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Dentro la pancia.

 



Oggi per via della famosa sentenza degli USA, è un gran parlare del tema dell'aborto. Altissimo infatti, è il polverone che ne è uscito fuori e dal fuoco ancora sotto la cenere è scaturito un incendio. Secondo me però, per affrontare correttamente questo argomento molto delicato, non si deve partire nè da una morale, nè da un'ideologia, nè da un'appartenenza politica, tantomeno dai diritti soggettivi. Tantomeno fa slogan. Il nocciolo, infatti, sta oltre. Altrimenti gireremmo sempre in tondo. Nel senso che il punto di partenza fi tutto è il libero arbitrio che tutti abbiamo come dono di Dio. (Dono in vero molto difficile da gestire). Lui infatti non costringe, nè obbliga nessuno a fare o non fare qualcosa. Lui dice solo ciò che è male e ciò che bene, poi ognuno fa quello che vuole, pagandone le conseguenze in un modo o in un altro. Quindi io, se lo voglio, posso uccidere moglie e figli anche in modo orribile e nessuno me lo può impedire (poi andrò all'ergastolo, ma questa è un'altra faccenda). Posso rubare se voglio, tradire un amico, lavorare come un cane arrabbiato oppure trattare male un collega. Insomma ognuno fa quello che vuole nel bene o nel male. È Dio che ha voluto da sempre che il mondo girasse in questo modo. Uno la santità o la dannazione se la deve conquistare con le sue forze. Pensiamo a Lucifero che era un angelo bellissimo, oppure a Adamo e Eva che vivevano nel Paradiso terrestre, hanno scelto volutamente di fare proprio la cosa che non dovevano fare (e nessuno glielo ha impedito); le conseguenze le conosciamo tutti. Così se uno ritiene il bambino dentro la pancia un grumo di cellule oppure un tumore, quando non un vero intralcio e una limitazione, se vuole, lo uccide. Il modo lo troverà sempre e ovunque a prescindere da leggi, sentenze e morali. Se uno ritiene che il bambino dentro la pancia sia un bambino fin dal suo concepimento, non lo fa. La soluzione,  secondo me, visto poi come funziona il mondo di oggi, non è fare marce, referendum, sentenze o leggi, ma spiegare con amore, argomenti umani e cristiani che un bambino dentro la pancia è proprio e solo un bambino vivo e reattivo dentro la pancia e anche un futuro uomo. E non è solo una questione di morale cristiana. Anche se questo questo onere ce lo dovremmo teoricamente sobbarcare noi cattolici, ricevendo in cambio naturalmente pomodorate in faccia, sputi,  insulti, infamie, tradimenti e manganellate (anche da fratelli o correligionari) come è giusto che sia. Come lo stesso ha ricevuto Gesù. Il bello infine che sia io sia tutti i miei tre lettori non siamo stati abortiti, che avevano di diverso le nostre mamme?

Il Pio  

Una parabola laica.


 Negli anni settanta uscì una canzone intitolata Eaa. In questa, Edoardo Bennato, il cantautore che l'aveva scritta, raccontava di un pullman che affrontava una discesa. Dentro tutti i passeggeri cantavano, ridevano, battevano le mani, tutti certi di giungere, come sempre, a destinazione. Il conducente però, si accorge che il suo pullman aveva i freni rotti. E mentre tutti continuavano a cantare, ecc.,  pigia un tasto segreto e si catapulta fuori, lasciando tutti i passeggeri che lo avevano pagato e avevano posto in lui la loro fiducia (e la loro vita),  indirizzati dritti dritti verso il burrone. Bene. Ora siccome una persona importante che ricopre un ruolo importante, ha parlato, senza la minima vergogna, di "preghiera laica", io che non sono importante e non ricopro un ruolo importante, mi sento autorizzato a parlare di "parabola laica". Perché Eaa è una parabola laica. Il pullman è l'Italia, il conducente (a cui per regolamento  solitamente, non si può parlare) è la classe dirigente, quelli invece che cantano, ballano, battono le mani, ridono, parlano di politica e economia, siamo noi che facciamo solo parte dell'inutile e sporco  popolo. Poco prima della catastrofe, la classe dirigente (che poteva anzi doveva controllare i freni e semmai sostituirli) di notte, senza dire nulla, scappa lontano col bottino. E il popolo inutile, senza nemmeno accorgersene, finisce nel burrone, continuando a cantare e battere le mani, parlando di politica e economia... Morale. Quando saremo nel fosso,  sarà inutile lamentarci o cercare di farla pagare ai maledetti. Accettiamo con cristiana rassegnazione tutte le prove che dovremo affrontare e soprattutto restiamo saldi nella fede, perché non avvenga che lo stare dentro il fosso ci possa essere fonte di dannazione eterna. E che questo non sia mai!

Il Pio 

Orrido abisso




Vi ricordate la poesia "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"? Essa è stata scritta a Recanati dal grande Giacomo Leopardi tra il 1829 e il 1830. Si parla di un vecchiarello stanco che porta un peso enorme sulle spalle e passa di fretta torrenti, montagne, valli, fiumi, sassi aguzzi, gelo... per giungere alla mèta, quella cioè dove portava tutto quel suo doloroso e faticoso pellegrinare,
 arriva dunque "colà dove la via e dove il tanto affaticar fu vòlto: abisso orrido, immenso, ov'ei precipitando, il tutto obblia". Per molti la condizione umana è proprio questa, precisa, ma molto triste, disperata,  non si può vivere bene così (e questo potrebbe spiegare anche tanti comportamenti di nostri concittadini). 
Invece la nostra Fede cattolica ci dà la certezza che dopo la morte non c'è l'orrido abisso dove finisce tutto nel nulla e nell'oblio, semmai il Paradiso per chi ha voluto bene a Gesù o l'inferno per chi ha vissuto sempre dominato dai peccati e morto ostinatamente peccatore, senza chiedere perdono nemmeno all'ultimo secondo. Questo, dunque succede dopo la morte. Però prima della morte, in vita cioè, la situazione è nettamente diversa; in vita l'orrido abisso c'è davvero e-si badi bene-non lo ha creato Dio;  è stato infatti creato da gente brutta e arcigna, gente ricca e spietata. Loro fanno ragionamenti talmente astratti e talmente astrusi che la normalità e la realtà fuggono via disperate e sconfitte mentre nel popolo la confusione regna sovrana. E così quasi tutti quelli che ci comandano ci vogliono portare proprio lì, per i loro biechi interessi economici, ideologici, di onnipotenza e quant'altro di peggio. E mentre loro progettano sopra di noi, noi semplici umani che non alziamo mai lo sguardo dalla TV, che ci lamentiamo continuamente, ma non andiamo mai a fondo sui motivi, che facciamo? Ci azzanniamo furiosamente (tutti indistintamente) ogni giorno, per dimostrare che uno di quelli è meglio dell'altro (!). Ma quelli hanno ben altre intenzioni o altre direttive dal Mangiafuoco di turno, di certo non quello di aiutare il popolo da loro tanto disprezzato. Quelli ci stanno davvero distruggendo moralmente, economicamente, materialmente... vogliono schiacciare quanto di più caro abbiamo come la giustizia, il lavoro, la famiglia, l'amicizia, la casa, il significato unico delle parole... e non credo di dire cose inverosimili. E io che per anni ho pregato per loro e per l'Italia, mi verrebbe da dire che mi sono davvero stufato di farlo e vorrei maledirli con tutto il cuore per tutto il male che ci hanno fatto e stanno facendo. Ma un cristiano non può assolutamente maledire. E non lo faccio e continuo a pregare per loro e per l'Italia. Però questi ci stanno davvero portando verso l'orrido abisso. Che facciamo? Nulla,  non possiamo fare nulla contro di loro, sono troppo potenti e intoccabili, resteremmo legittimamente stritolati pure con gravi sanzioni. Non  possiamo fare nulla se non attendere la Giustizia di Dio. Che arriverà. Di sicuro. Noi però continuiamo a stare sempre dalla parte di Gesù e di portare a Lui quanta più gente possibile. 


