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Un bravo imprenditore


Conosco un bravo imprenditore. La sua attività sin dall'inizio è quella di produrre e vendere abiti da uomo. E il suo mestiere lo sa fare bene. Gli abiti e i prezzi sono ottimi. Poi è arrivato il lockdown e, considerando che per arrivare al suo negozio ci vogliono almeno 20 minuti di auto, all'improvviso non vedeva più un cliente in negozio. Così si è spaccato la testa contro il muro, si è mangiato le mani, ha passato notti insonni, aveva un gatto vivo dentro lo stomaco, ma alla fine per salvare azienda e tutti i dipendenti si è riuscito a riciclare, a ripartire e si è messo a produrre mascherine e camici. Girava l'Italia come un matto, ogni giorno, dall'alba al tramonto, per cercare nuovi contratti.  Certo le entrate non erano come prima, ma non era la chiusura definitiva della sua azienda, e stringendo la cinghia, poteva, un po' zoppicando, far andare avanti baracca e burattini; certo non sapeva per quanto tempo,  ma pur a vista, poteva navigare. Poi finito il lockdown e sempre facendo i salti mortali, è riuscito anche ad aprire un'altra piccola azienda più a Nord e ad assumere altri dipendenti. E si può dire che pur dovendo sempre stringere i denti, girare come una trottola, almeno il gatto vivo nello stomaco non ce l'aveva più. Almeno fino a oggi. Vedremo cosa si dovtrà inventere quando tutto aumenterà del 7000% grazie agli "amici nostri" che-strapagati-stanno al potere, senza vergogna. Non c'è per loro lockdown che tenga. Per loro i soldi ci sono sempre e pure tanti. Ho sempre ammirato questo piccolo imprenditore, anche in tempi non sospetti,  se così si può dire. Ma oggettivamente quelli come lui è gente continuamente massacrata di tasse e osteggiata permanentemente da una parte della politica italiana, perché considerati tutti biechi capitalisti. Però persone come queste si fanno in quattro per andare avanti, per non chiudere, certo nel loro interesse, ma così facendo permettono anche a molte persone di mantenere la propria famiglia, anche quelle dei sostenitori sfegatati di quella parte della politica che pensano di avere solo diritti,  ma nessun dovere. Sono però persone come quelle che fanno andare avanti l'Italia e di cui essere fieri. I politici no. Questo non lo fanno, non l'hanno mai fatto.  Essi distribuiscono a piene mani solo promesse, bugie e falsità.  Illudono solo. Tutti. 

Il Pio 

Pirati e furfanti

 

Dunque a ottobre prossimo ci sarà un aumento spaventoso della luce e del gas. E a cascata di tutti i prodotti. Percentuali in aumento terrificanti, 200, 300, 400%, cifre che sembrano uscire più da un film di fantascienza che da uno sulla realtà. La paura si è  insidiata nei cuori di tutti e un popolo impaurito si governa molto bene. A qualcuno poi è venuto il sospetto che ci sia qualcosa che non va e che non tutto è avvenuto sotto le normali regole economiche e democratiche.  I politici attuali li abbiamo sentiti dire: "e ora un decreto", "ora le riforme", "ora abbassiamo le tasse", "appena saremo al governo faremo subito...". Ora, subito... certo, come se non vi conoscessimo da anni. Molti altri stanno dicendo che la guerra in Ucraina non c'entra nulla. Gli strateghi dello Stato pontificano dicendo che dovremmo abbassare i termosifoni, chiudere le luci, e così i comuni con l'illuminazione pubblica. (Non credo che ci volevano strateghi stralaureati e strapagati per dire questo,  bastava una massaia che in molti casi vede meglio e più lontano di quelli). E poi con aumenti del 400% di quanto potremmo risparmiare? Pagheremo molto di più,  ma un po' meno. E poi i frigoriferi o la lavatrice li dobbiamo pur mandare. Facciamo allora il punto: qualcuno importante ha sbagliato, diciamo in buona fede, chi doveva consigliare non ha consigliato, chi poteva controllare non ha controllato, chi poteva non permettere ha permesso e avallato da quanto precede qualcuno ha ritenuto giusto speculare in misura che solo pochi anni fa era prevista come eccezione straordinaria sui manuali di economia. Io alle lezioni di diritto ho imparato che chi sbaglia paga, chi fa un danno lo risarcisce, chi commette un crimine va un carcere. Devo allora pensare che anche quello che avevo studiato all'università erano solo eccezioni straordinarie? O che per la legge ci sono persone più uguali di altre? Ma non è che quelli che decidono per tutti all'interno dei salotti superriscaldati e pieni di luce, in cui si arriva col jet  personale, vogliono che l'Italia imploda e  fallisca?

