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Anche io voglio essere ultra!

 


Caro me stesso,
negli ultimi giorni siamo stati sommersi da dibattiti e discussioni scaturite dalle frasi che 
avrebbe detto durante un grande concerto, un cantante pieno di tatuaggi, la cui moglie fa quel nuovo e complesso lavoro per cui basta indossare i pedalini e arrivano i soldi. Ognuno pensa quello che vuole ovviamente, può dispiacere ma in democrazia è così (in vero, non è sempre così, soprattutto per una certa parte). Una delle frasi che sono state attribuite al cantante è quella di aver dato (anche) dell'ultracattolico a un tizio perchè sulla famiglia e l'aborto la pensa come vuole lui, (ancora, dunque) senza violare le leggi, (ancora, dunque) coperto dall'ala protettrice della democrazia di cui sopra. (Innanzitutto non credevo che solo il cattolicesimo avesse gradi: arrivati a un certo livello prima vai bene, sei libero di pensare e addirittura di parlare in pubblico, sopra quella linea invece sei "ultra" non devi pensare, non devi parlare, sei solo da disprezzare da tutti). A dire la verità vedersi appiccicato addosso quell'aggettivo, per me sarebbe stato un grande complimento e nei sarei stato proprio fiero; il fatto di non averlo mai ricevuto da nessuno, mi fa pensare a male per la mia vita e un po' preoccupare. Io non voglio essere un cattolico del mondo, come vuole il mondo, che si adatta al mondo, ma uno tale al 100% che non giunge a compromessi, anche a costo della propria vita: io cerco la santità e spero di convertire quante più persone possibile, con la Grazia di Dio. Io, con la Grazia di Dio, chiedo di andare in Paradiso e vorrei portarci tantissime persone insieme a me. Insomma io desidero divenire ultracattolico! Di più, se fosse possibile. E spero di essere così almeno prima della fine della mia vita. La questione che vi sto raccontando non è poi così di lana caprina, come potrebbe apparire: non siamo nell'ambito del gossip, oppure del commento, della critica, delle battute giuste in un dibattito socio-politico.La questione è molto, ma molto più importante e riguarda la nostra vita presente e soprattutto quella eterna. Nel libro dell'Apocalisse sull'argomento non si scherza mica: «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. (Apocalisse 3,15-16 Lettera alla chiesa di Laodicea)».

Il Pio

«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù e poi sarà la fine, ma prima per causa sua molti si perderanno». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo su questo punto, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

 


«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se però sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù sulla terra e poi sarà la fine, ma prima per causa di quella Bestiaccia maledetta molti si perderanno per sempre». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo, unica fonte in questa maledetta palude di cui possiamo essere certi, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

(Dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

PARTE PRIMA
LA PROFESSIONE DELLA FEDE

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO SECONDO
CREDO IN GESU' CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

ARTICOLO 7
«DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI»



« L'ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest'ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell'ultimo giudizio dopo l'ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa».


Già Vladimir Solov’ev (28/1/1853 - 13/8/1900) aveva immaginato, nella sua immensa fantasia, l'ultima scena di questo nostro "dramma". Ne "Il dialogo dell’Anticristo", (editore Marietti, Collana I Rombi, 1996) scrive come sarà quel momento cruciale, quando quasi tutto il mondo sarà volutamente dalla parte dell'Anticristo, salvo un piccolissimo e sparuto gregge, ormai abbandonato da tutti; l'Anticristo, l'imperatore, in un modo o un altro, con regali, parlando di certi argomenti... aveva infatti conquistato a sè quasi tutto il mondo. Solo a sè, ripeto non a Dio.

«La grande maggioranza dei membri del concilio si trovava sul palco,
ivi compresa quasi tutta la gerarchia dell'Oriente e dell'Occidente. In basso
erano rimasti soltanto tre gruppi di uomini che si erano avvicinati gli uni
agli altri e che si stringevano accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e
al professor Pauli»

«Con accento di tristezza, l’Imperatore si rivolse a loro dicendo: che cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete da me? Io non lo so. Ditemelo dunque voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento popolare; che cosa avete di più caro nel Cristianesimo? Allora simile a un cero candido si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel Cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Da te, o sovrano, noi siamo pronti a ricevere ogni bene, ma soltanto se nella tua mano generosa noi possiamo riconoscere la Santa mano di Cristo. E alla tua domanda che puoi tu fare per noi, eccoti la nostra precisa risposta: confessa, qui ora davanti a noi, Gesù Cristo figlio di Dio che si è incarnato, che è resuscitato e che verrà di nuovo; confessalo e noi ti accoglieremo con amore…»

«Egli tacque e piantò lo sguardo nel volto dell'imperatore. In costui avveniva qualche cosa di tremendo. Nel suo intimo si stava scatenando una tempesta infernale, simile a quella che aveva provato nella notte fatale. Aveva perduto 
interamente il suo equilibrio interiore e tutti i suoi pensieri si concentravano nel tentativo di non perdere la padronanza di se stesso anche nelle apparenze esteriori e di non svelare se stesso prima del tempo. Fece degli sforzi sovrumani per non gettarsi con urla selvagge sull'uomo che gli aveva parlato e sbranarlo coi denti».

