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La zucca è per sempre!

 

Quando ero bambino io, Halloween non esisteva proprio. Leggendo una volta Charlie Brown, fumetto comico a strisce di Charles M. Shulz, si parlava della grande zucca e la nota in calce spiegava cosa fosse Halloween per i Paesi anglosassoni. Dunque cosa per me, lontanissima mille anni luce. Ma finita l'università, a metà ottobre cominciai  a vedere in alcuni negozi e bar delle zucche di stoffa o di plastica, ma senza nessuna indicazione, io però mi ricordai della famosa nota in calce a Charlie Brown e pensai che stava arrivando per noi Halloween, anzi che ci veniva imposto Halloween,  col solito metodo: prima un pezzettino, poi due pezzettini, poi un servizio in tv e tre pezzettini, infine con gli autocarri. E così avvenne ogni anno, sempre con maggiore intensità e virulenza. Fino a che la festa pagana prese il netto sopravvento su quelle cattoliche, peraltro in un mondo già scristianizzato, feste che a dire la verità, non furono proprio difese bene. Probabilmente mi sono distratto in quel periodo, perché poco tempo dopo, alla cassa del supermercato, sento davanti a me una bambina che il 31 ottobre dice: "mamma, perché domani è festa e non vado a scuola?". E la mamma innervosita da una domanda simile, risponde spazientita: "ma perché è Halloween!" con una certezza morale da azzittire tutta la fila e a farmi correre un brivido lungo la schiena. È finita, mi sono detto, se siamo arrivati a questo punto non abbiamo più scampo. Non c'è più possibilità. E oggi tutti festeggiano Halloween, ma il peggio è che nessuno sa più che il primo novembre per i cattolici è la festa di tutti i santi noti e ignoti, canonizzati o meno, laddove la santità è proprio la nostra mèta: noi lì dobbiamo arrivare e ce la faremo con l'aiuto di Dio. Come ci sono arrivati loro. E poi il due è la festa dei morti che stanno nel Purgatorio e quindi non si può festeggiare rumorosamente, mascherati da matti, ma si deve pregare per loro perché possano andare presto in Paradiso. Mi appare che le feste cristiane siano molto più profonde, più belle e più utili di questa pagana. Noi oggi festeggiamo la zucca, e anche a volerci trovare tutti i collegamenti col cristianesimo, col rispetto dei morti, con una festa di secoli prima del cristianesimo e quant'altro è pur sempre la festa di una zucca. Ma Halloween è anche l'allegoria di quello che abbiamo fatto in poco più di mezzo secolo: buttare nell'immondizia tutto il bello e la poesia che in duemila avevamo conservato intatto e sostituirlo con le zucche, le magie, superstizioni e altre faccende demenziali. Che comunque attizzano sempre il demonio. 

Il Pio 

Bei capelli


Diversi anni fa mi avevano colpito i risultati di due indagini, condotte da prestigiose Università, dopo aver condotto seri e documentati studi. La prima Università aveva capito che chi ride spesso, ha più propensione alla perdita dei capelli, per via che la risata innesca movimenti innaturali dei muscoli della cute che dunque danneggerebbero irreversibilmente le nostre capigliature. L’altro Ateneo aveva capito che chi prega spesso, vive di più, perché la preghiera fa respirare bene, correttamente e dunque evita quel respiro affannoso, ansioso e accelerato che tanti problemi crea al cuore e alla circolazione del sangue. Dunque, se ci dovessimo attenere alla Scienza, per avere l’elisir di lunga vita bisognerebbe pregare tanto e non bisognerebbe mai ridere se si vogliono mantenere dei bei capelli. Scemo io che avevo sempre pensato che ridere apertamente è un segno che significa che uno è lieto, oltre a essere sintomo di santità, come diceva don Bosco e che pregare ti permette di andare in Paradiso piuttosto che morire in tarda età. Mi ero sbagliato. Che però questi due studi facciano un po’ acqua, almeno per noi ignoranti e del popolino, sembrerebbe evidente. Appunto: evidente, qui è evidente la grossolanità dei risultati degli studi e che chiunque sano di mente direbbe “non mi interessa, io rido perché sono umano e prego Gesù per salvarmi l’anima”. Ma quando i risultati degli studiosi altrettanto grossolani non sono così evidenti, come facciamo a non cadere nella botola coi coccodrilli sotto? Bisogna stare molto attenti, perché siamo in guerra. In guerra con gli uomini affiliati al potere delle tenebre. E loro non si distinguono dagli altri, ma un po' dallo sguardo, un po' da quello che dicono, un po' dalle loro amicizie, ci dovrebbero mettere in all'erta.

