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Brutto per essere brutto

 


Questa potrebbe chiamarsi l'epoca del brutto più brutto che più brutto non si può. Nella città dove lavoro, ad esempio, c'è una rotatoria con in mezzo un'opera artistica, probabilmente di valore e forse pagata pure tanto. Non si capisce bene cosa rappresenti, ma la gente comune, quella senza tanti grilli nella testa, con la semplicità popolana, così l'hanno chiamata: "il monumento alla cacca", perché quella proprio sembra. Altre robe del genere sono disseminate nel nostro amato territorio patrio, un tempo pieno di opere davvero artistiche, di bellezza sconfinata e straordinaria, per vedere le quali moltissimi per secoli sono partiti da lontano. Chi partirebbe ora dagli USA, ad esempio, o dalla Australia, dalla Germania... solo per vedere il monumento alla cacca? Nel film Così parlò Bellavista al protagonista viene chiesto dai suoi amici "al museo di arte moderna c'era un opera che raffigurava un cesso... Ora se tra trecento anni, durante gli scavi in una villa del napoletano, venisse fuori quel cesso, gli archeologici penseranno di aver trovato un'opera artistica oppure un cesso scassato?". La risposta ve la potete immaginare. Signori miei il bello è oggettivo che parla al cuore di tutti ed è per tutti, non può essere proprietà solo per pochi addetti ai lavori, intellettuali, ricchissimi. C'era però qualcosa che sembrava resistere alla terribile falce artistica che tutto il bello taglia, livella. Il Presepe di Natale. Prima tutti i Presepi, anche quelli più umili, erano belli, uno ci passava tempo a rimirare tutti i particolari che tradizionalmente sono sempre tanti. E tanti ricordi belli e caldi affioriavano presto dal cuore. I nonni, l'albero illuminato, la mattina di Natale, lo stupore, il calore, la gioia di quei momenti, il mangiare... Ora anche lui è stato livellato dal tremendo politicamente corretto. I Presepi cristiani sono diminuiti sensibilmente. Nella piazzetta fuori dal mio municipio sono stati messi, in occasione delle feste invernali (proprio così) un gigantesco orso bianco col cappello, un igloo e una renna. Sfido innanzitutto a trovare tutto questo in un comune di mare del centro Italia in cui nevica ogni venti anni o a capire cosa c'entrino quelle cose con noi. E poi soprattutto, a pensare a come questi "simboli" possano rappresentare ed accomunare tutti, come invece facevano molto bene Gesù, Maria, Giuseppe e i pastori nel Presepe tradizionale, senza bisogno di spiegare nulla. In giro si vedono anche altri  presepi, ma quelli artistici, moderni, striminziti, simbolici, freddi e glaciali, come quello di cui sopra. Purtroppo anche davanti al Pesepe in piazza San Pietro quest'anno, non mi pare si possa passare tanto tempo a rimirarlo a bocca aperta e col cuore caldo. Non è un bel segno tutto questo. E lo dico in generale. 

Il Pio 

Vittime di questo mondo

 




Nel 1965 usciva sul mercato italiano una bellissima canzone intitolata "La città vecchia", quella nei cui quartieri "il sole del buon Dio non dà i suoi raggi". Il grande Fabrizio De Andrè ne era l'autore che a ritmo di mazurca, raccontava i vicoli malfamati probabilmente del porto di Genova o comunque di qualunque altra zona degradata del mondo. Il cantautore riusciva spesso in certe sue canzoni, a descrivere simpaticamente anche i più terribili drammi sociali. La canzone, dopo aver descritto la vita sfasciata di molti relitti umani fino ad arrivare al "tipo strano che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano", così si conclude:«Se tu penserai, se giudicherai, da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese, ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo.». De Andrè era un grande cantante ed un ottimo soggetto, ma non era cattolico e questa non è una calunnia, lui non ha mai detto di esserlo, semmai il contrario. Non so se in punto di morte possa essere successo qualcosa, m
a è una questione che ora sa solo lui. Dico questo, non per mettergli sulle spalle la croce della colpa (che non è una colpa, ognuno fa quello che vuole), ma perchè un cattolico avrebbe una diversa visione del mondo e della vita (forse!).  Il concetto però che i perdenti, i poveri, i disadattati, gli emarginati,... siano solo vittime di "questo mondo", nel senso che il loro malessere derivi esclusivamente dalle circostanze in cui vivono e da ciò che hanno attorno, è vero, ma solo fino a un certo punto. Il male non viene da fuori dell'uomo, ma dal di dentro, come diceva Gesù. Uno può costruire un apparato statale perfetto, sia democratico che dittatoriale, ma il disagio e la miseria umana ci sarà comunque. Gli effetti disastrosi del peccato originale c'erano,  ci sono e ci saranno sempre. Il sistema, come appunto si chiamavano negli anni settanta le circostanze di cui sopra, può contribuire al male, ma non esserne la causa assoluta; come pure i binomi ricco = cattivo e povero = buono, sono notoriamente dell'irrealtà più nera, da sempre ci sono ricchi buoni e poveri cattivi, al di là del mondo circostante. Che poi l'uomo nasca certamente buono e poi diventi cattivo se vive in un certo contesto è un altro dogma in auge negli stessi anni settanta, vivo ancora oggi, ma quasi sempre senza fondamento: guardiamo ad esempio come molti piccoli bambini, in tenera età, già si comportino da animali verso i coetanei più deboli, oppure quanto spesso dicano bugie e cattiverie. Capiamo allora quanto tutte queste ideologie dei sistemi circostanti negativi che hanno avvelenato e rovinato intere generazioni, siano fuori moda rispetto alla vita e alla realtà. Il male ci sarà sempre fino alla fine del mondo (che prima o poi arriverà). Però qualcosa si può fare per attenuarne la spaventosa portata  e qualcuno lo ha fatto. San Giovanni Bosco, il  Beato Pier Giorgio Frassati, San Francesco Saverio, il Beato Alberto Marvelli, San Domenico Savio, San Daniele Comboni, San Benedetto Cottolengo, Santa Madre Teresa di Calcutta, San Francesco di Assisi,  Sant'Antonio di Padova, San Francesco di Paola... e tutti i loro amici che li seguivano spesso restando ignoti, spesso rimettendoci la vita, tutti questi ci sono andati davvero "nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi  raggi", motivati solo dall'amore verso Cristo e ci sono anche rimasti là, fino alla fine, spendendosi fino all'ultima goccia di sangue e di sudore e fino all'ultimo respiro, per contribuire al Regno di Dio, facendo un bene infinito a moltissimi disagiati, senza stare ad aspettare i soldi dello Stato, il cambio positivo del sistema, nè lamentandosi, seduti al bar, perchè non funziona nulla in questo maledetto Paese: "governo ladro".

Il Pio

8 miliardi

 

Ci hanno dato la notizia che nel mondo siamo arrivati a 8 miliardi di abitanti. Ma questa volta non è stata data in maniera simpatica,  curiosa. Al contrario, come una catastrofe, un problema.  Prima di tutto mi piacerebbe sapere chi è che ci ha contati tutti (ci sono città in cui nessuno sa quante persone ci sono.  Moltissime persone non sono registrati a nessuna anagrafe). Gli indigeni delle foreste qualcuno li è andati a contare? Chi è passato in certe zone dell'Asia o dell'Africa?) e sapere anche se ha contato il mondo con rigorosi criteri scientifici e matematici o con altri sistemi, rigorosi sempre, ma soggettivi che fuoriescono dai cervelli bruciati degli appartamenti alle lobby malthusiane. Il concetto per loro è che più siamo e più facciamo danno alla Natura. Naturalmente quelli che fanno danno siamo noi poverelli, mica loro che girano col jet. Infatti mi è sembrato che la colpa, perchè questo è una colpa oggi, é nostra che facendo figli per egoismo. stiamo rovinando Madre natura. E noi ci crediamo fermamente! Ma a dire il vero: Europa e Usa stanno a natalità praticamente zero, se non proprio in negativo e se stiamo solo a zero è grazie agli immigrati. Il problema, se è un problema, viene nell'intoccabile Cina. Poi in Africa e in  Asia (chi glielo va a  dire che non devono fare figli?). Le lobby proporrebbero verosimilmente la sterilizzazione di massa in questi continenti (e forse lo hanno anche pensato). Ma i figli oltre a essere pezzi di cuore, sono sicuramente il futuro del mondo e il futuro non è delle lobby ma del popolo normale. E non dimentichiamo che il mondo lo ha creato Dio e la Provvidenza è arrivata sempre a tempo debito. E ricordiamo che senza i giovani le pensioni non ce le paga nessuno. Ma poi saremo veramente arrivati a 8 miliardi?

Il Pio 

Lo sviamento improvviso.