Il resto forse lo vedremo ... forse in diretta. Oppure no. 
Piccolo gregge, piccolo gregge! Restiamo nel piccolo gregge accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e al professor Pauli, alla luce di quello che leggiamo nel catechismo, nella dottrina e nella tradizione cristiana. che siano questi gli unici i testi a guidarci.
il Pio


Basta urlare più forte, semplice.


 

Il difetto nostro, e per nostro intendo quello nostro, appunto, tipico del popolo italiano, è quello di pensare unanimemente che il popolo di cui si fa parte, non capisca nulla e di avere—ciascuno—la soluzione in mano che gli altri però non capiscono o non vogliono capire. Vi ricordate alle Scuole superiori? Aveva ragione quello che urlava più forte e se aveva anche la prestanza fisica dalla sua, era un genio della politica e della bravura. Se poi quello che diceva era, al massimo solo aria fritta, era di secondaria importanza, l’importante è che urlasse forte più degli altri. Il tempo non ha spostato questo criterio di un millimetro ed anche se giunti a 40-50-60 anni, se ora della prestanza fisica magari non ci interessa più, resta importantissimo il fatto che se urla più forte ha sicuramente ragione. Anche se non dice nulla di più di quell’aria fritta che diceva quando aveva 18 anni (ora solo un po’ più stantia). Che poi quelli lassù che urlano forte (perché quelli che urlano forte vanno sempre lassù e per lassù non intendo quasi mai il Paradiso) sanno fare solo quello o non fanno nulla di giusto, alla fine poco conta, basta che si vedano in TV a fare le sceneggiate e a dire le cose che i loro elettori si vogliono sentire dire (poi se non seguirà nulla ai loro roboanti proclami, non importa, tanto anche così il loro tornaconto lo trovano sempre, non vi preoccupate). Questo fatto ci ha portato a lungo andare, ultimamente soprattutto, in un mondo fortemente ammalorato, non era mai stato così pieno di metastasi e puzzolente di morto, con “dotti, medici e sapienti” che dicono in coro “tutto a posto, risolviamo il problema con la Scienza e l’Ordine e il popolo si deve adeguare ai nostri ordini”. Ma il potere nel mondo, come sappiamo, appartiene al demonio che lo distribuisce agli “amici” suoi. Probabilmente però noi ultimamente gli abbiamo permesso di esercitare questa facoltà di distribuzione dei "pani e dei pesci" con un po’ troppa liberalità e facilità. Semplicioneria. Il curato d'Ars diceva che un ave Maria ben detta fa tremare l'inferno. Magari, piuttosto che sentire solo urlare, qualche preghiera e qualche rosario in più da parte del popolo, non sarebbero andati male. Magari qualche urlatore che fosse stato anche un po’ cristiano che oltre a urlare avesse costruito qualche "recinto" a difesa del “gregge” non sarebbe stata una pessima idea. Magari qualche cittadino illuminato dalla sola fiammella dello scarno Catechismo di San Pio X, che avesse fatto da diga, da contenimento, che avesse avvisato il popolo, avesse organizzato,… forse così avremmo evitato la tragedia o magari limitata, attenuata o… semplicemente rinviata. Però ci si poteva provare, i segni c’erano. Il secolo scorso ha visto le più grandi persecuzioni cristiane mai avvenute nella storia. Il numero dei martiri è stato spaventosamente elevato. Oggi poi abbiamo una logica che è talmente illogica, contorta e perversa che non possiamo pensare che sia nata tutto per un solo caso della storia. Qualcuno di Potente ci ha messo le mani fino in fondo, si è preso tutto come rubare le caramelle a un ragazzino e non lo mollerà più fino alla fine. Qualcuno di potentemente Perverso. Nato Perverso dall’inizio della storia e che tale resterà fino alla fine. Ad un certo momento non abbiamo più voluto combattere con Dio per la realizzazione del Suo Regno sulla Terra, ma nemmeno con le nostre sole forze e ci siamo accontentati di un bel mondo sazio e borghese, senza ideali e senza onore. Ora forse, pagheremo il fio. Adesso la battaglia si preannuncia gigantesca e noi non abbiamo più nemmeno le armi della Fede, e da soli senza di Lei non riusciremo nemmeno a difenderci, anzi nemmeno sapremo da chi dobbiamo difenderci. Anzi nemmeno riusciremo a sapere che c'è una battaglia tra la vita e la morte. Non pensiamo però solo alla nostra vita fisica, pensiamo alla salvezza della nostra anima come principio di fondo. Pensiamo anche che prima o poi il mondo dovrà finire e forse questi potrebbero essere i tristi presagi di quel giorno. Forse può essere tutto o niente. Ma ricordiamoci sempre che nonostante l'infedeltà di tanti suoi membri e i loro tradimenti, la Chiesa resiste a tutti i lupi che vorrebbero distruggerla ed anche al loro ferocissimo capo branco,che è mosso solo da un odio tremendo verso Dio e verso gli uomini. Gesù stesso, con certezza ci garantisce fino alla fine del mondo che le porte degli inferi non prevarranno mai. «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. (Matteo 16,17-19)». Cioè, meglio: Portae inferi non praevalebunt adversus eam.

