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Sale la nebbia

 



“Sale la nebbia sui prati bianchi Come un cipresso nei camposanti Un campanile che non sembra vero Segna il confine fra la terra e il cielo”. Così iniziava Inverno una bellissima canzone di Fabrizio De Andrè scritta nel 1968. La stessa proseguiva “Ma tu che vai ma tu rimani Vedrai la neve se ne andrà domani Rifioriranno le gioie passate Col vento caldo di un'altra estate”. Nella nebbia, si sa, non si vede nulla; in essa è da sconsiderati andare a lume di naso, a tentoni o dove ci pare, ma si deve rimanere tenacemente attaccati ai binari che sappiamo che da qualche parte sicura conducono, cioè ai punti fermi che abbiamo nella vita e che (almeno per alcuni) sono Comandamenti, catechismo, dottrina, Tradizione. Il freddo della neve gela il cuore; e in questo gelo tremendo il nostro cuore rischia di perdere il calore della Fede, la voglia di vivere e l’umanità. Mi pare che i tempi di oggi oltre essere pieni di nebbia e neve siano pure immersi nella più totale oscurità. Ve lo posso giurare: non ho mai visto in tutta la mia vita un periodo così senza speranza come il presente, non ce l’hanno i giovani, non ce l’hanno gli adulti e nemmeno gli anziani. Pessima situazione! In passato a ogni passaggio di epoche c’era pur sempre una speranza (poi talvolta decaduta), oggi no e non è il covid a fare questo. E’ tutto triste, irragionevole, cinico, freddo, non c’è nessuno a cui dare fiducia… Ma quello che è ancor più brutto è che la maggior parte dei pastori di anime non ci sorreggono, non ci aiutano, non ci consigliano… loro continuano a parlare nelle loro omelie della traduzione del verbo greco, se non addirittura di credere alla Scienza. Ma in passato non è stato così, i preti si mettevano a fianco del popolo, talvolta hanno pure combattuto insieme a loro quando è stato necessario, finendo spesso ammazzati. Allora sembra essere vera una battuta letta su di una strip di tanti anni fa “la speranza è l’ultima a morire”, “peccato non poter assistere ai suoi funerali”. No, il pessimismo non è per i cristiani e quella battuta non è per noi. La speranza infatti è propria dei cristiani perché non si fonda sulla terra, ma nel Cielo: “Un campanile che non sembra vero Segna il confine fra la terra e il cielo”. E’ proprio quel campanile che potrebbe anche vedersi poco, ma è lui che fa da tramite tra la terra e il Cielo. “Vedrai la neve se ne andrà domani Rifioriranno le gioie passate Col vento caldo di un'altra estate”. Che dire? Restiamo fissi sui binari fino a che non torna l’estate e riusciremo a vedere meglio. Ma anche se siamo rimasti soli e in pochi, chiediamo a Gesù, alla Madonna e a tutti i santi di venire in nostro aiuto.

Il Pio

Ammazza che fauci!

 