Notte insonne. Mi capita ogni tanto. Mi dico il rosario e poi un po' di preghiere per varie persone, motivi e faccende. Alle 3 della mattina, vista la situazione ormai irreversibile, cervello come un motore a pieno regime, gli occhi definitivamente spalancati nel vuoto, scendo per vedere la televisione. Giro i canali. Vedo qualcosa in bianco e nero, colori che, in televisione, mi attraggono 
sempre, perchè significano solitamente Totò, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Nino Taranto, cioè film comici che mi piacciono tanto. Era invece un cinegiornale o un vecchio notiziario e dai discorsi che si facevano, capisco che il periodo di riferimento era quello gli anni sessanta e più esattamente del dopo Concilio Vaticano II. Infatti, tra notizie su cantanti e attori allora acclamati da numerosi fans, ma oggi stravecchi e finiti, ai capelloni, ieri giovani eroi incompresi e contestatori della società dei consumi e oggi anziani vestiti alla moda e molto ben introdotti in quella stessa società che volevano abbattere, ai tanti vestiti ieri di moda ora semplicemente ridicoli, si dice tra le altre dunque, anche la notizia che in una parrocchia italiana era stata celebrata una messa accompagnata da musica yè yè con chitarre elettriche, batteria e cantanti urlatori, con la (triste) battuta finale: "prima a messa si stava in sacro silenzio, oggi in sacro rumore". Dopo un po' un'altra. Un parroco, anziano peraltro, aveva inventato una macchina per distribuire la Sacra Particola, mettendo una moneta, suonava una campanella meccanica, girava un contenitore e l'ostia cadeva nella pisside sottostante: l'autore era estremamente fiero della sua invenzione. Infine si mostrava un nuovo vestito da prete, giacchetta e pantaloni stretti "per essere adatto ai tempi moderni" e lo si descriveva nei particolari. Si badi quelle notizie  pur lette col tono scherzoso, mettevano in risalto la Novità da tutti auspicata e considerata comunque positiva. Però di tutti i vestiti stravaganti, di tutta la musica yè yè, delle particole automatizzate nella pisside, dei nuovi elaborati vestiti da prete, non è rimasto nulla. Questi ultimi tra l'altro non si mettono più nemmeno quelle giacchette postconciliari (come dice Checco Zalone, "e mettiti il colletto, già siete pochi...!"). Hanno voluto stare al passo col mondo, laddove il mondo naturalmente gira sempre e cambia sempre idea. Hanno voluto adeguarsi alla moda come fosse una  necessità imperativa, laddove proprio quella moda che doveva cambiare il mondo, moriva dopo solo venti anni, per far posto a un altro mondo e un'altra moda. La Chiesa aveva svuto la stessa identica messa, con lo stesso rito e le stesse parole in tutto il mondo per almeno cinquecento seicento anni ed era andata sempre bene a tutti, a Re, Regine, assassini, professori, ingegneri, bambini, operai,casalinghe,... E allora mi viene da pensare, ma dunque la deviazione fuori dal seminato, lo sviamento, è avvenuta proprio in quel periodo. Ma il ponte è stato abbattuto e indietro non possiamo più tornare. E il crollo del ponte che ci legava al passato, presto ci ha fatto dimenticare tutto. Come sempre le colpe dei padri le pagano i figli.

Il Pio

Con Dio solo doveri

 


Don Camillo: la saggezza di un vecchio prete di campagna 

“La povertà è una disgrazia, non un merito” replicò don Camillo. “Non basta essere poveri per essere giusti. E non è vero che i poveri abbiano solo diritti e i ricchi solo doveri: davanti a Dio tutti gli uomini hanno esclusivamente dei doveri …” 

Giovanni Guareschi "Don Camillo e i giovani d'oggi"

La Chiesa povera.


Sono tantissime le persone che, dai tempi di Gesù (vedi Giuda il traditore) sono straconvinte che la Chiesa deve essere povera, anche con toni che spesso sfiorano l'eresia o l'apostasia. Spesso il loro è un pauperismo non cristiano. Una filosofia, più che una fede che ha a che fare con la vita. Il pauperismo oggi è molto diffuso, ma vivendo sulla terra mi pare di capire che esso è sempre per gli altri, mentre il cristianesimo parla al cuore di ogni singola persona. Ed esso ci dice che 
ogni uomo deve vivere povero, cioè senza alcun attaccamento alle cose della terra o alle persone del mondo. Nulla venga preposto all'amore di Cristo, sosteneva san Benedetto da Norcia. La Chiesa no. San Francesco d'Assisi, il poverello per antonomasia, persona dunque, sull'argomento, al di sopra di ogni sospetto, quasi di parte diremmo oggi, invece era straconvinto del contrario. Lui non era nè l'ecologista, nè il buonista, nè quello rispettoso di tutte le idee e religioni, come oggi pensiamo tutti, tantomeno un fautore scatenato del pauperismo più acceso. San Francesco aveva solo Gesù al centro di tutta la sua vita e viveva la sua fede appassionatamente, sanguigna, alla maniera medievale, un eroico soldato di Cristo. Egli partì per le crociate insieme ai crociati perché le riteneva giuste, in quanto con esse si andava a riprendere legittimamente i luoghi di Gesù, conquistati illegittimamente dagli islamici e visto che ci stava, volle anche andare a convertire a Cristo addirittura il Sultano, a rischio di essere bruciato, scorticato vivo, impalato, o bene che gli poteva andare, a vedersi la testa tagliata. Qualche mazzata l'ha presa, a dire la verità, il Sultano per ragioni politiche non si volle convertire,  ma lo ascoltò attentamente e fu molto colpito dal santo di Assisi tant'è che, alla fine, non lo condannò ad una morte lenta e atroce. Ebbene proprio il Poverello di Assisi pensava con certezza assoluta che le chiese devono essere adornate di oro e di argento, tanto è la Grandezza che contengono, ovvero il Santissimo Sacramento, Gesù in persona. I paramenti liturgici, che le clarisse del tempo di san Francesco cucivano, erano adornati di oro zecchino, perché così voleva il Serafico Padre. La bellezza, infatti, deve significare la Verità: “La povertà si ferma ai piedi dell’altare" diceva. La Chiesa deve splendere perché non è degli uomini, ma di Dio e la bellezza deve essere tanta e solo per Lui.  Per secoli le chiese sono state costruite bellissime, hanno accolto opere d'arte straordinarie affinché il popolo potesse vederle gratuitamente, apprezzare e gustare il bello ed essere da esse istruito e catechizzato. Una Chiesa povera è dunque brutta è qualcosa che non c'entra col cristianesimo, un controsenso addirittura che abbassa insensatamente Dio a nostro livello. Qualcosa che puzza di protestantesimo. Una Chiesa brutta poi non ti invita alla preghiera, non eleva la mente a Dio, tanto meno al silenzio e al raccoglimento. Tutto rimane sulla terra, ma gli occhi li dobbiamo alzare anche al Cielo. Oggi le chiese sono fondate su un'idea non cristiana, progettate da  architetti non cristiani, partecipate da molta gente non più cristiana e, purtroppo, anche amministrate in parte da sacerdoti non più cristiani. Eppure oggi avremmo molti più soldi e mezzi per continuare a realizzarle belle come allora. Probabilmente non abbiamo più la fede di allora. Questo è il motivo. Ma se chiediamo con fede la Grazia e se ce la meritiamo, Dio forse ci riporterà ai tempi d'oro. Il problema però non è Dio che non ci manda la grazia, ma noi se abbiamo ancora la fede e se c'è la meritiamo. 

Il Pio 

Un cuore sindacalizzato


Parliamo oggi degli anni ottanta. Ero in coda all'ufficio postale. Tipica fila da esodo biblico. Lenta. Manca solo una persona davanti a me. Leggo il cartello "dalle ore 8.30 alle 12.00". Ansia: mi scadeva un pagamento importante proprio quel giorno. Mancavano 10 minuti a mezzogiorno e mi sono detto "è fatta, last minute, ma è fatta". Arrivo sulla linea del fronte che mancavano sei minuti.  A quel punto l'impiegato mi chiude lo sportello praticamente in faccia. Protesto vivamente: "mancano sei minuti, anche il vostro orologio dice così". "Ma io devo chiudere, devo mettere a posto, che ne sa lei di quanto lavoriamo, mica posso rimetterci io" mi rispose spocchioso. Non c'è stato verso. La prima cosa che ho pensato la potete intuire facilmente. La seconda che mi sono detto è: ma come si fa a lavorare e soprattutto, a vivere con un cuore di tal fatta, un cuore sindacalizzato. Perché se uno lavora così, vive anche così, col marito, coi figli, con gli amici e i vicini di casa. Come il medico o l'infermiera che tra la sofferenza del suo ammalato e l'orario sindacale privilegiano il secondo. A proposito. Mi hanno raccontato un episodio avvenuto in un ospedale italiano: una vecchietta che stava qui ricoverata, ha avuto l'ardire di ammalarsi gravemente proprio durante il cambio di turno dei medici e così uno ha detto che aveva finito e di non scocciare perché aveva da fare, l'altro ha detto che doveva prendere il caffè prima di iniziare e di non rompere, fatto sta che la vecchietta è morta e pure con sofferenza. Un uomo così è arido, vuoto e soprattutto sterile. E torno sempre sullo stesso punto: solo se uno ha nel cuore Gesù può essere lieto anche in guerra con un pensiero per tutti quelli che gli stanno intorno. Certo uno non deve essere al lavoro come Stachanov, però nemmeno un animale coi concittadini. Poi sarà il cuore buono a decidere caso per caso. E io grazie a quell'impiegato statale degli anni ottanta,  vicino ai cittadini, ho dovuto pagare la mora e perdere tempo per rifare tutta la pratica. Ma non fa niente, la vita va accettata in tutte le sue minime parti. Giorno per giorno. 