Il Pio



Mala tempora currunt…

 


Mala tempora currunt, sed peiora parantur (corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori). Considerate: questa è un’espressione che risale agli antichi romani. Noi pensiamo che in passato si vivesse meglio, ma ci dobbiamo spesso ricredere. I mala tempora infatti ci sono sempre stati. E del peggio mai si vede il fondo, perché sta sempre più in fondo. Molti hanno pensato che combattere i mala tempora e ottenere la pace, l’uguaglianza, la fratellanza, la libertà, bastasse una rivoluzione popolare, togliere le radici del passato, cambiare tutto il “vecchio”, modificare le leggi e le tradizioni, però così facendo, le cose sono oggettivamente peggiorate proprio come nel detto: “corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori”. Pur tuttavia quelle idee non si sono mai sradicate dalla testa degli uomini che continuano a pensare di cambiare il mondo da soli, in forza solo della loro Intelligenza (della Dea Ragione) e del Progresso. Cioè da soli senza Dio che ha fatto proprio questo mondo qua oltre che a noi singolarmente. Il mondo si potrà cambiare solo se restiamo attaccati a Lui unendo la nostra intelligenza, la nostra fede e la Sua Onnipotenza. Il male ci sarà sempre anche così; perché il peccato originale che è in tutti noi e il porco del demonio continueranno sempre a fare il loro mestiere fino alla fine del mondo. Ma almeno questa sarà una lotta a armi quasi pari. E un po’ più di bene ci sarà sulla terra.

Il Pio

Scrupoli e malinconia.

 


Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia.

Fratelli, quando cominciamo a essere buoni?

Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto per i poltroni.

Te possi mori' ammazzato… ma pe' la fede.

Chi vuole altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che vuole. Chi domanda altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che domanda. Chi non opera per Cristo, non sa quello che fa.

E poi?...

Signore guardami oggi che ti tradirò, e farò tutto il male del mondo se tu non mi aiuti.

L'uomo che non prega è un animale senza parola.

(Tutte frasi che San Filippo Neri ha pronunciato in mezzo alla gente)

"Credo più alla Provvidenza che all'esistenza di Torino"


 "Io ho fede nella Scienza. Bisogna credere nella Scienza...". Questa frase non l'ho sentita in TV. L'ho sentita (purtroppo) durante un'omelia della messa domenicale, davanti a numerose persone, molte delle quali hanno certamente assorbito nelle proprie vene quel concetto. In tutta sincerità avrei preferito sentire che bisogna aver fede in Dio e nella Sua Divina Provvidenza, ma non è stato così. Eppure c'è ancora e non smette mai di operare per le persone che hanno fede in Lei. San Giuseppe Benedetto Cottolengo (il fondatore appunto del così detto "Cottolengo" di Torino) aveva una fiducia immensa nella Divina Provvidenza e la sua Opera (grandiosa) è potuta nascere solo e esclusivamente dalla fede che lui aveva in Essa. Tant'è che era solito dire "Io sono più sicuro e certo di questa Divina Provvidenza, che non se esista la città di Torino". Questo santo per tutta la vita, quando non funzionavano le cose, cercava di capire cosa  avesse fatto per impedire alla Divina Provvidenza di procedere e agire, e una volta, raccontano, ricordando che aveva trattenuto dei soldi su cui aveva contato troppo, li gettò via e le cose funzionarono. Ci si può credere o non credere a questi episodi (che comunque sono certi e scritti da testimoni), ma non possiamo più permetterci di non credere alla Divina Provvidenza. Penso allora che chi pone fiducia nella sola Scienza ha un dio molto limitato, astratto, che non vuole bene che a se stesso e che adora solo se stesso e in quanto tale, naturalmente non fa che generare terrore in chi gli crede ciecamente. È Dio che ha creato la scienza e a Lui dunque che ci si deve rivolgere. E alla Sua Divina Provvidenza. Vedrete che se faremo così prima a cambiare sarà la nostra vita, poi l'Italia e infine il mondo. 


Il Pio

Gesù è morto democraticamente

 


190 D. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica viene dal popolo?

R. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica non viene dal popolo, e sarebbe eresia il dirlo, ma viene unicamente da Dio.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)


Infatti. Oggi è un gran parlare di chiesa democratica e si aspetta un nuovo Concilio Vaticano terzo, quarto, quinto... per ottenerlo finalmente. Per molti, soprattutto per quelli che non ci stanno proprio nella Chiesa e non la amano affatto, questo sarebbe un grande passo avanti, da compiersi assolutamente. Ma voi diffidate di chi pensa così. Gesù la Chiesa l’ha pensata diversamente. Il Catechismo di San Pio X—che mi risulta non essere stato ancora abrogato—dice infatti qualcos’altro: il potere della Gerarchia ecclesiastica non viene per votazione. Uno Stato deve essere democratico, ma la Chiesa no. I Sacerdoti non sono chiamati al sacerdozio sulla base di campagne elettorali e libere elezioni, i preti hanno sentito la vocazione di Dio stesso in persona che non li ha mollati fino a quando non hanno indossato la tunica. Poi le carte si possono sempre mischiare diversamente, io pensavo, non ho capito, secondo me, ora sono più portato a…, può anche prevalere sulla vocazione l’ideologia modernista buonista, possono anche intervenire forze esterne e, perché no?, anche il  porco del demonio in persona (così porta via a Dio un importante veicolo di salvezza per il popolo), può avvenire tutto questo… ma il principio fondamentale resta sempre quello dell’articolo 190. 
Sarebbe eresia negarlo, tuona il Catechismo.Ce ne siamo dimenticati quasi tutti, ma nella Chiesa non è ancora stata licenziata la Divina Provvidenza e da quello che so resterà con noi fino alla fine dei tempi, anche se le nostre speranze sono morte tutte, basta chiedere. E poi noi cristiani ci dobbiamo ricordare sempre che Gesù è morto solo e esclusivamente sulla base del risultato di un referendum democratico e popolare. Significherà questo, qualcosa?

