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Mino e gli animali


Il cristiano deve vivere sempre solidale; esso sa anche che si deve vivere così, ma nella realtà vera, quella di tutti i giorni, nella “foresta” quotidiana in cui ci sono “gli uccellini e i micetti, ma anche le tigri e i coccodrilli” pronti a sbranarlo. 


Ieri si è detto che il terrorismo si vince con la solidarietà. Benissimo! E’ importantissima la solidarietà e non ce ne è mai davvero abbastanza nella nostra società. Andrebbe anche detto dove essa vada agganciata, altrimenti, se non ha un fondamento stabile, un motivo solido, al primo “vento forte” rischia di volar via. Il cristiano normalmente l’appoggia all’amore che ha verso Gesù, la vede come una conseguenza a esso, attuale dunque, un atteggiamento da tenersi —possibilmente, con tutti i propri limiti—quotidianamente. Ma non potendosi più, oggi, parlare di Gesù, sennò si turba (!) qualcuno, la solidarietà non è più una conseguenza attuale, ma un valore lontano, un ideale da scrivere sempre con la V maiuscola, ma da raggiungere ancora, lontano da noi evidentemente a sè stante e dunque senza radici, se mai si raggiunge. Un valore spesso a spot, una tantum, mai quotidiano—h 24— dunque. E a proposito del terrorismo mi è venuta in mente una favola. “C’era una volta il giovane Mino, un vero amante degli animali. Diceva di essere solidale con tutti gli animali e che gli animali sono come le persone e vanno amati e aiutati e guai a chi gli fa del male. Questo andava dicendo a tutti. Fece anche approvare delle leggi su questo tema. Per essere coerente con se stesso e soprattutto per andare fino in fondo al proprio grande ideale, decise di andare nella foresta a aiutare tutti gli animali poveri e indifesi. La moglie e i figli lo pregavano di restare a casa con loro, ma il suo ideale era troppo grande. Partì ovviamente disarmato e con una sacca sulle spalle. Incontrò uccellini, pappagalli, antilopi e cerbiatti: a tutti diceva «sono Mino, caro animalino, ecco per te un panino. Mangia pian pianino, sennò ti fa male il pancino». Andò avanti così quasi tutto il giorno. Verso sera incontrò una tigre ferocissima e affamata sdraiata su un pianoro. Con la faccia sorridente le si avvicinò con il panino in mano e disse a alta voce «sono Mino, caro animalino, ecco per te un panino. Mangia pianino sennò ti fa male il pancino». La prima cosa che partì fu il braccio destro con tutto il panino. Poi una gamba e la testa. Poi tutto il resto. La tigre tornò a dormire soddisfatta finalmente del lauto pranzo. Senza pentimenti, da quando era nata infatti gli era stato sempre detto che se aveva fame doveva uccidere qualcuno. Nessun problema morale dunque. E tutti vissero felici e contenti». La solidarietà è una grande cosa sicuramente e chi l’ha ricordato è stato un grande e davvero bravo. Vanno indicati gli ideali. Oggi la società infatti è in balia dell’egoismo e va segnata la via della solidarietà. Il cristiano deve vivere sempre solidale; esso sa che deve vivere così, ma nella realtà vera, quella di tutti i giorni, nella “foresta” quotidiana in cui ci sono “gli uccellini e i micetti", ma anche "le tigri e i coccodrilli” pronti a sbranarlo.

Il Pio


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