Il Pio 

Applausi


Una volta chiesero a Padre Pio qual’era il problema di applaudire nella Messa.Egli rispose: “Nel Calvario c’erano quelli che applaudivano la morte di Cristo: i soldati e i demoni”.

Di fronte a una tale risposta, tutti i cristiani dovrebbero tacere e cambiare radicalmente il loro metro di giudizio sulle liturgie, in special modo sulla Santa Messa. Occorre capire, una volta per sempre, che la Santa Messa non è uno spettacolo teatrale, come pensano molti oggi, ma è la mistica ripetizione di quanto avvenuto nel Cenacolo e sul Calvario (da Gloriatv.it).












Che confusione!

 

Il mondo è strano, però eh? Mettiamo che una vecchietta vada quindici giorni all'ospedale e quando torna si trova la casa occupata da una banda di sedicenti poveri sempre per colpa di qualcuno che in quanto tali, hanno per disposto di una Costituzione non scritta, tutti i diritti, compresi quelli del borseggio, del furto, delle occupazioni, ... e nessun dovere. Lei vorrebbe ricorrere alla Forza pubblica, ma l'iter è lunghissimo poi ci sono le ferie (eppure di fronte a un crimine così evidente, una flagranza permanente, una gravità enorme sotto l'aspetto sociale, non vedo cosa ci vuole a prenderli di peso e lanciarli fuori dalla finestra, poi però il Commissario di polizia capisce che la sera stessa sarebbe accusato di fascismo, finirebbe su tutti i TG e mandato in Sardegna). Invece quelli anziché in carcere finiscono nei salotti televisivi. Se invece la vecchietta chiamasse il figlio che ha una palestra per lottatori di sumo e facessero quello che avrebbero desiderato fare i poliziotti e i vicini inorriditi e preoccupati, sarebbero fermati e immediatamente indagati penalmente per esercizio abusivo delle proprie ragioni, lesioni aggravate finirebbero (loro!) In carcere e dovrebbero risarcire di cifre spaventose gli invasori. (L'ho messa un po' melodrammatica, ma non non credo di essere caduto nella distopia).

Oppure. 

Se un sacerdote durante l'omelia spara eresie neanche tanto sottili, mettendo ambigui dubbi nel cuore dei fedeli, normalmente nessuno gli dice niente, nemmeno chi dovrebbe farlo, nemmeno in camera caritatis. E può continuare tranquillamente a esprimere i propri pensieri personalissimei che non sono però  quelli della Chiesa; qualche fedele, dopo aver scritto a chi di dovere, scandalizzato, non potendo rinunciare all'Eucaristia, andrà in silenzio in un'altra parrocchia, altri ne usciranno e basta. Se invece un sacerdote celebra con il rito antico (mai abrogato) viene richiamato, sarà messo sotto controllo e rischia abbastanza. Se poi a fare questo è un'intera congregazione il problema è molto, molto più grave. E anche di questo qualcuno resta scandalizzato. 