Il Pio

Diversamente colorato.


 
Secondo me il fatto doveva essere catalogato tra quelli di scarsissima importanza e se proprio doveva essere pubblicato per una eccezionale carenza di notizie, andava bene un trafiletto nell’ultimissima pagina, in fondo. Capovolto, sotto la pubblicità del lucido per scarpe. Invece non è stato così. A Valeria Fabrizi, notissima e bravissima attrice di 84 anni (la vediamo di recente nel telefilm “Che Dio ci aiuti”), invitata in una trasmissione TV, le hanno fatto vedere una sua foto di quando era giovane. E qui è successa la tragedia: l’ottuagenaria ha avuto l’ardire di dire “qui sembravo un negra”. Era per scherzo, una battuta che doveva essere spiritosa. Battuta che si poteva e doveva evitare, senza meno. Ma non mi pare che la sua voleva essere un’offesa agli  uomini di colore, non mi pare ci fosse intenzione di oltraggiare (ma secondo me in questi casi quelli che si offendono sono solo i bianchi). Nella foto lei era scura di carnagione, occhi neri, capelli neri, tutta nera, avrebbe dovuto dire nel lessico del XXI secolo “sembravo simile a una povera donna di colore, migrante, sfruttata dal capitalismo moderno, costretta...” e non sarebbe successo niente,  anzi! Ma si era probabilmente dimenticata dell’esistenza del terribile e terrificante politicamente corretto che tutto divora e appiattisce. (E se cercate questa notizia su internet vedrete che molti siti scrivono la parola incriminata con “ne*ra”). E’ successo un pandemonio: gliel’hanno dette di tutti i colori. L’hanno massacrata. Infamata. Umiliata. 
(A 84 anni). Si è dovuta scusare e riscusare, ha dovuto spiegare e rispiegare e quei pochi che l’hanno voluta giustificare, sono stati costretti a dire che negli anni ’60 e ’70 "usava dire così", come se gli anni ’60 e ’70 fossero la preistoria della civiltà umana, abitati da uomini delle caverne rozzi, ignoranti, soprattutto bianchi, razzisti e (perché no?) contro le donne. Qui però non c’entra niente il razzismo e chi scrive non è razzista per niente. Forse non lo è nemmeno la Fabrizi. Non si può però condannare al patibolo del disprezzo civile una persona (peraltro anziana) solo perchè ha detto una parola ritenuta "indicibile", ma senza nessuna cattiveria, odio o secondi fini. Ho assistito anni fa in un centro commerciale a una scena in cui un gigante di colore, con certe mani da un metro quadro l'una che faceva la sicurezza, aveva fermato un ragazzino che rubava; costui lo ha riempito di insulti e il gigante rimaneva fermo in attesa dei Carabinieri. Ad un certo punto il ragazzino con rabbia gli ha gridato "sei uno sporco negro!". Lo schiocco dello schiaffo si è sentito per tutto il centro commerciale. Un minuto di silenzio per tutto il centro. Secondo voi allora, "sembravo una negra" detto da un'84-enne  guardando una foto giovanile in cui era molto bella e tutta nera e lo "sporco negro" detto da un teppistello tossico viziato di provincia hanno lo stesso valore? Per i politicamente corretti probabilmente sì. Ma c'è un lavaggio del cervello a livello mondiale, un politicamente corretto che è stato cacciato a forza dentro i cervelli di molti uomini ed è divenuto criterio massimo. Tra un po’ si potrà fare e dire solo quello che il Potere vuole e chi fa o dice altro, sarà “lapidato” o “esiliato”; e i primi a saltare addosso ai reprobi, non saranno i Guardiani della Rivoluzione che certamente staranno dappertutto con mille occhi, ma i nostri amici, parenti e i nostri vicini di casa. Siamo a buon punto della strada e già si leggono i cartelli “Nuovo Ordine Mondiale Km. 6”. Forse avrebbe dovuto dire che in quella foto sembrava una persona “diversamente colorata”. E' vero però che il termine “negro” potrebbe anche derivare direttamente dal latino “niger-nigra-nigrum” che significa scuro, nero... E’ pur vero che il latino rientrerà tra le lingue politicamente scorrette odiate dal Potere (già forse lo è da diversi anni) ma è pur sempre, particolarmente per noi italiani, la radice della lingua attuale.

Il Pio

Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza.





157 D. Non vi potrebbero essere più Chiese? 
R. No, non vi possono essere più Chiese. Perché siccome vi è un solo Dio, una sola Fede e un solo Battesimo, così non vi è, e non vi può essere che una sola vera Chiesa. 

169 D. Può alcuno salvarsi fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana?
R. No, fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana nessuno può salvarsi, come niuno poté salvarsi dal diluvio fuori dell'Arca di Noè, che era figura di questa Chiesa.

(Dal Catechismo Maggiore della Chiesa Cattolica).


