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“Chi si ricorda dello sterminio degli armeni?”


 
“Estate 1915. Mentre infuria il primo conflitto mondiale, nella parte orientale dell’Impero ottomano si consuma silenziosamente una delle tragedie più terribili nella storia del XX secolo: il genocidio degli armeni, progettato e messo in atto dai turchi con una premeditazione e una ferocia inaudite. Scarsissime le notizie che filtrano oltre confine, pochi i testimoni oculari in grado di fornire un quadro dei concitati avvenimenti di quei mesi. Avvenimenti che in seguito sarebbero quasi scomparsi dalla memoria storica dell’Occidente, fugacemente accennati nei libri di storia, nonostante le impressionanti dimensioni e la gravità dei fatti. In breve, tra il 1915 e il 1917, il governo turco dispose e mise in atto lo sterminio dell’intera popolazione armena. Sulla fine della guerra, dei circa due milioni e 100mila armeni residenti nelle province dell’Impero ne restavano in vita solo 600mila. Un popolo sopravvissuto a secoli di dominazioni straniere giunse in pochi mesi alla soglia dell’annientamento. Ma quest’evento fu il punto d’arrivo di una dinamica geopolitica che ha radici lontane nel tempo (stralci presi da 30 giorni, Il Grande Male, Giovanni Ricciardi Arch. 12-2001)”. Passano un po’ di anni (poco meno di venti) e Adolf Hitler, il famoso fuhrer Tedesco, pronunciò una frase che per alcuni è tristemente famosa (ma per altri assolutamente sconosciuta): “Chi si ricorda oggi dello sterminio degli armeni?”. La pronunciò infatti nel 1939, quando ordinò di procedere per la “soluzione finale”, quindi con lo sterminio degli ebrei. Qualcuno provò ad eccepire infatti che sterminare milioni di ebrei non sarebbe passato inosservato, ma il Führer sentenziò: “Chi si ricorda oggi dello sterminio degli armeni?”. Vedete come funziona il mondo? Vedete come stiamo messi noi povero popolo abbandonato. Le redini del mondo ormai da diversi decenni le tiene il demonio. Solo la Madonna ci potrà salvare.

Il Pio




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