Il Pio

Una terribile domanda


Le fake news sono quotidiane e sempre di numero considerevole. Possono riguardare qualsiasi argomento: dallo sport alla politica,  dagli alimenti agli shampoo, dalla guerra all'informatica, dalla religione all'arte... Quasi mai le notizie false si riescono a distinguere da quelle vere e spesso vengono confuse con queste, con risultati spesso drammatici. Esse sono insidiose e perniciose, perché essendo tantissimi oggi i mezzi di informazione, può succedere che quello che scrive un blogger senza alcuna preparazione e magari pure psicopatico, depresso e dissociato, per molti ha lo stesso valore di quello che stabilisce il papa ex cathedra. Fosse per me io farei diventare la diffusione delle fake news un reato, come fossimo in tempo di guerra. Perché, per certi versi, siamo in tempo di guerra. Infatti sapere le cose in maniera artatamente distorta, confusa e tendenziosa, non permette di capire bene e dunque di reagire correttamente; pertanto uno, ignaro, alla fine potrebbe fare proprio come il  potere maledetto vuole che faccia. A proposito; sembra invece che non sia una fake news (perché è stata diffusa da organi autorevoli e se non erro, nemmeno smentita) quella che i precedenti governi sapevano bene da tempo,  che il vaccino anti covid-19 non fermasse i contagi. Il contrario esatto di quello che ministri e Scienziati avevano reiteratamente e continuamente pontificato e vaticinato da ogni dove. Eppure c'è lo hanno imposto, anzi ce ne hanno imposti ben tre, ci hanno angosciato, ci hanno minacciato, ci hanno tolto il lavoro, ci hanno insultato e calunniato ogni giorno con l'avallo di un'informazione che si è dimostrata serva dei padroni. Nessuno si è scusato, ovviamente. Diamo ora fiducia a questo nuovo governo come abbiamo sempre fatto per quelli passati. Ma non dimentichiamoci mai questa terribile esperienza. Potremmo rischiare nuovamente di avere altri governi al libro paga dei potenti del mondo che ci vogliono rovinare per spostare le ricchezze dal basso verso l'alto o peggio, ammazzarci per ridurre la popolazione come  fossero novelli Malthus. Pensiamo anche ai precedenti governi che ci hanno volutamente fatto invadere da flussi enormi, continui, di popolazioni straniere e questo contro ogni legge civile, umana e naturale. Contro il concetto stesso di Stato. Ma in entrambi i casi, i cattivi erano e sono ancora, gli italiani. È normale? Quello che è avvenuto negli ultimi anni è qualcosa di perfido, inspiegabile e ingiustificabile che fa nascere una terribile domanda: ma a questo punto, serve davvero che ci sia uno Stato?

Il Pio 

Immagina

 



"Immagina che l'Italia sia uno popolo buono e non sia diviso da una politica maledetta che avvelena solo la gente e arricchisce i politici.

Immagina politici che amano il loro popolo, che pensano a loro, che creino luoghi belli ed umani. E si sentano responsabili di tutto questo. 

Immagina che i Potenti del mondo non ci considerino loro zerbini, non ci usino per i loro luridi scopi, non ci impoveriscano a loro vantaggio, non ci facciano invadere da intere popolazioni.

Immagina un'informazione che non sia prezzolata, al soldo dei potenti, che non racconti falsità, ma una verità di cui ci si può fidare. 