In questi due semplicissimi (e sconosciutissimi) articoli del Catechismo di San Pio X si chiarisce il livello delle assurdità che tanti oggi dicono come fosse il massimo dell'intelligenza e della profondità. Assurdità che purtroppo si sentono dire anche da diversi "preti traditori" sia dal pulpito come nelle stanze del catechismo. Cioè: "tutte le religioni sono uguali, l'importante è credere in un dio, per cui tutte le religioni vanno bene". Invece il vecchio catechismo con una elementarità disarmante ci suggerisce, se vi un solo Dio, vi è anche una sola fede e una sola chiesa. Se non si crede in questo, se pensiamo davvero che esistono più dei (tutti validi per la salvezza) siamo di fatto tornati al politeismo (e forse al paganesimo). Poi ognuno fa quello che meglio crede. La conclusione è che—comunque sia, politeisti o non politeisti—al di fuori della Chiesa, che è senz'altro Una, Santa, Cattolica, Apostolica e Romana, non c'è possibilità di salvezza, cioè di salvarsi l'anima e andare in Paradiso; già questo è difficile da battezzati nati dentro la Chiesa, ma da fuori è addirittura impossibile.E questo, che un tempo si diceva in ogni parrocchia, è qualcosa che ci deve far pensare alla faccia delle teorie della chiesa moderna che deve aprirsi al mondo. Mi verrebbe da dire: tenetevelo questo mondo, ma non lo dico.

Il Pio





Francesco, ripara la mia Casa.

 


150 D. Che cosa è la Chiesa cattolica?           R. La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.


151 D. Dite distintamente che cosa è necessario per esser membro della Chiesa? 
R. Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa. 

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X, § 2, Della Chiesa in particolare)


Più volte ho scritto su questo Blog di quelli che chiamo "preti traditori", che sono quelli che professano ai fedeli un'altra dottrina che non è quella che ci ha lasciato Gesù, tramandata dalla Chiesa Cattolica, è una loro o del mondo, spesso dannosa perchè non salva quasi mai l'anima (ciò di cui più ci dobbiamo preoccupare). Scrivo di loro perchè è un argomento che mi dà tanto dolore e tristezza. Questi due articoli del Catechismo di San Pio X—secondo me—si potrebbero leggere sia in un verso che nel verso opposto. Infatti per essere membro della Chiesa «è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori» ma è anche vero il contrario e cioè allo stesso modo e con la stessa forza possiamo ritenere che «per essere legittimi Pastori della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti». 

Se non è così dunque non sono legittimi.

In un post precedente ho parlato di responsabilità. Chi si prende la responsabilità delle anime che si perdono a causa dei preti traditori? Ma nessuno dice nulla.Tutto normale in una chiesa che si deve adeguare ai tempi (belli questi tempi!)

Un tempo avevamo solo chi ci bombardava ferocemente dall'esterno. Ora, mentre continuano le bombe da fuori le mura ci sono quelli che sotto la stessa nostra bandiera, bombardano ferocemente dall'interno. Tutti questi al fine, noto o ignoti, consapevoli o non consapevoli, della distruzione della Chiesa di Dio.

Dal Crocifisso appeso venne una voce che diceva a Francesco di Assisi, «va' e ripara la mia Chiesa, che è in rovina!». Penso che sia giunto il momento che questa frase risuoni nei nostri cuori.
Il Pio

La Chiesa militante



147 D. Dove si trovano i membri della Chiesa?


R. I membri della Chiesa si trovano parte in Cielo, e formano la Chiesa trionfante; parte nel purgatorio, e formano la Chiesa purgante; parte sulla terra e formano la Chiesa militante.


149 D. A qual parte della Chiesa si riferisce principalmente questo nono articolo?

R. Questo nono articolo del Credo (che si riferisce al capo X, la Chiesa, ndr) si riferisce principalmente alla Chiesa militante, che è la Chiesa nella quale noi siamo attualmente.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)

Noi che viviamo in questa terra, per tutto il tempio della nostra permanenza qui, siamo dunque la Chiesa militante, perchè siamo chiamati a lottare per tutta la vita, come soldati di Cristo, contro il peccato, il diavolo e il mondo cattivo e lontano da Dio. E combattiamo pure, per tutta la vita, la buona battaglia per mantenere—fino all'ultimo secondo—la fede in Gesù. E' pur vero che se vogliamo avere la speranza di andare domani a trovare gli amici della Chiesa trionfante, questo buon combattimento lo dobbiamo fare con fede, costanza e quotidianamente.

Il Pio 

La responsabilità, chi se la prende?

 


