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Noi, il Capitan S. e il Generale Kanzler


Uno dei fatti di cronaca che negli ultimi tempi più ci ha colpito è stato certamente quello della bella e grande nave da crociera che è affondata per aver agganciato gli scogli a seguito di una inutile manovra del suo capitan S. poi scappato lasciando praticamente allo sbando i suoi passeggeri e il suo personale. Sicuramente la vicenda di tal capitan S. ha colpito tutti e ancora oggi, a ripensare alla vicenda, riproviamo sdegno e scandalo per quel comportamento, disapprovandolo tutti unanimemente.

Tutti abbiamo in testa infatti l’immagine del capitano che abbandona per ultimo la nave che affonda, dopo aver messo tutti in salvo o che altrimenti affonda insieme a essa. Per questo ci scandalizza ancora il capitan S. 

Ma guardiamoci un po’ intorno. Quanti Capitan S. (se non peggiori) troviamo accanto a noi? Quanti medici pensano più alla carriera e ai soldi che ai propri ammalati? Quanti infermieri hanno più a cuore l’orario sindacale e il rispetto dei loro diritti, che la sofferenza che vedono attorno a loro ogni giorno? Quanti politici non fanno il loro dovere? Quanti dirigenti e funzionari pubblici non pensano minimamente allo Stato e ai propri cittadini, cercando invece solo il Potere e il tornaconto? Quanti manager abbandonano in mezzo alla strada, senza il minimo problema, dipendenti e impresa, se il budget raggiunto non è quello previsto o se non guadagnano quello che vorrebbero guadagnare? Quanti impiegati lavorano limitandosi a dare il minimo, se non il peggio di sé in ogni cosa che fanno, scansando tutto il possibile, disinteressandosi completamente dell’azienda e dei colleghi? Quanti genitori abbandonano i figli piccoli e il coniuge per andare con un altro partner? Quanti vivono ogni giorno disinteressandosi di tutto e di tutti, pensando solo al proprio comodo? Quanta gente oggi vive così? Quanti di noi al posto del capitan S., si sarebbero comportati esattamente nello stesso modo, lasciando tutti, per pensare a sé stessi? Tutti hanno nel cuore l’immagine del capitano che coraggiosamente e con posa da statua del Risorgimento affonda insieme alla propria nave. Tutti si scandalizzano ancora del capitan S. Ma molti nella propria vita si comportano ogni giorno proprio come lui.

Il fatto è che oggi il mondo insegna che il valore, l’onore, la fedeltà, il sacrificio, la dignità, l’eroismo, il fare il proprio dovere ogni giorno, l’amore per la famiglia, per la Patria, per Dio e la Chiesa, sono disvalori, fuori moda ed il seguirli una idiozia: ognuno deve pensare solo a stare tranquillo, anche a scapito dei vicini. E questi concetti gran parte di noi li ha accettati tutti e li testimonia apertamente. Però pretendiamo di vedere il capitano che affonda con la nave in posa da statua etc. etc.

E a me viene in mente invece il Generale Kanzler, comandante dell’esercito pontificio ai tempi di Pio IX, ultimo Papa re. Fedelissimo al Pontefice, cristiano esemplare e ottimo soldato, intelligente e colto, fu una delle più nobili e cavalleresche figure della vecchia Roma papale. Consacrò la propria vita alla difesa e al servizio della città. Guidò sempre con onore e coraggio le truppe pontificie fino alla Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 e alla resa di Roma all’esercito dei Savoia. Il 21 settembre tutto era ormai finito, l’esercito papale stava per sciogliersi definitivamente e gli stranieri accorsi a difesa del Papa stavano tornando sconfitti in patria, in questo momento triste e drammatico il Generale Kanzler volle salutare personalmente le sue truppe dicendo loro: “Soldati è giunto il momento in cui dobbiamo separarci… Roma è caduta, ma grazie al vostro valore e alla vostra fedeltà, alla vostra ammirabile unione è caduta onorevolmente… Addio cari commilitoni, ricordatevi del vostro capo il quale serberà indelebile e cara memoria di voi tutti”.    

W il Generale Kanzler allora e tutti quelli che hanno un cuore come il suo. W chi ama ancora Dio, il Papa e la Patria. Chi invece vuole essere come capitan S. si accomodi, ce ne sono già tantissimi in fila e di posti liberi ce ne sono molti. Ma poi nessuno si lamenti se un giorno si dovesse trovare da solo dentro una nave che affonda, con tutte le scialuppe di salvataggio occupate dal capitano e dal suo equipaggio.
Il Pio

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