Ho preso due campi: Stato e Chiesa. Un solo esempio per ciascuno. Noi semplici che apparteniamo al popolo pensiamo "che confusione".  Ma questa non è una confusione naturale, ma è una confusione derivata. Se in una famiglia i genitori sono presenti e sanno quello che sono e quello che fanno, è difficile che i figli vadano  in giro la notte spaccando i lunotti delle macchine, a scrivere suo muri, a ubriacarsi e a pestarsi l'un l'altro come bestie durante la movida. Se i genitori funzionano, la famiglia, nella gran parte dei casi funziona. Se lo Stato funziona e se la Chiesa funziona (quella governata dagli uomini,  non quella di Dio si capisce) il popolo funziona, gli apparati pubblici funzionano,... tutto funziona bene come una famiglia sotto a genitori buoni. Ma il punto centrale che non è normale tutto quello che ho raccontato. Però siccome oggi  la parola d'ordine è che "normale" è fascista e non deve avere nessun significato, nessuno lo prende più come riferimento. C'è una terribile ideologia che ha incatenato tantissimi che hanno ruoli importanti e purtroppo anche tantissimi genitori. Ideologia che puzza tanto di zolfo. E se è così potremmo prendere spunto dal dipinto che ho scelto per questo post.

Il Pio 

Futuro


Quando uno Stato invade un altro Stato normalmente succede così: chi deve essere ammazzato viene ammazzato, chi deve essere arrestato, viene arrestato, o peggio esiliato facendolo poi morire di freddo e di stenti. I beni dello Stato vengono depredati e portati presso lo Stato vincitore, il popolo viene in parte fucilato (soprattutto quello che si era permesso di reagire al suo arrivo) in parte derubato e ridotto alla fame. Le banche sono tutte saccheggiate e i soldi portati nelle banche dell'invasore. Quello Stato dunque da ricco e florido che era, con sovrani buoni voluti bene dal popolo, diverrà povero e senza risorse. Al posto dei legittimi sovrani verranno messi i traditori, cioè quelli che prima hanno complottato contro il re pur essendo da anni suoi fedeli dignitari e che poi di notte, hanno aperto la porta all'invasore e hanno fatto la spia. Gente accecata dal potere e dal denaro. Persone che diverranno Padri della nuova Patria e il loro nome campeggierà in tutte le piazze, vie e vicoli. Ma essi saranno più spietati degli invasori. 

Poi inizia il ruolo dell'informazione e della storiografia che dirà che quello invaso era uno Stato canaglia che affamava e torturava il popolo, violentata le donne,  privando tutti dei diritti; inoltre diffondeva idee perverse nel mondo, aveva armi potentissime e pertanto era pericoloso per tutti e l'intervento armato è stato eroico e necessario per salvare quel popolo poveretto e il mondo intero. Questo giudizio resterà tale per secoli su tutti i libri di storia e nessuno si guarderà dal contraddirlo per non perdere il posto all'università o non trovare più editori. 

Oggi esperti dicono che a ottobre saremo ferocemente massacrati dall'aumento dei prezzi di ogni bene. C'è il sospetto anche che la guerra in corso non c'entri nulla con questo aumento generale, ma sia solo una spietata speculazione nemmeno tanto casuale, cioè improvvisa e
imprevedibile, ma già ordita, anzi, tramata da tempo in certi salotti tra gente piena di soldi e con idee disumane,  ma condivise anche da molti politici nazionali e molti VIP. Idee che non hanno come obiettivo primario il benessere del popolo. 
Se ciò fosse vero,  molte piccole imprese (cuore dell'economia italiana) in breve tempo chiuderebbero. I ricchi saranno più ricchi. La classe media diverrebbe povera. I poveri andrebbero in mezzo alla strada. Come vedete gli effetti della speculazione hanno quasi le stesse conseguenze di una guerra di invasione, a parte le fucilazioni. Traditori, ricchi più ricchi, poveri più poveri, informazione solo a sostegno dei cattivi.

A ottobre avremo un nuovo parlamento e un nuovo governo e vedremo come si comporteranno. Se ci aiutano come sicuramente faranno, bene. Se invece dovessero aiutare quei porci dei potenti, maledetti orchi cattivi, allora qualcosa dovremo fare, perché si tratterebbe di legittima difesa di fronte ad un feroce Stato invasore che vuole uccidere, distruggere e rubare tutto quanto il popolo italiano ha. E senza che nessuno ci difenda. Anzi.

