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Perché l’Italia deve diventare islamica / 3


Il fatto è anche che siamo deboli. Abbiamo una fede debole. Per debole intendo che la fede non ha nulla a che fare con la vita di tutti i giorni, con tutti i particolari della vita. Con il fidanzamento e il matrimonio ad esempio, con il lavoro anche, con le amicizie, con lo sport e—perchè no?—coi soldi, con il tempo libero... La nostra è una fede che, se va bene, ci fa andare a messa annoiati e distratti (e in ritardo), appena appena la domenica. Ma non ci aiuta a giudicare la vita, tutta la vita, le nostre scelte quelle importanti e come quelle non importanti, l’educazione dei nostri figli, la scelta dell’autovettura... Questa è una fede debole. Non tocca niente, non cambia niente, non dà mai frutti. Una fede debole che per farla cadere basta una piccolissima spallata. Figuriamoci altro! Eppure la fede in Gesù ci fa vivere lieti (anche se non tranquilli) anche nella bufera o con le spallate più violente e ci farà anche salvare l’anima, probabilmente. Una fede debole però non serve a nulla. E questa fede è così da più o meno 50-60 anni, prima non era così. Eppure il cuore dell’uomo desidera l’assoluto, il tutto, il giusto, ma il borghesismo—che è un nemico potentissimo della ragione e della vita normale—annebbia questo desiderio e lo fa aspirare a qualcosa di molto più basso. Così accadrà che quando la pressione islamica sarà forte, moltissimi—è probabile—cederanno, passeranno il “confine”, anche perché non gli è stato dato nulla, perché non hanno avuto genitori che pregavano insieme e coniugavano la fede con la vita, perché non hanno mai visto laici e sacerdoti contenti e profondamente cristiani, perché nessuno gli ha mai detto che la ragione non è contraria alla fede (anzi!) e che la fede cattolica c’entra con la vita, proprio quella fede cattolica che—guarda caso—ha da secoli una marea di nemici spietati che diffondono con ogni mezzo, perfide bugie intese poi come verità oggettiva da moltissimi… Non glielo hanno mai detto, non lo hanno mai visto tutto questo. Allora quando vedranno gente più forte e sicura, con idee chiare e principi fermi, gli andranno dietro. E quanti ne saranno! Quanti se ne perderanno! (Che fine faranno i rimanenti non lo so). So solo che se ricominciamo a fare come fecero i primi apostoli in un mondo profondamente pagano (più o meno come quello attuale) e creare nuove comunità di persone cattoliche che pregheranno insieme, daranno colore e porteranno frutto nel mondo, qualcosa di buono succederà. Poi accadrà quello che deve accadere. Qualcosa di buono che Nostro Signore potrà utilizzare per i Suoi fini. 

Il Pio 

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