Etichette

Come sono cambiati i tempi!

Una delle domande che ogni tanto mi faccio è cosa avrebbe fatto il beato Pier Giorgio Frassati se fosse nato in questi tempi. Lui, classe 1901, è morto nel 1925 e oggi siamo nel 2018. Però non sembra un divario di ottanta anni, ma di ottantamila anni. E’ cambiato tutto. E’ un altro mondo questo, non solo dal punto di vista tecnologico o architettonico, ma da quello umano e cristiano. Mia nonna Dora, classe 1902, morta nel 1996, lo diceva sempre: «come sono cambiati i tempi da quando ero piccola io!». Allora sbuffavo e le dicevo di stare zitta con quelle lagne. Ora io, classe 1963, per Grazia di Dio ancora vivo (e non so fino a quando il Signore mi lascerà qui, sperando però che poi mi accolga in Paradiso, forse dopo un miliardo di secoli in Purgatorio) dico le stesse identiche cose di nonna Dora, forse con un po’ di tristezza in più. Ora abbiamo i grattacieli, automobili comode e veloci, la miseria di molto ridotta, case belle, aria condizionata e riscaldamento, comodità eccezionali, cellulari, internet… (certo non per tutti), nel 1925 nulla di tutto questo era possibile. Ma non credo che Pier Giorgio, per come era fatto, avrebbe avuto problemi oggi a utilizzare tutte queste cose con la massima temperanza, con la giusta moderazione e a condividerli, ove possibile, coi poveri. Da come “lo conosco” ciò che lo avrebbe ferito profondamente nel cuore é vedere come stanno messi oggi i cristiani e com’è la Chiesa moderna. Come si è perso tutto quello che esisteva negli anni suoi, ma proprio tutto. Dove troverebbe oggi un luogo per partecipare periodicamente all’amatissima Veglia notturna? Dove troverebbe in un Rifugio alpino uno che reciti il rosario con lui (o che sa ancora cosa sia il Rosario)? E la tabaccaia di Corso Vercelli, oggi forse straniera, forse convivente, forse agnostica, gli accetterà l’invito a andare a messa? Dove troverà una messa con quel mistero, quel silenzio e quel raccoglimento dei tempi suoi? E poi chissà cosa avrebbe scritto ai suoi amici (li avrebbe poi trovati tutti cristiani)? Avrebbe potuto scrivergli comprensibilmente che bisogna “vivere e non vivacchiare”? E allora, facendomi prendere dallo sconforto, penso talvolta che oggi, con questa flaccidità umana e morale, con questa fede fragile, con questo vuotismo catechistico, con questo sincretismo religioso, con questo laicismo e politicamente corretto sovrani in tutto e per tutto e soprattutto con tanta confusione… forse un Pier Giorgio Frassati non sarebbe mai potuto nascere. Ma questa—mi correggo subito—è un’eresia, una bestialità, ma soprattutto è una cosa sbagliatissima che fa andare fuori strada, in un’altra direzione. Uno è santo, non sempre perché ha un carattere di ferro, è un uomo eccezionale, fa miracoli, è sacerdote e fonda Congregazioni, va in missione e muore martire: anche questa è santità, quella più clamorosa forse. Santo è un uomo vero, un uomo umanamente e drammaticamente uomo. Santo è chi vive ogni momento della giornata per Gesù e mette su tutto, Gesù. E’ uno che si affida completamente a Lui. Adrienne von Speyr osserva: «La santità non consiste nel fatto che l’uomo dà tutto, ma che il Signore prende tutto».Infatti santi ci si diventa soprattutto per la Grazia di Dio, non bastano le sole nostre forze, le nostre bravure, l’impegno, la costanza (anche questi). Noi dobbiamo sempre pregare per divenire santi (quelli clamorosi, come quelli nascosti: l’importante è stare dove Gesù ci vuole mettere perché lì solo ha senso la nostra vita). Laddove Nostro Signore vuole e non dove vorremmo noi. Dunque è proprio possibile che in un mondo triste e allo sbando come quello di oggi, possa nascere un nuovo Pier Giorgio Frassati che tanto bene potrà fare. Bisogna ora vedere se Nostro Signore non si sia stufato di noi e per qualche miliardo di anni non vorrà più mandarci la Sua Grazia santificante, lasciandoci ai frutti dei nostri peccati. Noi però preghiamo sempre e speriamo che cambi idea. E che possano nascere tanti uomini come Pier Giorgio Frassati.

Il Pio

1 commento:

  1. Se fosse nato nei nostri giorni non sarebbe sopravvissuti 24 anni

    RispondiElimina

Il "buon" Signor G.

In un altro post vi ho parlato del mio amico G., devotissimo a San Giuseppe, lo sposo della Madonna. Ora starà sicuramente in Paradiso,...