Il Pio 

Il mondo è cattivo


Ogni tanto si viene a sapere che cantanti,  attori, presentatori, giornalisti, politici più o meno bravi, ma sicuramente famosi e visibilissimi, vengono invitati per incontri su panfili o a feste, meeting super riservati che, anche a detta degli stessi ospiti, sono organizzati dai super potenti della terra. I vip più vip dei vip. Quelli cioè che hanno una montagna di soldi che non riusciremmo mai ad immaginare e che da sola basterebbe a risolvere il problema della povertà, lasciandoli ricchissimi ugualmente. Che hanno una tale influenza sui Paesi del mondo che al confronto, le nostre infime beghe politiche tra Pd e FdI farebbero ridere a crepapelle anche un bambino. Che riescono a creare mode e modi di pensare a loro immagine e somiglianza, persino a orientare i pensieri delle persone per i loro fini e solo per questo dovrebbe venire a tutti l'herpes. Che hanno tutti ideali e interessi contrari ai nostri, sempre ammesso che noi abbiamo ancora ideali (infatti 0 ideali = sottomissione semplicissima). Che scatenerebbero guerre micidiali per mantenere intatte le loro prerogative o per averne di maggiori. Che diffondono aborto e denatalità perché non gli accada che altri,  aumentando la popolazione, possano trovare nuove e migliori risorse e dunque rubargli ricchezza e potere, come accadde quando la benzina prese il posto del carbone, togliendo soldi e potere a chi aveva in mano carbone. Bene. Vi siete mai chiesti perché questi padroni del mondo che non fanno nulla per caso e senza averne un interesse personale, che potrebbero vivere millenni avendo tutto e di più, devono chiamare quelle persone plebee e cafone ai loro aristocratici simposi? Pensateci un attimo... forse perché loro non potendo stare nel mondo normale per evidenti motivi di superiorità, hanno bisogno di gente visibilissima che diffonda naturalmente e semplicemente i loro dogmi a tutti? A cui dare, forse dietro compenso, le direttive che quelli poi dovranno riportare nelle loro canzoni, articoli, film, salotti televisivi, cabaret? "Il mondo è  cattivo!" diceva la nonna di una mia compagna di liceo. È vero. Un altro motivo allora per stare il più possibile vicino a Gesù. E come sarebbe bello se l'ideale di cui sopra per tutti noi si chiamasse proprio Gesù.

Il Pio 

Bianchetto & omissis.


Da ragazzo andavo alla messa delle 11.30 in parrocchia, quella celebrata dal parroco. Era sempre piena, la gente stava in piedi ai lati e in fondo, cioè se non arrivavi almeno dieci minuti prima era sicuro che stavi in piedi. Ho partecipato a quella messa per molti anni, ma poi il matrimonio è altre vicende mi hanno fatto andare altrove. Ci sono tornato recentemente e ho notato un numero considerevole di banchi vuoti e nessuno in piedi. Vuota a metà o, se preferite, piena a metà. I conti si fanno subito: sono morti tutti i vecchi del mio tempo e nessuno però è entrato. Come dire non c'è stato il ricambio generazionale. E come se nel libro glorioso della storia millenaria della Chiesa dal 1960 ai giorni nostri si fossero usati omissis, bianchetti, asportazione di documenti come per significare che questo periodo è vuoto, ateo e non deve avere nulla, solo pagine bianche; così c'è un buco e non sappiamo nulla; questo non può che significare che chi doveva tramandare alle nuove generazioni la fede, non lo ha fatto, tramandando invece surrogati di scarsa qualità (visti gli effetti). La nostra fede è Apostolica cioè è un passare quello che dicevano gli apostoli di Gesù, di generazione in generazione e si fonda sulla tradizione. Le persone che ogni tanto sento, non sanno nulla in materia di fede, ma proprio nulla, anche su questioni elementari. E non è colpa loro. Io, come sapete, ho tre lettori che in gran parte sentono la fede come la sento io. È un momento questo molto brutto. La missione non è solo in Africa o in Asia. La missione è qui, sopra la tomba di Pietro da dove è partito tutto, ma anche dove la fede oggi è stata seppellita come fosse il reattore nucleare di Chernobyl.

Il Pio. 

La zucca è per sempre!

 

Quando ero bambino io, Halloween non esisteva proprio. Leggendo una volta Charlie Brown, fumetto comico a strisce di Charles M. Shulz, si parlava della grande zucca e la nota in calce spiegava cosa fosse Halloween per i Paesi anglosassoni. Dunque cosa per me, lontanissima mille anni luce. Ma finita l'università, a metà ottobre cominciai  a vedere in alcuni negozi e bar delle zucche di stoffa o di plastica, ma senza nessuna indicazione, io però mi ricordai della famosa nota in calce a Charlie Brown e pensai che stava arrivando per noi Halloween, anzi che ci veniva imposto Halloween,  col solito metodo: prima un pezzettino, poi due pezzettini, poi un servizio in tv e tre pezzettini, infine con gli autocarri. E così avvenne ogni anno, sempre con maggiore intensità e virulenza. Fino a che la festa pagana prese il netto sopravvento su quelle cattoliche, peraltro in un mondo già scristianizzato, feste che a dire la verità, non furono proprio difese bene. Probabilmente mi sono distratto in quel periodo, perché poco tempo dopo, alla cassa del supermercato, sento davanti a me una bambina che il 31 ottobre dice: "mamma, perché domani è festa e non vado a scuola?". E la mamma innervosita da una domanda simile, risponde spazientita: "ma perché è Halloween!" con una certezza morale da azzittire tutta la fila e a farmi correre un brivido lungo la schiena. È finita, mi sono detto, se siamo arrivati a questo punto non abbiamo più scampo. Non c'è più possibilità. E oggi tutti festeggiano Halloween, ma il peggio è che nessuno sa più che il primo novembre per i cattolici è la festa di tutti i santi noti e ignoti, canonizzati o meno, laddove la santità è proprio la nostra mèta: noi lì dobbiamo arrivare e ce la faremo con l'aiuto di Dio. Come ci sono arrivati loro. E poi il due è la festa dei morti che stanno nel Purgatorio e quindi non si può festeggiare rumorosamente, mascherati da matti, ma si deve pregare per loro perché possano andare presto in Paradiso. Mi appare che le feste cristiane siano molto più profonde, più belle e più utili di questa pagana. Noi oggi festeggiamo la zucca, e anche a volerci trovare tutti i collegamenti col cristianesimo, col rispetto dei morti, con una festa di secoli prima del cristianesimo e quant'altro è pur sempre la festa di una zucca. Ma Halloween è anche l'allegoria di quello che abbiamo fatto in poco più di mezzo secolo: buttare nell'immondizia tutto il bello e la poesia che in duemila avevamo conservato intatto e sostituirlo con le zucche, le magie, superstizioni e altre faccende demenziali. Che comunque attizzano sempre il demonio. 

Il Pio 

Bei capelli


Diversi anni fa mi avevano colpito i risultati di due indagini, condotte da prestigiose Università, dopo aver condotto seri e documentati studi. La prima Università aveva capito che chi ride spesso, ha più propensione alla perdita dei capelli, per via che la risata innesca movimenti innaturali dei muscoli della cute che dunque danneggerebbero irreversibilmente le nostre capigliature. L’altro Ateneo aveva capito che chi prega spesso, vive di più, perché la preghiera fa respirare bene, correttamente e dunque evita quel respiro affannoso, ansioso e accelerato che tanti problemi crea al cuore e alla circolazione del sangue. Dunque, se ci dovessimo attenere alla Scienza, per avere l’elisir di lunga vita bisognerebbe pregare tanto e non bisognerebbe mai ridere se si vogliono mantenere dei bei capelli. Scemo io che avevo sempre pensato che ridere apertamente è un segno che significa che uno è lieto, oltre a essere sintomo di santità, come diceva don Bosco e che pregare ti permette di andare in Paradiso piuttosto che morire in tarda età. Mi ero sbagliato. Che però questi due studi facciano un po’ acqua, almeno per noi ignoranti e del popolino, sembrerebbe evidente. Appunto: evidente, qui è evidente la grossolanità dei risultati degli studi e che chiunque sano di mente direbbe “non mi interessa, io rido perché sono umano e prego Gesù per salvarmi l’anima”. Ma quando i risultati degli studiosi altrettanto grossolani non sono così evidenti, come facciamo a non cadere nella botola coi coccodrilli sotto? Bisogna stare molto attenti, perché siamo in guerra. In guerra con gli uomini affiliati al potere delle tenebre. E loro non si distinguono dagli altri, ma un po' dallo sguardo, un po' da quello che dicono, un po' dalle loro amicizie, ci dovrebbero mettere in all'erta.