Si sente sempre più spesso, soprattutto nei social, frasi tipo “X non sarà il mio presidente”, “ci dobbiamo far sentire”, "le cose debbono cambiare", “è ora di urlare”, oppure “non vi lamentate se avete votato i ladri”, “è colpa vostra”, eccetera. Partiamo dal discorso del votare i ladri. In teoria dovrebbero essere quelli lassù a non mettere i ladri nelle loro liste: se nelle liste di ogni partito troviamo, ovviamente a insaputa della maggioranza degli elettori che non sempre può conoscere le vicende personali dei candidati, una buona parte di truffatori, pedofili, ladri, prostitute, voltagabbana, assassini, mafiosi, papponi, faccendieri, parassiti, bancarottieri e farabutti che dobbiamo fare? Che possiamo fare, noi? O non andiamo a votare, ma poi ci si accusa di lasciare la poltrona ai nemici della Patria, o andiamo a votare, mettendo però un nome a caso, sperando con tutto il cuore, di beccare proprio quello meno ladro di tutti e che questi poi, rubi un po’ di meno e qualcosa possa lasciare anche al popolo. Su questo però non possiamo fare nulla: non è il popolo infatti che deve saper votare bene, ma devono essere loro a candidare solo gente corretta e brava (e ancora ce n'è tanta) (almeno quella che non si mangi tutto: altrimenti possiamo solo dire simpaticamente ogni volta “ammazza che fauci hanno questi!”). “Perché non ti candidi tu, allora” e bravo il sapientone, ma, prima di tutto, mi fanno entrare, quelli? Mi fanno poi arrivare lassù? Poi i colleghi di partito non mi sbraneranno appena dovessero solo temere che io li possa superare? E quanto tempo potrei campare con i miei Ideali in quel maledetto mondo di compromessi, cattiverie, tradimenti, apparenze, inganni, liti, cambi di casacca, avido di potere e soldi? Un minuto. Forse. Su questo argomento però, mi infastidiscono più che quei pozzi senza fondo, proprio i cittadini normali che pensano che il loro carisma divino sia quello di fare i moralisti e i moralizzatori del popolo, come fossero i guru della saggezza, come se loro non ne facessero parte, ma senza spiegare come fare per farsi (almeno) sentire da quelli che si trovano in alto, oltre questo maledetto muro impenetrabile difeso da numerosi Guardiani della rivoluzione. Vi racconto un fatto che mi è capitato diversi anni fa. Allora era Ministro della Istruzione uno famoso della sinistra e, come di solito fanno costoro, aveva realizzato un Disegno di legge sulla riforma scolastica che era una vera tragedia: lacrime e sangue, per minimizzare l'argomento. Sarebbe stato un disastro educativo. Insieme a numerose associazioni educative italiane allora, avevamo organizzato una fiera e pacifica opposizione popolare, con i incontri, manifestazioni pacifiche, avevamo coinvolto tutti i conoscenti, fatto scrivere articoli sui giornali, spiegato a tutti soprattutto la assurdità e i pericoli della Riforma. Come punta di diamante della protesta pacifica avevamo inviato al Ministero via fax (allora non usavano le mail) migliaia di lettere firmate chiedendo con motivi fondati che venisse cancellato quel DDL. Caso volle che quel Ministro dell’Istruzione un giorno venne nel comune dove abito (c’era la campagna elettorale per il nuovo sindaco e questi lo aveva invitato). L’aula era piena zeppa di gente dello stesso orientamento del Ministro e ci siamo presentati anche noi, anche in un discreto numero (ovviamente siamo stati messi democraticamente da parte e fatti parlare solo alla fine dell’incontro di fretta ricevendo solo risposte sommarie e sintetiche). Uno dei nostri (il più polemico) disse al Ministro “si è accorto che le abbiamo inviato migliaia di fax firmati da cittadini italiani, per cancellare la riforma?”. Il Ministro indifferente rispose “ah, siete stati voi a intasare il fax del ministero? Comunque mi fa molto piacere che i giovani apprezzano la mia riforma”. Ecco: questo è un politico. Per finire la storia, la riforma non è passata, ma solo perché è caduto quel Governo e quel Ministro non è stato poi rieletto. Invece il nostro sindaco è stato rieletto. 


Il Pio

Tempi moderni

 


