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Pier Giorgio e il rispetto umano



Il rispetto umano. Ora non si sa più cosa sia: è una frase che al nostro cervello non dice nulla. Si sa cosa sia il “rispetto” e cosa sia “l’umano”, ma messe insieme quelle due parole sono sterili, inspiegabili. (Ed è un brutto segno: significa che nessuno ne ha parlato più per decenni). Eppure fino a un tempo neanche troppo lontano, era molto chiaro il concetto. Il Catechismo di San Pio X—che è uscito del 1912—diceva tra l’altro proprio del rispetto umano: «35. E' utile fare il segno della Croce? E' utilissimo fare il segno della Croce spesso e devotamente, perchè è atto esterno di fede, che ravviva in noi questa virtù, vince il rispetto umano e le tentazioni, e ci ottiene grazie da Dio»; «247. Come si dà prova della fede? Si dà prova della fede confessandola e difendendola, quando occorra, senza timore e senza rispetto umano, e vivendo secondo le sue massime: “la fede senza le opere é morta” (Catechismo San Pio X)». Faccio allora degli esempi di questo atteggiamento (che definirei borghese) per farmi capire: la vergogna di fare un segno di croce prima dei pasti solo perché si è a mensa davanti ai colleghi è agire per rispetto umano, rinunciare a dire un Rosario in pullman per paura di essere visto e deriso, è agire per rispetto umano… (insomma: cosa penserà la gente di me?). Che poi esso rischia di divenire peccato, se si pensa a quello che disse Gesù “chi si vergognerà di Me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi (Lc 9,26)”. E non si può raccontare Pier Giorgio Frassati, senza parlare di come considerava quell’atteggiamento. Nel libro “Mio Fratello Pier Giorgio, La Fede”, di Luciana Frassati, (edizioni Paoline) si legge in una nota che il termine “rispetto umano” ricorre almeno quaranta volte nella varie testimonianze che la gente ha fatto su di lui. Cioè almeno quaranta persone hanno notato questo suo (invidiabile) atteggiamento: “Non aveva rispetto umano”, dice uno, “Era senza rispetto umano” annota un altro... Infatti al cuore di Pier Giorgio interessava Altro: non il rispetto e l’onore del mondo, ma il rispetto verso Dio. Un amico raccontò che tutte le volte che passava davanti a una Chiesa si bloccava e facendo quel profondo segno di croce che tanta gente ammirava: «Interrompeva di colpo il discorso, non era più con noi, senza parlare e senza arrossire come chi non ha mai conosciuto il peso del rispetto umano e può compiere ciò che gli altri fanno con una fretta non indifferente, con una calma olimpica. Egli salutava Qualcuno, non compiva un puro gesto formale (Op. cit. pag. 109). Pier Giorgio proprio non ce l’aveva questo rispetto umano. Come quando si trovò in un rifugio alpino la sera, in compagnia di uno appena conosciuto, all’improvviso interruppe il discorso e disse: «oggi è venerdì, misteri dolorosi, nel nome del…» e iniziò il rosario senza domandarsi se quel giovane montanaro fosse ateo, anglicano, musulmano o testimone di Geova. Oppure quando una volta incontrò Padre Righini in Via Pietro Micca a Torino (che si trova in una zona centrale e trafficata) e si volle far confessare in mezzo alla strada. Come quando difese la bandiera del proprio circolo dalla carica della Guardie reali, finendo in Questura. Come quando—lui figlio di una importantissima e altolocata famiglia torinese—andava in giro per tutta Torino con pacchi e pacchetti da portare ai poveri. Come quando dopo aver aiutato i ferrovieri a spalare la neve e a spostare i bagagli, si mise a sedere nel vagone, cacciò dalla tasca la corona e lentamente recitò in silenzio, davanti a tutti, l’amatissimo rosario… Maledetto rispetto umano! Quante persone hai fatto perdere? Quanti danni hai combinato? Quante tentazioni sono passate attraverso di te? Quanti dispiacere sono stati dati a Gesù? Allora noi, tutte le volte che dobbiamo fare una cosa, qualunque essa sia, piccola o grande, domandiamoci sempre «come avrebbe fatto Pier Giorgio se fosse stato oggi al posto mio?». È una domanda che ci può aiutare in tutte le occasioni. Che mi importa poi, di quello che potrebbe dire la gente di me? Mille volte meglio interessarsi a quello che Dio potrebbe dire di me.

Il Pio

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