Il Pio

Una terribile domanda


Le fake news sono quotidiane e sempre di numero considerevole. Possono riguardare qualsiasi argomento: dallo sport alla politica,  dagli alimenti agli shampoo, dalla guerra all'informatica, dalla religione all'arte... Quasi mai le notizie false si riescono a distinguere da quelle vere e spesso vengono confuse con queste, con risultati spesso drammatici. Esse sono insidiose e perniciose, perché essendo tantissimi oggi i mezzi di informazione, può succedere che quello che scrive un blogger senza alcuna preparazione e magari pure psicopatico, depresso e dissociato, per molti ha lo stesso valore di quello che stabilisce il papa ex cathedra. Fosse per me io farei diventare la diffusione delle fake news un reato, come fossimo in tempo di guerra. Perché, per certi versi, siamo in tempo di guerra. Infatti sapere le cose in maniera artatamente distorta, confusa e tendenziosa, non permette di capire bene e dunque di reagire correttamente; pertanto uno, ignaro, alla fine potrebbe fare proprio come il  potere maledetto vuole che faccia. A proposito; sembra invece che non sia una fake news (perché è stata diffusa da organi autorevoli e se non erro, nemmeno smentita) quella che i precedenti governi sapevano bene da tempo,  che il vaccino anti covid-19 non fermasse i contagi. Il contrario esatto di quello che ministri e Scienziati avevano reiteratamente e continuamente pontificato e vaticinato da ogni dove. Eppure c'è lo hanno imposto, anzi ce ne hanno imposti ben tre, ci hanno angosciato, ci hanno minacciato, ci hanno tolto il lavoro, ci hanno insultato e calunniato ogni giorno con l'avallo di un'informazione che si è dimostrata serva dei padroni. Nessuno si è scusato, ovviamente. Diamo ora fiducia a questo nuovo governo come abbiamo sempre fatto per quelli passati. Ma non dimentichiamoci mai questa terribile esperienza. Potremmo rischiare nuovamente di avere altri governi al libro paga dei potenti del mondo che ci vogliono rovinare per spostare le ricchezze dal basso verso l'alto o peggio, ammazzarci per ridurre la popolazione come  fossero novelli Malthus. Pensiamo anche ai precedenti governi che ci hanno volutamente fatto invadere da flussi enormi, continui, di popolazioni straniere e questo contro ogni legge civile, umana e naturale. Contro il concetto stesso di Stato. Ma in entrambi i casi, i cattivi erano e sono ancora, gli italiani. È normale? Quello che è avvenuto negli ultimi anni è qualcosa di perfido, inspiegabile e ingiustificabile che fa nascere una terribile domanda: ma a questo punto, serve davvero che ci sia uno Stato?

Il Pio 

Immagina

 



"Immagina che l'Italia sia uno popolo buono e non sia diviso da una politica maledetta che avvelena solo la gente e arricchisce i politici.

Immagina politici che amano il loro popolo, che pensano a loro, che creino luoghi belli ed umani. E si sentano responsabili di tutto questo. 

Immagina che i Potenti del mondo non ci considerino loro zerbini, non ci usino per i loro luridi scopi, non ci impoveriscano a loro vantaggio, non ci facciano invadere da intere popolazioni.

Immagina un'informazione che non sia prezzolata, al soldo dei potenti, che non racconti falsità, ma una verità di cui ci si può fidare. 

Immagina un'Italia senza un clero che ha dimenticato duemila anni di storia e di tradizioni che tanto bene hanno prodotto. Ma con uno che porta a Dio tantissima gente. E che faccia brillare lo spettacolo della santità dappertutto. Grazie a cui il nostro Paese torni a essere la patria degli artisti, dei navigatori, dei santi e degli eroi.

Immagina un'Italia in cui regni la speranza e la voglia di tutti di farla ancora più bella e più bella ancora.

Immagina un'Italia in cui la normalità non sia un peccato, un reato, un concetto senza alcun limite".

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Questa non è la canzone di John Lenon Imagine. Quella iniziava con "immagina che non ci sia alcun Paradiso... nessun inferno sotto di noi". Come questione positiva, evidentemente. (Viene cantata anche in ambito parrocchiale). Il fatto però è che ci sono e non si può immaginare il contrario senza essere pericolosamente utopistici o peggio, ideologici. Le cose che ho immaginato invece sarebbero tutte umane e realizzabili e  sarebbe bellissimo realizzarle. Basterebbe solo fare una cosa assurda: seguire Gesù. Ma se si pensa con la mente dell'uomo questa è utopia. Se si pensa con la mente dell'uomo che si affida a Dio e alla Sua Provvidenza, non dico che è allora è semplice, ma con un po' di fatica qualcosa in ral senso possiamo costruire. 

Il Pio 




Un popolo cristiano.


Vedete? Alla fine quello che è davvero cambiato in tanti secoli, è poco. Sono cambiate le armi, i vestiti, il mangiare, le medicine, il sapone, i cellulari, l'inquinamento, le case,... Ma l'uomo invece è sempre quello dei millenni scorsi: ha lo stesso cuore, gli stessi desideri, le stesse malattie, gli stessi peccati,... Ma una delle poche cose che sono cambiate in maniera smisurata è l'idea di Dio, il sentimento cristiano. Quello che un tempo univa gli uomini al di là delle loro feroci divisioni di censo, di campanile e di politica, era il fatto di appartenere convintamente e devotamente alla Chiesa di Dio. Vi ricordate quel fatto di cronaca quando il giorno di Natale i soldati delle due trincee contrapposte, uscirono, si scambiarono gli auguri e giocarono a pallone? Gli stessi che il giorno prima si odiavano, si uccidevano e si scannavano reciprocamente. E così anche il giorno dopo. Oggi nessuno ha lo stesso sentimento. Prima il popolo era cristiano, peccatore e cristiano, e pur nel peccato più incallito e spietato, nell'abbrutimento umano della peggiore specie, nel fondo più buio del cuore, aveva sempre, fino alla fine della vita una vocina che lo richiamava a una vita cristiana. Nella maggior parte della volte la vocina restava inascoltata, però, qualche volta invece... Oggi in pochissimi anni il popolo non è più cristiano. Non conosce proprio le basi, non sa cosa sia il l peccato, cosa comporta il peccato. Non sa cosa sia la Grazia dei Sacramenti. Non è capace di Dio.  Ma questo non significa che non ha studiato bene e che dunque è colpa sua. Significa che non ha visto e ascoltato testimoni che gli hanno trasmesso la fede. Perché la dinamica della fede è sempre quella dei tempi di Gesù: un incontro con una persona che ti colpisce e ti spinge a cambiare vita. Non ci sono più tesimoni credibili. Meglio: ce ne stanno pochi, molto pochi, di gran lunga meno di quelli che c'erano fino a pochi anni fa. E poi è difficilissimo far muovere un cuore triste e stanco. E' pur vero che abbiamo anche subito un processo di scristianizzazione improvviso, rapidissimo e senza pietà imposto dai potenti, ma con la complicità di molti Pastori, che ha fatto più danni delle bombe atomiche. Allora, stando così le cose, è difficile poter ricreare un popolo unito dalla Fede. È difficilissimo se contiamo sulle nostre sole forze. Ma abbiamo un Dio tanto buono e tanto vicino a noi che un po' di Grazia e un po' di Provvidenza non ce la farà mancare. Vero è che prima c'è le dobbiamo meritare, secondo glieLe dobbiamo chiedere. 

Il Pio 

Meglio un tozzo di pane secco




Proverbi 17

1 Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio
di una casa piena di banchetti festosi e di discordia.
2 Lo schiavo intelligente prevarrà su un figlio disonorato
e avrà parte con i fratelli all'eredità.
3 Il crogiuolo è per l'argento e il forno per l'oro,
ma chi prova i cuori è il Signore.
4 Il maligno presta attenzione a un labbro maledico,
il bugiardo ascolta una lingua nociva.
5 Chi deride il povero offende il suo creatore,
chi gioisce della sciagura altrui non resterà impunito.
6 Corona dei vecchi sono i figli dei figli,
onore dei figli i loro padri.
7 Non conviene all'insensato un linguaggio elevato,
ancor meno al principe un linguaggio falso.
8 Il dono è come un talismano per il proprietario:
dovunque si volga ha successo.
9 Chi copre la colpa si concilia l'amicizia,
ma chi la divulga divide gli amici.
10 Fa più una minaccia all'assennato
che cento percosse allo stolto.
11 Il malvagio non cerca altro che la ribellione,
ma gli sarà mandato contro un messaggero senza pietà.
12 Meglio incontrare un'orsa privata dei figli
che uno stolto in preda alla follia.
13 Chi rende male per bene
vedrà sempre la sventura in casa.
14 Iniziare un litigio è come aprire una diga,
prima che la lite si esasperi, troncala.
15 Assolvere il reo e condannare il giusto
sono due cose in abominio al Signore.
16 A che serve il denaro in mano allo stolto?
Forse a comprar la sapienza, se egli non ha senno?
17 Un amico vuol bene sempre,
è nato per essere un fratello nella sventura.
18 È privo di senno l'uomo che offre garanzie
e si dà come garante per il suo prossimo.
19 Chi ama la rissa ama il delitto,
chi alza troppo l'uscio cerca la rovina.
20 Un cuore perverso non troverà mai felicità,
una lingua tortuosa andrà in malora.
21 Chi genera uno stolto ne avrà afflizione;
non può certo gioire il padre di uno sciocco.
22 Un cuore lieto fa bene al corpo,
uno spirito abbattuto inaridisce le ossa.
23 L'iniquo accetta regali di sotto il mantello
per deviare il corso della giustizia.
24 L'uomo prudente ha la sapienza davanti a sé,
ma gli occhi dello stolto vagano in capo al mondo.
25 Un figlio stolto è un tormento per il padre
e un'amarezza per colei che lo ha partorito.
26 Non sta bene multare chi ha ragione
e peggio ancora colpire gli innocenti.
27 Chi è parco di parole possiede la scienza;
uno spirito calmo è un uomo intelligente.
28 Anche lo stolto, se tace, passa per saggio
e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.


