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Democrazia formale e protestantesimo


Il momento attuale è di massima confusione per il popolo. In genere i due pilastri su cui reggersi, in tempo di crisi sono o lo Stato o la Chiesa, e in certi periodi, anche ambedue. Il brutto che entrambi i pilastri si stanno sgretolando. Mi spiego subito perché non vorrei essere frainteso. Parliamo dello Stato. Noi tutti siamo certi di vivere in una Repubblica democratica. Ed è vero. L’Italia è proprio una Repubblica democratica. Formalmente. Nella sostanza? Noi eleggiamo persone che ci rappresentano, è vero. Ma noi scegliamo le persone che ci impongono i partiti (spesso senza avere alcuna voce in capitolo). Ma questi però non li ha nominati nessuno, la cui origine è talvolta una scissione di un partito, talaltra una lite fra due politici, qualche volta la smania di potere di un altro politico,… Da quando ho iniziato a votare il nome e il numero dei partiti è cambiato centinaia di volte. Nessuno sa poi come i partiti fanno le liste da imporre agli elettori e con quali criteri vi vengono messe le persone: se le più brave, le più intelligenti, quelle che vogliono servire davvero la Nazione e il popolo, o semplicemente le più “convenienti”, (a guardare dai risultati…). Oltre a questo, nelle ultime elezioni nemmeno potevamo scrivere sulla scheda il nome di chi volevamo eleggere! A voler tacere del fatto che spesso abbiamo mandato in Parlamento un soggetto, ancorchè a noi del tutto sconosciuto, perché era nel partito “lilla” di cui condividevamo il programma (o anche solo qualche idea) e dopo poco tempo questo si è venduto al migliore offerente e lo abbiamo ritrovato nel partito “indaco” di cui disprezziamo sia il programma che ogni sua singola e minima idea. E’ democrazia? Sì, certo, formalmente è democrazia e dunque non si può dire nulla. Ma si può pensare…

Parliamo ora della chiesa (la scrivo con la “c” minuscola per farmi capire meglio e non confondere nessuno). Recentemente un cardinale ha detto che una parte considerevole della leadership cattolica sta creando un’altra chiesa: una chiesa di tipo relativistico e protestante. Cioè, in poche parole, stanno procedendo dal di dentro a protestantizzare la chiesa di cui facciamo parte. E questo genera nel popolo di Dio una tremenda confusione morale, dottrinale e liturgica. Quanto detto però dal  cardinale non è il classico fulmine a ciel sereno. Quelli che sono più attaccati alla Chiesa e alla Tradizione (purtroppo sono pochi e malvisti da tutti, cattolici e non) se ne erano accorti da anni. La Chiesa non morirà mai—sia chiaro—e le porte degli inferi non prevarranno mai contro di essa («non praevalebunt!»). La Chiesa cattolica è stata fondata da Gesù, da Dio stesso dunque, e le chiavi di Essa, Lui le ha date in mano a Pietro e ai suoi successori e sarà così fino alla fine dei tempi. Ma come i Parlamentari che cambiano casacca e si vendono al migliore offerente, così capita di venire a conoscenza di gente chiamata a guidare il “gregge” sulla strada di Dio, che è la dottrina e il catechismo, verso la salvezza, fare invece altro: cambiare la dottrina con interpretazioni pazzesche e pericolose, confondere il popolo con consigli salottieri, annacquare il catechismo, preferire gli onori del mondo… La Chiesa non crollerà mai, ripeto, perchè le fondamenta sono su Dio, ma quanta gente si perderà in questa tremenda confusione causata da chi deve invece fare chiarezza? La chiesa non deve andare col mondo, ma guidare il mondo, illuminare il mondo con il suo tesoro che deve conservare come la perla più preziosa che c'è, anche a costo della vita.

Per concludere. A dire il vero dello Stato mi interessa poco, come esso si interessa poco o niente di noi (e questo lo dico con tanto dolore). Continuerò certo a obbedire alla sue leggi e a fare tutto quello che mi impone. Ma col sentimento di uno che è governato da uno Stato invasore. Non è stato certo il popolo a creare l’enorme e insormontabile divario che ormai esiste fra politica e classe dirigente da un lato e gente comune dall’altro. Della Chiesa invece mi interessa e mi preoccupo di più. C’è un affresco del Signorelli, La Venuta dell’Anticristo, nel Duomo di Orvieto (lo vedete nella foto in alto) in cui si vede al centro, proprio dietro la figura dell’Anticristo che ha apparentemente il volto di Gesù (ma lo sguardo è cattivo), attorniato da numerosi fedeli, un gruppo 
isolato di sacerdoti e di gente comune che alla luce delle scritture, della Dottrina, del Catechismo e della Tradizione, capiscono l'inganno e il male che quello sta dicendo, se ne distacca e non lo segue. Dobbiamo andare dietro a questi. Dobbiamo creare comunità in cui la fede vera in Gesù può essere conservata e diffusa.
Il Pio

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