La canzone intitolata The Times They Are a-Changin' cioè I tempi stanno cambiando, la cantava Bob Dylan nel 1964 con chitarra e armonica (mi piaceva tantissimo). Il famoso’68 infatti, era ormai prossimo, giungeva a passi da gigante e tutti, ma proprio tutti (persino molti padri di famiglia e tanti sacerdoti e vescovi) erano straconvinti (non solamente convinti) che tutto sarebbe cambiato in bene e sarebbe finalmente giunto un Mondo Nuovo, fondato sull’amore, sulla fratellanza, sulla pace, sulla libertà e sulla concordia, senza guerre, senza famiglie patriarcali e, naturalmente, senza il Dio "cattivo" dei cristiani; l’avere i capelli lunghi era l’adesione tacita a questi tempi nuovi. In effetti i tempi che cantava Bob Dylan davvero cambiarono e poi tanto, ma alla fine, non in quel senso che speravano tutti (non a caso da questi a giungere al terrorismo armato rosso e nero e alla strategia del terrore è stato un attimo; questo potrebbe farci pensare un po’ a cosa succede quando facciamo i conti solo sulle ideologie—generate poi da chi?—stando fuori dalla realtà e soprattutto senza contare su Dio). Conosciamo bene anche i nostri Tempi moderni (prendendo un attimo in prestito il titolo di un bellissimo capolavoro di Charlie Chaplin del 1936). Anche Charlot in quegli anni viveva tempi nuovi: il bravissimo attore infatti, nel film citato era un povero lavoratore impiegato in un’azienda che fa estremamente fatica ad adattarsi all'avanzamento tecnologico impostogli in quel periodo, finendo addirittura in manicomio e anche in prigione. L'avanzamento tecnologico che nacque in quei tempi che a quel tempo erano moderni (nel 1936) erano talmente moderni che l'uomo era considerato poco più di una parte di una macchina industriale, ancor meno di uno schiavo. Anche ora i tempi stanno cambiando e sono pur sempre moderni per noi contemporanei. Oggi però non ci sono speranze, non ci sono nemmeno illusioni e nessuno se ne fa. Il rischio per noi è di essere venduti all’alta finanza, di vivere solo per l’interesse della banche potenti o delle industrie farmaceutiche o delle lobby spregevoli e spregiudicate. Siamo governati da biechi comandanti, che fanno a pezzi uno Stato stupendo come il nostro. E siamo considerati ancor meno di quelli del 1936: meno di una macchina industriale. Abbiamo politici davvero vergognosi e imbecilli, soprattutto pericolosi perché non hanno la minima considerazione del popolo. Per i nostri tempi moderni mi viene alla mente una canzone che cantava Edoardo Bennato nel 1976 (dunque di altri  tempi) intitolata Eaa; è la storia di un pullman che corre verso il burrone a altissima velocità, mentre tutti i passeggeri cantano e nessuno si accorge di quello che sta per accadere, tranne uno che chiede spiegazioni al conducente. Questi risponde che si sono rotti i freni, ma che farà di tutto per fare il suo dovere. Rincuorato da questa frase, il passeggero si gira un attimo e nel frattempo, il conducente si catapulta fuori e abbandona a se stessi tutti che però continuano a cantare. Il passeggero diligente pensa anche lui di catapultarsi fuori. La canzone non ci dice come finirà la corsa del pullman o dentro al burrone oppure sulla strada grazie a un intervento miracoloso di Dio. Questa canzone del ’76 è attualissima anche in questi tempi attuali e moderni. Conclusioni: abbiamo tolto Dio nel 1936 ed è andata male, abbiamo tolto Dio nel 1964 ed è andata male, abbiamo tolto Dio nel 2000 (che da decenni si immaginava—inspiegabilmente—come un secolo carico di belle novità) ed è andata male. Lo abbiamo tolto anche nel 2022 (nei nostri tempi moderni) e ora non solo è andata male, ma è peggio che andar di notte: stiamo vedendo i sorci sempre più verdi, più grossi e numerosi. Forse è proprio opportuno armarsi del coraggio della fede in Gesù perché solo se il popolo torna cristiano, anche se è tremendamente schiacciato dalla tirannia, dalla tecnologia e dalla sanitalogia, potremmo essere tutti lieti e soprattutto con una coscienza e un'Ideale inattaccabili. Forti e vivi anche se ci ammazzano (parafrasando Guareschi). Sicuramente non degli schiavi. In verità io in tutta la vita non ho mai visto tempi moderni così tristi, così disperati, così cattivi, così bui... così satanici. Stiamo all'erta. Prendendo per finire, una frase dal film Scipione detto anche l'Africano (Luigi Magni, 1971) a cui Giove dice "la vita è fatta di tanti momenti brutti, ma sta sicuro, deve ancora arrivare il momento peggio". Ma lui parlava con Giove, noi abbiamo molto di più dalla parte nostra. 