Il Pio

I nuovi pifferai magici




Vi ricordate la favola del Pifferaio magico di Jacob e Wilhelm Grimm (meglio noti come i Fratelli Grimm)? Una città era piena di grossi topi che provocavano continuamente danni alle cose e alle persone. Per risolvere questo problema venne incaricato un pifferaio che accettò di eseguire il servizio, ma solo se in cambio avesse ricevuto una giusta remunerazione. L’accordo si concluse positivamente. Allora il suonatore iniziò a zufolare una particolare musica che attrasse subito tutti i ratti del paese che lo seguirono come affascinati. Li condusse dunque al fiume ove, immantinente, tutti si gettarono, ad uno ad uno e affogarono senza  lasciare superstiti. Il paese dunque era libero da quella sorta di calamità bestiale, ma il Borgomastro, inspiegabilmente, non volle assolutamente pagargli il dovuto, anzi non gli pagò proprio nulla (probabilmente era l’antesignano, il capostipite, di tutti i futuri detentori degli uffici pubblici, in particolare quelli della nostra Penisola). Fatto sta che il pifferaio, senza perdersi d'animo, riprese a zufolare, ma questa volta in un’altra melodia e attrasse così tutti i bambini del paese che non fecero mai più ritorno a casa. Fine. Fiaba tristissima! Anche un po’ cruenta se vogliamo, come spesso erano tutte le favole di quell'epoca. Ma anche attuale se ci pensate un attimo. Infatti oggi, anche tutti noi che siamo inquadrabili quali esseri normali (cioè quelli del popolo o poco sopra o poco sotto) abbiamo intorno a noi numerosi favolosi pifferai magici. Ognuno suona una melodia per noi fantastica che gli altri non sanno fare; ogni musicalità infatti attira però solo un gruppo particolare di persone, una quelli vicini al ponte, un'altra quelli del centro,... 
perché c’è chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro… il ciclista, il professore, il cuoco, il barista, … il fatto è che loro suonano davvero molto bene e noi li seguiamo a bocca aperta come nella musica così nei ragionamenti. Ma come i ratti e poi i bambini della favola dei Grimm, seguiamo costoro senza una ragione ragionata, senza un sentimento giudicato, per emozionie, alla cieca e soprattutto non sappiamo mica dove ci stanno portando. Quello che sappiamo è che ci piace  tanto la musica di un solo particolare pifferaio e che invece la musica degli altri ci è spiacevole e ci crea tanta rabbia e risentimento. Nel mentre dunque noi godiamo la loro musica, questi potrebbero  portarci tutti dritti dentro al fiume, o dentro una caverna, o in pasto agli squali o nella tana dei pirati... Vero è anche che prima di tutto questo ci rende divisi e un popolo diviso si domina e comanda molto più facilmente e si conduce dove si vuole. Mentre i pifferai—pur facendo musiche molto diverse tra loro e apparendo tutti come avversari e in competizione tra loro, cioè (ci pare che) ognuno vada con coraggio dritto per la sua strada, verosimilmente però potrebbero anche essere tra loro segretamente legati da un accordo e a loro volta tutti incatenati al Grande unico pifferaio magico che tutto vuole e tutto domina, pronto a sbranare crudelmente chiunque non la pensi come lui. Signori miei, stiamo messi male. Non dobbiamo fidarci mai di quell’uomo che non vuole seguire Gesù e nonostante questo fa discorsi affascinanti; se infatti uno non ha Gesù nel cuore, non può che avere dentro di sè un'anima piena di peccato senza freni e di marciume peggiore, che lievitano quotidianamente. Il nostro Pifferaio magico deve essere solo Dio: è la Sua musica che ci deve guidare, è a lui che dobbiamo andare dietro nelle strade del mondo, è sempre Lui che ci deve far capire  ciò che è bene e ciò che è male fare. il resto è tutto un inganno.

Il Pio


Gli Intelligenti accreditati

 


Per esempio. Mettiamo che un gruppo che frequenta le idee gender, facesse una processione con la statua della Madonna raffigurata con le "cose" di fuori e vestita un po'così (non si dovrebbe parlare in questo modo della Mamma Celeste, ma come si fa?), si direbbe che non c'è nulla di male, ognuno ha il diritto a manifestare le proprie idee che nessuno deve giudicare e tutti devono rispettare. E chi si offende è fetente. Se poi una di quel gruppo dicesse pubblicamente (e considerata la sua notorietà, la notizia fa il giro dell'Universo) "voglio un papa donna" tutti le farebbero le lodi per il coraggio manifestato, da sola contro tutti (e questi però si chiedono come mai una che non è cattolica, voglia per forza un papa femmina). Se poi in un'opera teatrale, patrocinata dal comune, si raccontasse la storia di Gesù con tanto di croce posizionata sopra il sedere del primo nel modo di un rapporto omosessuale, ebbene questa altro non sarebbe che arte, arte pura e libera e chi non la capisce è solo un ignorante. Se poi una ragazzina venisse picchiata da ragazzi di colore perché portava un piccolo crocifisso al collo, la giustizia direbbe che quegli stranieri sono giustificati perché erano stati provocati da lei, per via di quel segno cattolico che mette soggezione (in Italia, si capisce). Infine quelli che scrivono con la bomboletta spray sulla facciata appena verniciata di una casa, non sono altro che giovani mossi dalla loro proverbiale esuberanza. Comunque è certo che tutti quelli che pensano al contrario degli Intelligenti accreditati, non sono democratici, ma solo fascisti da escludere dal consorzio umano. Ma se uno dicesse pubblicamente che natura vuole che un bambino nasce solo da un uomo e una donna e ha bisogno di un padre e una madre per crescere bene, difficilmente riuscirebbe a tornare a casa da solo, senza pensare alle polemiche infuocate che per giorni verrebbero accese da quella frase: "siamo ancora nel Medioevo!". Sono questi solo esempi da manuale e come avete capito, non sono mica tratti dalla realtà. Però questi esempi si fanno sempre più verosimili. Sempre più verosimili. Prima però di fare la botta contro il muro ed esso ci travolga, senza sapere se poi ci rialziamo, non è il caso di prendere una posizione chiara sulla nostra vita e sul mondo? Stiamo con gli Intelligenti accreditati di questo mondo o con Gesù? Ma questi Intelligenti poi con chi stanno? Su quale libro paga? Ormai è una battaglia e dobbiamo stare da una parte,  non possono più esistere i disertori e gli ignavi: è giunto il momento di fare una scelta. Non farla significa sostenere comunque gli Intelligenti accreditati. 

Il Pio 

2050

 


Negli ultimi anni pesiamo col bilancino del farmacista ogni minima ombra di razzismo. E facciamo bene si capisce! Qualche volta però ho l'impressione che esageriamo e che pendiamo tutti da una parte. Se un uomo di colore viene picchiato o insultato, il bianco è razzista. Se è il bianco a essere picchiato e insultato dall'uomo di colore, non è razzismo, ma questo è stato provocato da quello. Se uno dopo 50 anni, si sveglia e accusa un sacerdote di aver usato violenza sessuale su di lui, con tutti i testimoni dei fatti defunti, è sicuro che ha ragione  a priori e che è andata proprio così, l'assioma infatti è che i preti sono tutti pedofili (questo concetto puzzerebbe esso stesso di razzismo, ma ufficialmente non lo è).  L'Occidente, il concetto del razzismo, lo sta forse un po' estremizzando, se non addirittura ideologizzando. Il distinguo non dipende più dalla realtà dei fatti che come tale è certa, chiara e pura, semmai dall'ideologia del potere. Ma il problema del razzismo a breve non lo avremo più (se poi ce n'è davvero, quantomeno nella misura propalata dai Signori al Potere). Infatti il 2050 è l'anno in cui il popolo islamico residente in Europa sarà la maggior parte, la maggioranza.  Hanno fatto calcoli statistici. E forse i calcoli si potevano evitare in quanto noi, i figli, non li facciamo, loro sì e pure numerosi, anche a braccio ci si arriva subito a capire che prima o poi giungerà il giorno del giro di boa. Naturalmente si possono trovare le notizie di cosa succede nei Paesi in cui sono la maggioranza. Peraltro la foto qui sopra rappresenta in minima parte la strage di cristiani operata in Nigeria. Dal 2050, ad esempio, il problema che nel lavoro la donna è pagata di meno dell'uomo e fa meno carriera rispetto a lui, non si porrà proprio. Sicuro. Qualche bianco potrebbe essere sgozzato, bruciato, ma sarà legale e non sarà razzismo perchè, cosa sia  "razzismo", lo può dire solo il vincitore. E così uguale per le case bruciate o espropriate. Naturalmente la nostra cultura e tradizione ce la dovremo dimenticare. Al 2050 io ci potrei anche arrivare. Vecchietto. Però io la mia fede non la voglio abiurare, proprio alla fine della vita, di quella che spero sia stata una buona battaglia. Confido nel Signore. Ma sono anche una persona molto paurosa... potrei cedere, continuo a confidare nel Signore che mi darà la Grazia. Infine. Mi piacerebbe sapere, ma tutta la genia politica che ha permesso e agevolato questa situazione, allora da che parte starà?

Il Pio 


Ritornano i lupi neri col camion







Da bambino i miei genitori mi dicevano seri che se non mi addormentavo subito e senza protestare, di lì a poco sarebbero arrivati i lupi neri col camion e mi avrebbero portato via. Io ovviamente ci credevo, avevo anche un po' di paura, così mi mettevo subito in silenzio e in 
mezzo nanosecondo dormivo. La storia dei lupi neri e cattivi che li vedevo arrivare con quei furgoni scoperti tipo i Volkswagen degli anni '60, è andata avanti ancora un po', ma poi è finita naturalmente. Sono poi sopraggiunte 
altre paure, con l'età giovanile: non trovare una fidanzata ad esempio, oppure i capelli che cadevano e dunque quella di trovarsi pelato ancora giovane (che dunque ingigantiva la prima). Poi è arrivata l'età della maturità, la moglie e la calvizie mi hanno tolto le paure precedenti, ma un'altra è sopraggiunta. Una paura un po' strana in effetti: quella di cadere da innocente in un processo penale e, peggio, quella di andare come tale, in carcere. Le paure sono tali, spesso non sono reali, ma solo nella mente. Non credo innanzitutto che questa sia una paura che si usa anche in altri Stati, fatta eccezione che nelle dittature, ovviamente. A me non spaventano le leggi ancorché criticabili, ma al limite giuste e se sto attento non le violo. Spaventano molto di più gli uomini e quel loro concetto di giustizia che spesso ha poco di umano, che non sempre si capisce e che il popolo vede distante da sè milioni di anni luce, come pure il disinteresse totale verso gli uomini della terra. Quando uno sa di essere considerato solo un fascicolo con un numero da archiviare prima che si può,  come fa a stare tranquillo? E così a quasi sessant'anni sono nuovamente tornati alla riscossa i lupi questa volta con la toga nera, più anziani, ma meglio motorizzati. Però il the end non lo ho ancora scritto. Se avessi chiuso qui, Gesù sarebbe morto e risorto inutilmente. Le paure infatti, sono umane e in quanto tali le distribuisce Nostro Signore con criteri tutti suoi, per fini tutti suoi, spesso incomprensibili. Le paure come pure le croci e le prove della vita, sono spesso dolorose e pesanti da sopportare. Ma il cristiano se è rimasto tale e soprattutto se non ha svenduto il proprio tesoro della fede in cambio di un cellulare alla moda (un tempo si parlava di un piatto di lenticchie) potrebbe sempre cacciare fuori dallo scrigno che ha ricevuto in dotazione nel giorno del battesimo, la perla n. 374, chiamata "rassegnazione" e cioè quella che invita sollecitamente a dire e credere che ci si deve conformare sempre al volere di Dio, il quale conosce meglio di tutti quanto è necessario alla nostra eterna salvezza, e ciò anche quando la prova e la croce fossero terribili. Ci dobbiamo rassegnare: "il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore " proprio come disse Giobbe. Proprio come testimoniò Gesù nella Passione. Le prove e le croci è bene che si accettino senza riserve e condizioni, ma solo per questi motivi; e poi dobbiamo pregare Dio di sostenerci in esse affinché non cediamo e che tutto questo soprattutto ci sia di merito a sconto dei peccati e per la salvezza eterna. The end.

