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Altro ci preoccupa



Un altro terribile attentato. Morti e feriti. Islamici contro infedeli (cioè noi per intenderci, perché noi “cristiani”—anche se ora siamo divenuti pagani—siamo pur sempre cani infedeli, degni della peggior fine). C’è infatti una differenza. Loro continuano a fare quello che sin dall’inizio hanno sempre fatto. Noi in soli sessant’anni abbiamo dimenticato (meglio rinnegato) tutto il nostro passato e abbiamo trasformato una Fede concreta come quella cattolica in qualcosa di sdolcinato, con la ferma convinzione che tutti sono buoni, soprattutto se sono poveri e in cui ogni religione è buona e porta alla pace. Loro continuano a ammazzare gente innocente e così diventano santi martiri. Noi continuiamo a non capire e a interpretare col dogma del buonismo questi fatti. Se invece fossimo tutti rimasti cristiani, forse, in parte avremmo quanto meno avuto più chiarezza e qualcosa, forse, sarebbe andata diversamente. Sicuramente al posto dei romantici minuti di silenzio e dei commoventi gessetti colorati (inutilità delle inutilità!) avremmo tirato fuori la corona del rosario delle nostre nonne defunte, in disuso da decenni e rimasta nel cassetto dopo la loro morte, e iniziato a pregare. Il santo rosario: quella preghiera che più di una volta ci ha salvato da questi violenti. A che servono quelle frasi che i grandi dicono sempre in queste occasioni: “non ci fermeranno” o “continueremo a vivere come sempre”? Sono belle, “coraggiose”. Certo, sicuramente continueremo a vivere come sempre… fino a che non ci spiaccicheranno sotto le ruote o ci taglieranno la gola. Ma è la seconda parte però che ci preoccupa, non la prima. 

Il Pio



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