Il Pio

Per esempio


Per esempio. In Italia non si possono costruire centrali nucleari e ciò a seguito di un referendum, anche se intorno a noi gli altri Paesi ce l’hanno e funzionano bene (ma se non dovessero funzionare, pagheremo anche noi il conto) e le bollette dei loro cittadini non sono care. Ma va bene così. Siccome non sarebbe il primo referendum a essere disatteso dallo Stato, mettiamo che si decida di costruirne una. Dopo tremende manifestazioni in ogni comune, con manganellate e idranti, lo Stato decide di volersi imporre a tutti con regolamenti, decreti e leggi in cui è stabilito che chi si oppone è nemico della Scienza, non permette la ripresa del Paese, per questo verrà giustamente sanzionato e non potrà andare a lavorare. A seguito di ciò nel Paese si formano due schieramenti popolari opposti i no nukes e gli yes nukes.Lo Stato decide dunque di costruirla e dove. E così, finalmente, si inizia. Cosa certa è che una centrale di ultima generazione è sicurissima e solo un terremoto straordinario, epocale, con successivo maremoto potrebbe forse, un po’ lesionarla. Allora ciò stante, si fa subito avanti a tutti il politico importante che riesce a piazzare una ditta amica per la costruzione. In questa ditta si scopre che il 99% degli addetti è stato caldeggiato da lui ed è strasindacalizzato e, manco a dirlo, lavora poco e male. La ditta in questione poi, è specializzata sì, ma nella costruzione di piscine e così un po’ su internet, un po’ sentendo alcuni muratori e alcuni idraulici, un po’ a occhio, un po’ chiedendo ai professori delle Superiori, un po’ qualcosa il titolare sapeva (questo va pur detto a onor del merito), essa inizia a costruire la centrale. Siccome è di utilità pubblica i controlli sono pochi e poi c’è sempre di mezzo il fiato caldo del politico importante. Giustamente, vista l’opera grandiosa, i prezzi sono alti, ma poi
risulterà che i materiali sono pessimi, scadenti, ma in questo modo possono facilmente girare “a vuoto” più soldi da destinare a chi di dovere. Finalmente dopo solo 60 anni, la quadruplicazione di tutti i costi preventivati, processi e manette, l’ingresso di altri politici in ballo al posto di quello inziale (che nel frattempo è morto, ovviamente come Eroe della Patria, da persona unica e integerrima, votato solo a bene del popolo, grande cattolico e dunque con tutti gli articoli in TV e sui giornali, per giorni e giorni, esclusivamente per la sua lode e onore; si venne poi a sapere che alcune Piazze del Paese furono a lui dedicate). La ditta che aveva iniziato la costruzione nel frattempo è fallita. A questa sono succedute numerose società che si sono passate di mano l’appalto sino a non far capire più nulla a nessuno. Alla fine si inaugura solennemente la centrale con il Presidente, la Banda e fuochi pirotecnici. Alla centrale si dà il nome pretenzioso di “Italia”. I politici in carica in quel periodo, come di prassi in queste circostanze, riuscirono a nominare tra i loro amici, il Direttore, il Responsabile alla sicurezza, il Responsabile dei controlli, il Responsabile tecnico, tutti i dipendenti, la vigilanza, le pulizie,… con stipendi favolosi. Dopo pochi giorni essa non funziona più, non funzionano persino le luci, ma i dipendenti continuano a ricevere gli stipendi, gli straordinari e i premi. Caso volle che un cinghiale, alla ricerca dei suoi cuccioli, riesce a entrare dentro (le porte sono rimaste aperte, anche queste non hanno mai funzionato e naturalmente dentro non c’è nessuno). Arrivato in una grande sala con tutti schermi spenti, vede una leva con sopra un grande cartello tutto rosso con su scritto in giallo: “Attenzione, non spostare questa leva. Pericolo di morte” con il pittogramma con la figura del teschio. Dietro alla leva vede i suoi cuccioli. Lui però non sa leggere e non conosce nemmeno il valore dei pittogrammi (nessuno glielo ha mai insegnato) lui vede e capisce solo che i suoi cuccioli sono là ed è sufficiente, dunque dà una rude testata alla leva per liberare i suoi figli. Quella testata fa esplodere tutto. E così l’Italia (come centrale) e l’Italia (come Nazione) vengono completamente distrutte in pochissimo tempo. Gli unici a salvarsi dalla catastrofe furono solo il cinghiale, i suoi cuccioli e quei politici che hanno trafficato nella centrale (che casualmente si erano trasferiti in Australia).Ora qualcuno dice che quelli starebbero lavorando alacremente per la ricostruzione dell'Italia. 

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Vi ho detto subito che era un esempio, una storiella strampalata...
Vi è piaciuta allora questa storiella? Se non v’è piaciuta non andate avanti nella lettura di questo post. Se invece vi piaciuta, significa che ritenete verosimile tutto quello che ho raccontato come un povero cantastorie medievale, un po' sbandato, allora pongo la domanda: se veramente funziona così, ci possiamo fidare di quelli lassù?

Il Pio

Va conservato il seme.