Il Pio 

I concetti chiave

 

Un particolare che mi ha sempre colpito da quando ho cominciato a frequentare la Santa Messa da cattolico (prima la frequentavo sempre, ma da cristiano vuoto, sincretistico, assente, il mio corpo era là, ma lo spirito altrove e talvolta anche il corpo andava con lo spirito) quello che ha colpito  -dicevo- è l'assenza dei concetti chiave per la vita di un cattolico. Vi ho raccontato come al catechismo della cresima, il pomeriggio prima di ricevere il Sacramento, io non sapessi minimamente cosa Esso fosse, nè chi era il Vescovo che me lo avrebbe impartito di lì a poco. Lo chiesi a mia madre mentre apparecchiava per la cena e lei riesumando il Catechismo di san Pio X (oggi molto denigrato) mi disse che sarei divenuto un Soldato di Cristo. Questo mi consolò molto. Poi è capitato che mia nipote, eccellentissima studiosa, dopo aver fatto la prima Comunione non sapesse dell'esistenza dei Dieci Comandamenti (e non parliamo mica di concetti di altissima teologia!). Infine, almeno per i casi a me noti, a un ragazzo che conosco è capitato un catechista divorziato e riaccompagnato. E mentre si parla di Chiesa in uscita, a me verrebbe piuttosto di parlare di una Chiesa in entrata, a capire bene la dottrina e il catechismo: capisci bene che sei Soldato di Cristo, che Dio così ti vuole, impara dunque quello che devi fare e poi puoi uscire, stavolta con una buona armatura indosso; ma se non sei addestrato saresti come un reparto militare malarmato e impaurito, mandato allo sbaraglio, contro un nemico sconosciuto che non si sa dove si trova. E allora perché non usare le omelie per istruire il popolo che non sa più nulla del cattolicesimo? Perché continuare a pensare che le messe devono essere belle e attraenti solo se non vengono condite con urla da stadio, balli e applausi, oppure riti e preghiere inventati oppure con lo sfoggio di cultura. Dunque dicevo dell'assenza dei concetti chiave che raramente si ascoltano a messa. Quali sono? Eccoli: salvezza dell'anima, peccati mortali, morte, Paradiso, Purgatorio, inferno, Satana, tentazioni, preghiere, santi, Sacramenti, in particolare confessione frequente e comunione, fuori dalla Chiesa non c'è salvezza, opere pie, pellegrinaggi, indulgenze plenarie, rassegnazione, aiuto vicendevole, ama il prossimo tuo come te stesso,... non sarebbe bello ogni tanto ascoltare nell'omelia almeno uno solo di questi concetti chiave? La nostra vita non sarebbe più chiara? E la nostra fede non sarebbe più forte?

Il Pio 

Un lavoro dal volto umano.



In Italia -e non solo- i telefilm ambientati nelle caserme dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia Forestale hanno da tantissimi anni, un successo enorme. Secondo me, tre potrebbero essere i fattori essenziali di questo alto gradimento. 1) Attori bravi, simpatici, da vicini della porta accanto; 2) ogni volta il caso su cui devono indagare le Forze dell'ordine è diverso da tutti gli altri e la suspence fa sempre da padrone; 3) tutti vivono il lavoro con passione e col cuore, spendendosi fino in fondo, poi hanno tra loro rapporti come in una grande famiglia oppure come in una straordinaria amicizia che tutto coinvolge e in cui tutti si vogliono bene e si aiutano nelle faccende lavorative ed extralavorative, parlando anche della propria vita. Come dire che per loro vita e lavoro non sono dissociati. È il punto 3) quello che mi colpisce di più e, secondo me, quello che regge tutti questi telefilm. Forse perché tutti desideriamo questa vita. Sul tema del lavoro io sono "nato" alla scuola di Peguy; questo diceva che non si può lavorare esclusivamente in proporzione allo stipendio, esso deve essere un onore personale: la sedia dev'essere ben fatta in ogni sua parte anche quella che non si vede. Dopo capita di andare a lavorare in un ente pubblico o un'azienda privata e la croce maggiore che ci troviamo subito sulle spalle è proprio il rapporto che si ha con i colleghi. Gli scansafatiche, gli assenteisti professionisti, donne e uomini in carriera, i raccomandati, i sindacalizzati ai massimi livelli e poi le cattiverie, lo sparlare alle spalle, le falsità, giudizi, l'assenza totale del principio di amicizia dentro il lavoro e soprattutto il "questo non è di mia competenza" (che in genere non è quella di mettere una grondaia, quando sei un ragioniere, ma semplicemente spostare un foglio dalla tua scrivania a quella del vicino),... Qualcuno ha scritto che il pessimo concetto "non è  di mia competenza" sia nato all'indomani della Rivoluzione francese, quando un soldato temprato a libertè, egalitè e (soprattutto) fraternitè lo disse alla ex Regina nel mentre la portava alla ghigliottina, dopo che lei gli aveva chiesto una mano. Manca il volto umano nel lavoro, un lavoro dal volto umano. Dobbiamo riscoprire quello che diceva Peguy "Un tempo gli operai non erano servi.  Lavoravano... Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore". Se Gesù non rientra nella nostra vita e nei nostri cuori, Distretto di Polizia, A un passo dal cielo, il maresciallo Rocca, don Matteo... saranno per tutti solo ideali irraggiungibili, cose del mondo delle favole. Eppure un mondo umano e un lavoro umano sono possibili. 

Il Pio 


La colpa è di…








CAPITOLO NUMERO 1. Ultimamente sono avvenute stragi di ragazzi nelle scuole degli Stati Uniti. Il copione è sempre lo stesso: un pazzo da catena, preannunciando spesso il passo sui social, entra nell’edificio, carico di armi, spesso con giubbetto antiproiettili e comincia a sparare all’impazzata, a caso, massacrando e facendo a pezzi senza pietà bambini, vecchi, giovani, uomini, donne… innocenti... Poi viene ammazzato dalla Polizia. La sentenza finale di quelli che danno la notizia, è che la colpa è delle lobbies dei produttori delle armi e della facilità con cui le leggi americane ne permettono l’acquisto.

CAPITOLO NUMERO 2. A breve saremo chiamati a votare per i cinque referendum della “giustizia giusta”. A parte la prosopopea del titolo, mi sono posto la domanda, ma se uno non ha fatto studi giuridici approfonditi come fa a votare con criterio? Nel senso anche, perché la risposta a domande così difficili viene demandata al popolo: ma il Parlamento non c'è proprio per questo? Messa così la gente vota (se vota) secondo le indicazioni del proprio partito, dell'amico, dei giornali, del portiere; per dire anche, i partiti potrebbero usare lo strumento del referendum solo per capire da che parte sta l’elettorato, ma poi disinteressarsi del significato del voto di lì a poco (mi ricordo alcuni referendum votati dal popolo, ma platealmente disattesi dallo Stato).

CONCLUSIONI. Tutto questo ha secondo me, una base comune. Quando uno ammazza qualcun altro, non è colpa della pistola, né del produttore, nè del Sistema (utilizzando un termine in passato molto utilizzato) ma della persona che “vuole” farlo. In Italia non abbiamo la vendita libera come negli USA, è meno facile sicuramente procurarsi armi di sicuro, ma chi vuole sparare a una persona, lo fa nel massimo della tranquillità e senza il minimo problema. Nella n
ostra povera Italia quasi tutti i malviventi riescono a trovare armi ed esplosivi e non solo loro. Sarebbe così, però anche sotto una legislazione ferrea e rigidissima. E’ sempre dell’uomo la colpa, della sua coscienza afona e di chi non lo ha educato al buono e al bello.
I referendum, ora. Ma sarà proprio vero che se cambiamo le norme per eleggere il Consiglio della Magistratura, se separiamo la carriera dei magistrati, se li valutiamo bene,… la giustizia diventerà immediatamente perfetta e giusta? No, assolutamente no! Perché è l’uomo ad essere corrotto, viziato dall'origine, non le leggi. Le leggi potrebbero anche essere perfette (e non lo sono mai, perché sono fatte da quello stesso uomo ) ma è lui che è cattivo, ingiusto, che segue un'ideologia perversa o l’interesse del partito o che vuole fare carriera anche a costo di calpestare i diritti dei poveretti e questo naturalmente, nella più scrupolosa ottemperanza delle leggi. La colpa è dell’uomo. E’ l’uomo che deve cambiare prima di tutto e poi le leggi. Anzi potrebbe anche non essere necessario cambiare le regole. E questo può accadere se ci si ricorda di essere stati creati e che in quanto tali abbiamo tutti necessità di conversione. 

Il Pio

Papi perfidi e malvagi.



Oggi vi racconto una storia vera, che ho letto sull'ottimo sito romasparita.eu (ma le fonti ce ne sono anche altre).Prima però guardate bene la foto che ho messo qui sopra. 