Il Pio 




Il santo dell’undicesima ora



Sant’Espedito era un soldato romano, appartenente alla Legione Fulminata (Legio XII Fulminata, cioè portatrice del fulmine). Fu martirizzato—perché era un cristiano saldo e non voleva abiurare la sua fede—nel IV Secolo, sotto Diocleziano. Ci sarebbe qui da fare una brevissima riflessione: i romani in quel tempo, erano i padroni del mondo, i più civili, i più forti, i più bravi, costruivano le fogne, gli acquedotti, le ville, i palazzi le strade... 
quando tutti gli altri popoli si dipingevano ancora la faccia di blu e vivevano in capanne di paglia: essi avevano dunque gli dei più forti del mondo che li avevano fatti diventare invincibilii, potenti e così ammirati. Espedito però (e come lui tanti altri ad esempio san Benedetto Martire, il patrono della mia città) Espedito dicevo, preferirì seguire, al prezzo della vita, un Dio morto in croce (ma anche risorto) a quegli dei di cui aveva seguito il culto sin da ragazzo, certamente straordinari, ma lontanissimi dalla vita quotidiana del popolo, intenti alle loro faccende e che non riempivano la vita e non scaldavano il cuore. Espedito dunque, è un santo che si invoca soprattutto nelle cause disperate o urgenti, sia spirituali che materiali. E’ il santo dell’undicesima ora perchè non è mai invocato troppo tardi. Anche alla fine, anche quando non c’è più speranza. Il Catechismo ci insegna che i miracoli e le grazie li fa solo Dio. La Madonna e i santi però intercedono presso di Lui, contrattano con Lui, per noi. Noi ci rivolgiamo al santo che più ci è simpatico, che lo sentiamo più vicino e come a un amico, poi ogni santo ha una specializzazione particolare e a lui confidiamo il nostro dolore, il nostro desiderio, la nostra speranza… Non sempre ci rivolgiamo direttamente a Dio, forse per non disturbarLo troppo e così chiediamo all’amico santo di ricordargli, appena Lo vede, appena apre la porta dello studio, la “nostra pratica”. Il Catechismo ci insegna anche che Dio non sempre accoglie le nostre preghiere: all’articolo 262 del Catechismo di San Pio X si legge «Molte volte le nostre preghiere non sono esaudite, o perché domandiamo cose che non convengono alla nostra eterna salute, o perché non preghiamo come si deve». S. Espedito è spesso raffigurato nelle vesti di un  soldato (il termine latino “expeditus” significa anche “armato alla leggera”) che calpesta un corvo che grida “cras” (“domani” in latino). Il santo ha in mano un crocefisso che tiene in alto su cui si legge “hodie” (“oggi” in latino). Questo vuole insegnarci innanzi che non dobbiamo mai dubitare dell’Onnipotenza di Dio né soprattutto aspettare domani per pregare con fervore e fiducia, per fare tutto per Gesù, per fare qualcosa di buono o di bene: non rinviamo mai a domani ciò che si deve e si può fare oggi, Espedito è divenuto il santo nemico del domani, perché molto si può fare goà oggi. Ci si deve rivolgere a lui per ottenere la concessione immediata, oggi stesso, di qualsiasi grazia chiesta. Sant’Espedito è anche patrono dei commercianti (per il celere disbrigo degli affari) e dei naviganti; per lo tesso motivo viene anche pregato dagli esaminandi e per il buon esito degli esami.

Il Pio

Riflessione sul Paradiso.

 