Immagina un'Italia senza un clero che ha dimenticato duemila anni di storia e di tradizioni che tanto bene hanno prodotto. Ma con uno che porta a Dio tantissima gente. E che faccia brillare lo spettacolo della santità dappertutto. Grazie a cui il nostro Paese torni a essere la patria degli artisti, dei navigatori, dei santi e degli eroi.

Immagina un'Italia in cui regni la speranza e la voglia di tutti di farla ancora più bella e più bella ancora.

Immagina un'Italia in cui la normalità non sia un peccato, un reato, un concetto senza alcun limite".

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Questa non è la canzone di John Lenon Imagine. Quella iniziava con "immagina che non ci sia alcun Paradiso... nessun inferno sotto di noi". Come questione positiva, evidentemente. (Viene cantata anche in ambito parrocchiale). Il fatto però è che ci sono e non si può immaginare il contrario senza essere pericolosamente utopistici o peggio, ideologici. Le cose che ho immaginato invece sarebbero tutte umane e realizzabili e  sarebbe bellissimo realizzarle. Basterebbe solo fare una cosa assurda: seguire Gesù. Ma se si pensa con la mente dell'uomo questa è utopia. Se si pensa con la mente dell'uomo che si affida a Dio e alla Sua Provvidenza, non dico che è allora è semplice, ma con un po' di fatica qualcosa in ral senso possiamo costruire. 

Il Pio 




Un popolo cristiano.


Vedete? Alla fine quello che è davvero cambiato in tanti secoli, è poco. Sono cambiate le armi, i vestiti, il mangiare, le medicine, il sapone, i cellulari, l'inquinamento, le case,... Ma l'uomo invece è sempre quello dei millenni scorsi: ha lo stesso cuore, gli stessi desideri, le stesse malattie, gli stessi peccati,... Ma una delle poche cose che sono cambiate in maniera smisurata è l'idea di Dio, il sentimento cristiano. Quello che un tempo univa gli uomini al di là delle loro feroci divisioni di censo, di campanile e di politica, era il fatto di appartenere convintamente e devotamente alla Chiesa di Dio. Vi ricordate quel fatto di cronaca quando il giorno di Natale i soldati delle due trincee contrapposte, uscirono, si scambiarono gli auguri e giocarono a pallone? Gli stessi che il giorno prima si odiavano, si uccidevano e si scannavano reciprocamente. E così anche il giorno dopo. Oggi nessuno ha lo stesso sentimento. Prima il popolo era cristiano, peccatore e cristiano, e pur nel peccato più incallito e spietato, nell'abbrutimento umano della peggiore specie, nel fondo più buio del cuore, aveva sempre, fino alla fine della vita una vocina che lo richiamava a una vita cristiana. Nella maggior parte della volte la vocina restava inascoltata, però, qualche volta invece... Oggi in pochissimi anni il popolo non è più cristiano. Non conosce proprio le basi, non sa cosa sia il l peccato, cosa comporta il peccato. Non sa cosa sia la Grazia dei Sacramenti. Non è capace di Dio.  Ma questo non significa che non ha studiato bene e che dunque è colpa sua. Significa che non ha visto e ascoltato testimoni che gli hanno trasmesso la fede. Perché la dinamica della fede è sempre quella dei tempi di Gesù: un incontro con una persona che ti colpisce e ti spinge a cambiare vita. Non ci sono più tesimoni credibili. Meglio: ce ne stanno pochi, molto pochi, di gran lunga meno di quelli che c'erano fino a pochi anni fa. E poi è difficilissimo far muovere un cuore triste e stanco. E' pur vero che abbiamo anche subito un processo di scristianizzazione improvviso, rapidissimo e senza pietà imposto dai potenti, ma con la complicità di molti Pastori, che ha fatto più danni delle bombe atomiche. Allora, stando così le cose, è difficile poter ricreare un popolo unito dalla Fede. È difficilissimo se contiamo sulle nostre sole forze. Ma abbiamo un Dio tanto buono e tanto vicino a noi che un po' di Grazia e un po' di Provvidenza non ce la farà mancare. Vero è che prima c'è le dobbiamo meritare, secondo glieLe dobbiamo chiedere. 