"In una delle piazze più belle di Roma, Piazza Navona, il 23 giugno del 1652 papa Innocenzo X inaugurò la consuetudine di farla allagare per far divertire e rinfrescare i Romani durante la calura estiva. Tutti i sabati e le domeniche di agosto le fontane venivano chiuse e l’acqua poteva debordare allagando la piazza che si trasformava quindi in un “lago”. Il fondo della piazza così come lo vediamo ora non renderebbe più possibile una simile operazione in quanto ora la piazza ha un andamento convesso, datole dalla pavimentazione realizzata dopo il 1870 (data dell'ingresso dei Savoia, ndr). Precedentemente invece la piazza era concava e questo favoriva l’allagamento. L’acqua difficilmente poteva superare i 50 cm di altezza eppure la fantasia dei romani ha creato su questo lago tutta una serie di aneddoti che raccontano di tuffi e affogamenti.

Questo divertimento era molto amato dai romani, sia nobili che popolani. I primi accorrevano in carrozza e si racconta di gare in sfarzo tra le varie famiglie romane che pare facessero scorrazzare per la piazza carrozze a forma di gondole, navi di legno o cartapesta, addirittura piccoli vascelli con vele e rematori. I popolani si immergevano per farsi il bagno, per fare scherzi e giocare e da un editto che proibiva di spogliarsi possiamo immaginare che si denudassero per fare il bagno.

Nel 1676 questa usanza fu però sospesa perchè si temeva che contribuisse a causare epidemie e malattie. Ma nel 1703 il medico privato del papa, Giovanni Maria Lancisi, dopo un attento esame, sentenziò che l’acqua non sarebbe stata causa di infezioni se la piazza fosse stata preventivamente pulita. E quindi in quell’anno si riprese la tradizione anche in onore della regina di Polonia in visita a Roma.

Alle finestre dei palazzi c’erano persone che guardavano questo spettacolo meraviglioso, e musici suonavano in mezzo alla piazza. Addirittura fu avanzato un progetto che prevedeva la costruzione di gradinate tutte intorno alla piazza per far sedere gli spettatori.

L’ultimo allagamento di cui si ha notizia risale al 1865".

Sembra strano, ma proprio quei malvagi di  papi cattolici che per secoli avevano sottomesso e oppresso il popolo, compresso tutte le libertà, affamato i poveri e giustiziato chi non ci voleva stare, che avevano ottenebrato tutto e tutti... questi papi, si preoccupavano  che il popolo non sentisse troppo caldo e che si divertisse in estate.
Gli stessi poi costruivano piazze perché il popolo si potesse incontrare e rilassare. Mettevano capolavori artistici di straordinaria bellezza dentro le chiese, perché il popolo le potesse vedere, ammirare, goderee con esse spesso anche istruirsi, a gratis (dopo sono arrivati i musei a pagamento). Roma è di una bellezza esagerata perché c'è stata la Chiesa.  
Ecco.

Questi dunque erano i papi perfidi e brutali che schiacciavano e angariavano il popolo. Almeno così ce li hanno sempre spiegati. 

Poi come detto, nel 1870, il 20 settembre, sono arrivati gli italiani guidati da un re entrato a Roma gloriosamente a cannonate, ma scappato vigliaccamente poco dopo (solo il papa in quel periodo rimase a Roma vicino al popolo). Ma ora sì; stiamo indubbiamente meglio, ora sì che abbiamo la democrazia,  la libertà e governanti che fanno solo il nostro bene e il nostro interesse. Si preoccupano se sentiamo caldo... Vedete un po' se dobbiamo modificare qualche nostro criterio di giudizio sedimentato e magari pensare che la Chiesa e la fede cattolica siano davvero una faccenda grande e importante. 
 
Il Pio 

Ai tre lettori.

 


Ho un dubbio e vorrei che i miei tre lettori (forse anche meno) me lo dissipino. Se dico a Dio "non abbandonarmi alla tentazione" significa che può accadere, c'è la possibilità pur remota, che Dio mi abbandoni davvero nel mezzo ad una tremenda tentazione e dunque me la devo cavare da solo, abbandonato da Dio e dagli uomini. E come faccio? Non tutte le preghiere infatti, vengono esaudite, perché Dio fa quello che ritiene meglio secondo la sua logica, lontana miliardi di anni luce dalla nostra. Cioè, in quel modo, noi poniamo un'alternativa tra due ipotesi e chiediamo per favore che avvenga una. Ma può avvenire anche l'altra, allora. Se invece Gli dico "non indurmi in tentazione" io sto chiedendo di non farmi cadere, di evitarmi la tentazione, di non mettermela indosso, perché io non cada in essa e in essa mi perda, sapendo però, e questo è fondamentale, che Dio non tenta nessuno (questo è il mestiere, il core business, del porco del demonio) ma talvolta Egli permette la tentazione perché uno possa scuotersi, rafforzare la fede, vincerla, per provare con quanto amore ama Dio. È per Lui un "rischio educativo" questo, ma solo così forgia gli uomini. Nella Bibbia c'è un libro in cui Dio permette a Satana di tentare un uomo buonissimo e santo, il libro di Giobbe. E Giobbe, dopo aver ricevuto in pochi secondi, tutte le disgrazie dell'universo, non cede e rimane fedelissimo a Dio. Dio non abbandona nessuno né nel bene, nè nel male. Forse nel primo caso, sbagliamo noi a porre la domanda. Ma non preoccupiamoci: Dio lo sa quello che  deve fare e continuerà a farlo, senza badare alle nostre sottigliezze linguistiche. (A queste dovremmo però badarci noi, perché non abbiamo la stessa intelligenza di Dio). Ecco. Questo è il dubbio che vorrei mi venisse chiarito. 

Il Pio

A lume di naso





La mia è solo un’impressione che mai e poi mai potrebbe assurgere a giudizio. Il giudizio si fonda su qualcosa, giusta o errata che sia, l’impressione no. L’impressione è come stare in mezzo ad una nebbia fittissima, sentire una voce che ti chiama e pensare «ma è la voce di Giovanni o di Giacomo?... Mi sembra più la voce di Giacomo». Magari invece era quella di Pietro. L’impressione è come procedere a lume di naso che più di tanto non può essere una garanzia. Dunque la base di partenza oggi è questa. E così la bruttissima guerra tra Russia e Ucraina mi ha dato l’impressione che sta succedendo (o per succedere) una cosa strana. Fino a pochi anni fa, quando si parlava di guerra e di invio di armi da parte del Governo, i gruppi pacifisti, i centri sociali, i no global, le associazioni cattoliche, i politici, i parroci, i sindacati, i giornalisti e le trasmissioni giustizialiste, ecc. facevano un gran movimento: molte proteste e contestazioni, poi si facevano manifestazioni in piazza. Io non ho sentito nulla di questo almeno fino a adesso; ad esempio durante il covid ci sono state numerose manifestazioni di quelli che dissentivano dalle linee governative, molte delle quali, in vero, oscurate dai mezzi di informazione, ma girando su internet, passando per altri organi non allineati, venivi a sapere della loro esistenza. Oggi no. Ed è proprio strano. In Parlamento quasi tutti sono d’accordo a inviare laggiù armi e soldi (e forse anche militari) anche i partiti che hanno fatto del pacifismo più estremo la loro bandiera (e a proposito di soldi, considerate ad esempio che moltissimi terremotati del 2016 —gli abitanti di Amatrice, di Norcia,…—stanno ancora dentro i prefabbricati e le loro case sono rimaste come erano dopo la catastrofe. I soldi lì non sono mai arrivati, oggi invece, sono stati reperiti subito, per un conflitto tra Stati che non sono peraltro, nè della Unione Europea, né della Nato). E in Europa pare che non vedano l’ora di partire in guerra, fanno la voce grossa, lo sguardo rabbioso, minacciano e mostrano i muscoli. E non parliamo degli Stati Uniti che sono più arrabbiati di tutti disposti a investire somme immense (ma perché poi?). (Ma qualcuno che fa da paciere, no eh?). E’ vero che secondo gli standard pacifisti qui il cattivo vuole mangiare il buono e allora si deve tutti accorrere in soccorso del buono. Ma davvero è proprio così? Siamo davvero certi, in detta situazione, che c’è una netta divisione tra buoni tutti da una parte e cattivi tutti dall’altra? «La guera è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe li ladri de le borse» diceva Trilussa alla fine del 1800. E questa mia impressione mi porta a pensare nuovamente a quello che molti avevano già pensato durante il periodo del Covid-19. Considerando come ragionano quelli lassù, a quali dei si sono consacrati, mi domando: ma non è che costoro vogliono ridurre veramente la popolazione mondiale,  come pensava fosse necessario Malthus, per i loro maledettissimi ideali e per il loro spietato tornaconto? Ma resto nella nebbia di cui dicevo all’inizio e la voce che avevo sentito, potrebbe anche essere quella di Antonio. Noi contro i potenti del mondo non possiamo fare assolutamente nulla, subiremo dunque tutte le loro perfide iniquità; loro però, un domani sicuramente lontano, dovranno fare (come tutti) i conti e i rendiconti davanti al Tribunale di Dio (tanto non ci credono, quindi ciò non può essergli offensivo). Però loro Gli dovranno spiegare molte, ma molte più cose di noi. La sentenza sarà per tutti inappellabile, ma in Cielo loro non avranno amici potenti che li possano aiutare come hanno fatto in terra. Noi però finchè possiamo preghiamo, preghiamo, preghiamo.

Il Pio

Se avessimo...