Lo avevo sempre pensato. Quelli hanno gli occhi cattivi e chi di loro non ha gli occhi cattivi, ha la faccia da imbecille. Salvo numerose eccezioni, si capisce. Costoro sarebbero quelli che da ormai da tanti anni governano l’Italia. E’ vero che l’abito non fa il monaco e che dunque chi ha gli occhi cattivi e chi ha faccia imbecille, non è detto poi che sia davvero così. Ma i segni del futuro iniziano a intravedersi, anche se ora sono ancora un po' a livello larvato, però questi fanno intendere, paventano che entro un po’ di tempo la sovranità passerà dal popolo (qualora l’avesse mai avuta) all’Alta finanza, a chi cioè ha un enorme, straordinario, potere finanziario e può dominare persino gli Stati del mondo, anche quelli grandi che devono sottostare supinamente ai loro capricci, senza ricordare che hanno un popolo da amare e da sostenere e pur anche un Dio a cui rispondere un giorno (anche se fossero tutti atei, agnostici, cattocomunisti… davanti al Suo Tribunale, infatti ci passeremo tutti). L’Alta finanza dominerà tutto e tutti e sicuramente non sarà un bene per noi perché essa va dietro solo e esclusivamente al profitto, il così detto dio quattrino, opposto al nostro Dio Trino, anche a costo di schiacciare tutti i più piccoli e a ridurre sul lastrico le famiglie. Con questi presupposti resteranno in piedi pochi e non si sa fino per quanto tempo. E’ difficile capire al momento, se sarà peggio la diffusione di un Covid ancora più feroce di adesso che, male che fa, ci ammazza solamente, oppure dare lo scettro del comando alla ancor più feroce Alta finanza che “come leone ruggente va in giro cercando chi divorare”. Io penso che sia la seconda. Probabilmente per noi cattolici la botta sarà più grossa, visto l’andazzo. Ovviamente nessuno potrà fermare questo enorme fiume in piena con la forza delle sole braccia o delle idee. Però—riprendendo a braccio una frase del don Camillo di Giovannino Guareschi—in questa situazione cruciale dobbiamo fare ogni sforzo, dobbiamo fare di tutto, costi quel costi, anche la vita, per conservare il “seme”, cioè la nostra bella e cara fede, perché se il fiume si dovesse mai placare e ritirare e si potrà tornare alla vita normale, possiamo sempre ripiantare il seme dal quale si innalzerà, forte come non mai, una poderosa quercia e tutto potrà ripartire.

Il Pio

Con tutto il rispetto



Devo dire la verità, non mi sento più tanto tranquillo. “Io” non mi sento tranquillo, e sul "mio" blog lo posso dire: è una questione solo personale. E il "mio" blog non è un organo di informazione pubblica che va ad una moltitudine di persone, qui è
 come se lo dicessi solo a me stesso. E poi non è detto che il motivo della mia ansia sia davvero oggettivo. Però, con tutto il dovuto rispetto, si capisce. Secondo me ha un po’ esagerato. Oppure ho capito male, come spesso accade. Leggo su Il Sole24Ore del 11/1/2022: «Non dobbiamo mai perdere di vista una constatazione - ha detto il Presidente Draghi: gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose». La notizia la espone un giornale serio, ma è stata assai diffusa. Forse però, vista la rabbia che esiste in Italia tra gruppi yes vax e no vax, era diplomaticamente più opportuno non eccedere nei toni, non essere così perentori, magari mettere davanti un “forse” un “secondo me" un "però"... Comunque tutto giusto, sicuramente giusto, tutto ineccepibile. Ma quando si dà la colpa di tutto quello che succede a un piccolo gruppo di persone di per sé  definito, bisogna temere. Bisogna temere solo ed esclusivamente per quello che si legge sui libri di storia. Ciò è a dire che se è già successo nello stesso modo, potrebbe ipoteticamente, nell’ipotesi dell’assurdo, come distopia, riaccadere pari pari oggi. Infatti lo ha già fatto Hitler con gli ebrei, lo ha già fatto Stalin coi controrivoluzionari, lo ha già fatto Mao con i non allineati al regime, lo ha fatto anche Benito Mussolini, lo ha fatto pure Nicolae Ceausescu. Lo fece addirittura Nerone coi cristiani... Per tutti loro era solo colpa di un gruppo ben identificabile di persone, se le cose andavano tanto male. E tutta la gente ne era più che convinta. Poteva anche essere vero quello che sostenevano costoro, il fatto però è che poi sono successe situazioni dolorosissime. Ma se ormai questa vicenda è partita davvero, non la ferma più nessuno, stiamo cioè “alla frutta” e non si torna indietro; allora noi aspettiamo con cristiana rassegnazione l’epilogo. Peraltro, il concetto che si sta sempre più ventilando, secondo cui il covid-19 è ormai una malattia endemica, cioè è permanente, costantemente presente nel territorio, questo concetto dicevo, è molto molto pericoloso, ma non solo sotto l'aspetto  medico o dei contagi, almeno non solo per quello. Ma in linea teorica si possono legittimamente mantenere tutte le misure restrittive senza limiti temporali. Ma sicuramente non vedremo mai tutto quello che la mia povera testa ansiosa ha partorito. E chiedo scusa. Ma l'ho scritto solo per me. Scrivere mi solleva un pochino...

Il Pio




Chi tocca i fili muore!