(La Sacra Bibbia)

Non ce ne libereremo mai!


 

Marcio Porcio Catone, detto anche Catone il “Vecchio” o più noto come il “Censore”, nacque a Tusculum nel 234 a.C. e morì a Roma il 149 a. C., fu generale, politico, scrittore e censore. Negli scritti di Aulo Gellio viene riportata una sua frase: «Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura» che significa «I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori». Parafrasando il comico Omen (Raul Cremona), questa non è cultura, questa è scienza! Nel 200 a.C. avvenivano le stesse identiche situazioni e le medesime ruberie di oggi. Quella frase potrebbe essere stata tranquillamente prelevata da qualsiasi commento su Facebook di stamattina e invece ha più di duemila anni. Loro se lo godono in sempiterno il frutto delle loro malandrinate. E raramente sono puniti,  raramente restituiscono, raramente chiedono scusa, raramente si impoveriscono. E nonostante questo, stanno sempre al potere. Nel vangelo si parla di Zaccheo, un esattore tremendo e disonesto che dopo l'incontro con Gesù cambia e vita e restituisce tutto quello  che aveva rubato; ottimo esempio,  ma destinato a restare, forse,  isolatoMa io—riportando quella frase—non volevo fare retorica e nemmeno polemica. Volevo solo far notare che se ai tempi del Censore le cose andavano proprio nello stesso modo di oggi, tanto che Catone se ne rammarica profondamente come di fronte a una faccenda ineluttabile, e per rammaricarsene così, probabilmente, ciò non avveniva da poco tempo, se le cose andavano così, dicevo, significa che noi non ce ne libereremo mai di questa genìa maledetta, di questi imbroglioni che hanno cotanti avi di così nobile e antica stirpe, generazioni e generazioni di gente fatta con lo stesso stampo che ancora non si è rovinato. Non riusciremo mai a mutare questa maledetta tradizione millenaria, questa catena che non si può spezzare. Non cambierà mai nulla. Sono cambiate ere, epoche, sono cambiati regimi, sono cambiati costumi, sono cambiate le persone, ci sono state persecuzioni,  rivoluzioni, ci sono stati imperi, monarchie, repubbliche, è venuto persino Gesù a dire come dovevamo vivere, e poi guerre atroci, calde e fredde, terrorismo, rischi nucleari, stragi, … tutto è cambiato in oltre duemila anni di storia: una cosa sola non è cambiata, la verità e l'attualità di quella frase. Tutto lassù è rimasto come ai tempi di Catone. Mettiamoci l'animo in pace allora. Soprattutto quelli che ogni giorno sperano e vanno sparlando di rivoluzioni da fare, sollevazioni di popolo o semplicemente di "votare bene". Non cambierà nulla: chi ci comanda sarà sempre in quel modo. Il perché si potrebbe intuire. Però resta sempre fermo che qualcosa noi possiamo fare e una cosa che non è affatto inutile: disinteressandoci completamente della politica e della classe politica, non puntellando più lo Stato avido, pur sempre nel rispetto delle sue leggi spesso inique, cerchiamo di creare opere buone nella realtà a maggior gloria di Dio e per la venuta del Suo Regno in Italia.

Il Pio 
 

Muori sporco integralista!


È stato eletto il Presidente della camera dei deputati. Poche ore dopo la sua elezione già suonavano a distesa le sirene degli allarmi antiaerei di gran parte dei mezzi di informazione nazionali e locali. Davvero poche ore dopo, senza che nemmeno avesse detto o fatto qualcosa, se non di essere stato eletto democraticamente. Ci sono persino state manifestazioni. Perché? È cattolico, integralista, antiabortista, di destra: tutti gravissimi vizi di conformità del prodotto che lo rendono indegno a presiedere un'aula legislativa democratica. Io mi ricordavo che l'Italia fosse davvero uno Stato democratico, forse mi sono perso qualche passaggio. Che sia un vizio ostativo essere cattolici mi sembra proprio una fesseria, pure vergognosa. Un cattolico poi deve essere necessariamente integralista perché o abbraccia e segue nella propria vita tutta la dottrina cattolica o in difetto sta andando dietro un'altra roba. Non può dire questa parte l'accetto, mentre quest'altra no. È vero che sono ancora attuali e seguitissimi da una moltitudine di persone, i "cristiani adulti", ma ho paura che costoro non stiano proprio sulla strada giusta e soprattutto non ci portino i loro amici. Ma soprattutto quali problemi crea alle altre persone il fatto che uno sia cattolico integralista? Uno vive come vuole, naturalmente se non dà fastidio al prossimo e se non viola legge e soprattutto se non si trova in una dittatura. Diverso sarebbe se uno fosse un terrorista integralista, allora sì... ma non è il nostro caso. Sull'aborto non vedo perché tutti la dobbiamo pensare allo stesso modo. Uno può avere idee differenti e vederla in altra maniera e perché non potrebbe per questo non poter fare il Presidente della camera? Uno non deve essere per forza costretto a pensare che l'unica cosa da fare sia abortire e che deve essere senz'altro una cosa bella e giusta, uno potrebbe anche pensare di aiutare la mamma a partorire e trovare una famiglia che adotti il figlio: è una questione, laicamente parlando, di punti di vista democratici. Infine che sia un vizio di conformità essere di destra, è il tocco dell'artista che non poteva dire una scempiaggine maggiore. Tutto questo puzza tanto di razzismo, cristianofobia e fascismo/comunismo. Noi cattolici, saputo quanto sopra, dovremmo andare in allarme rosso, ma non lo faremo mai perché i nostri occhi e i nostri cuori sono foderati di prosciutto... Ricapitolando. Chi ha in mano i mezzi di informazione e chi li finanzia ci impongono di pensare esclusivamente in un unico modo, nel senso che solo quello che dicono loro è giusto e vero e se pensi differente devi essere anatema. Donde: uno deve essere ateo, abortista e di sinistra se vuole mantenere i diritti civili e essere considerato degno di vivere in Italia. E a nessuno stona questo solfeggio. Ho letto in vero anche apprezzamenti positivi al nuovo Presidente proprio per il fatto che finalmente è arrivato un cristiano al posto giusto. Per me, lui prima di tutto ora è un politico e spesso in questi soggetti prevale la ragion politica che quella cristiana è di esempi se ne possono fare a iosa. Spero però che in lui e nei suoi amici prevalga invece, la ragion cristiana. 

Il Pio. 