 



Chi ha l'età mia se lo ricorda benissimo. Pochi decenni fa l'Unione Sovietica (U.R.S.S.) con a capo la Russia, era il centro del comunismo universale, era una dittatura feroce, finanziava i vari partiti comunisti di molte Nazioni perché gli lasciassero la "porta aperta", dirigeva poi molti Stati terzi. L'U.R.S.S. era solo comunista, i dissidenti non ci potevano essere, soprattutto se fascisti o nazisti. Essa ammazzava quelli che non si piegavano o che potevano dare fastidio al Potere (uomini, donne, bambini) e mandava nei campi di lavoro (i Gulag) gli oppositori politici, così ha fatto scomparire migliaia di persone. Aveva una verità di Stato. Ha invaso coi carrarmati altre Nazioni. In Italia ad esempio per anni si è temuta seriamente un'invasione proprio da Est. Bene. Uno che ha avuto per anni il cordone ombelicale con l'U.R.S.S., che addirittura è diventato funzionario del KGB che era la spietata e terribile Polizia politica e segreta dell'U.R.S.S. (e non era da tutti entrare e restare nel KGB) ed oggi è diventato pure il Capo di uno Stato, la Russia, che non è sicuro se abbia davvero rinunciato alle idee di quel recente passato o le abbia tenute fermamente nei propri database mentali, ebbene, come si fa a dire che costui si comporta come un nazista? Non c'è qualcosa che non torna? Ho fatto questo esempio solo per dire quante cose  potrebbero venire lanciate dall'informazione, accettate da tutti, ma a a uno sguardo più attento si nota che non convincono, sono storte: e se uno dice cose quantomeno dubbie o è un ignorante e allora dobbiamo scappare da lui, oppure é un falso che sa di essere falso, al soldo dei cattivi e in tal caso dobbiamo scappare ancora più veloci. I capi del mondo che ci vogliono poveri e sfruttati per arricchirsi ancora di più, se non proprio morti per far più spazio alla natura, ma solo per loro vantaggio, vogliono che tutti pensiamo nello stesso modo, quello cattivo, diabolico che vogliono loro. Se avessimo preti che scappano finalmente dalla perniciosa mentalità mondana e annunciassero Gesù, pulitamente senza edulcoranti, senza censure, come facevano gli apostoli e i santi, forse potremmo spostare il loro maledetto obiettivo di un miliardesimo di centimetro, ma forse proprio quel po' che potrebbe essere la salvezza. 

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Gli zerbini



Penso che ora moltissimi se ne siano accorti. Non dico tutti, ma moltissimi
. Per quelli che stanno lassù e che ci chiamano quasi con disprezzo "la gente", (perchè loro sono sostanzialmente altro da noi), abbiamo lo stesso valore e la stessa importanza di uno zerbino. Anzi, ora che ci penso meglio, lo zerbino, alla fin fine, ha pur sempre una sua dignità e una sua utilità, quasi è indispensabile in ogni casa, noi no, noi siamo molto meno di quello, solo gente anonima e inutile, solo da spremere come un limone. Non contiamo niente (per loro). Ma questi non erano i patti all'inizio della Repubblica. Molti di noi se ne sono accorti, dicevo, solo che non riusciamo a fare il passo successivo. Quello importante. Ancora siamo strasicuri infatti che ci potrà salvare, dalla politica, solo la politica (proprio quella che ci ritiene meno che zerbini). Siamo infatti divisi tra di noi e un popolo diviso è facilmente schiacciato dal Potere, senza che lui se ne accorga nemmeno anzi continuando a cantare e a ballare come se niente fosse. In qualunque argomento siamo divisi e litighiamo sempre. Se tutto resterà così, ci ritroveremo in situazioni ben più  peggiori di quelle odierne. Loro ci schiacceranno e spremeranno all'unanimità, noi ci azzufferemo continuamente difendendo chi l'uno, chi l'altro. Ma se riuscissimo a fare un passo avanti e smettere di puntellare la politica, come fecero i cristiani alla caduta dell’Impero romano creando una nuova e più buona società che ha retto a ogni uragano della storia, per quasi due millenni. Lasciamo la politica a se stessa, isoliamola come un malato di covid, soprattutto smettiamo di litigare per essa e ricostruiamo per conto nostro, un mondo buono. È vero, anche noi cristiani oggi non stiamo proprio messi bene,  siamo abbastanza divisi. Però un piccolo gregge di cristiani sani c’è ancora rimasto. Proviamo a fare questo passo successivo e soprattutto non restiamo più divisi, il tiranno comanda bene se il popolo è diviso.

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È soltanto un uomo.


Domenica a messa mi è capitata una cosa strana. Erano Le Palme e si leggeva il Vangelo della Passione di Gesù che a me, ogni volta, commuove. Ma questa volta mentre veniva letto, ho avuto l'impressione che qualcosa non tornava. Con un po' più attenzione ho capito che alcune frasi e alcune parole non erano quelle che avevo sentito per decenni. Probabilmente è una nuova traduzione, ho ritenuto. Ma una traduzione che non mi convinceva proprio per niente, strideva con quelle precedenti, mi rendeva inquieto. Per esempio, ma vado citando a braccio. Gesù nell'orto del Getsemani chiede a Pietro, Giovanni e Giacomo di vegliare con Lui, tra un po' arriverà Giuda coi soldati e dovrà bere il Calice amaro. Ma li trova addormentati perché i loro occhi erano appesantiti dalla fatica. Si può anche comprendere: chissà che razza di giornata avevano avuto. La nuova traduzione dice che dormivano perché erano tristi. Certo che erano tristi, ne avevano motivo, ma mi sono detto, io quando sono triste non dormo proprio,  penso sempre al motivo della mia tristezza. È difficile dormire quando si ha una forte tristezza, un'angoscia nel cuore: il migliore amico morirà a breve. Ma se uno è sfinito, dorme suo malgrado anche sopra i vetri: così la questione è umanissima. Mi sembra questa nuova una traduzione un po' forzata, però inutile. A che serve? Che significa soprattutto? Perchè cambiare in modo rivoluzionario quella precedente. Il peggio è venuto dopo. Gesù muore sulla croce dopo aver perdonato tutti... Il centurione, probabilmente un animale: per ricoprire quella carica infatti poteva essere solo così, devoto a Giove, un dio straordinario, forte, potente che aveva fatto diventare Roma una nazione vittoriosa e rispettata da tutte le altre, dopo averLo visto morire così, dice "Costui era veramente il figlio di Dio".  Nella nuova traduzione invece dice  "davvero Costui era un uomo giusto". Ho letto la versione in latino e non è così come stabilisce quest'ultima. Giusti poi ci possiamo essere tutti noi, Figli di Dio no (sì spirituali, ma non reali, della stessa sostanza). Noi andiamo dietro a Gesù, figlio di Dio, non a un uomo giusto. Gesù in croce era Dio, non un semplice uomo giusto. In vita era Dio, non un semplice uomo giusto. Ora è Dio non una semplice anima di un giusto, (come tante). La differenza è enorme e molto pericolosa per le nostre anime. Perché è la stessa differenza che esiste tra la religione Cattolica e quella protestante: Gesù non è vero Dio, vero Uomo, ma un brav'uomo che ha detto tante cose belle. Ci stiamo ammazzando tra di noi. Stiamo in allerta. Il nemico è in mezzo a noi.

Il Pio

Somma ingiustizia.



Mi chiedo sempre: ma come può essere che gaglioffi con numerosi precedenti penali, continuino a commettere furti aggravati ogni giorno (borseggi, furti negli appartamenti,…) senza finire in galera? Sicuramente questo che ho raccontato è più che legale, ma non è giusto. E poi, ricordate i numerosi terroristi degli anni settanta e ottanta, neri e rossi tanto  è uguale, compresi quelli della strage della Stazione di Bologna? Molti erano anche spietati assassini oltre che feroci terroristi con un bomba al posto del cuore e un’ideologia al posto del cervello, e comunque anche oggi gli ritorna il resto.Tanti di loro sono stati condannati a quattro, cinque, sei,… nove ergastoli ciascuno (!), ma essi in buona parte stanno già fuori, liberi come i parenti delle loro vittime e possono scrivere libri contro lo Stato, partecipare ai Salotti televisivi, fare testimonianze nelle scuole e in ogni dove... vomitando spesso veleno e pura ideologia. Sicuramente anche questo che ho raccontato è più che legale, ma non è giusto. E quelli che mentre una povera vecchietta pensionata sta all’Ospedale, entrano a casa sua e ne fanno arbitrariamente la loro residenza principale (ma con le utenze e le tasse a carico della vecchietta, ovviamente)? E per il fatto che nella testa dura di quelli importanti costoro sono considerati poveri (?)  dunque buoni e giusti, la vecchietta non può tornare a casa sua e nessuno la aiuta a ottenere giustizia. Sicuramente anche questo è più che legale, ma non è giusto. Tutto questo però è una somma ingiustizia che non si può più tollerare. La giustizia deve andare di pari passo alla legalità (e viceversa) con il medesimo fondamento e il medesimo obiettivo e per questo entrambe non possono essere ancorate a un’ideologia temporanea, perché essa non regge tutta la vita e contro tutte le tentazioni: essa è assai limitata e soprattutto non capisce la realtà, ma la vuole dominare, inglobare. Giustizia e legalità devono essere ancorate a una morale molto  forte, partecipata da tutti, condivisa da tutti. E vi dico che la Morale più forte che comprende la realtà e dura tutta la vita che io conosca, è la Fede cristiana in Gesù Cristo. Proprio quella che oggi è stata volutamente cancellata anche da cristiani stessi. Ricominciamo allora dall'inizio, almeno da quando le cose più o meno andavano bene. 