Quello che vedete nella foto è un cartello apparso sui muri di Lucca (o per lo meno questa è la notizia che gira oggi sui social). Lo Zyklon B era utilizzato come agente tossico nelle camere a gas in alcuni campi di sterminio nazisti ed è un nome che è ricordato come uno dei simboli della shoah. E qualcuno oggi lo vuole dare ai no vax, come dire più semplicemente che essi vanno sterminati come i topi (il paragone è stato già fatto da uno importante un po'  di mesi fa). Capite dove siamo arrivati? Sta dunque nascendo una nuova guerra civile in Italia? In genere, peraltro su quasi tutti i mezzi di informazione allineati, si legge continuamente che i no vax sono quelli cattivi, prepotenti e che fanno azioni irrispettose della legge e del senso civico. Ma per arrivare a scrivere quel cartello... ce ne vuole! Mi pare allora di capire che anche i yes vax non vadano tanto per il sottile, cioè non siano da meno degli avversari e non solo per questa, ma anche per altre notizie sull’argomento. Ma io non voglio entrare nel pericolosissimo dedalo della diatriba “vaccino sì”, “vaccino no”, “vaccino forse”, perché ora è come vedere l’avviso “chi tocca i fili muore” e volerli toccare ugualmente. Quei fili non si devono toccare, o meglio non si devono toccare in un certo modo. Vorrei invece riprendere un argomento di cui ho trattato su un post precedente. Siamo arrivati al punto che il popolo si è diviso e lo Stato, dobbiamo dire con amarezza non ha fatto nulla perché non si dividesse. E ora ci odiamo velenosamente o ci amiamo fraternamente a seconda della considerazione che abbiamo sul vaccino anti covid-19. Siamo diventati dunque due fazioni, due partiti, due correnti, pronti alla lotta fratricida anche a costo scannarci tra di noi. E quando l’odio si insinua tra il popolo, quasi sempre, prima o poi ci potrebbero scappare morti e feriti (l’Italia ha già passato un periodo così, anche se allora era la politica a dividere, ma se non ricordo male, anche allora i partiti non placarono gli animi esacerbati e avvelenati, quando non soffiarono proprio sul fuoco). Pensiamoci un attimo: a chi giova questa lotta fratricida, per quale motivo dobbiamo scannare l'un l'altro e per quale fine soprattutto? La storia ci insegna che un tiranno divide il popolo per i suoi scopi sordidi ed il popolo non avrà mai il benchè minimo tornaconto, come sempre. Sarà anche così per noi? Mi pare che siamo in pericolo. Anche perché una lotta fratricida si sa quando nasce, ma non si sa quanto dura e quando e soprattutto come finirà. Ci conviene?

Il Pio

 

La coscienza non è afona





Ultimamente ho letto diverse esternazioni pubbliche di alcuni parroci, vescovi e cardinali che riterrebbero che l'essere no-vax sarebbe incompatibile con l'essere cristiani. Ad un primo impatto l'assioma appena citato, mi sembrerebbe quantomeno esagerato e fors'anche un po' pericoloso. Si dovrebbe dunque ritenere che questi siano Latae sententiae (cioè automaticamente, per effetto di una sentenza già emessa) fuori dalla Chiesa e non potrebbero fare la comunione, anche se peccati mortali non hanno commesso? Oppure, si dobrebbe credere che non vaccinarsi è un nuovo peccato mortale, come fosse un dogma proclamato ex cathedra?
 So anche di confessori che hanno rudemente cacciato dal confessionale alcuni penitenti perché, anche se sinceramente pentiti, non erano vaccinati o non avevano la mascherina. Pure padre Pio ne ha cacciati tanti, ma per altri motivi e tutti attinenti alla salvezza della loro anima. Invece qui si parla solo di salute del corpo. Il discorso che si fa, è un po' moralista, mi sembra, ti dicono che devi vaccinarti per il bene dei tuoi vicini: a parte che questo, in teoria, è tutto da verificare. Però mi pare che gli stessi dicano invece, con grande trasporto, di accogliere cristianamente e senza limiti di sorta, tutti gli stranieri, a prescindere, anche quelli con una fede opposta alla nostra, molti dei quali da secoli ci vedono bene solo o a loro sottomessi oppure appesi o sgozzati e cacciati tutti dalle nostre case. Mi pare un controsenso. Io sono un ex no-vax, anzi un free-vax che si è vaccinato dopo la guarigione. Non volevo vaccinarmi per una lunghissima serie di motivi che al momento non elenco, ma che anche adesso ritengo correttissimi e legittimi.