Il Pio 

Meglio un tozzo di pane secco




Proverbi 17

1 Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio
di una casa piena di banchetti festosi e di discordia.
2 Lo schiavo intelligente prevarrà su un figlio disonorato
e avrà parte con i fratelli all'eredità.
3 Il crogiuolo è per l'argento e il forno per l'oro,
ma chi prova i cuori è il Signore.
4 Il maligno presta attenzione a un labbro maledico,
il bugiardo ascolta una lingua nociva.
5 Chi deride il povero offende il suo creatore,
chi gioisce della sciagura altrui non resterà impunito.
6 Corona dei vecchi sono i figli dei figli,
onore dei figli i loro padri.
7 Non conviene all'insensato un linguaggio elevato,
ancor meno al principe un linguaggio falso.
8 Il dono è come un talismano per il proprietario:
dovunque si volga ha successo.
9 Chi copre la colpa si concilia l'amicizia,
ma chi la divulga divide gli amici.
10 Fa più una minaccia all'assennato
che cento percosse allo stolto.
11 Il malvagio non cerca altro che la ribellione,
ma gli sarà mandato contro un messaggero senza pietà.
12 Meglio incontrare un'orsa privata dei figli
che uno stolto in preda alla follia.
13 Chi rende male per bene
vedrà sempre la sventura in casa.
14 Iniziare un litigio è come aprire una diga,
prima che la lite si esasperi, troncala.
15 Assolvere il reo e condannare il giusto
sono due cose in abominio al Signore.
16 A che serve il denaro in mano allo stolto?
Forse a comprar la sapienza, se egli non ha senno?
17 Un amico vuol bene sempre,
è nato per essere un fratello nella sventura.
18 È privo di senno l'uomo che offre garanzie
e si dà come garante per il suo prossimo.
19 Chi ama la rissa ama il delitto,
chi alza troppo l'uscio cerca la rovina.
20 Un cuore perverso non troverà mai felicità,
una lingua tortuosa andrà in malora.
21 Chi genera uno stolto ne avrà afflizione;
non può certo gioire il padre di uno sciocco.
22 Un cuore lieto fa bene al corpo,
uno spirito abbattuto inaridisce le ossa.
23 L'iniquo accetta regali di sotto il mantello
per deviare il corso della giustizia.
24 L'uomo prudente ha la sapienza davanti a sé,
ma gli occhi dello stolto vagano in capo al mondo.
25 Un figlio stolto è un tormento per il padre
e un'amarezza per colei che lo ha partorito.
26 Non sta bene multare chi ha ragione
e peggio ancora colpire gli innocenti.
27 Chi è parco di parole possiede la scienza;
uno spirito calmo è un uomo intelligente.
28 Anche lo stolto, se tace, passa per saggio
e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.


(La Sacra Bibbia)

Non ce ne libereremo mai!


 

