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Sulle spalle dei giganti

E per questo Dio non può fare prodigi. Qui non può fare miracoli. Non riesce nemmeno a mandare sacerdoti, perché nessuno saprebbe cosa farsene. Può mandare qualche grazia e fare qualche miracolo. Ma non può fare nulla per noi, “per la nostra incredulità”.


Sul Vangelo di Marco che si è letto ieri (3 febbraio) a un certo punto si viene a sapere che Gesù «si meravigliava della loro incredulità (Mc 6, 1-6)». Il brano evangelico si riferiva agli abitanti di Nazareth, la città in cui viveva, per i quali il “figlio del carpentiere” non può che essere il figlio del carpentiere. Per quel motivo «lì non poteva compiere nessun prodigio». Si meravigliava della loro incredulità. Questa frase arriva fino a noi, gente del 2016, ha fatto un salto di duemila anni, ma è—ora come noi mai—attuale. A quel tempo solo a Nazareth non poté fare miracoli e in poche altre zone. Moltissimi invece lo seguirono in tutta quella Nazione e grandi furono le conseguenze per tutti. Il mondo intero fu cambiato da Cristo risorto. Un mondo intero. Tutto divenne più bello: le case, l’arte, la convivenza, le opere, l’aiuto ai bisognosi… Da allora tutto non era più come prima. Tutto era bello, perché tutto era condito di cristianesimo vivo e pulsante. Noi viviamo sulla cima di questo mondo nuovo, come sopra le spalle di babbo, e possiamo da qui rivederlo tutto nella sua bellezza. Restando “sulle spalle dei giganti” potremmo avere un orizzonte immenso e formare un Mondo straordinario. Ma il nostro invece è un tempo increduli, o peggio di agnostici e atei. Un tempo scristianizzato. O peggio di un cristianesimo “del” mondo e non “nel” mondo, per cui senza vigore e senza efficacia. Un tempo in cui siamo voluti scendere a tutti i costi dalle spalle dei giganti (su cui avremmo avuto la grazia di stare per sempre per diritti di eredità) per avere come conseguenza un orizzonte piccolo, meschino e grigio. E per questo Dio non può fare prodigi. Qui non può fare miracoli. Non riesce nemmeno a mandare sacerdoti, perché nessuno saprebbe cosa farsene. Può mandare qualche grazia e fare qualche miracolo ai pochi fedeli come nel Vangelo ricordato. Ma non può fare nulla per noi, “per la nostra incredulità”. Ma abbiamo ancora la possibilità di tornare sulle spalle dei giganti. Abbiamo sempre la possibilità di convertirci. Basta chiedere. Con un briciolo di fede. E come a Nazareth non pensiamo che il figlio del carpentiere non può essere che il figlio del carpentiere. Che tutto è uguale e nulla può cambiare. Il figlio del carpentiere è soprattutto figlio di Dio. E ci vuole bene. E tutto può cambiare a cominciare dalla nostra vita.

Il Pio

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