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«La Verità vi farà liberi» (Gv 8,32)



Negli anni settanta era un gran parlare di libertà: se ne parlava nelle canzoni, durante le manifestazioni, era scritto sui muri, detto in TV, nei film... Non tutti in verità avevano proprio lo stesso concetto di libertà, ma la si invocava in ogni occasione, in ogni discorso e si era tutti d’accordo nel dire che in Italia (degli anni settanta) mancava la libertà. Mi ricordo che con alcuni compagni di Ginnasio discutevamo sul problema e ci chiedevamo dove fosse, in Italia, la dittatura e la mancanza totale di libertà come tutti dicevano, da rendere così arrabbiati tutti i giovani che erano più grandi di noi e che osservavamo anche con un po’ di ammirazione. Caso volle che uno di questi miei compagni di scuola, M.—quello che aveva più coraggio e le idee più chiare di tutti—un giorno scrisse su un tema che era sull’argomento: «in Italia c’è troppa libertà, il problema di tutto è questo». Per come vedevo le cose a quindici anni, mi sembrava che M. avesse ragione (anche se io e gli altri già sapevamo cosa non si doveva scrivere o pensare e ci limitavamo a elaborare sui temi solo luoghi comuni generici). Il problema per M. fu che la nostra professoressa di italiano era una femminista di sinistra estrema e spesso durante le sue lezioni si parlava di argomenti un po'... fuori dal programma, e così dopo aver sottolineato sul foglio protocollo di M. quella frase blasfema in blu cobalto mettendo a lato anche due grossi punti interrogativi, gli mise pure un pessimo voto e lo disse davanti alla classe. Cioè: parlando di libertà, la prof. gli aveva corretto le idee (!) e messo un brutto voto(!) perché non la pensava come lei (!) che aveva le idee giuste (!). Questo era il concetto di libertà che avevo capito nella sua profondità e non mi piacque per niente e immaginai che la libertà fosse altrove. Concetto che poi si è sviluppato in ultimi questi anni: in peggio però. La libertà come il rispetto oggi sono solo unidirezionali: sono giusti se sono pretesi, ad esempio dai migranti, dagli omosessuali, dalle donne… mentre per gli altri no: sottolineato blu cobalto col punto esclamativo. Gli anni settanta e tutto quello che è successo, a forza di parlare e di pretendere una libertà sconosciuta e univoca, l’hanno in qualche modo limitata, offesa. La libertà è un bellissimo concetto, ma quando viene ideologizzato diventa un dramma (per la gente normale) e diviene—eterogenesi dei fini—il suo concetto contrario, ad esempio la dittatura del relativismo come insegnava Benedetto XVI che tira tutti verso il fondo (quando non arriva qualcosa di peggio). Come è successo al mio amico M. E come succede oggi quando non possiamo dire molte cose senza finire alla gogna e tra un po’ anche in carcere. Lasciamo perdere allora, la libertà ideologizzata. Siamo invece liberi, ma liberi grazie a quella libertà che solo la Fede per Gesù ci può veramente dare, stabile e per tutta la vita, persino se siamo dentro un carcere, o nascosti in una caverna, o paralizzati su un letto.
Il Pio


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