Etichette

Un tempo l’arte si capiva

Un tempo l’arte era chiara. Si capiva. Davanti a un quadro di Caravaggio o a un affresco del Masaccio ci si può rimanere fermi anche diverso tempo a rimirare la cura dei minimi particolari. Non so se lo stesso potrebbe avvenire davanti ai dipinti realizzati con il lancio casuale della vernice sulla tela, o pieni di segni colorati geometrici, ancorchè questi valgono diversi soldoni e sono opere d’arte certificate. Una volta a Venezia vidi ai lati di una piccola piazza quattro cesti alti di filo di ferro pieni di lattine: ogni cesto conteneva lattine dello stesso colore, il primo blu, il secondo arancione, il terzo verde e il quarto giallo. Da buon provinciale pensai che quella faccenda riguardasse la raccolta differenziata; l’architetto che era con me rimase inorridito da tanta ignoranza e mi rivelò che si trattava di un’opera d’arte moderna. « E che significa? », « non lo so, —mi rispose— ma è un’opera d’arte ». Un quadro di Caravaggio lo capisco. Un dipinto del Masaccio pure…

A proposito del Masaccio. La « cacciata di Adamo e Eva dall’Eden » è un’opera d’arte bella e pure significativa. E’ la “fotografia” dell’istante in cui Dio caccia i nostri progenitori dal Paradiso Terrestre perché avevano fatto l’unica cosa che non dovevano fare; una cosa sola non dovevano fare e quella hanno fatto: mangiare del frutto che gli era proibito. Avevano tutto, potevano tutto, avevano Dio per amico, stavano benissimo, potevano vivere per sempre senza malattie, quasi come degli angeli…  ma erano anche liberi e hanno voluto fare di testa loro senza ascoltare quello che Dio gli aveva detto. E hanno perso tutto. Non siamo così pure noi? L’uomo è stato creato libero e questa libertà deve saper gestire per tutta la vita. Ogni nostro atto libero infatti comporta una responsabilità, una conseguenza, in bene o in male. E tutta la vita si gioca sulla libertà di aderire o meno a quello che Dio vuole da noi. Il peccato originale, allora. Il Catechismo parla di peccato “contratto” e non “commesso” perché è il peccato commesso dai nostri progenitori che è rimasto inciso indelebilmente nella natura umana decaduta e passato così di figlio in figlio, fino a noi. Un “vizio di fabbrica”, una tendenza naturale al peccato e alla disobbedienza, che ci portiamo dietro dall’inizio della storia, per tutta la vita e ci condiziona tutta la vita. Ed è anche la spiegazione più scientifica del perché c’è il male sulla terra. Nessuna filosofia, nessuna teoria psicologica, nessuna formula educativa, sono riuscite a dare una spiegazione al male nell’uomo e dunque sulla terra. Anche perchè non è per niente vero che l’uomo nasce buono e poi il “sistema” lo fa diventare cattivo. Guardate allora i bambini appena nati (cioè quando il “sistema” non li ha ancora contagiati): già litigano fra di loro, si menano, si rubano le cose e appena riescono a parlare, dicono le bugie ai genitori. Non è il sistema esterno, ma qualcosa di interno all’uomo che lo fa tendere al male. Il peccato originale, appunto. Dobbiamo fare di tutto per contenerlo e per questo ci aiutano i sacramenti, la preghiera, il dominio di sé, il voler bene a Gesù, il fare del bene… Ma dobbiamo sapere che ce l’abbiamo tutti quel “vizio di fabbrica”, perché tutti siamo figli di Adamo e Eva. Per contenerlo e combattere  i suoi effetti, bisogna sapere innanzitutto che c’è.

Prima dicevo delle opere d’arte che si capiscono. Il Masaccio disegna oltre a Adamo e Eva che si allontanano coi volti distrutti e sfatti per il rimorso, anche l’Angelo che caccia i progenitori indicando loro col braccio di uscire. Ma proprio nell’affresco a fianco a questo, seguendo la direzione del dito dell’Angelo si arriva alla testa di Gesù. E’ Lui che ci aiuta a affrontare questa nostra tendenza al male e che ci può salvare. L’arte una volta si capiva. Anche altre cose si capivano, ma solo perché si dicevano.
Il Pio

Nessun commento:

Posta un commento

Il "buon" Signor G.

In un altro post vi ho parlato del mio amico G., devotissimo a San Giuseppe, lo sposo della Madonna. Ora starà sicuramente in Paradiso,...