Marcio Porcio Catone, detto anche Catone il “Vecchio” o più noto come il “Censore”, nacque a Tusculum nel 234 a.C. e morì a Roma il 149 a. C., fu generale, politico, scrittore e censore. Negli scritti di Aulo Gellio viene riportata una sua frase: «Fures privatorum furtorum in nervo atque in compedibus aetatem agunt, fures publici in auro atque in purpura» che significa «I ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori». Parafrasando il comico Omen (Raul Cremona), questa non è cultura, questa è scienza! Nel 200 a.C. avvenivano le stesse identiche situazioni e le medesime ruberie di oggi. Quella frase potrebbe essere stata tranquillamente prelevata da qualsiasi commento su Facebook di stamattina e invece ha più di duemila anni. Loro se lo godono in sempiterno il frutto delle loro malandrinate. E raramente sono puniti,  raramente restituiscono, raramente chiedono scusa, raramente si impoveriscono. E nonostante questo, stanno sempre al potere. Nel vangelo si parla di Zaccheo, un esattore tremendo e disonesto che dopo l'incontro con Gesù cambia e vita e restituisce tutto quello  che aveva rubato; ottimo esempio,  ma destinato a restare, forse,  isolatoMa io—riportando quella frase—non volevo fare retorica e nemmeno polemica. Volevo solo far notare che se ai tempi del Censore le cose andavano proprio nello stesso modo di oggi, tanto che Catone se ne rammarica profondamente come di fronte a una faccenda ineluttabile, e per rammaricarsene così, probabilmente, ciò non avveniva da poco tempo, se le cose andavano così, dicevo, significa che noi non ce ne libereremo mai di questa genìa maledetta, di questi imbroglioni che hanno cotanti avi di così nobile e antica stirpe, generazioni e generazioni di gente fatta con lo stesso stampo che ancora non si è rovinato. Non riusciremo mai a mutare questa maledetta tradizione millenaria, questa catena che non si può spezzare. Non cambierà mai nulla. Sono cambiate ere, epoche, sono cambiati regimi, sono cambiati costumi, sono cambiate le persone, ci sono state persecuzioni,  rivoluzioni, ci sono stati imperi, monarchie, repubbliche, è venuto persino Gesù a dire come dovevamo vivere, e poi guerre atroci, calde e fredde, terrorismo, rischi nucleari, stragi, … tutto è cambiato in oltre duemila anni di storia: una cosa sola non è cambiata, la verità e l'attualità di quella frase. Tutto lassù è rimasto come ai tempi di Catone. Mettiamoci l'animo in pace allora. Soprattutto quelli che ogni giorno sperano e vanno sparlando di rivoluzioni da fare, sollevazioni di popolo o semplicemente di "votare bene". Non cambierà nulla: chi ci comanda sarà sempre in quel modo. Il perché si potrebbe intuire. Però resta sempre fermo che qualcosa noi possiamo fare e una cosa che non è affatto inutile: disinteressandoci completamente della politica e della classe politica, non puntellando più lo Stato avido, pur sempre nel rispetto delle sue leggi spesso inique, cerchiamo di creare opere buone nella realtà a maggior gloria di Dio e per la venuta del Suo Regno in Italia.

Il Pio 
 

Muori sporco integralista!


È stato eletto il Presidente della camera dei deputati. Poche ore dopo la sua elezione già suonavano a distesa le sirene degli allarmi antiaerei di gran parte dei mezzi di informazione nazionali e locali. Davvero poche ore dopo, senza che nemmeno avesse detto o fatto qualcosa, se non di essere stato eletto democraticamente. Ci sono persino state manifestazioni. Perché? È cattolico, integralista, antiabortista, di destra: tutti gravissimi vizi di conformità del prodotto che lo rendono indegno a presiedere un'aula legislativa democratica. Io mi ricordavo che l'Italia fosse davvero uno Stato democratico, forse mi sono perso qualche passaggio. Che sia un vizio ostativo essere cattolici mi sembra proprio una fesseria, pure vergognosa. Un cattolico poi deve essere necessariamente integralista perché o abbraccia e segue nella propria vita tutta la dottrina cattolica o in difetto sta andando dietro un'altra roba. Non può dire questa parte l'accetto, mentre quest'altra no. È vero che sono ancora attuali e seguitissimi da una moltitudine di persone, i "cristiani adulti", ma ho paura che costoro non stiano proprio sulla strada giusta e soprattutto non ci portino i loro amici. Ma soprattutto quali problemi crea alle altre persone il fatto che uno sia cattolico integralista? Uno vive come vuole, naturalmente se non dà fastidio al prossimo e se non viola legge e soprattutto se non si trova in una dittatura. Diverso sarebbe se uno fosse un terrorista integralista, allora sì... ma non è il nostro caso. Sull'aborto non vedo perché tutti la dobbiamo pensare allo stesso modo. Uno può avere idee differenti e vederla in altra maniera e perché non potrebbe per questo non poter fare il Presidente della camera? Uno non deve essere per forza costretto a pensare che l'unica cosa da fare sia abortire e che deve essere senz'altro una cosa bella e giusta, uno potrebbe anche pensare di aiutare la mamma a partorire e trovare una famiglia che adotti il figlio: è una questione, laicamente parlando, di punti di vista democratici. Infine che sia un vizio di conformità essere di destra, è il tocco dell'artista che non poteva dire una scempiaggine maggiore. Tutto questo puzza tanto di razzismo, cristianofobia e fascismo/comunismo. Noi cattolici, saputo quanto sopra, dovremmo andare in allarme rosso, ma non lo faremo mai perché i nostri occhi e i nostri cuori sono foderati di prosciutto... Ricapitolando. Chi ha in mano i mezzi di informazione e chi li finanzia ci impongono di pensare esclusivamente in un unico modo, nel senso che solo quello che dicono loro è giusto e vero e se pensi differente devi essere anatema. Donde: uno deve essere ateo, abortista e di sinistra se vuole mantenere i diritti civili e essere considerato degno di vivere in Italia. E a nessuno stona questo solfeggio. Ho letto in vero anche apprezzamenti positivi al nuovo Presidente proprio per il fatto che finalmente è arrivato un cristiano al posto giusto. Per me, lui prima di tutto ora è un politico e spesso in questi soggetti prevale la ragion politica che quella cristiana è di esempi se ne possono fare a iosa. Spero però che in lui e nei suoi amici prevalga invece, la ragion cristiana. 