Un tempo (ma nemmeno tanto tempo fa) c’era un maggiore senso del peccato: no che non si facesse peccato, se ne faceva e forse anche di più di oggi. La differenza è che si sapeva di farlo. Nel senso che si sapeva cosa fosse un peccato, se ne aveva coscienza anche se lo si faceva ugualmente: se ne prendeva la responsabilità. Ora si fa lo stesso identico peccato di ieri, ma si è straconvinti che oggi sia un diritto o quantomeno una faccenda che si può e si deve fare, senza il minimo dubbio a proposito. La differenza è abissale: si compie lo stesso atto con una coscienza completamente diversa: ma l’uomo è lo stesso ieri e oggi e sempre figlio di Dio. Facciamo un solo esempio. Nessun dogma papale a partire dai tempi di San Pietro fino ad arrivare a oggi, mi pare abbia mai dichiarato che la convivenza tra persone non sposate non sia un peccato. Però prima la convivenza si faceva, come oggi, chi dice il contrario? ma ieri nell’angolo più recondito della coscienza di entrambi i conviventi c’era una specie di topolino che grattava piano piano le pareti, per ricordare ai proprietari che quello era un peccato, ma che fosse così era già certo a tutti e due. Poi facevano come gli pare, liberissimi. Poi uno poteva essere diacono, ateo, anticlericale, indifferente a tutto, e lo faceva lo stesso, ma non cambiava questa situazione, la coscienza non era quasi mai afona. Oggi nessuno sa cosa sia un peccato, figuriamoci se possa avere la consapevolezza che la convivenza sia un peccato (e poi oggi! Con tutti i campioni che ci sono in giro!). Se affronti coraggiosamente il discorso con costoro ti dicono che non c’è nulla di male, che non si fa male a nessuno e che la Chiesa si deve aggiornare. Tutti così, con le stesse parole. Qualcuno tira pure fuori il discorso “non ammazzo, non rubo che peccati faccio?”. E quando a questi ultimi faccio notare che i dieci Comandamenti di Dio, non sono due, ma—appunto—dieci, mi pare di trovarmi quasi sempre innanzi rari casi di sordità selettiva. La Chiesa non si deve aggiornare perchè il suo unico e straordinario compito è quello di conservare quello che ci ha detto Gesù e chi vorrà aggiornare, come fosse un software, quello che ha detto Gesù per me sia maledetto chiunque esso sia. Ma la domanda che mi faccio sempre più spesso è questa: forse Dio perdonerà tutta questa gente che oggi fa peccato senza sapere che sia un peccato, non per colpa loro, ma sarà ugualmente misericordioso con quelli che da un certo momento in poi, non hanno più detto, avendo l’obbligo morale di dirlo, che c’è il peccato personale, che dobbiamo evitarlo come la peste (o il Covid-19 se si capisce meglio), che esso è dannosissimo, che può essere fonte della nostra personalissima dannazione eterna, mentre noi dobbiamo combattere tutta la vita solo per andare in Paradiso? Ma soprattutto mi chiedo: ma perché non lo hanno più detto?


Il Pio

Siamo un esercito imbattibile.

 




Oggi si pensa che tutti i problemi si risolvono con il dialogo e con la scienza. Ben venga il dialogo e la scienza, certamente. Ma consideriamo ad esempio, il problema con le altre religioni: con il dialogo interreligioso certamente tutti gli attriti cessano. Oppure, pensiamo alla pandemia del covid: solo con la vaccinazione di massa (cioè, con la scienza) il problema sarà definitivamente risolto. Ormai è talmente forte la pressione che siamo portati a pensare proprio in questo modo, o se non ci vogliamo pensare con l’intenzione, l’idea ci ronza comunque nelle orecchie e non la riusciamo a tacitare e soprattutto non riusciamo a tacitare il nostro interlocutore "più ferrato", quale sacerdote di questa nuova (e nemmeno tanto nuova) teologia. Poi però, se muoiono diverse persone subito dopo essere stati vaccinate, diciamo che tanto è solo lo 0,002% (dunque, non fa testo, la Scienza resta sempre Salvatrice del mondo), e se, pur osservando scrupolosamente tutte le indicazioni delle Autorità competenti, uno possa prendere ugualmente il Covid, è segno che non ha osservato tutte le indicazioni delle Autorità competenti (cioè della Scienza); e se gli islamici ci ammazzano centinaia di cattolici con cui non sono in guerra, ma solo perché hanno la disgrazia di essere tali e di vivere nelle loro stesse terre da millenni, basta non parlarne fino a quando il Dialogo porterà la Pace nel mondo (Dialogo è anche lui,  Salvatore del mondo). Si vede allora che Scienza e Dialogo sono oggi il nuovo Dio, uno e bino. Però io sono rimasto all’antica. Per me Dio è sempre quello Uno e Trino, che ha creato tutto (anche il dialogo e la scienza) e che tutto dipende da Lui. Può iniziare e finire le pandemie, le guerre, le carestie come anche gli amori, il lavoro, può dominare e decidere la vita e la morte, e dal nulla può far sorgere tutto,... Dio può tutto: il suo interesse è la salvezza delle anime e usa tutte le strade, anche quelle apparentemente peggiori, per ottenere questo. Il Dialogo e la Scienza possono solo se Dio vuole. Del Dialogo e della Scienza però io non mi fido, mi puzzano di inganno, di poteri forti, e anche un po' di zolfo. Mi puzzano di "questo mondo", di cui Gesù disse di diffidare, di un mondo senza Dio, liberato finalmente da Dio. Io invece mi fido ancora di Dio, quello unico e vero, quello di Gesù, dello Spirito Santo e della Madonna, come pure del beato Pier Giorgio Frassati, di San Giuseppe, di Padre Pio, di San Giuda, di Santa Teresa, di San Filippo Neri, di Santa Lucia, di San Pietro, di San Simone, del beato Pio IX, di San Giulio, di Sant'Antonio, di San Benedetto da Norcia, di San Giovanni, di tutti gli altri e anche 
delle anime del Purgatorio. Ho un esercito imbattibile con me, siamo un esercito imbattibile. In questa situazione mi può interessare il Dialogo e la Scienza? Non sarei un matto a convertirmi a loro?

