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Come oggi.


Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana, in Kazakistan ha sostenuto che “l’attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del IV secolo, quando l’arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell’episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa”. Celebre infatti è la frase di san Girolamo che descriveva quei tempi: «E il mondo, sgomento, si ritrovò ariano». In quel periodo (così come oggi) la Verità cattolica rischiava davvero di scomparire. Tantissimi furono quelli che abbracciarono l’arianesimo fra cui non pochi vescovi e cardinali che per primi, seminavano la confusione e sviamento fra i fedeli (come oggi). E i danni furono devastanti. Se il cristianesimo però non scomparve fu solo per merito di un altro Atanasio, un santo della chiesa cattolica e di pochissimi altri. L’epoca in cui visse sant’Atanasio fu di grande crisi della ortodossia, cioè della Dottrina autentica (come oggi). Siamo intorno al 360. Egli era vescovo di Alessandria d’Egitto. Per 46 anni rimase praticamente da solo a difendere la purezza della Dottrina e la sopravvivenza della Fede autentica in Gesù Cristo. Fu vescovo per ben 46 anni, dunque, ma furono 46 anni durissimi, 46 anni di lotta contro l’eresia ariana e contro gli ariani. Questi rifiutavano ciò che il Concilio di Nicea aveva detto e cioè che Gesù era della stessa sostanza del Padre (homoousius). Gli ariani infatti propagandarono la necessità di sostituire il termine stabilito dal Concilio di Nicea, homoousion, con il termine homoiousion. Differenza di una sola lettera, ma che cambiava tutto. Infatti, il primo termine (homoousion) significa “della stessa sostanza”, il secondo termine (homoiousion) significa “simile in essenza”. Una lettera soltanto, però la differenza è evidente. Ma l’eresia è così. Avviene proprio come in un bivio: all’inizio le due strade sono vicine, ma più si cammina e più esse si allontanano fino a che dall’una non si vede più l’altra. Così l’eresia: la differenza sembra un piccolo dettaglio all’inizio, ma col tempo diventa davvero un’altra religione e non seguiamo più Dio, Uno e Trino nella fede Cattolica, ma un’altra cosa. Di qui l’importanza di restare sempre sulla vera dottrina e nella vera Chiesa. Ai tempi di Atanasio invece, molti vescovi si lasciarono convincere da quel compromesso terminologico, che era cedimento sulla Dottrina (come avviene oggi, su altre questioni), sant’Atanasio tenne fermo, resistette come un leone. Subì l’esilio per almeno cinque volte, ma non cedette. E non le mandava a dire: «Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo». Anche oggi ascoltiamo e vediamo tante “cose” che puzzano di eresia e il popolo di Dio immerso dentro un mare di nebbia, in cui non vede nulla. D’altra parte il demonio che è un porco, usa noiosamente da duemila anni sempre gli stessi mezzi, e ha ragione, perché noi ci cadiamo sempre. Da duemila anni! “Figli del mondo”, “tempi nuovi”, “progresso (progressismo)”, “uomo e umanità”, ... Stiamo attenti e ricordiamo le parole del cardinale Schneider. E “restiamo saldi nella fede”. Quella vera. Nella sua celebre Vita di Antonio, S. Atanasio riporta un suo insegnamento: «[...] i demoni sono astuti e pronti a ricorrere ad ogni inganno e ad assumere altre sembianze. Spesso fingono di cantare i salmi senza farsi vedere e citano le parole della Scrittura. [...]. A volte assumono sembianze di monaci, fingono di parlare come uomini di fede per trarci in inganno mediante un aspetto simile al nostro e poi trascinano dove vogliono le vittime dei loro inganni».

Il Pio

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