Il Pio. 

Prendo il giornale…


“Prendo il giornale e leggo che di giusti al mondo non ce n'è. Come mai, il mondo è così brutto?” Così iniziava Il mondo in mi7, una canzone famosissima di Adriano Celentano prodotta nel lontano anno 1966. Allora prendo il giornale e leggo anche io come lui. In prima pagina scorro la notizia del conflitto tra Russia e Ucraina, per cui si è stabilito inspiegabilmente che i buoni stanno tutti da una parte e i cattivi tutti dall'altra. Che sta creando danni enormi nel mondo il quale rischia per loro di cadere in una terribile guerra nucleare. Nessuno pare faccia nulla di serio se non inviare armi. Vado a pagina due. Per il terremoto del L’Aquila del 6 aprile 2009 i giudici hanno stabilito che i cittadini (dunque le vittime) sono stati incauti a restare in casa, dovevano uscire subito (seppure le autorità avevano sempre detto loro di restare dentro casa), donde: riduzione dei risarcimenti a tutti loro forse ritenuti in concorso nel reato col terremoto. Non so se sono gli stessi giudici quelli che avevano imputato di disastro i tecnici che non avevano previsto il medesimo terremoto. Sfoglio ancora e leggo che i ministri del precedente governo sapevano che il vaccino non evitava la trasmissione del covid-19 e che non c’erano state sperimentazioni in tal senso, ma lo hanno ugualmente imposto rabbiosamente ai poveri cittadini con minacce, misure e sanzioni rigidissime e se posso permettermi, davvero con la frode e con l’inganno, mandando a pallino il giuramento che avevano fatto di servire il popolo e di rispettare la Costituzione. Girando ancora pagina leggo che il probabile governo, quello che non è stato ancora eletto, su cui il popolo aveva riposto tutte le residue speranze di salvezza, già litiga aspramente per argomenti che, soprattutto oggi, appaiono assolutamente risibili: la nomina dei presidenti delle Camere. All'ultima pagina, sotto alla pubblicità del lucido per le scarpe, la notizia di altri sanguinosissimi conflitti e di strage di gente indifesa che avvengono nelle parti del mondo poco importanti. Tutto questo ci conforta e rassicura e ci fa ben sperare nel futuro. Parafrasando allora don Camillo di Giovannino Guareschi, se Dio permette che al mondo ci siano tutti questi terribili soggetti, vuol dire che sono necessari e che dunque dobbiamo tollerarli con la stessa rassegnazione con cui sopportiamo i terremoti e gli uragani. Dunque rassegniamoci: ci dobbiamo convivere con costoro per tutta la vita nostra, dei nostri figli, dei nostri nipoti e pronipoti… La storia italiana poi è spietata su questo argomento, non fa sconti. A me non piacciono i testi delle canzoni di Celentano, mi sembrano un po’ superficiali, qualunquisti, ecologisti, amorevoli. La canzone dell’inizio continua così “siamo stati noi a rovinare questo capolavoro sospeso nel cielo”. Questo però è vero, siamo stati noi a farlo, la colpa non è di Dio o del fato, o peggio del sistema, se non addirittura della sfortuna del “solo in Italia avviene”. La colpa è nostra e soprattutto del nostro peccato originale i cui effetti ci trasfigurano umanamente e ci fanno ammorbare e peggiorare il mondo, forse, irreversibilmente. Quel maledetto vizio di fabbrica che abbiamo tutti dalla nascita e con noi anche il mondo nel suo complesso e la natura stessa. Tutto è soggetto al peccato originale. Ora, per attenuare i suoi effetti perniciosi, ci vuole la preghiera e la frequenza ai sacramenti e soprattutto il voler bene a Gesù e il volergli stare sempre vicino in ogni momento per metterlo come riferimento di ogni nostra minima attività, odiando il peccato e stando attenti al porco del demonio. Guardate come siamo da quando abbiamo rifiutato Dio. Soluzioni diverse, io, non le conosco. Però ci possiamo provare e poi diffondere questo invito a quanta più gente possibile. Hai visto mai che qualcosa cambia?