 L'ho fatto perché ho pensato che se avessi accoppato qualcuno, come poi avrei potuto giungere a patti con la mia coscienza e a dirle che sarebbe successo uguale anche se mi fossi vaccinato? Sarei stato tutta la vita a contrattare con lei, con scarse possibilità di vittoria. Il mio discorso semmai non era moralista, piuttosto egoista.Tornando a quanto scritto all'inizio. La priorità della Chiesa deve essere sempre la cura e la salvezza delle anime, di tutti si capisce. 
Desidererei, sulla base dell'assunto che la coscienza non è afona come per me, così per nessuno, lei magari ritarda, ma prima o poi si fa sentire e con lei i conti si devono fare quando è ora, desidererei dicevo, che risuoni nei cuori dei cristiani la sua voce per ricordare che è l'anima che deve essere soprattutto salvata, il resto di fatto è secondario. Anche la salute del corpo. Checché dicano gli esperti alla TV. 

Il Pio

Purtroppo


Già solo il dramma del Covid-19 ci ha fatto capire che tutti veneriamo la Scienza o l’Uomo scienziato, con tutti i suoi Apostoli, speriamo solo in loro, ma non diamo la benchè minima importanza a Dio e alla sua Provvidenza, neanche gli addetti ai lavori (purtroppo). Eppure tutta questa fiducia in loro da dove viene? Questo succede perché in pochi decenni siamo stati scristianizzati (purtroppo), anzi, forse il termine più esatto (visto che essere scristianizzato, significa esserlo cristiano prima e poi non più) è che siamo divenuti uomini provenienti dal niente che vanno verso il niente, prendendo a caso le strade per arrivarci. Oggi nessuno ci parla più di Gesù (purtroppo) e noi non abbiamo la minima idea che Lui è vicino a noi e che ci vuole bene. 
Ma per noi invece Dio, Gesù, i Santi… sono entità lontane anni luce dalla nostra vita quotidiana, come ugualmente lo sono Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele III, Caio Giulio Cesare, Luigi Tenco o l’Homo Erectus: sì, ci sono stati, va bene, ma che c’entrano con la mia vita? Nulla”. Questa visione della vita mi pare che gran parte di noi l’abbia uguale. Ma questo significa solo una cosa: noi siamo dio di noi stessi. E così Dio non esiste, la nostra vita viene e dipende da noi stessi o al massimo, dal caso o dalla Scienza. E di qui sono iniziati i guai moderni. Non a caso anche all’inizio della storia avvenne allo stesso modo. «Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture» (Genesi, 3 1-7). Il desiderio di essere come Dio già occupava il cuore di Adamo e Eva. Il peccato originale ha procurato guai da quel giorno fino al XXI secolo e li continuerà a procurare fino alla Parusia. Da allora la storia è andata avanti, piano piano il popolo è divenuto sempre più cristiano per almeno duemila anni. Dentro al suo cuore restava sempre quel desiderio maledetto, ma la fede era più forte e lo dominava. Oggi invece, scomparsa questa, quello è divenuto fondamentale nella vita di ogni uomo. Che dunque è tornato a desiderare di essere come Dio, se non addirittura Dio di sè stesso. Fino a quando Dio resterà calmo verso i Suoi figli, traditori e cattivi? Dobbiamo tornare cristiani. Il modo è sempre lo stesso che è stato usato per duemila anni. L'errore grave è ritenere che esistano "nuovi metodi" che vanno ancora trovati.

Il Pio

Carissimo signor Presidente (che verrà)





Carissimo signor Presidente della Repubblica (che verrà)

tra qualche giorno ci saranno le elezioni per la Sua proclamazione. Lei così sarà eletto e starà giustamente per sette anni al Quirinale, per svolgere uno dei più onorevoli, più importanti e delicati compiti che la Patria può dare ad un Suo uomo.

Sicuramente Lei avrà tutti i titoli e l’esperienza per svolgere questo incarico nel migliore dei modi. Certamente Lei svolgerà al meglio questo ministero, che come ben sa, significa—almeno sotto il profilo etimologico—“servizio”. Servizio al popolo italiano.

Da bambino scrivevo ogni anno a Babbo Natale, con la certezza granitica che lui non mi avrebbe mai potuto tradire e se non mi poteva portare tutto quello che gli avevo chiesto, qualcosa di bello mi avrebbe sicuramente donato. Poi a scuola mi hanno detto che Babbo Natale non esiste. Ma con lo stesso cuore di allora, scrivo a Lei.

Le racconto un episodio. Alcuni Suoi Illustri predecessori dissero, all’indomani di un terribile terremoto, “Lo Stato non vi lascerà soli”. Tutti sapevano bene che non poteva essere vero, ma li hanno applauditi lo stesso, illudendosi anche stavolta. Infatti lo Stato li ha lasciati soli e pure quei Presidenti. Per favore Lei non faccia così. Perderebbe la stima degli italiani, quella poca che gli è rimasta verso le Istituzioni dello Stato.