Il Pio

 


Le vecchie coi rosari in mano.


E’ vero… Però c’è anche da dire una cosa. Fino a quando c’erano le vecchie che, con la corona in mano, recitavano il rosario in latino, senza capire minimamente una parola, a pappardella cioè, la Chiesa era solida, produceva infiniti frutti, piccoli e grandi, le vocazioni erano considerevoli, i santi crescevano in numero esponenziale. E il popolo era cristiano, difendeva la sua fede e la Sua Chiesa come fosse parte del proprio corpo. Ed è stato così fino a poco fa. Ora purtroppo quelle vecchie, sempre presenti e attive a milioni da secoli nella Chiesa, che spesso dicevano il rosario fino ad un secondo prima di morire, non ci sono più, le ultime di loro che tenevano ancora stretta la corona in mano, non l’hanno potuta passare alle nuove generazioni, perchè queste non l’hanno voluta ricevere, non era forse di moda, c'erano altre cose da seguire; il risultato è che queste non recitano il rosario come quelle precedenti, in compenso vedono i telefilm, non parlano della fede, ma solo di cose politicamente corrette, ove non pericolose per la gioventù. Guarda caso: adesso le preghiere e le sante messe sono tutte in italiano e si capisce tutto: nessuno ripete più a pappardella. Ciò nonostante ci troviamo le vocazioni al lumicino, seminari vuoti, sacerdoti infedeli, chiese semi vuote, scarsissime opere, pochissimi pregano con costanza e pochissimi conoscono un po' di catechismo, e infine una crisi impressionante. Non esiste più una fede che giudica la vita e la realtà. Questo vorrà dire qualcosa? Sarà successo qualcosa? Forse non ci sono più quelle vecchie con la corona in mano che quotidianamente recitavano il rosario in massa e a pappardella? Ma il fatto è anche che Dio non guarda se capiamo le parole con cui preghiamo, o se ci distraiamo, ma guarda il cuore e la fede con cui preghiamo. Così come ha sempre guardato il cuore e la fede di quelle vecchie.

Il Pio

La ciabatta della mamma




Bisogna pur fare una scala di valori. Facciamo l’esempio dell’educazione: prima l’elemento preponderante era la "ciabatta della mamma"; oggi il giovane deve essere libero di fare tutto ciò che il suo istinto gli detta e deve sempre essere appoggiato dai genitori in tutto quello che fa, contro tutti, maestre e insegnanti compresi. Facciamo un raffronto fra gli uomini di cento anni fa e gli uomini di oggi e possiamo fare quella scala di valori. Un altro esempio, per 1950 anni il cristiano ha abbellito i luoghi dove viveva, ha costruito opere sensazionali nel mondo senza mai aspettare lo Stato, ha realizzato un'umanità bella, ha inventato cibi buonissimi, ha mantenuto ferma per tutta la vita la dottrina e la Tradizione cristiana... Poi è arrivato il cristianesimo moderno, quello aperto al mondo di oggi. Fate voi dunque, la scala di valori in questa situazione, perchè a me viene da piangere. 
Ma facciamo un ultimo esempio. Prendiamo le notizie che vengono date dai TG nazionali. Partendo dal presupposto che questi non ci propinino mai fake news, troviamo però spessissimo ampi spazi dedicati a notizie assolutamente frivole: la VIP che si è rotta l’infradito o ha la cellulite, il VIP che ha cambiato fidanzata, il nobile che ha preso la multa, il VIP che ha litigato con la VIP, il VIP e la VIP che fanno ginnastica, e poi almeno due volte all'anno la notizia che d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo e di fare attenzione durante i saldi… tutte con lunghi servizi; e verrebbe da dire: “ma che me ne importa?”. Ma il peggio è che per fare spazio a queste “importantissime” notizie, spesso non vengono quasi mai comunicate delle altre, a mio avviso un po’ più da telegiornale nazionale  e un po' più importanti. Ad esempio: ragazze rapite in Nigeria, continui massacri di cristiani per opera di guerrieri islamici, chiese e ospedali bruciati, gente costretta a scappare dalla propria casa per non essere ammazzata,… e per loro nessun aiuto, nemmeno il sostegno di una notizia dedicata a loro, nemmeno il conforto di una preghiera! Anche qui qualcuno ha fatto una sua scala di valori. Noi però, cerchiamo di fare la nostra, quella giusta.

Il Pio

Notizia flash

Ecco come Franceschini spera di riaprire cinema e teatri il 27 marzo

di Viola Giannoli

(reuters)

Biglietti nominali, mascherine obbligatorie, niente pop corn e posti distanziati. Resta la preoccupazione per le varianti. Ipotesi di estendere al weekend il ritorno alle visite nei musei

(Tratto da Repubblica del 25/2/2021).


La fonte è autorevole, certo non posso avere la certezza della notizia.Però... Evidentemente il Covid si combatte anche non mangiando i pop corn al cinema. Ma solo al cinema.