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Salotti televisivi




I Salotti televisivi non li reggo. Fisicamente, dico, ma anche psicologicamente. Mi interessano molto, ma resisto solo pochi minuti, poi devo passare a un film di Totò in bianco e  nero. Tutti urlano, tutti si arrabbiano, tutti parlano uno sull’altro, nessuno li divide e poi presunzione,  orgoglio,  spocchia ad altissimi livelli. Penso anche che spesso vengono chiamati (e suppongo anche pagati) persone che non capiscono nulla, che non sanno nulla, ma che sono bravissimi nella difficile arte del litigare senza se e senza ma e a tenere banco su ogni e qualsiasi argomento, senza saperne nulla, purchè sia contrario a quello che dice l’avversario, anche se questo ha ragione al 100%. (In questi Salotti ho sentito citare, per esempio l’art. 1 della Costituzione così: “L’Italia è una Repubblica …. fondata sull’antifascismo…” e non sul lavoro come in effetti si legge dal 1948). In genere i Salotti sono stracolmi di politici e anche di gente che sarebbe molto meglio se tacesse e stesse a casa, ma hanno a loro vantaggio un titolo che in TV apre ogni porta: il nome o un volto che attira l'attenzione degli spettatori e che fa sempre audience. Ma partecipano anche bravissime persone, e direbbero anche cose interessanti se però potessero parlare fino alla fine del ragionamento, perchè vengono continuamente mangiati vivi da tutti gli altri contemporaneamente, a prescindere da quello che dicono, quando non ci si mette il conduttore stesso con i suoi tempi televisivi o con la voglia sconfinata di superprotagonismo o per dovere di appartenenza politica. Non c’è un solo argomento su cui vanno d’accordo: è una cosa davvero straordinaria, statisticamente impossibile: sono sempre in disaccordo su tutto. Poi ci sono quelli che per tutta la trasmissione dicono “no” con la testa (che dopo un po’ fanno anche ridere). Se poi uno dovesse dire “il sole è giallo” nessuno sarebbe d’accordo e lo accuserebbero di fascismo e razzismo (in automatico si capisce, senza aver sentito il discorso). Tanti anni fa in una trasmissione simile c’erano Margherita Hack (astrofisica), Luciano De Crescenzo (scrittore, attore) e un rabbino di cui non ricordo il nome (Ministro del culto di una comunità ebraica). I primi due sono morti, una preghiera per l’anima loro. L’argomento che si trattava era l’aborto. (Cosa c’entrassero con l’argomento l’astrofisica e lo scrittore, lo sa solo la direzione artistica della TV). Apre l’incontro il rabbino e argomenta anche bene. All’improvviso l’astrofisica lo azzanna e gli dice che in Italia è così perché siamo ancora sotto l’influsso del Vaticano. Il Rabbino, pacifico, le rispose: “guardi, io non sono sotto l’influsso del Vaticano”. Ecco. Sono riusciti di recente persino a litigare sulla pace,… Nessuno prende le conclusioni, ognuno resta dell’idea con cui è entrato (e così il pubblico a casa), ma allora a che servono? Solo per gli interessi delle TV? Bene, facciamo una considerazione spicciola e poverella: in siffatti Salotti passano tutti i politici (anche quelli molto importanti) e anche il fior fiore degli italiani: il meglio cioè, i migliori parlamentari, i migliori ministri, i migliori intellettuali... Tranne questi ultimi che non sanno di norma nulla di noi e dell'Italia, tutti sappiamo come si vive in Italia. Allora qualcosa, si vede, non ha funzionato. Qualcosa è stato dimenticato. E’ stata presa una strada sbagliata. Ed ora come facciamo a dirlo a quelli lassù che pensano solo a farsi vedere nei Salotti?

Il Pio

È la religione più perseguitata.

 


Sono sinceramente dispiaciuto per quanto avviene in Ucraina. Anche se il cuore mi dice, ma senza attingere da nessuna fonte ufficiale, che là non può essere proprio così netto il Bene e il Male. Cioè: il Bene tutto da parte e il Male tutto dall'altra. Normalmente tra gli uomini non lo è mai, figuriamoci tra due Stati. Ma ripeto è solo l’opinione del mio cuore che me lo ha detto in un orecchio. Della situazione in Ucraina se ne parla tutti i giorni ed anche dai pulpiti delle Chiese e delle Cattedrali: giustissimo. Però non viene mai detto che da decenni, quasi ogni giorno, c’è un massacro in molte parti del mondo, soprattutto di cristiani anch’essi innocenti e tantissime altre guerre sono in giro, dove ignoti innocenti muoiono nel silenzio e soprattutto nel disinteresse generale (fatto salvo per alcune ottime Associazioni). E questo è ingiustissimo! Soprattutto che non si dica dai pulpiti delle Chiese e delle Cattedrali del massacro di cristiani,  lasciando su questo nell'ignoranza il popolo,  non va proprio bene. Vi voglio leggere stralci di un articolo del 7/8/2021 dal titolo “Nel silenzio dei media cresce la persecuzione dei cristiani nel mondo”. «Secondo l’Associazione Porte Aperte-Open Doors, che ogni anno pubblica la WORLD WATCH LIST (WWL), sono oltre 340 milioni i cristiani vittime di persecuzione e discriminazione (un cristiano su otto). Di questi ben 309 milioni in soli 50 paesi della WWList 2021: sono vittime di quello che viene definito un livello “molto alto” o “estremo” di persecuzione. Ben 4.761 i cristiani uccisi per cause legate alla loro fede. Un numero in netta crescita. Tra i 100 paesi analizzati sono ben 74 quelli che mostrano un livello di persecuzione e discriminazione definibile alta, molto alta o estrema. Tra i 10 paesi con più uccisioni di cristiani 8 sono nazioni africane. Numeri impressionanti che raggiungono dimensioni sorprendenti in modo particolare in Nigeria, terra di massacri assieme ad altre nazioni dell’Africa Sub-Sahariana. In questo paese è in atto quella che alcuni hanno definito “pulizia religiosa” di Boko Haram. Nei primi 200 giorni del 2021 le violenze contro individui, chiese, villaggi e fattorie si sono susseguite senza sosta facendo registrare record impressionanti: 3.462 cristiani uccisi, quasi quanti quelli assassinati in tutto il 2020, 3.530. Tra loro anche una decina di sacerdoti. E poi 300 chiese: tutte distrutte o bruciate. Numeri che portano il totale a 96mila morti per motivi religiosi e 13mila chiese distrutte in vent’anni in questo paese». (…) Viene anche chiarito nell’articolo che ad essere uccisi tra i cristiani sono stati soprattutto gli uomini. (…) «Wole Soyinka, nigeriano e premio Nobel per la letteratura, ha definito Boko Haram “una macchina violenta che va distrutta, vogliono islamizzare la Nigeria”». (…) Viene anche precisato che «Il vescovo nigeriano Matthew Kukah alla Commissione affari esteri del Congresso degli Stati Uniti: “Due sacerdoti, Joseph Gor e Felix Tyolaha, sono stati assassinati insieme a 17 dei loro parrocchiani mentre celebravano la messa” (…) Soyinka prosegue. “Oltre all’eliminazione fisica dei missionari cristiani, altre strategie adottate nella persecuzione dei cristiani sono la distruzione di chiese, scuole, conventi, strutture sanitarie e presbiteri in tutto il paese”. (…) Ancora. “Ragazze cristiane sono trasformate in schiave sessuali, costringendole a matrimoni e conversioni forzate all’Islam…”. (…) La sconcertante conclusione «Numeri impressionanti che però non si limitano ad un solo paese. Tanto da far pensare ad un fenomeno geopolitico sempre più diffuso a livello globale. Dominique Reynié, docente universitario e direttore della Fondazione per l’Innovazione Politica, ha appena pubblicato uno studio dal titolo Le XXIe siècle du christianisme. “Il cristianesimo è in via di estinzione là dove è nato a causa delle persecuzioni di cui è oggetto”. Oggi “il cristianesimo è la religione più perseguitata: nell’Africa sub-sahariana, in Oriente, in Cina, in India…”». Ci sono anche altre importantissime Nazioni nel “gioco” al massacro. Infatti «La Cina sta scalando la classifica dei paesi dove è maggiore la persecuzione dei cristiani, passando dal 23mo al 17mo posto. Preceduta da paesi Congo (460 morti), Pakistan (307), Mozambico (100), Camerun (53) Burkina Faso (38) e poi Corea del Nord (primo tra i paesi per persecuzioni), Afghanistan, Somalia, Libia, Eritrea, Yemen, Iran e India. Numeri che il Parlamento italiano conosce benissimo. Ma delle migliaia di cristiani uccisi solo per la propria fede si parla ancora troppo poco, come poco si fa per fermare questi massacri».


(https://www.notiziegeopolitiche.net - Notizie Geopolitiche / EO di C.Alessandro Mauceri)

Il buon padre di famiglia


 

C’è una frase che in diritto si usa spesso; è una frase nata nel Diritto romano, parliamo di molti secoli prima della nascita di Gesù ed è attualissima anche oggi per spiegare, con sole quattro parole, un concetto che per farlo capire, ci vorrebbero almeno dieci pagine di un volume. Nell’ambito giuridico dunque si è soliti parlare della “diligenza del buon padre di famiglia” (che peraltro è entrata anche nel linguaggio comune). Vorrei allora fare un po’ di ironia di bassissimo livello e immaginare come potrebbe essere letta oggi quella frase (che per precisione si dice locuzione) e come fino a pochi decenni fa era invece considerata indistintamente da tutti. 

 Ma la mia è solo fantasia allo stato brado, si capisce, nessuna volontà di offendere.

