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Di un milionesimo di grado (nel covo dei Pirati)


I paragoni sono la peggior vigliaccata dell’Universo—diceva più o meno così, Peppone a don Camillo—perchè portano subito la cosa in politica. Io però non voglio buttare la cosa in politica (mi importa assai farlo!), ma vorrei dirigere invece l’argomento sulla religione (a me molto più cara) e proprio con un paragone, appunto. Mettiamo una nave di due secoli fa che deve solcare l’Oceano sconfinato, in mezzo alla nebbia. Il comandante, alla partenza, sbaglia di un milionesimo il grado della rotta: all’inizio nessuno ci farà caso e poi tutti si fidano del comandante. Il problema si porrà invece alcuni giorni dopo, perché anziché arrivare a T. dove si era diretti, ci si ritrova invece a S. nel terribile covo dei Pirati e tutti saranno imprigionati e derubati. Proprio per quel milionesimo di grado errato proiettato nella lunga distanza.

Mi viene in mente questo paragone quando sento parlare di aggiustamenti e di addolcimenti che devono essere fatti alla dottrina e al catechismo, alla tradizione, alla liturgia, in ossequio a una (presunta) necessità di cambiamento nella Chiesa. Ma ci sono i fatti, purtroppo: non è un buttare la cosa in politica. Molti aggiustamenti e addolcimenti sono iniziati circa 50-60 anni fa. Allora quella era per tutti la rotta giusta e quasi nessuno si lamentava di quella che sembrava una leggerissima, ma necessaria deviazione. Oggi però vediamo dove ci ha portato quel milionesimo di grado errato che era stato impostato in quegli anni: scristianizzazione, seminari vuoti, chiese vuote, sincretismo religioso, famiglie che non hanno la minima conoscenza della Fede Cristiana, chiese orrende, liturgia anarchica, Tradizione dimenticata,… sono dunque l’epilogo di quel minimo, banale cambiamento di rotta. Allora la maggior parte delle persone non voleva certamente che capitasse questo e tutti si fidavano di chi aveva indicato la direzione. Oggi invece molti vorrebbero tornare indietro, agli inizi dell’ottocento o del novecento, ai tempi in cui la Fede in Gesù e nella Chiesa era davvero un patrimonio comune, un respiro comune, un sentimento comune.

Oggi si continua a tenere quella rotta che ci ha portato nel covo dei Pirati, senza dare invece alla bussola quelle indicazioni che per duemila anni si sono sempre rivelate giuste e hanno portato tutti a destino. E ciò secondo l’assunto che i tempi sono nuovi e bisogna adeguarsi a essi. Ma noi prima di tutto, noi dobbiamo seguire Dio nel modo che ci ha detto Lui e non i tempi o la modernità. E poi i tempi nuovi ci saranno sempre: a ogni giro di generazione c’è un tempo nuovo. Per questo c’è la Chiesa, il Punto fermo tra le onde del mare. E’ solo Lei che conserva il Depositum Fidei (il Deposito della Fede) e lo deve trasmettere pari pari alle generazioni future, senza permettersi di modificarlo, perché non è roba sua, ma di Dio.

Il Pio

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