Prendo il giornale…


“Prendo il giornale e leggo che di giusti al mondo non ce n'è. Come mai, il mondo è così brutto?” Così iniziava Il mondo in mi7, una canzone famosissima di Adriano Celentano prodotta nel lontano anno 1966. Allora prendo il giornale e leggo anche io come lui. In prima pagina scorro la notizia del conflitto tra Russia e Ucraina, per cui si è stabilito inspiegabilmente che i buoni stanno tutti da una parte e i cattivi tutti dall'altra. Che sta creando danni enormi nel mondo il quale rischia per loro di cadere in una terribile guerra nucleare. Nessuno pare faccia nulla di serio se non inviare armi. Vado a pagina due. Per il terremoto del L’Aquila del 6 aprile 2009 i giudici hanno stabilito che i cittadini (dunque le vittime) sono stati incauti a restare in casa, dovevano uscire subito (seppure le autorità avevano sempre detto loro di restare dentro casa), donde: riduzione dei risarcimenti a tutti loro forse ritenuti in concorso nel reato col terremoto. Non so se sono gli stessi giudici quelli che avevano imputato di disastro i tecnici che non avevano previsto il medesimo terremoto. Sfoglio ancora e leggo che i ministri del precedente governo sapevano che il vaccino non evitava la trasmissione del covid-19 e che non c’erano state sperimentazioni in tal senso, ma lo hanno ugualmente imposto rabbiosamente ai poveri cittadini con minacce, misure e sanzioni rigidissime e se posso permettermi, davvero con la frode e con l’inganno, mandando a pallino il giuramento che avevano fatto di servire il popolo e di rispettare la Costituzione. Girando ancora pagina leggo che il probabile governo, quello che non è stato ancora eletto, su cui il popolo aveva riposto tutte le residue speranze di salvezza, già litiga aspramente per argomenti che, soprattutto oggi, appaiono assolutamente risibili: la nomina dei presidenti delle Camere. All'ultima pagina, sotto alla pubblicità del lucido per le scarpe, la notizia di altri sanguinosissimi conflitti e di strage di gente indifesa che avvengono nelle parti del mondo poco importanti. Tutto questo ci conforta e rassicura e ci fa ben sperare nel futuro. Parafrasando allora don Camillo di Giovannino Guareschi, se Dio permette che al mondo ci siano tutti questi terribili soggetti, vuol dire che sono necessari e che dunque dobbiamo tollerarli con la stessa rassegnazione con cui sopportiamo i terremoti e gli uragani. Dunque rassegniamoci: ci dobbiamo convivere con costoro per tutta la vita nostra, dei nostri figli, dei nostri nipoti e pronipoti… La storia italiana poi è spietata su questo argomento, non fa sconti. A me non piacciono i testi delle canzoni di Celentano, mi sembrano un po’ superficiali, qualunquisti, ecologisti, amorevoli. La canzone dell’inizio continua così “siamo stati noi a rovinare questo capolavoro sospeso nel cielo”. Questo però è vero, siamo stati noi a farlo, la colpa non è di Dio o del fato, o peggio del sistema, se non addirittura della sfortuna del “solo in Italia avviene”. La colpa è nostra e soprattutto del nostro peccato originale i cui effetti ci trasfigurano umanamente e ci fanno ammorbare e peggiorare il mondo, forse, irreversibilmente. Quel maledetto vizio di fabbrica che abbiamo tutti dalla nascita e con noi anche il mondo nel suo complesso e la natura stessa. Tutto è soggetto al peccato originale. Ora, per attenuare i suoi effetti perniciosi, ci vuole la preghiera e la frequenza ai sacramenti e soprattutto il voler bene a Gesù e il volergli stare sempre vicino in ogni momento per metterlo come riferimento di ogni nostra minima attività, odiando il peccato e stando attenti al porco del demonio. Guardate come siamo da quando abbiamo rifiutato Dio. Soluzioni diverse, io, non le conosco. Però ci possiamo provare e poi diffondere questo invito a quanta più gente possibile. Hai visto mai che qualcosa cambia?

Il Pio









In un battito di ciglia.


Partendo sempre dal concetto che nella storia mille anni corrispondono a un minuto e siccome la storia si legge in millenni e talvolta anche in secoli, parliamo allora di vicende recenti. L’Italia in poco più di trent’anni ha vissuto vicende mai viste in passato, vicende che non possiamo credere che siano tutte casuali (sarebbe impossibile sotto il profilo meramente statistico), semmai frutto di un progetto: all’improvviso nei primi anni novanta è avvenuto l’ingresso continuo di migliaia e migliaia di albanesi, poi di rumeni sempre in numeri sostanziosi, ora di africani (per il potere è tutto normale). Poi. L’aumento con progressione geometrica delle tasse e di governi fannulloni (e nessuno capisce come possa avvenire questo senza che si proponga almeno un'eccezione). Poi una devastante pandemia che pare essere stata creata a tavolino (altro che pipistrelli!). Contemporaneamente un lockdown durissimo, terribile che ha fatto chiudere un numero altissimo di aziende. Contemporaneamente siamo divenuti cavie di vaccini sperimentali costretti a subirli pure con minacce democratiche, sospensioni dal lavoro e dallo stipendio e ancora non abbiamo capito se per questo, subiremo effetti collaterali da qui a venti anni (se non li stiamo già subendo). Con questa scusa i potenti sono riusciti a dividere gravemente il popolo in no vax e yes vax (i cristiani lo erano già dagli inizi degli anni sessanta, divisi fra modernisti e tradizionalisti e lo sono sempre di più). Ora la guerra tra Russia Ucraina che  forse porterà al lancio di missili nucleari, con l'USA che incomprensibilmente minaccia  e urla rabbiosa pure lei. E questo crea grande sfiducia nel futuro. In più: in pochissimo tempo i prezzi sono schizzati verso l’alto in modo repentino e stratosferico; prima i prezzi del carburante, poi quello delle bollette di luce e gas e poi i prezzi dei prodotti, con enormi rischi economici per aziende e cittadini il cui esoso conto si pagherà tra pochi mesi. Sembra che la colpa di questo aumento sia della guerra, così ci dicono, ma l'occhio cade piuttosto sui biechi e turpi speculatori contro i quali né l’Italia, né l’Europa inspiegabilmente sembrano avere i poteri per farli smettere (inutilità o complicità?). Infine una morale che solo venti anni fa era pressoché comune, ora è diventata fluida e relativa. Questo tutto di un botto. In un battito di ciglio. In trent’anni. E non è finita qui, perché il futuro non promette rose e fiori. Chissà cosa hanno organizzato ancora per noi i potenti della terra, come sono chiamati nel vangelo. Ce la faranno a impoverirci ulteriormente o a farci fuori per ridurre la popolazione del mondo? Ce la faranno a portare la ricchezza dal basso (quella del lavoro onesto e umano) in alto (quella della speculazione e della sordida ruberia)? Se le cose rimangono così, certamente. Se rimangono così. Credo che il quadro delineato sia abbastanza fosco per farci capire cosa hanno potuto fare in breve tempo i potenti; e che qui la politica non ci salverà di sicuro. L’Europa non ci salverà. La NATO non ci salverà, l’ONU non ci salverà… se non saranno proprio loro a metterci il carico. Nessuno ci salverà. E noi siamo ancora divisi a discutere con rabbia se è meglio Meloni, Conte, Renzi e compagnia bella. Proviamo piuttosto a metterci insieme un po' di traverso. Ma soprattutto raccomandiamoci l’anima al Signore.


Il Pio



La frittata è fatta


Se andiamo indietro a meno di cento anni fa, vedremo che il popolo italiano era in grandissima parte cattolico, pensava cattolico, ragionava cattolico, costruiva cattolico, disegnava cattolico, lavorava cattolico, faceva chiese cattoliche e anche libri cattolici e conosceva bene il catechismo. E così era ininterrottamente da tempi immemorabili. Oggi, a brevissima distanza, laddove nella storia mille anni sono un turno di veglia nella notte, nessuno è più cattolico, nessuno vive, scrive, legge, lavora… da cattolico.  Mi è capitato più di una volta di invitare la gente ad andare a messa la domenica e mi sono sempre sentito rispondere, con una sicumera disarmante, come fosse la cosa più ovvia dell’Universo: «oggi non ci si va più a messa, nessuno ci va!». Uguale dicesi  per il matrimonio, il divorzio, l'aborto, rapporti prematrimoniali…  Oggi tutto è necessariamente diverso da prima, anche se l'uomo è sempre lo stesso da millenni.E io tutte le volte mi chiedo 
il perché. E allora mi rispondo in automatico, senza troppo ragionare, la colpa è il modernismo, il sessantotto, un catechismo annacquato, un'istruzione religiosa negata, associazioni segrete abilissime, un preferire essere del mondo e non nel mondo, slogan vuoti e inefficaci. E poi la Tradizione che non viene tramandata dai genitori ai figli o che questi non l’hanno accettata. Si aggiunga anche il lavoro brutale e feroce che hanno fatto i mezzi di informazione, i film, le canzoni, i libri negli anni sessanta e settanta che solo a riprenderli oggi appare chiaro tutto l’odio che buttavano a piene mani nei cervelli ancora innocenti dei giovani contro la Chiesa, i preti, diffondendo massicciamente il concetto che tutto è frutto del caso, che l’uomo nasce da solo e che è misura di se stesso e di tutte le cose. La frittata è ormai fatta, i nemici sono riusciti in pochi decenni a scristianizzare uno dei popoli più cattolici della storia e a fare al suo posto dei “se dicenti liberi”, ma effettivamente servi omologati del potere. Sono riusciti anche a trasformare sacerdoti un tempo santissimi, in terribili modernisti talvolta eretici, tristemente teologi e improduttivi di conversioni e di vocazioni. Ma noi ci siamo, pochi, ma buoni. La bandiera non ci è ancora stata strappata. Noi cattolici ancora ci siamo, un gruppetto misero è vero, ma sempre agguerrito e desideroso di ricreare un mondo cristiano da capo, come Pietro e Paolo. Ci siamo, è vero. E ci dobbiamo dare da fare. E con san Paolo: «annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina (Timoteo 4, 2)».



Il Pio

Ma è normale?