PRIMA: il buon padre di famiglia è chi nei rapporti giuridici si comporta con quel livello di rigore, di impegno, di correttezza, di cura, di lealtà che si possa pretendere e attribuire a un uomo medio. Esso è una persona buona, onesta dunque, non uno scapestrato, un facilone, perché questo sarebbe inaffidabile, non adempirebbe ai patti che si devono sempre rispettare (pacta servanda sunt). Questa sua fermezza morale si deve vedere sempre nei rapporti negoziali, ma sicuramente anche dentro casa, perché un padre così non può essere cattivo con la moglie e i figli o nelle cose famigliari. Il buon padre di famiglia è per definizione un “uomo medio”, non nel senso dispregiativo, ma nel senso di una persona normale, come tutti; mentre agli esperti, ai professionisti, agli eroi si pretende una diligenza ancora più superiore, naturalmente.

OGGI: mi sono sempre chiesto come mai questa locuzione non sia ancora caduta nelle grinfie dei guardiani della rivoluzione che oggi ce ne sono sempre di più e in tutti i posti e i luoghi. (Probabilmente perché forse non se ne sono ancora accorti). Per loro, come sapete, l’ideologia vince sempre sulla realtà e se la realtà fosse diversa dall'ideologia, tanto peggio per la realtà. A costoro non gli interessa affatto che il concetto è stato chiaro ed utile a generazioni e generazioni di giuristi. Loro direbbero in Parlamento che questa frase è sessista, discriminatoria, diffamatoria, oscurantista come nel Medio Evo (anche se è nata molto prima, quando Roma era caput mundi, se non prima) e non la si deve più utilizzare perché questo non è tollerabile nell'epoca del Sommo Progresso e della Difesa dei diritti dei deboli
. E così dopo egregia, dottora  sindaca, ministra, presidenta (con esclusione per il momento, della locuzione posta al femminile di “lo zoccolo duro”), dopo l’abolizione in certe scuole delle desinenze maschili e femminili, leggeremo sui trattati di diritto civile “la diligenza della buona madre e del buon padre di famiglia” a patto però che il 70% sia della madre e il 30% del padre (le quote rosa)... ma ora, quel bel concetto del diritto romano sarà ancora chiaro così?

Forse questa non è la strada giusta.

Il Pio

Historia magistra vitae



Ho la spiacevolissima impressione che siamo immersi (noi persone normali, si capisce, non i “capiscioni” che sanno tutto e capiscono tutto; quelli stanno troppo in alto per noi, non ci arriviamo). Siamo immersi, dicevo, in un’enorme confusione, non si capisce nulla, non capiamo nulla e non riusciamo a comprendere da che parte sta la verità delle cose. E quello che è peggio è che non sempre purtroppo siamo consapevoli che traiamo conclusioni,  giudizi e decisioni stando in mezzo a una vigile confusione. Che spesso è proprio quella che gli Intelligenti ingaggiati, arruolati e prezzolati spargono a piene mani sui terreni fertili. Cosa abbiamo intorno? Autorità competenti che spesso si rivelano incompetenti, un’Informazione che sembra quasi tutta omogenea e pare anche che penda tutta da una certa parte. Sotto la pandemia abbiamo avuto l’impressione che una Scienza dicesse una cosa e un’altra Scienza dicesse il contrario esatto (ma essa non dovrebbe essere unica?) e che il Potere costituito seguisse sempre, solo ed esclusivamente una delle due proprio sulla base della Scienza unica e esatta (“tutto è stato fatto sulla base della Scienza” è stato più volte detto dalle persone importanti). E sempre in nome della Legge/Scienza sono stati obbligati a rimanere a casa dal lavoro, senza stipendio, gente sanissima, solo perché non voleva cedere a quello che si può definire un arbitrio, e considerato poi che a casa stavano pure gli ammalati, il numero di quelli che non potevano lavorare era elevato, ma niente ha deviato il corso della Scienza. Senza dimenticare purtroppo la tanto amata chiesa che pare metta in discussione pezzi della dottrina bimillenaria,… e così anche lei, oggi, è fonte spesso di tanta confusione per molti poveri fedeli. Ed ora la guerra. Innanzitutto. Siamo proprio sicuri di essere stati informati a dovere? Sappiamo veramente come stanno le cose? Sappiamo dare un giudizio sulla base dei fatti reali e non delle opinioni argute che le persone importanti e illuminate declamano solennemente dai salotti della TV o dai giornali? E queste persone importanti poi, chi sono, da che parte stanno, cosa vogliono ottenere, in quale libro paga sono iscritti? Possono essere considerati amici o nemici? Sono nostri amici oppure amici stretti dei nemici delle persone normali? Sono amici di Gesù o il loro cuore batte per qualcos'altro?Si sono mandare laggiù le armi, ma non mi pare che si sia sentito un sollevamento delle armate pacifiste, Arcobaleno,
 sempre pronti in ogni occasione a far questo? E poi è proprio giusto rappresentare uno come certamente un Angelo e l’altro come certamente un Demonio? Non è un po’ manichea (quindi irreale) questa definizione? Non apre al dubbio questo rigidissimo e nettissimo giudizio? Questa è la confusione che dicevo. Io non so come stanno davvero le cose e non sono in grado di dare il minimo giudizio su nulla di quello che ho scritto. Ho espresso solo una parte dei dubbi che ho e della confusione che regna nella mia povera testa. E mi chiedo anche: in che mani stiamo? Dove ci stanno portando? Che fine ci vogliono far fare? Dalla Scuola ricordo due fatti letti nel tanto odiato libro di Storia. Due furono i personaggi che hanno provato a invadere la Russia: Napoleone (1811) e Mussolini (1941). Non entro nei particolari e nei motivi, anche perché non li ricordo proprio, ma un fatto me lo ricordo ancora: l'epilogo. Entrambi quei progetti comportarono una disastrosa disfatta, una delle peggiori catastrofi militari. Diceva Cicerone su il De Oratore "Historia magistra vitae" è una locuzione latina che significa "La Storia [è] maestra di vita". Se la si ricorda.


Il Pio


Attraente!


 
Ho sentito su una TV nazionale, in un programma religioso, che si stava lavorando per far divenire la Chiesa attraente. “Eccone un altro…!” e di poco dopo “Ancora!” ho subito pensato. Attraente lo vedo più adatto come termine per definire una fotomodella (o un fotomodello) più che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Secondo la dialettica cristiano progressista questo termine significherebbe eliminare da Essa tutto ciò che puzza di sacrificio, impegno, Inferno, Paradiso, veglie, testimonianza per farla meglio adattare al mondo, cioè per dar spazio più ampio a canti moderni, balli, giochi e discorsi intellettuali buonisti, senza alcun riferimento a Dio, a Gesù e alla Madonna. Più o meno. (Attenuate voi le esagerazioni per favore). La Chiesa non deve cercare di essere attraente a tutti i costi, come una fotomodella (o un fotomodello). La Chiesa deve salvare le anime e conservare il deposito della fede che ci ha lasciato Gesù, senza modificare nulla, senza contestualizzare nulla, senza cercare gli applausi di tutti. Tra l’altro parlare di Chiesa attraente, oggi, è proprio un controsenso, se non proprio un’idiozia, con tutto il rispetto, laddove negli ultimi cinquant’anni sono stati volutamente e furiosamente cancellati, cassati, obliterati, dimenticati tutti quegli aspetti che avevano reso la Chiesa davvero attraente a tutto il mondo per duemila anni. Che avevano creati martiri, educatori, testimoni eccezionali, popoli cristiani, ordini strapieni di uomini e donne, opere grandiose... Invece provate oggi a parlare in chiesa di messa antica, di rosario, di santi, di inferno… Un giorno Padre Pio si era davvero arrabbiato perché il vertice del suo ordine voleva alleggerire la Regola di San Francesco d’Assisi. Il Definitore volle chiarirgli i motivi: «Padre, si fanno questi cambiamenti perché i giovani non vogliono saperne di tonsura, abito, piedi nudi…». Rispose ancora più arrabbiato «Cacciateli via! Cacciateli via! Ma… che son loro che fanno un favore a san Francesco a prendere l’abito e la sua forma di vita, o è san Francesco che fa un dono a loro?». Ecco. Penso che questa risposta di Padre Pio debba essere insegnata nei Seminari, nelle Università magari anche con altre, al posto dello studio di tanti teologi che spesso mandano un leggero odorino di protestantesimo. Se non proprio fetore. 

Il Pio

Lo Zar verrà qui

 


Qualche giorno fa ho visto un telegiornale in una televisione locale. Anzi, localissima... Quelle televisioni che fanno tanta tenerezza per quanto sono semplici, le persone, le immagini, i colori... E dopo la notizia che una buca di via P. era stata coperta, che c'era stato un incontro nella sala consiliare e che una madre di famiglia si era rotta un'unghia, hanno intervistato alcune donne dell'Ucraina da anni in Italia. Dicevano di essere molto preoccupate per il conflitto e per i parenti a casa. Ognuna di loro poi, ha detto al giornalista con ferma sicurezza "Putin verrà qui" cioè in Italia. In tutta sincerità mi verrebbe da dare molto più credito a queste brave badanti straniere che a tutti i geni che ci governano e ai loro costosissimi consulenti. Pensate: se davvero lo Zar, come è stato soprannominato dai giornali, venisse davvero nel nostro Paese, Esercito, Marina e Aviazione daranno la vita per noi, ne sono sicuro. Ma per come stiamo messi oggi, mi domando: i geni di cui sopra (e lo sappiamo cosa hanno al posto del cuore),  che faranno? Metteranno altre tasse e nuove multe? Scapperanno? E i nostri giovani allevati a cellulari e apericena, capiranno che la vita potrebbe non andare sempre così? Saranno in grado di rimboccarsi le maniche e sporcarsi i capelli o senza metterci il gel? E i sacerdoti saranno sempre preoccupati dai piani pastorali e dell'omelia o andranno sulle macerie a dare l'estrema unzione ai moribondi tra le bombe e le pallottole, consolando i sopravvissuti? Riusciremo a farci coraggio e sentirci un popolo solo con l'inno di Mameli e i minuti di silenzio? Forse le badanti ucraine potrebbero avere esagerato. Lo spero. E forse a breve tutto finirà e potremo tornare ai piani pastorali, agli apericena, all'inno di Mameli urlato prima della partita e alle ideologie al potere... A me verrebbe da consigliare, nel frattempo, ai miei due lettori di pregare la Madonna. E di fare pregare. "Pregate, pregate, pregate".