Le chiedo 
per favore, come se fosse il mio Babbo Natale:

- dia speranza al popolo italiano, sfiduciato e stanco, disilluso per una politica maledetta, senza cuore, che pretende tanti soldi senza dare indietro quasi nulla;

- non faccia solo discorsi gonfi di retorica, scritti probabilmente da qualcuno che si è accomodato nella vita, ma triste e senza speranza;

- non assecondi il gioco e la volontà (sarebbe meglio dire i capricci) dei politici, lontani anni luce dagli italiani che stanno sempre in perenne campagna elettorale, per loro esclusivo tornaconto;

- si faccia sentire quando viene a sapere di sentenze assolutamente imprevedibili, inspiegabili e umanamente ingiuste;

- si imponga perchè riparta l’economia, ma non quella delle Borse e dei ricchi, ma quella vera, quella oggettiva che assume le persone, produce reddito, fa campare le famiglie italiane;

- faccia di tutto perché si abbassino le tasse, che nelle aziende sono macigni enormi da trascinare che spesso le schiacciano e nelle famiglie sovente non fanno arrivare a fine mese.

Su questi fatti Lei non ha competenza diretta, lo so, ma se si farà sentire, in ogni occasione opportuna e inopportuna, vedrà che quelli che hanno la competenza, qualcosa faranno di sicuro almeno per salvare la (loro) faccia. Lei è il Presidente!

Così Lei darà coraggio a tantissimi italiani e farà raddrizzare molte schiene curve per tutte le disillusioni passate per colpa della politica senza cuore. E magari qualcuno vorrà pregare per Lei, per il Suo ministero e per la Sua salvezza finale.

La prego Signor Presidente della Repubblica, non ci tradisca anche lei  per favore. 

Il Pio

Non la trovi per due soldi alla Fiera dell'Est


Mi capita ogni tanto di ripescare vecchi articoli. Sul Tempo del 1 gennaio 2022 si leggeva un commento al discorso di fine anno che la sera del 31 dicembre 2021 pronunciò il Presidente della Repubblica on. Sergio Mattarella
. Il commento era quello dell'on. Vittorio Sgarbi. Questi ha sottolineato tra l'altro: "Nel suo discorso Mattarella non ha detto alcuna parola di speranza". Come vedete una frase piccolissima mi ha colpito, una, in un discorso ben più ampio e articolato. Però, è anche vero che la speranza non si compra per due soldi alla Fiera dell'Est, come  al mercato non si può comprare nemmeno la salute del montanaro, il fisico del fotomodello, l'intelligenza degli scienziati,  la ricchezza di Paperone... La speranza fondata solo sulle parole o sulle frasi fatte è solo un fuoco di paglia: illumina un momento, ma poi torna buio. La speranza sicuramente non dipende dai soldi, dal prestigio, dal fisico, dal potere che uno ha... queste cose,  infatti, non possono sorreggere e dare senso e motivo a tutta la nostra vita.  La speranza è una Virtù cristiana. E' quella che, incatenato da una malattia terribile, ti fa stare saldo e lieto ed anche rincuorare i vicini pur sapendo che i giorni che restano sono ormai pochi. È quella che nella fase più truce della vita, ti fa infondere coraggio a tutti quelli intorno, esortandoli a vivere onorevolmente..Ecco. E' vero. Uno la speranza non se la può dare da solo, nè può comprarla alla Fiera dell'Est, l'ho già detto mi pare. E se uno non ce l'ha, non la può creare da sè, ma nemmeno riceverla dagli altri e, purtroppo per noi, questo è poco, ma sicuro. L'uomo è limitato, ne dobbiamo prendere atto, ha il peccato originale,  è storto, pieno di difetti e desideri spesso malsani. Non ce la fa a camminare sempre dritto sulla strada. La Speranza è una Virtù cristiana, la seconda tra quelle teologali (Fede,  Carità). È un dono di Dio dunque e come tutti i doni di Dio, non è riservato a pochi, ma  ognuno glieLo può richiedere, a parole sue, anche poche, povere e semplici, coi congiuntivi sbagliati, perché Dio non guarda la maestosità, la bellezza, la cultura della persona e nemmeno il suo eloquio, per nostra fortuna, ma il suo cuore. Dobbiamo valutare sempre dove appoggiare la nostra vita. Perché la vita, la nostra, quella che ce n'è  una  sola, è proprio per questo opportuno appoggiarla su un punto stabile. Non credo che punti più stabili di Dio non ce ne siano. 

Il Pio 

Brutto per essere brutto

  Questa potrebbe chiamarsi l'epoca del brutto più brutto che più brutto non si può. Nella città dove lavoro, ad esempio, c'è una ro...