San Massimiliano Kolbe (1894-1941) prete polacco, è un santo famosissimo in quasi tutto il mondo. Forse un po’ meno si conoscono i suoi ultimi giorni di vita. Questi infatti, dimostrano quanto sia grande un santo, un semplice uomo cioè che vuole mettere tutta la vita nelle mani di Dio ed accetta tutto quello che Dio gli mette davanti nella vita (di bello o di brutto), scansando ogni volta, quanto è inutile o nocivo per andare e far andare in Paradiso. Alla fine della sua vita piena di grandi opere, P. Kolbe il 28 maggio 1941 venne deportato nel terribile campo di concentramento di Auschwit. Qui—come in molti altri campi nazisti—vigeva una legge ferrea: per la fuga di un prigioniero, dieci persone dello stesso blocco, venivano condannati a morire di fame in un sotterraneo (e non c’erano eccezioni). Quando all'appello della sera, al rientro dalla mietitura dei campi, risultò che un prigioniero non era tornato, tutti capirono che sarebbero iniziati i problemi; cominciò a serpeggiare tra i prigionieri il terrore e l'angoscia per una fine vicina e terribile. Il Comandante tedesco, senza perdere tempo, applicando il Regolamento, scelse con un cenno della mano i dieci che dovevano morire. Nel gruppo di questi c’era tal Francesco Gajowniczek, padre di famiglia e soldato polacco; egli, pensando alla sua famiglia, fu colto dalla disperazione. P. Kolbe, che non era nel gruppo dei dieci sventurati, subito, senza indugio si diresse verso il Comandante del campo. Gli disse: «Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano, voglio prendere il suo posto, perchè egli ha moglie e figli». Si racconta che quel cuore di pietra del Comandante nazista, fu colto da stupore e meraviglia. Accettò quella insolita proposta (i conti per lui tornavano comunque: dieci dovevano essere e dieci erano, il Regolamento era stato rispettato, altro non importava). Padre Kolbe insieme agli altri condannati fu avviato verso il blocco 11. Qui le vittime furono denudate e rinchiuse in una piccola cella, in cui dovevano morire di fame e di sete. Ma da questo tetro luogo, invece di urla, pianti e disperazione, questa volta si udirono preghiere e canti. Alla disperazione dunque, prese il posto la preghiera e canti di lode al Signore, grazie a padre Kolbe. Morirono tutti un po’ alla volta, Padre Kolbe li ha guidati, attraverso il cammino della croce, alla vita eterna. Grande testimonianza cristiana fu data anche a tutto il campo. Rimasero nel bunker per due settimane, le voci ogni giorno che passava, erano sempre di meno e più flebili, fino quasi a divenire un sussurro. Ma c'erano sempre. Alla fine i nazisti che avevano bisogno della cella della morte per metterci altre persone, decisero di svuotarla. Erano rimasti in vita solo quattro uomini tra cui Padre Massimiliano. Vennero uccisi con un'iniezione di acido fenico; p. Kolbe aveva così trasformato la cella della morte senza speranza, in un cenacolo di preghiera, di fede e speranza, di preparazione alla morte e al Paradiso, per tutti i condannati. «Porse lui stesso, con la preghiera sulle labbra, il braccio al carnefice», raccontò un testimone. Le ultime parole furono «Ave Maria». Lo trovarono qualche ora dopo, «appoggiato al muro, con la testa inclinata sul fianco sinistro e il volto insolitamente raggiante. Aveva gli occhi aperti e concentrati in un punto. Lo si sarebbe detto in estasi». Era la vigilia dell'Assunta, di una festa della Madre di Dio, che egli aveva sempre amato, chiamandola con il nome di «dolce mamma». L’indomani il suo corpo venne bruciato nel forno crematorio e le sue ceneri si mescolarono a quelle di tanti altri condannati.

Pongo alla vostra attenzione una sua riflessione, perché possa aiutare anche noi di oggi, che non stiamo nè in guerra nè sotto il nazismo, ma pur sempre in un modo brutto e brutale, perché drammaticamente scristianizzato. Ci possa essa aiutare durante la strada della nostra vita, qualunque essa sia, breve, lunga, bella o brutta… per arrivare nel luogo che tutti in desideriamo, in Paradiso.

«Riflessione sul Paradiso: Tutto ciò che vediamo, sentiamo e proviamo non soddisfa appieno i nostri desideri. Noi vogliamo di più, ma questo “di più” non c’è. Vogliamo che duri più a lungo, ma qui inesorabilmente e sempre sopraggiunge la fine. In paradiso sarà tutto il contrario. Lì c’è il Bene, la Bellezza infinita: Dio è la felicità senza fine. La differenza, quindi, è assolutamente infinita (Padre Massimiliano Kolbe)».