Il Pio

Ma io mi domando e dico…


Ma io mi domando e dico… Sempre più spesso mi capita di leggere sui social l’imperativo “Svegliatevi!” riferito alle varie situazioni terribili che viviamo quotidianamente. Ma, scusate, dire “svegliatevi” significa che “noi” ci dobbiamo svegliare, perché chi pronuncia quel verbo ha già capito tutto ed è sveglio da tempo, altrimenti avrebbe detto “svegliamoci!”. E già questo non mi piace: io non voglio dare retta a gente che si sente superiore, come fosse l'illuminato tra il popolo; fanno così pure gli intellettuali che guardano il popolo sempre dall’alto in basso, perchè in esso sono tutti ignoranti e indegni di essere considerati minimamente da loro (questo lo fanno pure i governanti, ma per oggi lasciamoli stare). Mi pare che avete capito che sia i tipi svegli che i tipi intellettuali mi danno proprio fastidio e non voglio essere loro amico, per non dovermi poi trovare in una strada sbagliata, col seguire infatti un so-tutto-io, prima o poi, si finisce dentro a un fosso. E poi chi non è umile non può essere giusto. Premesso tutto questo. Proviamo lo stesso a pensare un attimo che i tipi svegli siano tutti in buona fede e vedono lontano, allora nasce la domanda: “va bene, mi sveglio, ma cosa devo fare per rimediare, cosa posso fare? Ditecelo perché noi non lo vediamo”. Se andiamo a protestare in piazza, ci prendono a manganellate e ci annaffiano con gli idranti e non cambia nulla, se ci diamo fuoco davanti al Parlamento urlando "libertà", alla fine verrà considerata solo una piccola notizia di cronaca (forse) che merita solo un po' di spazio per un solo giorno e comunque non cambia nulla. Un tempo bastava uccidere il dittatore e i gerarchi scappavano subito e così si poteva rinnovare tutto facilmente. (Lo dice la storia questo, non è un mio desiderio, non fraintendetemi per favore). Nella democrazia come quella italiana (che in Europa forse è un caso unico) ci troviamo di fronte a una pletora incommensurabile di persone, di enti, di organi, di organismi, di uffici... ognuno decide per sé, ma non c’è nessuno che decide per tutti e il bene comune non è nemmeno pensato. Allora: “Oh tipi che siete svegli—vorrei gridare—che dobbiamo fare? Se voi lo avete capito fatecelo sapere pure a noi, altrimenti finitela di rompere le tasche con questi messaggi da intellettuali incorruttibili alla Robespierre, da eroi puri e incompresi da tutti, anche perchè altrimenti queste esortazioni sono inutili”. Secondo me quello che invece potremmo fare davvero è ricostruire il Regno di Dio la cui edificazione negli ultimi decenni è stata dimenticata da milioni di persone e creare una società cristiana in un mondo completamente scristianizzato. Iniziando dai nostri piccoli ambienti. Il trucco per realizzare questo è antichissimo, testimoniare Gesù con una vita cambiata dalla fede, come hanno fatto Pietro, Paolo, Giovanni,  Simone,... Probabilmente i problemi politici non li risolveremo, saremo sempre massacrati e soffocati dal potere cattivo che ci sarà sempre e sempre peggiore, tranne se ci convertiamo tutti e ci pentiamo dei peccati. Giona ci è riuscito. 

Il Pio

Inganni e ingannatori.


 Tanti anni fa, quando ero ancora un bel giovanotto, abitavo in una casa che si trovava proprio davanti alla sede di un sindacato. Una notte sentimmo un forte botto. La mattina dopo capimmo che qualche imbecille aveva messo un petardo nella cassetta della posta di una casa a noi vicina. I giornali locali scrissero in prima pagina che c'era stato un vile attentato alla sede del sindacato, difensore dei lavoratori. La cassetta della posta saltata in aria era a oltre 50 metri dal patronato ed era quella di un piccolo condominio. Poi si seppe che l'imbecille notturno aveva messo il petardo per questioni di cuore e che non sapeva nemmeno cosa fosse e cosa facesse un sindacato. Da allora però, poco è cambiato. Anche oggi infatti dobbiamo osservare che il protocollo di molti giornalisti, locali, nazionali e internazionali sia rimasto lo stesso di quando ero ragazzo: ci fanno vedere per mezz'ora immagini di guerra tratte da videogiochi, dicono di essere sotto un bombardamento,  ma intorno si vede gente passeggiare tranquillamente... e se fanno così con le immagini, figuriamoci cosa combinano con le notizie. E verrebbe da chiedersi: che idea di uomo, che idea di popolo hanno costoro? Ma anche che idea di uomo e che idea di popolo hanno i nostri governanti,  i saggi che parlano in TV, i cantanti,... Tutti ci ingannano. C'è tanto inganno e noi non ci capiamo più niente e quelli che per diritto naturale ci dovrebbero illuminare la strada, stanno alleandosi col potere maledetto, stringendo patti con lui, paventando altrimenti di essere spazzati via dal vento della modernità. C'è tantissimo inganno. E padre dell'inganno è Satana; ma oggi molti di noi sono proprio come l'imbecille notturno: non sanno nemmeno chi sia e cosa faccia Satana e se uno in guerra non sa chi è il nemico... All'orizzonte si vede una brutta tempesta in arrivo proprio qui. Nessuno ci difenderà. Nessuno ci aiuterà. Tutti ci inganneranno. Poco possiamo fare in questa situazione con le sole nostre forze. Però una cosa la possiamo fare e questa è la più importante di tutte. Confidiamo in Dio, Padre Onnipotente, Lui non ci ingannerà mai, traiamo conforto da Lui, chiediamo la Sua Grazia. PreghiamoLo spesso durante la giornata e offriamoGli sacrifici, anche piccoli se non possiamo fare diversamente. Forse si dimenticherà di essere in collera con noi, per le nostre malefatte, le nostre cattiverie, i nostri tradimenti, il nostro borghesismo, i nostri peccati e ci aiuterà. Siamo figli Suoi. Questa è l'unica strada, ma anche quella più sicura. 

Il Pio 





La quercia non fa le melarance


 
Il conflitto in Ucraina, proprio in Europa, vicino a casa, ci ha fatto tornare il terrore della guerra. Giustamente. (Ci sarebbero anche altre guerre in giro, ma sorvoliamo sull’argomento). Molte sono state le manifestazioni popolari di piazza. Ma sarà mai possibile che Putin cambi idea, ritiri le sue truppe e risarcisca i danni agli ucraini, perché molti italiani sono stati in Piazza per un’ora con musica e bandiere colorate? Ci hanno ascoltato i nostri capi quando in Piazza ci andavamo solo per un (in confronto) “banalissimo” green pass? E sono mai serviti tutti i miliardi di minuti di silenzio che abbiamo fatto? Sì, a darci un po’ di emozione momentanea,… la sirena, la faccia compunta, la gente sull’attenti, il nodo alla gola, tutto veramente bello, sentimentale, ma poi tutto resta uguale a prima. 
(Forse, magari, un rosario alla Mamma Celeste... ma sarebbe stata una discriminazione,  mi verrebbe da dire, "ma allora che volete?"). E poi tante frasi sulla guerra, belle, vere, profonde… però anche esse hanno spesso lo stesso valore dei minuti di silenzio e delle manifestazioni in Piazza. Probabilmente, allora, non è questo il metodo. Purtroppo per noi, resta fermo un fatto: la guerra c’è stata fin dall’inizio del mondo ininterrottamente fino a oggi e dobbiamo immaginare che essa sarà l’ultima nostra opera nel giorno della fine del mondo.Tutto è iniziato dopo che  Adamo e Eva hanno detto a Dio “non ti serviremo, faremo come ci dirà la nostra testa”. Poco dopo Caino, per gelosia, uccide violentemente il fratello di sangue Abele; loro erano nati da questo fior fiore di genitori, dal cordone ombelicale della mamma sono passati il concetto che “la quercia non fa le melarance” e quei bei principi. E da quel terreno irrorato dal sangue del giusto, non hanno mai smesso di nascere i frutti delle guerre sanguinose. Un buon investigatore deve sempre arrivare al movente del crimine e le prove ci portano a dire che esso è proprio quell’aver abbandonato Dio, per seguire solo la nostra testa. Ci vorrebbe la conversione allora, cioè l’azione contraria a quella fatta dai progenitori, passare da una fase in cui noi siamo il centro della nostra vita e misura di tutte le cose, a una in cui è Dio a essere il centro della nostra vita e misura di tutte le cose. Il mondo sarebbe straordinariamente bello, se tutti ci convertissimo così. Sarebbe l’ideale… appunto ideale. Perchè noi restiamo sempre figli di Adamo ed Eva, Caino e Abele,… e lo saremo per sempre. Con la fede e i sacramenti molto potremmo contenere degli effetti devastanti prodotti da quel cordone ombelicale. Se per Grazia riuscissimo a convertirci vedremo molti buoni frutti nella nostra vita e intorno a noi. La Grazia è un dono di Dio e glieLo si può chiedere. 


Il Pio

Dentro la pancia.

  Oggi per via della famosa sentenza degli USA, è un gran parlare del tema dell'aborto. Altissimo infatti, è il polverone che ne è uscit...