Potrebbero essere fake. Ma le ho lette da fonti a mio avviso, attendibili. Pochi giorni fa un altissimo esponente dell'Europa avrebbe detto che se in Italia le elezioni andranno male (?) loro avrebbero rimedi sicuri. Qualche giorno prima un francese famoso, ospite in una trasmissione politica televisiva,  probabilmente pagato e chiamato apposta, avrebbe detto che le elezioni popolari potrebbero giustamente essere disattese. A questo aggiungiamo lo spaventoso aumento prima dei carburanti e poi delle bollette che al netto della carità dello Stato, rimane sempre spaventoso. In tutto ciò, nessuno ha detto niente contro quegli attacchi verbali alla nostra Nazione. Nessuno ha preso per il collo quei furfanti speculatori come uno Stato avrebbe potuto legittimamente fare. Nessuno ci ha difesi. E se tanto mi dà tanto, nessuno ci difenderà da tutti i prossimi attacchi perché, tanto lo si è capito, l'Italia deve soccombere, deve impoverirsi e morire,  in modo che la ricchezza dal basso passi a chi sta in alto. E il popolo sia modificato umanamente,  moralmente e religiosamente. Ma è normale questo? Fino a quando potremo tollerare tutte queste angherie? Forse ci dovremmo far venire in mente qualcosa. Nel frattempo preghiamo la Madonna. Preghiamo. Preghiamo. Preghiamo. 

Il Pio

Sono dell'avviso...


 

Sì, sono dell'avviso che lo Stato italiano non si deve limitare a dirci come usare l'energia elettrica come fossimo gente stupida e spendacciona. Non deve neanche regalare contributi. Che poi da qualche parte li deve pur prendere considerando che, sotto un profilo economico, lo Stato è improduttivo. Esso deve risolvere e non tamponare i problemi temporaneamente. Sono dell'avviso che il nostro Stato, se vuole essere considerato tale, deve prendere per la giacchetta tutti quelli che hanno tramato questa maledetta speculazione, sbatacchiarli contro il muro e fargli cambiare idea. (In senso figurato si capisce,  anche se questo trattamento non farebbe male ai lorsignori). Uno Stato avrà la capacità e la forza di imporsi ai nemici dei suoi cittadini? O forse non può toccarli?  O è forte solo con i deboli? Quando ha voluto ha fatto tutto quello che gli sembrava opportuno fare. Se vi ricordate in una notte ci ha tolto i soldi dai conti correnti. Legalmente, si capisce. Vorrei uno Stato forte, ma con i cattivi, con i mercenari, con i nemici. Ma in sessant'anni di età non sono ancora riuscito a vederlo. Temo anche che non lo vedrò mai

Il Pio 

Manco le jene!

 


La notizia è certa, garantisco io, ho visto. Molti negozi si sono trovati bollette passate,  all'improvviso e inspiegabilmente da 7.000 a € 28.000, per un mese e non per un anno. Ho visto la disperazione di chi è consapevole che in una situazione così, andare avanti, è impossibile; e sto parlando di imprenditori  seri quelli che si spaccano la testa contro il muro per far andare avanti la baracca e non di politici poco seri per i quali i soldi ci stanno sempre, piovono su di loro dallo Stato, anche se non fanno nulla. Pure le famiglie avranno gli stessi problemi: bollette stellari e prezzi delle merci da capogiro. E per esempio chi in casa aveva messo il pellet per risparmiare sul gas, si troverà a breve pure lui una batosta, perché alzeranno i prezzi a dismisura. A dire la verità ho visto anche molta rabbia in giro e senso di insicurezza, unitamente alla disperazione di cui sopra  e questo non lo trascurerei se fossi in alto. Rabbia e insicurezza, oltre la disperazione, solitamente bloccano tutto il buono che ci può essere in un popolo, ma potrebbero anche generare idee fino ad oggi imprevedibili per il popolo italiano, solitamente disposto a subire tutte le angherie che gli vengono fatte. Tra oggi e fine anno, salvo miracoli laici e/o divini, chiuderanno tantissime aziende e tantissimi andranno a spasso e forse sotto i ponti insieme ai figli. E pare che si voglia risolvere un problema del genere, ordinandoci di non accendere contemporaneamente phon e lavatrice e con una mancetta ridicola. Ma si può risolvere il problema di una bolletta che da € 7.000 arriva all’improvviso a € 28.000 in questo modo? Chi produce surgelati come fa a ridurre la corrente elettrica? Un ospedale può  abbassare la temperatura delle camere? E quanto mai si può risparmiare così? E poi i VIP limiteranno le temperature e la luce nelle loro regge faraoniche? Qualcuno sta speculando a livelli spropositati sulle spalle nostre, loro lo sanno chi e potrebbero sapere come risolvere il problema, perché è nato a tavolino e a tavolino, se si vuole, si può risolvere. È stato voluto di proposito dai malvagi. Esso mette a rischio la stabilità dell’Italia e può provocare il suo fallimento, come già è avvenuto in altri Stati. Ci devono pensare il Parlamento e il Governo, e il Presidente della Repubblica li deve spronare fino allo sfinimento (dell’Europa non mi fido tanto), essi devono lavorare per noi, stanno lì per noi e non solo per avere vantaggi: loro hanno questo compito istituzionale e costituzionale, se non lo ottemperano entro breve tempo, sono da considerare venduti e traditori, hanno attentato alla Costituzione e devono andarsene. E allora a quel punto il popolo italiano avrebbe titolo per agire perché a fronte di governanti eletti, ma infingardi, è giusta e  sacrosanta la legittima difesa  contro chi vuole toglierti i diritti legittimi e venderti come schiavo ai nemici dell'Italia; il brutto è che ho paura che c’è un piano, un progetto, fatto da quelli che vivono in un mondo irraggiungibile, con tutti i poteri e che possono dominare tutto e tutti, proprio per affossare l’Italia, per farla fallire e così sul cadavere ancora caldo di una Nazione straordinaria, potranno rubare come le jene sulle carcasse degli animali morti, tutto quello che esso aveva realizzato da secoli. 

Il Pio

Allegorie schiaccianti.




Oggi parliamo della pallavolo e facciamo un esempio. Mettiamo che la squadra di casa sia un po’ fiacca, mentre quella ospite è molto preparata, con schiacciatori, alzatori, battitori straordinari. Inizia la partita. La squadra di casa riceve addosso a ripetizione, battute e schiacciate tremende come siluri, da tutte le parti tanto che n
essuno riesce né a vedere né a ricevere, nemmeno capisce chi l'ha spedita e perché; qualcuno resta anche infortunato e non può più giocare. Alla fine della partita la squadra di casa non ha fatto un solo punto, manco per sbaglio. A momenti si può dire che non ha toccato palla. La partita è finita con una disfatta per quelli di casa; ma c’è sempre quella di ritorno e il campionato non è ancora finito. Ora tutti i giocatori perdenti, da quel brutto giorno, prendono coraggio, non vogliono più essere schiacciati e sconfitti in quel modo da tutti quei boriosi figli di papà. Cominciano “a fare e a sentirsi squadra” , per la prima volta seriamente, intenzionalmente, appassionatamente, come uniti contro quello squadrone presuntuoso, super medagliato, plurifotografato, che tutti lodano come i migliori in assoluto. Intensificano gli allenamenti, chiamano un allenatore bravo che li allena insieme a quello precedente, sempre stimato da tutta la squadra. Questi trova anche bravi schiacciatori… e un libero eccezionale. Tutti insieme poi diventano amici e anche più bravi di prima perché oltre alla tecnica e agli allenamenti diversi da prima, tutti ci mettono il cuore e iniziano ad amare quello che fanno. Così avvenne che nella giornata di ritorno, qualche muro quella squadra lo comincia a alzare, qualche battuta imprendibile la manda nel campo avversario, e anche qualche schiacciata micidiale e, con una difesa forte ed impavida, qualche punto lo fa. Questa volta la sconfitta c'è lo stesso, ma di misura. Non è detto allora che l'anno prossimo non vinca. 

Ecco. 

La squadra di casa è l’allegoria dell'Italia in questo momento, quella ospite è l'allegoria dei potenti del mondo, in particolare quelli che ci governano dall’Italia e dall’Europa (quelli cioè ci dovrebbero difendere e far crescere). Ma c’è sempre la partita di ritorno. E il prossimo campionato. 

Il Pio


A livello embrionale.


Quando ero bambino, e io non sono proprio un giovincello, i miei amici avevano tutti una famiglia con un padre e una madre uniti dal sacro vincolo di un matrimonio cattolico (che è sempre un sacramento e in quanto tale, non si può  dissolvere. Farlo é un peccato mortale e si rischia di finire all'inferno). Poi venne la legge sulla separazione e poi quella sul divorzio e iniziarono a vedersi anche  figli di separati o divorziati con i loro problemi personali e famigliari. Non tutti dotati di una stabilità psicologica. Oggi la situazione si è molto evoluta perché i possibili intrecci, i possibili legami tra adulti e adulti e tra figli e figli sono una marea, in senso orizzontale e in quello verticale, a sinistra e a destra. Ora oltre al matrimonio religioso e civile infatti c'è anche la convivenza, oggi praticata moltissimo e si dovrebbe studiare il perché oggi si preferisca subito un rapporto per definizione temporaneo a uno  almeno in partenza, definitivo. Il "per sempre" oggi spaventa tanto molte persone e lo vogliono evitare senza nemmeno pensarci. Io mi sono comunque fatto un'idea personale, a tutto si pensa e si è pensato fuorché all'interesse dei figli che hanno tutti bisogno di sicurezza e stabilità per crescere dritti e bene.  Ed è sembrata una conquista sociale il fatto che il cognome ai figli non lo desse più solo il padre che era forse l'ultimo baluardo della famiglia tradizionale che però ha sempre funzionato bene per secoli. Come saranno questi figli da adulti se mai riusciranno a divenire adulti? L'ultima considerazione. Quando ero piccolo tutti comunque si sposavano, anche se poi si tradiva,  si faceva concubinato, si scappava,...,  ma c'era, anche solo a livello di idea, in nuce come si dice in latino, cioè a livello embrionale, la decisione, la volontà di avere un rapporto definitivo e permanente. Poi magari l'anno dopo ci si lasciava. Oggi sento tantissimi coetanei che parlano del propro fidanzato o della propria compagna. E un po' mi rattrista, ma è solo una cosa personale. 

