutti personalmente e la nostra cara Italia ne abbiamo un bisogno enorme, anche se tutti intorno a noi sono convinti che ci salverà solo la Scienza e la Politica (pur avendo quotidianamente prove contrarie). Chiediamo! Chiediamo! Cerchiamo anche di meritarlo un Suo intervento e di esserne degni. Una preghiera che Padre Pio faceva recitare ai suoi penitenti ma che potremmo recitare ogni giorno per ricordarci chi siamo «Il mio passato, o Signore, alla Tua misericordia. Il mio presente al Tuo amore. Il mio avvenire alla Tua provvidenza».

Il Pio


In hoc signo vinces

 

Il pericolo dunque di un’invasione islamica in Italia è tutt’altro che remoto. Nel senso che ci sono tutti i presupposti di fatto, di diritto, umani e politici perché avvenga. Ovviamente quelli che saranno più in pericolo saremo noi del popolo e in particolare i cattolici, gli altri troveranno il modo per tirare fuori le gambe e tutto il resto, come fanno sempre da sempre. La battaglia di Lepanto. La battaglia navale di Lepanto si svolse il 7 ottobre 1571 quando le flotte musulmane dell’Impero ottomano si scontrarono con quelle cristiane della Lega Santa. Prima della partenza della Lega Santa il Papa Pio V benedisse lo stendardo raffigurante, su fondo rosso, il Crocifisso posto fra gli apostoli Pietro e Paolo e sormontato dal motto costantiniano In hoc signo vinces (sotto questo segno, vincerai). Tale simbolo, insieme con l’immagine della Madonna e la scritta S. Maria succurre miseris (Santa Maria soccorri a noi miseri), issato sulla nave ammiraglia Real, sarà l’unico a sventolare in tutto lo schieramento cristiano. Il trionfo fu attribuito, oltre al valore dei soldati, anche all’intercessione della Vergine Maria, tanto che san Pio V, nel 1572, istituì la festa di «Santa Maria della Vittoria», trasformata da Gregorio XIII in «Madonna del Rosario». Pio V infatti, prima della battaglia, aveva chiesto a tutta la cristianità di recitare il Santo Rosario perché non avvenisse la temutissima e perniciosissima invasione; e così avvenne. «Una larga parte di quella vittoria fu universalmente attribuita alle preghiere che aveva disposto di fare il Papa di allora, san Pio V. Quel giorno ci ricorda il aiuto efficacissimo che Noi, successore di quell’altro Pio, possiamo offrire ai difensori dei diritti di Dio e dell’uomo” (Pio XII, 7 ottobre 1947)». Oggi purtroppo, tra i Musulmani e la Lega Santa gli unici che sono cambiati siamo noi (in peggio, però): e questo è il problema. Però la nostra Mamma Celeste, la Madonna, è rimasta quella di sempre, Lei non è cambiata, non ci ha tradito, nè mai ci tradirà. Possiamo allora nuovamente pregarla, con fede 
sicura e per mezzo del Suo rosario che ci scampi, anche questa volta da questa tremenda situazione. E ricordiamoci anche che S. Francesco d’Assisi diceva che è “per li peccati che Iddio permette cotali cose”. Non ci salverà il politico dalla bella favella (ma solo quella!), non ci salverà l’Europa che a tutto pensa fuorchè agli italiani e in particolare ai cristiani (figuriamoci!). Ci salverà solo Dio, se noi però glieLo chiediamo continuamente con lacrime e preghiere, mediante l'intercessione di Sua Madre e soprattutto se saremo degni del suo Divino intervento. 


Il Pio


Uno dei più grandi pericoli di oggi



Uno dei più grandi pericoli per l’Italia in questo momento è l’invasione di un numero sempre più alto, di giovani islamici. Il problema però, non sono le “strutture al collasso”, il covid che portano dietro di loro, l’Europa che fa finta di niente, le spese enormi che il nostro Paese sostiene, i politici che hanno buttato la questione in politica e dunque non hanno intenzione di risolverla, la gerarchia della Chiesa che ne vuole fare entrare di più… Un fatto innanzitutto è certo: la cristianità  per secoli ha fatto di tutto per evitare le invasioni in Europa delle truppe islamiche, con guerre cruenti e preghiere del popolo, un motivo forse ci sarà stato. Lo sapete bene infatti, cosa succede in alcuni Paesi in cui i musulmani sono la maggioranza: i cristiani (uomini, donne e bambini) vengono uccisi malamente se non si convertono, le chiese vengono fatte saltare in aria, le case dei cristiani vengono bruciate, una parte della popolazione che deve scappare e lasciare tutto… Da secoli siamo tanto odiati e ancora oggi è così. Molti di quelli che sono entrati qui da noi, già si comportano da invasori piuttosto che da ospiti ben accetti (perché l’Italia, a parte qualche testa calda, accoglie tutti e simpatizza con tutti, tranne che con chi non lo merita proprio). I primi a convertirsi all’Islam saranno i cattolici progressisti, poi i politici (per loro conta solo chi è la maggioranza!), poi gli atei e gli agnostici. Nessuno capisce perché questa che non può che definirsi a ragione, un’invasione, viene permessa da anni (le giustificazioni che ci hanno dato non reggono). Ma è ormai chiaro che essa è voluta dai potenti della terra (non c’è altra spiegazione umanamente possibile). Ci possiamo chiedere perché questa deve avvenire proprio e solo in Italia, ma forse una spiegazione la si può trovare considerando chi o che cosa hanno nel cuore i potenti della Terra. Noi non possiamo fare nulla, è chiaro: tutto è deciso dall’alto e noi non contiamo nulla e abbiamo contro anche molti dei nostri pastori. Il pericolo però è tutt’altro che lieve, perché altrove esso si è già sviluppato al massimo grado. Certo alcuni di loro sono buoni e alcuni sono cattivi, come anche gli italiani e come i cattolici (ci dice all’orecchio il politicamente corretto), è vero: ma gli italiani e i cattolici, al momento, non hanno invaso nessuno Stato. Temo anche che i cristiani che resteranno tali dovranno affrontare tradimenti e persecuzioni e forse anche dare la vita per il nome di Gesù. Forse dovremo anche difenderci. Cominciamo a pensarci da adesso. Se poi tutto questo è frutto di fantasia, ringraziamo Dio e insultatemi pure.

Il Pio


Cacciateli via!

  Negli ultimi cinquant’anni il problema centrale di molte parrocchie e diocesi sono stati “i giovani”. “I giovani oggi sono cambiati—si dic...