Il Pio


Un mondo fluido


 
Due o tre mesi fa, oltre alle solite vecchie novità della politica sempre in fermento e in perenne campagna elettorale, sono state date alcune notizie con un ampissimo risalto, per più giorni e con lunghi servizi. Il balenottero arenato nella Senna che poi è morto ha coinvolto un numero impressionante di operatori, veterinari, volontari e spettatori e tutti hanno fatto il possibile per salvarlo. I cuccioli di cani che devono essere affidati. Il felino che si è fatto rivedere dopo tanti anni in una certa zona. Invece è passata (quasi) sotto silenzio la morte, nel civilissimo Regno Unito, del 12enne Archie Battersbee. Per via di una sentenza del giudice, i medici hanno dovuto staccare i macchinari che per quattro mesi gli avevano permesso di respirare e  di sopravvivere. E’ morto soffocato (dunque non immediatamente e forse pur intubato era vivo
): il suo viso è a poco a poco divenuto sempre più blu, come racconta la mamma straziata dal dolore che l’ha assistito fino alla terribile morte. Pochi ne hanno parlato; magari se qualcuno lo avesse fatto, i fedeli sentendo la storia, si sarebbero risvegliati dal sogno laico della vita degna solo se utile e produttiva, come pure del diritto laicista di uccidere gli indegni e vedendo le foto di quel bambino intubato avrebbero avuto un guizzo di sacro sdegno. Va bene, andiamo avanti, se il Signore vuole che stiamo qui ed ora, con questi amici e questi nemici, una ragione ce l'ha, noi cattolici dovremmo forse capirla e conquistarci il Paradiso anche su questo fronte. A parte tutto, c’è qualcosa che non torna. È giusto che gli animali vadano amati e rispettati, ma preferiti all’uomo… mi sembra che così si sia andati ben oltre quel confine tra follia cieca e semplice normalità (e parafrasando Ponzio Pilato col suo quid est veritas? ma cos'è la normalità oggi?). Per me però il discorso è sempre quello: una volta che abbiamo eliminato Dio dalla vita e dal mondo, tutto diventa relativo, tutto diventa possibile, il limite tra male e bene è “esclusivamente” soggettivo. Non ci sono riferimenti stabili, tutto è costantemente mutevole. Il sentimento è la base di ogni ragionamento e decisione. Il mondo di oggi è per questo così fluido. Se ci va bene, teniamocelo così e facciamolo prosperare, se non ci piace proviamo almeno a dirlo in giro, a parlarne intorno a noi. Gesù era stato chiaro: «Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta (Matteo 6,25-33)».

Il Pio

 

L'ex Bel Paese.


 