Il Pio 

 

Sappiamo quello che "dobbiamo" sapere.




Facciamo spesso discorsi su ogni argomento. Salute, medicina, edilizia, leggi, politica, scuola, guerra, virus, moda, lavoro... e capita che talvolta ci infervoriamo e litighiamo 
 perché uno la pensa in un modo e l'altro in un altro. Spesso si perdono anche le amicizie con questi discorsi, tanto ci avveleniamo. Sarebbe  forse meglio fare come dice il bravo cabarettista di Zelig Giovanni Cacioppo. "Ci si trova al bar con gli amici-racconta spesso nei suoi spettacoli-e siccome siamo tutti ignoranti a 360 gradi su ogni cosa, possiamo discutere per ore e ore di qualunque argomento, a 360 gradi", senza problemi e senza dunque litigi e contrasti. Noi facciamo invece al contrario perché pensiamo di conoscere bene un fatto (e talvolta è anche vero), ma nella maggior parte delle volte noi sappiamo solo quello che sentiamo dalla TV o leggiamo sui giornali o su internet, fake news comprese. Non è facile districarsi, orientarsi bene in questo ginepraio di informazioni. Infatti non potendo spesso attingere presso la fonte diretta, i nostri punti di riferimento sono TV e giornali. A tal fine però dobbiamo prendere atto che ogni TV e ogni giornale ha una precisa linea politica o editoriale da portare avanti oppure dietro c'è qualcuno importante come proprietario che vuole certe cose mentre altre no, poi molti organi di informazione prendono anche i finanziamenti dallo Stato, senza i quali non camperebbero a lungo a quei livelli. Quindi noi sappiamo in buona parte, solo quello che altri vogliono che sappiamo. Sappiamo cioè quello che "dobbiamo" sapere. In particolare molte frivolezze e politica. Le notizie dunque spesso le sentiamo dalla voce di chi è pagato  per informare tutti in un certo modo. Episodi talora verosimilmente filtrati o  forse adattati e così succede che la notizia di un prete pedofilo finisce per giorni in prima pagina in tutto il mondo dell'informazione con grande (giustamente) sdegno, ma la notizia di un giovanissimo prete bruciato vivo dagli islamici per odio alla nostra fede, o di centinaia di civili cattolici trucidati o cacciati di casa, oppure di chiese rase al suolo, non la dice nessuno. Ecco un esempio. Tutto questo ovviamente facendo le dovute tare e riserve. Forse è meglio allora restare amici tra di noi senza dividerci e non fidarci totalmente invece di quello che ci dicono i nostri potenti nemici. Temo però, per come siamo fatti, che non saremo mai in grado di farlo. 

Il Pio


Un bravo imprenditore


Conosco un bravo imprenditore. La sua attività sin dall'inizio è quella di produrre e vendere abiti da uomo. E il suo mestiere lo sa fare bene. Gli abiti e i prezzi sono ottimi. Poi è arrivato il lockdown e, considerando che per arrivare al suo negozio ci vogliono almeno 20 minuti di auto, all'improvviso non vedeva più un cliente in negozio. Così si è spaccato la testa contro il muro, si è mangiato le mani, ha passato notti insonni, aveva un gatto vivo dentro lo stomaco, ma alla fine per salvare azienda e tutti i dipendenti si è riuscito a riciclare, a ripartire e si è messo a produrre mascherine e camici. Girava l'Italia come un matto, ogni giorno, dall'alba al tramonto, per cercare nuovi contratti.  Certo le entrate non erano come prima, ma non era la chiusura definitiva della sua azienda, e stringendo la cinghia, poteva, un po' zoppicando, far andare avanti baracca e burattini; certo non sapeva per quanto tempo,  ma pur a vista, poteva navigare. Poi finito il lockdown e sempre facendo i salti mortali, è riuscito anche ad aprire un'altra piccola azienda più a Nord e ad assumere altri dipendenti. E si può dire che pur dovendo sempre stringere i denti, girare come una trottola, almeno il gatto vivo nello stomaco non ce l'aveva più. Almeno fino a oggi. Vedremo cosa si dovtrà inventere quando tutto aumenterà del 7000% grazie agli "amici nostri" che-strapagati-stanno al potere, senza vergogna. Non c'è per loro lockdown che tenga. Per loro i soldi ci sono sempre e pure tanti. Ho sempre ammirato questo piccolo imprenditore, anche in tempi non sospetti,  se così si può dire. Ma oggettivamente quelli come lui è gente continuamente massacrata di tasse e osteggiata permanentemente da una parte della politica italiana, perché considerati tutti biechi capitalisti. Però persone come queste si fanno in quattro per andare avanti, per non chiudere, certo nel loro interesse, ma così facendo permettono anche a molte persone di mantenere la propria famiglia, anche quelle dei sostenitori sfegatati di quella parte della politica che pensano di avere solo diritti,  ma nessun dovere. Sono però persone come quelle che fanno andare avanti l'Italia e di cui essere fieri. I politici no. Questo non lo fanno, non l'hanno mai fatto.  Essi distribuiscono a piene mani solo promesse, bugie e falsità.  Illudono solo. Tutti. 

Il Pio 

Pirati e furfanti

 

Dunque a ottobre prossimo ci sarà un aumento spaventoso della luce e del gas. E a cascata di tutti i prodotti. Percentuali in aumento terrificanti, 200, 300, 400%, cifre che sembrano uscire più da un film di fantascienza che da uno sulla realtà. La paura si è  insidiata nei cuori di tutti e un popolo impaurito si governa molto bene. A qualcuno poi è venuto il sospetto che ci sia qualcosa che non va e che non tutto è avvenuto sotto le normali regole economiche e democratiche.  I politici attuali li abbiamo sentiti dire: "e ora un decreto", "ora le riforme", "ora abbassiamo le tasse", "appena saremo al governo faremo subito...". Ora, subito... certo, come se non vi conoscessimo da anni. Molti altri stanno dicendo che la guerra in Ucraina non c'entra nulla. Gli strateghi dello Stato pontificano dicendo che dovremmo abbassare i termosifoni, chiudere le luci, e così i comuni con l'illuminazione pubblica. (Non credo che ci volevano strateghi stralaureati e strapagati per dire questo,  bastava una massaia che in molti casi vede meglio e più lontano di quelli). E poi con aumenti del 400% di quanto potremmo risparmiare? Pagheremo molto di più,  ma un po' meno. E poi i frigoriferi o la lavatrice li dobbiamo pur mandare. Facciamo allora il punto: qualcuno importante ha sbagliato, diciamo in buona fede, chi doveva consigliare non ha consigliato, chi poteva controllare non ha controllato, chi poteva non permettere ha permesso e avallato da quanto precede qualcuno ha ritenuto giusto speculare in misura che solo pochi anni fa era prevista come eccezione straordinaria sui manuali di economia. Io alle lezioni di diritto ho imparato che chi sbaglia paga, chi fa un danno lo risarcisce, chi commette un crimine va un carcere. Devo allora pensare che anche quello che avevo studiato all'università erano solo eccezioni straordinarie? O che per la legge ci sono persone più uguali di altre? Ma non è che quelli che decidono per tutti all'interno dei salotti superriscaldati e pieni di luce, in cui si arriva col jet  personale, vogliono che l'Italia imploda e  fallisca?

Il Pio 

Applausi


Una volta chiesero a Padre Pio qual’era il problema di applaudire nella Messa.Egli rispose: “Nel Calvario c’erano quelli che applaudivano la morte di Cristo: i soldati e i demoni”.

Di fronte a una tale risposta, tutti i cristiani dovrebbero tacere e cambiare radicalmente il loro metro di giudizio sulle liturgie, in special modo sulla Santa Messa. Occorre capire, una volta per sempre, che la Santa Messa non è uno spettacolo teatrale, come pensano molti oggi, ma è la mistica ripetizione di quanto avvenuto nel Cenacolo e sul Calvario (da Gloriatv.it).












Brutto per essere brutto

  Questa potrebbe chiamarsi l'epoca del brutto più brutto che più brutto non si può. Nella città dove lavoro, ad esempio, c'è una ro...