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Né il dopo, né il prima, né il perché





Il terremoto è un gran brutta cosa. Viene all’improvviso, è imprevedibile. Può capitare in ogni luogo. Spesso arriva nel cuore della notte e ti svegli, trema tutto, e non sai cosa fare. E’ così. Dalle parti mie la scossa non ha provocato gravi danni, solo tanta paura. Poi vieni a sapere che tanti paesi che conoscevi bene, sono stati distrutti e tanti sono i morti rimasti sotto la macerie. E non si può fare nulla. Ci si chiede amaramente il perché, ma la risposta nessuno ce l’ha. Arrivano le massime cariche dello Stato e dicono che tutto sarà rimesso a posto. Arrivano le indagini delle Procure per vedere se ci sono i colpevoli. Di certo  alla fine tutto sarà rimesso a posto e i colpevoli saranno assicurati alla Giustizia... Speriamo bene. Ma altro ci deve preoccupare. 
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Quello che deve far pensare un terremoto non è né il dopo, né il prima, né il perché. Sì anche quello, ma non solo. Tutti i morti, tutti i feriti, tutti gli sfollati la sera prima sono andati a dormire nella certezza assoluta che il domani sarebbe stato un giorno come quello appena trascorso. Di sicuro. Nessun dubbio. Ogni sera si va a dormire e ogni mattina ci si rialza per fare le cose che si fanno sempre. Questa è la regola. Tutto va bene e va avanti. Nessuno vuol pensare a altro. Gesù ci ha detto però che se il padrone di casa sapesse l’ora in cui arriverà il ladro non si farebbe scassinare la casa. L’ora in cui arriverà il ladro o il terremoto o qualunque altra cosa, nessuno la sa. Il fatto è che si deve stare sempre pronti: ogni giorno, ogni istante potrebbe essere l’ultimo. E questo non significa vivere depressi e tristi, ma il contrario. Significa vivere bene, eroicamente, dando l’esatto peso a ogni cosa, passando bene le giornate, evitando di cadere nel peccato, vivere cioè in grazia di Dio, sapendo che prima o poi dovremo presentarci davanti al Tribunale di  Dio. La Chiesa questo ce lo dice da sempre.
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Oggi nessuno ci dice questo, la morte e la sofferenza devono essere nascosti altrimenti non si vive bene e spensierati. L’ideale borghese che in parte abbiamo tutti, è proprio una vita spensierata e tranquilla, in cui tutto è sotto controllo e in cui non ci si deve preoccupare di nulla. Ma la morte e la sofferenza ci sono e nessuno al mondo ce le può togliere e ci vengono a dire che la tranquillità e la spensieratezza sono sentimenti pericolosi che è bene evitare. E più che nasconderle allora è opportuno conviverci, vivendo di conseguenza, rinnegando quell’ideale borghese, falso e pericoloso, per abbracciare l’Ideale che è Gesù Cristo.
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Terremoti, morte, sofferenza… in una visione pagana della vita sono una sfortuna, un disastro. In una visione cristiana della vita essi hanno un senso, perché se Dio ha creato così il mondo un motivo ci sarà. Un motivo buono di sicuro. Al momento incomprensibile, ma un motivo buono di sicuro.


Il Pio

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