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W don Camillo! W Peppone!



Forse è un’ossessione la mia. Ma ogni sera devo leggere un racconto di don Camillo e Peppone (di Giovannino Guareschi). Mi piace tanto farlo. Ormai sono miliardi di volte che lo faccio. Lì si legge di un mondo. Non però di un mondo idilliaco, né un mondo fantastico, inesistenti. Quello descritto è Il mondo nostro. O meglio potrebbe esserlo, se ci fossero tutti gli elementi. Esso è comunque un mondo piccolo in cui c’è tutto, il buono e il cattivo, mescolati come natura vuole. C’è la cattiveria, come quando due ex alunni rubano tutto nella casa della loro vecchia maestra. C’è l’odio tra gli agrari e i contadini come nel pezzo del Passagatto. C’è il terrorismo come quando Peppone voleva far saltare due ponti per non far passare la Polizia, venuta a eseguire un giusto sfratto. Ci sono gli scontri con la Polizia in cui muoiono ragazzi esaltati e accecati dalla ideologia politica. C’è la politica contro la fede. C’è la religione del post Concilio. E i preti alla don Chichì del post Concilio. Ci sono carognate. C’è la violenza bestiale come quella del racconto dell’anello della signora Mimì che era stata trucidata con l’accetta insieme al marito e alla serva per odio politico e non solo. C’è la fame, la disoccupazione, gente cattiva e gente buona... si ride e si piange, si sta seri e compunti. Si prende in giro come quando i Comunisti dalla faccia truce al seguito di Peppone, per partecipare a un funerale senza le loro bandiere che erano state vietate da Don Camillo, si sono presentati tutti con la testa rasata con la falce e martello e ci si arrabbia come don Camillo che per questo motivo fa scoppiare una rissa tremenda a suon di pancate in testa, con il finale dei cavalli delle pompe funebri che scappano per la vergogna verso i vivi che vedevano... T
utto quello che abbiamo pure noi, senza sconto. Eppure, quello è un mondo ideale, forse peggio pure del nostro. Ma dove io vorrei abitare e non solo io da quello che so. Perché è un mondo dove sotto sotto c’è una fede grande e una grande umanità che prevalgono sul laicismo bieco e sul politicamente corretto. C’è l’amicizia. Non c’è la puzza della modernità e dello smog. Non c’è intossicazione ideologica, ateismo violento e contro natura. Lì c’è buono e cattivo, ma il substrato è la fede e l’umanità. Non tutti sono buoni, ma non tutti sono cattivi. Quel mondo è bello e vivibile perché possibile. Basterebbe che nei nostri cuori fosse accesa una piccola fiammella di fede verso Dio.

Il Pio

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