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Forse una cosa...



Una cosa, forse, la possiamo imparare da questo fattaccio del Coranavirus. Non tutto viene per nuocere. Non mi riferisco ai nostri politici che hanno litigato tra loro (quello già lo sapevamo). Non mi riferisco che siamo i primi in Europa col numero di contagi (alcuni dicono perché siamo i più bravi guidati da bravi, altri dicono perché siamo i più somari guidati da somari: ma chi ha ragione? E chi lo sa?). Non mi riferisco nemmeno all’ipotesi forse fantascientifica, da qualcuno rappresentata che il virus sia stato inventato dai cinesi per sordidi motivi (non cambierebbe minimamente la situazione e poi i dietrologi ci sono sempre stati). Non mi riferisco neanche ai numerosi Vescovi che, accettando di sottomettersi agli ordini dei laici, hanno vietato le sante messe, le processioni e le preghiere pubbliche, prendendosi sicuramente la responsabilità di fronte a Nostro Signore (tra l’altro in questi casi rivolgersi all’Onnipotente, potrebbe essere la via più efficace, in passato si faceva così e qualche miracolo è arrivato). Tutta questa vicenda, però ci può insegnare una cosa, dicevo. Il dogma laico (anzi laicissimo e incontestabile, pena la derisione se non addirittura, l’esilio) che la Scienza sia sempre e ovunque onnipotente e risolva da sé tutti i mali della terra e che dunque l’uomo, misura di tutte le cose, si salva da solo senza dover ricorrere a quella maledetta superstizione medievale—l’oppio dei popoli per altri—della religione che tanti mali ha fatto, è, in questo momento per lo meno, un falso storico, cioè non è un dogma vero, cioè non è vero: è falsissimo. Senza la luce di Dio nei cervelli, l’unico passo che si fa di fronte all’ignoto, è la paura, che tra un po’ (forse) diverrà addirittura terrore. E quando non è la fede a illuminare i cervelli, ma il terrore le conseguenze saranno brutte per tutti.

Il Pio

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