Il Pio









In un battito di ciglia.


Partendo sempre dal concetto che nella storia mille anni corrispondono a un minuto e siccome la storia si legge in millenni e talvolta anche in secoli, parliamo allora di vicende recenti. L’Italia in poco più di trent’anni ha vissuto vicende mai viste in passato, vicende che non possiamo credere che siano tutte casuali (sarebbe impossibile sotto il profilo meramente statistico), semmai frutto di un progetto: all’improvviso nei primi anni novanta è avvenuto l’ingresso continuo di migliaia e migliaia di albanesi, poi di rumeni sempre in numeri sostanziosi, ora di africani (per il potere è tutto normale). Poi. L’aumento con progressione geometrica delle tasse e di governi fannulloni (e nessuno capisce come possa avvenire questo senza che si proponga almeno un'eccezione). Poi una devastante pandemia che pare essere stata creata a tavolino (altro che pipistrelli!). Contemporaneamente un lockdown durissimo, terribile che ha fatto chiudere un numero altissimo di aziende. Contemporaneamente siamo divenuti cavie di vaccini sperimentali costretti a subirli pure con minacce democratiche, sospensioni dal lavoro e dallo stipendio e ancora non abbiamo capito se per questo, subiremo effetti collaterali da qui a venti anni (se non li stiamo già subendo). Con questa scusa i potenti sono riusciti a dividere gravemente il popolo in no vax e yes vax (i cristiani lo erano già dagli inizi degli anni sessanta, divisi fra modernisti e tradizionalisti e lo sono sempre di più). Ora la guerra tra Russia Ucraina che  forse porterà al lancio di missili nucleari, con l'USA che incomprensibilmente minaccia  e urla rabbiosa pure lei. E questo crea grande sfiducia nel futuro. In più: in pochissimo tempo i prezzi sono schizzati verso l’alto in modo repentino e stratosferico; prima i prezzi del carburante, poi quello delle bollette di luce e gas e poi i prezzi dei prodotti, con enormi rischi economici per aziende e cittadini il cui esoso conto si pagherà tra pochi mesi. Sembra che la colpa di questo aumento sia della guerra, così ci dicono, ma l'occhio cade piuttosto sui biechi e turpi speculatori contro i quali né l’Italia, né l’Europa inspiegabilmente sembrano avere i poteri per farli smettere (inutilità o complicità?). Infine una morale che solo venti anni fa era pressoché comune, ora è diventata fluida e relativa. Questo tutto di un botto. In un battito di ciglio. In trent’anni. E non è finita qui, perché il futuro non promette rose e fiori. Chissà cosa hanno organizzato ancora per noi i potenti della terra, come sono chiamati nel vangelo. Ce la faranno a impoverirci ulteriormente o a farci fuori per ridurre la popolazione del mondo? Ce la faranno a portare la ricchezza dal basso (quella del lavoro onesto e umano) in alto (quella della speculazione e della sordida ruberia)? Se le cose rimangono così, certamente. Se rimangono così. Credo che il quadro delineato sia abbastanza fosco per farci capire cosa hanno potuto fare in breve tempo i potenti; e che qui la politica non ci salverà di sicuro. L’Europa non ci salverà. La NATO non ci salverà, l’ONU non ci salverà… se non saranno proprio loro a metterci il carico. Nessuno ci salverà. E noi siamo ancora divisi a discutere con rabbia se è meglio Meloni, Conte, Renzi e compagnia bella. Proviamo piuttosto a metterci insieme un po' di traverso. Ma soprattutto raccomandiamoci l’anima al Signore.


