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La quarantena, un ‘esperienza positiva



Se pensiamo alla quarantena così detta del Covid-19 che abbiamo vissuto (e che stiamo ancora vivendo), ognuno di noi può ricordare diversi particolari. La fila lunghissima ai supermercati, ognuno distanziato con la mascherina e ingresso uno alla volta; negozi, bar e ristoranti chiusi; aziende chiuse e rischio di licenziamento per molti; il bollettino degli infetti, dei morti, dei guariti che quotidianamente ci veniva letto come in una guerra e con le percentuali rispetto al giorno prima. E poi è stato detto tutto e il contrario di tutto, dalle terribili fake news , a quelle scientifiche, passando per le scemenze, creando però nel popolo una confusione tremenda. Molti politici hanno fatto l’unico mestiere che da secoli sanno fare: si sono messi in vista in tutte le occasioni opportune e inopportune. E ancora: l’elicottero sopra le nostre teste come l’occhio di Sauron, pattuglie delle Forze dell’ordine avanti e indietro per la città, la paura di essere fermati anche se non si aveva fatto nulla. Il terrore di andare un attimo da soli in chiesa per dire una preghiera, e essere multati o tacciati di diffondere la pandemia (d’altra parte è solo la Scienza che ci salva!). E poi la messa solo in TV e la comunione spirituale. Molti invece, sono andati alla ricerca di Comunioni clandestine come nei primi secoli o come nei Paesi sotto la dittatura, ma che spesso trovavano le porte chiuse o qualcuno che gli diceva “ordine del Governo, dobbiamo ubbidire! “. Però tutto questo e altro, è un’esperienza, un’ esperienza e non tanti particolari avulsi l’uno dall’altro; e come tutte le esperienze, è utile e dunque positiva e come tale va conservata nel nostro cuore. Ci siamo accresciuti nella conoscenza del mondo, dei fratelli nella fede, delle “spie” che nei momenti più duri vengono sempre a galla. Abbiamo poi vissuto una prova che non viene mai a caso. abbiamo visto tanta solidarietà tra gente del popolo, sempre unito nella difficoltà. Abbiamo visto anche persone che hanno accresciuto la loro fede proprio in questo periodo di quarantena. Abbiamo anche capito che il popolo cristiano deve rimboccarsi le maniche e correre, perché i nobili e titolati puledri, l’avete visto, non vogliono correre, dimenticando il sangue dei martiri sui quali sono state costruite le loro chiese. Infine abbiamo avuto la grazia di poter stare 24 ore, tutti i giorni, per tanti giorni insieme alla nostra famiglia. E non è poco. 
Dobbiamo allora ringraziare Dio perché siamo ancora vivi, e lo dobbiamo pregare perchè mai ci separiamo da Lui (“O Cristo, o morte”). 

Il Pio




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