Facciamo un po' mente locale. Fino a circa il 1990 in Italia avevamo una Mafia (tripartita in Mafia, Camorra e Ndrangheta a seconda della loro zona di origine) potentissima e terrificante, tutti ne avevano paura, ad esempio per ammazzare un giudice ha tirato giù mezza autostrada, chiunque le si metteva di traverso spariva fisicamente. Era una piovra con i tentacoli dappertutto. Poi avevamo un terrorismo nero e uno rosso (non ci facevamo mancare nulla) di altissimo livello e qualità e non so più quante persone ha fatto fuori, quanti attentati, quanti gambizzati, senza parlare delle bombe sui treni e una stazione tirata giù con oltre ottanta morti sotto. E se vi ricordate avevamo pure una criminalità preparatissima, bene armata, ma anche molto spietata. Rapine in banca, sequestri di persone, furti nelle case, spaccio... Mafia, terrorismo e criminalità erano però tutti prodotti nostrani doc, tutti italiani i componenti. Oggi,  circa trent'anni dopo, oltre a avere sempre quei gruppi, abbiamo: la mafia nigeriana, quella cinese, gli spacciatori di colore, i criminali provenienti da Africa, Albania e Romania, che vanno dalla semplice manovalanza a esperti criminali di elevatissima preparazione e senza poter tacere infine, del pericolosissimo terrorismo islamico. E il flusso non si è fermato mai e continua a non fermarsi, perché? Perché deve avvenire così? Il problema non è essere razzisti (questo problema interessa solo ai politici, non al popolo,  ma nemmeno alla realtà), ma il fatto che "è la somma che fa il totale": dopo poco più di trent'anni ci ritroviamo con una  attività criminale aumentata a dismisura e in parte anche più cattiva, agguerrita e pericolosa.Naturalmente i problemi più pesanti ricadono sul popolo, non sulla classe dirigente che rimane solo a discettare sui sofismi invece di governare. Qualcosa dunque non è andata come avrebbe dovuto andare e la colpa non è certamente del popolo, ma ineluttabilmente di chi ci ha governato. A cui non importa nulla dell'Italia e del popolo. Nulla di nulla! Le prove temo che siano quelle anzidette, ma potremmo produrne moltissime altre in poco tempo. Alle prossime elezioni avremo nelle liste persone corrette che amino l'Italia e gli italiani? Oppure saranno sempre gli stessi, proposti come nuovi solo perché sono in un nuovo partito? Il fatto è sempre più serio.  O torniamo cristiani seri e  veri, anche a costo di non ascoltare alti prelati che non si sa da che parte stanno,  oppure saremmo tutti impastati insieme dal potere e completamente omologati e dominati su tutto. Con la conseguenza che quello che da secoli è sempre stato per tutto il mondo, il Bel Paese, sarà ridotto a un covo di pirati, un postribolo puzzolente e violento, qualcosa di simile alle immagini dei films americani sulle città future. Senza nessuno che ci difenda perché tutti i migliori sono fuggiti all'estero. Solo la fede ci può salvare.  Solo la fede in Gesù ci potrà salvare. Preghiamo e convertiamoci.

Il Pio 

Votazioni c/ sorteggio


Tempo di elezioni politiche. 
È questo dunque quel periodo in cui noi cittadini ci troviamo dentro fin sopra i capelli in cui sentiamo una elencazione quotidiana di promesse straordinarie a cui noi crederemo in tutto o in parte, anche se quasi mai nessuna di esse sarà mantenuta. Ogni volta è così. Ogni volta speriamo. È una croce che dobbiamo portare, ma a differenza delle croci che ci manda Gesù,  queste non ci portano quasi mai situazioni felici. Ma chi l'ha detto che la democrazia debba  passare solo attraverso un voto segreto messo dentro un'urna, con un sistema elettorale che quasi sempre scontenta tutti.  E se ci fossero altri modi che oggi riteniamo impossibili? Magari modi antichissimi che funzionavano bene? Per esempio la Democrazia ateniese  che viveva circa nel VI secolo a. C., forse la prima forma di governo in assoluto nel mondo, si reggeva sul sorteggio. Cioè: estrazione casuale delle persone. Voti di scambio, brogli elettorali, lotte tra partiti e dentro i partiti... probabilmente ridotti al minimo. 
La Democrazia ateniese è stata un luminoso esempio di ruoli pubblici assegnati tramite sorteggio; ciò avveniva anche in alcune città italiane del rinascimento... I cittadini ateniesi venivano ampiamente coinvolti nella scelta delle politiche da attuare, nella scelta dei leader e nella creazione e applicazione delle leggi... Gli amministratori e molte altre posizioni ai vari livelli di governo e con diverse funzioni venivano estratti a sorte. La maggior parte dei cittadini ateniesi ricopriva prima o poi un qualche ruolo pubblico, come quello di gestire un incontro quotidiano o prendere parte all'amministrazione della città. Coloro che non partecipavano erano considerati egoisti e chiamati idioti (ἰδιώτης).
Nelle democrazie elettive i candidati
potrebbero essere mossi non da interessi pubblici, ma da quelli privati, da ricatti, parentele ed amicizie, patti pre-elettorali, promesse di voti... Con l'uso del sorteggio probabilmente verrebbero meno queste problematiche e anche i costi enormi dei partiti politici. 
Ma è solo un'ipotesi dell'irrealtà. 
(Stralci tratti liberamente da Wikipedia)

Il Pio 

Brutto per essere brutto

  Questa potrebbe chiamarsi l'epoca del brutto più brutto che più brutto non si può. Nella città dove lavoro, ad esempio, c'è una ro...