Il Pio



La frittata è fatta


Se andiamo indietro a meno di cento anni fa, vedremo che il popolo italiano era in grandissima parte cattolico, pensava cattolico, ragionava cattolico, costruiva cattolico, disegnava cattolico, lavorava cattolico, faceva chiese cattoliche e anche libri cattolici e conosceva bene il catechismo. E così era ininterrottamente da tempi immemorabili. Oggi, a brevissima distanza, laddove nella storia mille anni sono un turno di veglia nella notte, nessuno è più cattolico, nessuno vive, scrive, legge, lavora… da cattolico.  Mi è capitato più di una volta di invitare la gente ad andare a messa la domenica e mi sono sempre sentito rispondere, con una sicumera disarmante, come fosse la cosa più ovvia dell’Universo: «oggi non ci si va più a messa, nessuno ci va!». Uguale dicesi  per il matrimonio, il divorzio, l'aborto, rapporti prematrimoniali…  Oggi tutto è necessariamente diverso da prima, anche se l'uomo è sempre lo stesso da millenni.E io tutte le volte mi chiedo 
il perché. E allora mi rispondo in automatico, senza troppo ragionare, la colpa è il modernismo, il sessantotto, un catechismo annacquato, un'istruzione religiosa negata, associazioni segrete abilissime, un preferire essere del mondo e non nel mondo, slogan vuoti e inefficaci. E poi la Tradizione che non viene tramandata dai genitori ai figli o che questi non l’hanno accettata. Si aggiunga anche il lavoro brutale e feroce che hanno fatto i mezzi di informazione, i film, le canzoni, i libri negli anni sessanta e settanta che solo a riprenderli oggi appare chiaro tutto l’odio che buttavano a piene mani nei cervelli ancora innocenti dei giovani contro la Chiesa, i preti, diffondendo massicciamente il concetto che tutto è frutto del caso, che l’uomo nasce da solo e che è misura di se stesso e di tutte le cose. La frittata è ormai fatta, i nemici sono riusciti in pochi decenni a scristianizzare uno dei popoli più cattolici della storia e a fare al suo posto dei “se dicenti liberi”, ma effettivamente servi omologati del potere. Sono riusciti anche a trasformare sacerdoti un tempo santissimi, in terribili modernisti talvolta eretici, tristemente teologi e improduttivi di conversioni e di vocazioni. Ma noi ci siamo, pochi, ma buoni. La bandiera non ci è ancora stata strappata. Noi cattolici ancora ci siamo, un gruppetto misero è vero, ma sempre agguerrito e desideroso di ricreare un mondo cristiano da capo, come Pietro e Paolo. Ci siamo, è vero. E ci dobbiamo dare da fare. E con san Paolo: «annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina (Timoteo 4, 2)».



Il Pio

E chi se ne frega!

  Di fronte allo spettro di una guerra nucleare proprio qui in Europa; di fonte a una scristianizzazione terrificante; di fronte al pericolo...