Etichette

Showman e battitori liberi


Ci avevano messo un sacco di tempo le suore, a sistemare i bambini delle elementari sulle sedie e farli stare zitti per l’inizio della Santa Messa. Ancora più faticoso era stato per loro sistemare educatamente i genitori in silenzio, che quanto a disubbidienza e indisciplina, superano di gran lunga i figli. Dopo dunque uno sforzo ciclopico, finalmente tutti erano fermi, seduti e—addirittura—in silenzio. E quel silenzio e quelle persone così ordinate, per chi ha a cuore una certa forma che però è anche sostanza, fa solo piacere. Ti permette anche di dire qualche preghiera... A un certo momento entra di corsa il giovane celebrante e preso il microfono comincia a saltare e battere le mani, urlando chiede che tutti saltino e di mettere le mani in alto. «Forza, più in alto!». Alle suore, quelle più anziane in particolare, veniva quasi da piangere. «Come state?», «non vi sento!»… All’omelia, scende in mezzo alla gente come faceva Pippo Baudo, e fa le domande ai bambini, ripetendo a alta voce la risposta. Ride, scherza, fa battute e tutti ridono e applaudono e forse si dimenticano anche loro che stanno alla Santa Messa. Poi è normale l’inserimento di frasi sue personali nella Liturgia sacra. Questo e altro che molti di voi già hanno visto altrove e per questo taglio corto. Tutto buono sicuramente e tutto santificante: sono solo io, vecchio brontolone che non capisco la novità, la bellezza e l’utilità di questi nuovi metodi di celebrare. Però—da quel che mi consta—nessuno nel frattempo ha cambiato il significato della messa che non è uno show dove il prete è un animatore da villaggio turistico, dove lui è il centro di tutto, col concetto finale che la messa riesce bene (?) o riesce male (?) se ha saputo essere un bravo showman. E’ pur vero che dopo il Concilio Vaticano II le chiese devono avere al centro non più il tabernacolo (messo di lato o nascosto in sagrestia o altrove) ma il trono del celebrante e anche questo qualcosa deve pur significare. Resta però ancora vero che il centro di tutta la messa è (e deve restare) l’Eucarestia e il “presentatore” deve fare solo l’umile e indegno ministro (che significa poi servo) di Dio e in quanto tale, non deve mai sentire la necessità di modificare o adeguare le parole e le fasi della Liturgia (perchè non è sua!) e si deve annullare completamente, quasi scomparire di fronte all’Eucarestia. Tutto per la gloria di Dio e la santificazione delle anime. Di fronte al significato della Santa Messa, si possono tollerare urli, balli da curva sud e ola, eseguiti senza rispetto in un luogo sacro e per di più sotto la croce di Nostro Signore? Leggiamo il Catechismo di San Pio X. «654 D. Che cosa è dunque la santa Messa? R. La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino, in memoria del sacrificio della Croce». «655 D. il sacrificio della Messa è il medesimo della Croce? R. Il sacrificio della Messa è sostanzialmente il medesimo della Croce in quanto lo stesso Gesù Cristo, che si è offerto sopra la Croce, è quello che si offerisce per mano dei sacerdoti, suoi ministri, sui nostri altari; ma in quanto al modo con cui viene offerto il sacrificio della Messa differisce dal sacrificio della Croce, pur ritenendo con questo la più intima ed essenziale relazione». «656 D. Quale differenza dunque e relazione vi è tra il sacrificio della Messa e quello della Croce? R. Tra il sacrificio della Messa e quello della Croce vi è questa differenza e relazione; che Gesù Cristo sulla Croce si offri spargendo il suo sangue e meritando per noi; invece sugli altari Egli si sacrifica senza spargimento di sangue e ci applica i frutti della sua Passione e Morte». Il fatto è anche che insieme agli showman, c’è un’altra pericolosa serie di battitori liberi nelle celebrazioni eucaristiche. Loro però non fanno lo show, anzi sono anche seri e compassati, ma dicono cose che la Chiesa non dice, non ha mai detto e che soprattutto non si dovrebbero mai dire perché non sono vere. E il povero gregge di Dio, lasciato senza basi, senza istruzione e spesso anche senza pastore, dubita, vacilla o si perde nella nebbia del mondo, preda del peggiore dei nostri nemici. Aiutiamoci.

Il Pio


(La foto è stata presa da internet, ritenuta dunque di pubblico dominio come tutte le altre, ma non ha nulla a che fare con il fatto raccontato nel post, perchè è un fatto vero) 

Nessun commento:

Posta un commento

Il "buon" Signor G.

In un altro post vi ho parlato del mio amico G., devotissimo a San Giuseppe, lo sposo della Madonna. Ora starà sicuramente in Paradiso,...