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Il problema è religioso


Il problema è religioso. Andrebbe affrontato in tal modo, tornando cristiani consapevoli della bellezza della nostra religione che ha creato questo Paese e tutta questa Europa.



Il problema del rapporto con l’Islam è venuto fuori improvvisamente a seguito dei recenti attentati, tutti frutto di un odio impressionante. (A mio avviso esso c’è da molti anni in Italia). Qualcuno ha detto che questo problema si risolve in via politica che tradotto dovrebbe significare con un compromesso (che però vista la nostra contro parte non si farà mai e che visto invece come sono fatti i nostri capi, significa un calarsi le braghe su tutto). Il problema è per me religioso, non solo politico. Religioso soprattutto e fuori da questa dimensione non si capisce. Non si può capire tutto questo odio verso di noi. E infatti non si capisce proprio. Il fatto allora non è togliere i crocifissi dalle scuole, il Natale dalle recite. Il fatto non è quanto possono sentirsi discriminati. Il fatto è invece quello di mettere i crocifissi, non solo nelle scuole, ma soprattutto nei nostri cuori. Di difendere la nostra tradizione e la nostra religione, di raccontarla, di testimoniarla apertamente, appassionatamente. Ma anche di mandare previamente a quel paese tutti quei nostri compaesani che ci hanno consacrato alla religione del politicamente corretto, tanto stretta e disumana, dove tutto è grigio e soprattutto sbagliato. Che nulla ci fa capire della realtà. Il fatto è anche che noi non ci dobbiamo autodiscriminare e sentirci in colpa per fatti che non abbiamo mai commesso. Né cedere su tutto. Il problema è religioso. Andrebbe affrontato in tal modo, tornando cristiani consapevoli della bellezza della nostra religione che ha creato questo Paese e tutta questa Europa. Il politicamente corretto e i suoi sostenitori hanno creato il problema, di certo non lo possono risolvere. Il problema è religioso. Il catechismo parla (ma questo non si dice più, non è infatti politicamente corretto) di Chiesa militante, che siamo proprio noi qui sulla terra. Perché ciascuno deve combattere la buona battaglia contro se stesso innanzitutto per salvarsi l’anima, ma anche quella per difendere Cristo e la Sua Chiesa. Come hanno fatto migliaia di santi e martiri in questi duemila anni. Un tempo quando uno riceveva la cresima sapeva di divenire soldato di Cristo e il vescovo gli dava uno schiaffo per fargli capire che poteva anche soffrire per questo. Un tempo che poi non è tanto lontano. Ora tutto questo non si fa né si dice, tutto è divenuto vago, come vaga è divenuta la parola “Amore”… E i giovani italiani si arruolano col Califfo, ritenendo di fare il meglio per la propria vita. Torniamo cristiani! Preghiamo. Chiediamo a Nostro Signore di non dovere subire un’invasione e una persecuzione. Infine siamo sempre buoni caritatevoli e cortesi con tutti, ma tutto per Gesù, in nome di Gesù, per il Suo Regno. 

Il Pio

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