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Ad memoriam perpetuam



Ad memoriam perpetuam
(a perpetua memoria)

NORME FONDAMENTALI DI VITA CRISTIANA 


I dieci comandamenti di Dio, o Decalogo 

Io sono il Signore Dio tuo:

1. Non avrai altro Dio fuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri.

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d'altri.

10. Non desiderare la roba d'altri.


I due comandamenti della carità

1. Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

2. Amerai il tuo prossimo come te stesso.


Le beatitudini evangeliche

1. Beati i poveri in ispirito, perché di essi è il Regno dei cieli.

2. Beati i miti, perché possederanno la terra.

3. Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.

4. Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.

5. Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.

6. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

7. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

8. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.


I cinque precetti generali della Chiesa

1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate.

2. Santificare i giorni di penitenza, secondo le disposizioni della Chiesa.

3. Confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno a Pasqua.

4. Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze.

5. Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.


Le sette opere di misericordia corporale

1. Dar da mangiare agli affamati;

2. Dar da bere agli assetati;

3. Vestire gli ignudi;

4. Alloggiare i pellegrini;

5. Visitare gli infermi;

6. Visitare i carcerati;

7. Seppellire i morti.


Le sette opere di misericordia spirituale

1. Consigliare i dubbiosi;

2. Insegnare agli ignoranti;

3. Ammonire i peccatori;

4. Consolare gli afflitti;

5. Perdonare le offese;

6. Sopportare pazientemente le persone moleste;

7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.


I sette vizi capitali

1. Superbia;

2. Avarizia;

3. Lussuria;

4. Ira;

5. Gola;

6. Invidia;

7. Accidia.


I sei peccati contro lo Spirito Santo

1. Disperazione della salvezza;

2. Presunzione di salvarsi senza merito;

3. Impugnare la verità conosciuta;

4. Invidia della grazia altrui;

5. Ostinazione nei peccati;

6. Impenitenza finale.


I quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio

1. Omicidio volontario;

2. Peccato impuro contro natura;

3. Oppressione dei poveri;

4. Frode nella mercede agli operai.


(da Il Catechismo Maggiore di San Pio X)



Ad maiorem Dei gloriam
(Per la grande gloria di Dio)

Diritto e peccato


Il male c’è sempre stato: ieri come oggi. Il male è frutto del peccato originale per cui da Adamo in su la nostra natura contaminata tende a fare il male più che il bene e se non fosse sostenuta da Sacramenti, farebbe pure di peggio. Anche prima c’erano gli omicidi, i furti, le stragi, gli stupri, e poi anche le convivenze, gli adultèri, gli aborti, l’abbandono dei figli, le angherie e le tirannie… per certi aspetti di più, per certi aspetti di meno. Ma c’erano lo stesso. Però c’è un aspetto che fa la differenza tra oggi e ieri. Se una donna abortiva ad esempio, prima sapeva che stava facendo un peccato, lo faceva lo stesso si capisce e lo rifaceva se capitava e voleva, ma era sempre un peccato per lei e nella consapevolezza di ciò decideva cosa voleva fare; oggi lo fa ugualmente, ma è un diritto inalienabile. Prima se rubavi (povero o ricco) sapevi che era un peccato. Oggi se sei povero, invece è giusto. (Vi ricordate il Cardinale della Chiesa Cattolica che—con una bella testimonianza per il mondo—andò arbitrariamente a rimettere la luce in una casa occupata, senza però pagare la corrente al gestore? Negli anni settanta si facevano gli espropri proletari perché un proletario ha il diritto di riprendersi ciò che è suo. Il concetto moderno che sottostà spesso ai nostri giudizi, è che il povero è sempre buono e il ricco sempre cattivo). Anche chi andava a convivere sapeva di fare peccato, lo faceva lo stesso, consapevole del peccato, si capisce, e lo faceva e rifaceva lo stesso. E così chi commetteva adulterio, eccetera. Oggi provare a dire che quei comportamenti sarebbero un peccato, secondo la Chiesa Cattolica, si capisce, (non secondo il mondo, ma uno deve sapere sempre chi sta seguendo) è molto pericoloso (ma noi siamo democratici!), bene che va il tuo interlocutore schiumerà di rabbia, vomitando le peggiori frasi contro la Chiesa e contro di te (potrei dare nomi e cognomi). Liberi tutti di decidere se si vuole andare all’Inferno o in Paradiso, ma almeno ci sia la coscienza del peccato. Ci sia un chiamare chiaramente e per nome le cose del mondo e poi fare come si vuole. Ma se per secoli la Chiesa è stata calunniata profondamente dal di fuori e tanti per questo hanno abbandonato la barca di Pietro, ora il problema è che il popolo di Dio non è viene più istruito alla dottrina della Chiesa dal di dentro. Non gli viene spiegato il catechismo nella sua interezza, anche nei particolari cruciali e scomodi a un mondo che si fonda solo sul politicamente corretto. Spesso chi va a catechismo, lo finisce senza sapere che esistono i Dieci Comandamenti (potrei dare nomi e cognomi). Spesso con esso si insegna un buonismo smielato che non è il cattolicesimo, che non rimane dentro al cuore e che non illumina ogni singolo particolare della vita quotidiana.
Il Pio

Un miliardesimo di microsecondo.

Quasi tutti noi siamo nati nella pace e la pensiamo come un atto dovuto e ineliminabile. Quasi un diritto soggettivo. Come fosse un non si p...