365 giorni all’anno


 
Il mondo ha sempre passato momenti brutti. Anche l’Italia. Anche adesso la nostra Patria sta passando un momento brutto. Lo Stato non si sa da che parte sta. La Chiesa non si sa che cosa dice. Sempre più cittadini perdono lavoro e il lavoro ce n’è sempre di meno. Non funziona niente. Tutto è opinabile. Il popolo non conta nulla. La corruzione sta a livelli altissimi e a tutti i livelli… solo per accennare ai fatti più comuni. A fronte di questo massacro si trova un popolo diviso, inerte, come morto. Un popolo che sì reagisce ed anche violentemente se il supermercato gli fa pagare 1 centesimo per un sacchetto, ma subisce senza fiatare una tassazione di oltre il 40%. Pensiamo poi che la cosa più giusta da fare per essere italiani, è quella di vedere le trasmissioni della TV dove ci sono i politici che fanno promesse esclusivamente elettorali (365 giorni all’anno: loro sono sempre in campagna elettorale), che dicono seriamente “adesso è ora delle riforme” e poi litigano come ubriaconi con gli avversari, senza far capire nulla e comunque senza concludere nulla. E non concludono nulla (365 giorni all’anno). E noi là a discutere e ragionare su quello che hanno detto e a fare il tifo: “questo è bravo, quello è un imbecille”. Ma fino a che noi, povero popolo, litighiamo tra di noi per sostenere se è meglio Zingaretti, Berlusconi, Meloni, Di Maio, Salvini, Renzi… staremo sempre peggio e non otterremo nulla per l'Italia. Un popolo diviso è facilmente dominabile, tassabile, assoggettabile... Al politico lo muove solo la Poltrona e per questa farebbe qualunque cosa. A noi cosa ci muove e per caso ci vengono parenti, amici, quelli là? Ma lasciamoli perdere, tanto a loro non gliene importa nulla di noi, anche se parlano bene, esprimono bene i desideri del nostro cuore, oppure ci trovano un posto di lavoro in una Pubblica amministrazione (che tanto paga il popolo con altre tasse). Se fossimo un popolo, il Potere avrebbe un po’ più difficoltà a infinocchiarci. Se avessimo più dignità e avessimo una fede in Gesù salda, qualcosa potrebbe cambiare.

Il Pio

Que soy era Immaculada Councepciou.


Una delle virtù più grandi e più note di Maria Santissima è quella dell’umiltà. Maria è l’Immacolata Concezione cioè è nata, anzi è stata concepita, senza peccato originale, non ha mai avuto questo peccato. Noi sì, tutti quanti e sin dall'inizio: ci siamo nati con quello. Non è questo un peccato di commissione, ma di contrazione, l’abbiamo cioè contratto in quanto figli di Adamo e Eva, a seguito del loro peccato di disobbedienza a Dio. La loro natura che infatti era divenuta—per una loro scelta personale—ribelle a Dio, è anche diventata un “vizio di fabbrica” per tutti gli uomini. Le conseguenze del peccato originale sono per ognuno la “privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, tutte le miserie di questa vita, e infine la morte (Catechismo Maggiore di San Pio X, n.64)”. Prima delle malefatte dei progenitori, tutte queste situazioni non ce le avevamo. E’ vero, il battesimo perdona, cancella la colpa di questo peccato, gli altri sacramenti ne contengono gli effetti, ma la tendenza al male indomita cova sempre dentro il nostro cuore, ci resta cioè per tutta la vita. Come San Paolo ogni giorno dovremo dire “ho combattuto la buona battaglia ho conservato la fede (2Timoteo 4,6-8)”. Il combattimento quotidiano contro noi stessi e le malvagie inclinazioni lo dobbiamo sempre esercitare, per sperare di andare in Paradiso. E poi dobbiamo chiedere la Grazia senza la quale non salviamo di sicuro. Maria dunque non ha mai avuto il peccato originale per grazia divina, visto Chi doveva accogliere. Ed era umile. Mi viene allora da pensare che la virtù particolare che ci serve contro le inclinazioni al male e il peggio del nostro piccolo cuore, sia proprio l’umiltà, forse sopra tutte le altre.

Il Pio

 

 

Guerre, carestie, epidemie.

Bisogna sapere cosa pensa il “nemico”. Thomas Robert Malthus, era un economista inglese vissuto tra il settecento e l’ottocento, già parroco della Chiesa d’Inghilterra che realizzò una particolare teoria. Lui, al fine di evitare il deterioramento dell'ecosistema terrestre e l'erosione delle risorse naturali non rinnovabili, proponeva un rigoroso controllo delle nascite e auspicava il ricorso a strumenti tali a disincentivare la natalità o a ridurre la popolazione. L’umanità per lui aveva davanti un destino di stenti e miseria, se non si poneva un freno alla crescita demografica. Secondo Malthus infatti, la crescita demografica non è ricchezza per lo Stato. Malthus afferma che mentre la crescita della popolazione è geometrica, quella dei mezzi di sussistenza è solo aritmetica. Una tale diversa progressione condurrebbe a uno squilibrio tra risorse disponibili, in particolar modo quelle alimentari, e capacità di soddisfare una sempre maggiore crescita demografica. La produzione delle risorse non potrà sostenere la crescita della popolazione: una sempre maggiore presenza di esseri umani produrrà, proporzionalmente, una sempre minore disponibilità di risorse sufficienti a sfamarli. Avendo inoltre notato che sono i più poveri a fare più figli, propose che il governo invitasse i giovani a ritardare l’età del matrimonio e si sforzasse di diffondere tra gli strati sociali più bassi la coscienza del danno che una prole numerosa recava alle famiglie e all’intera comunità. Altrimenti tutto questo può portare, secondo Malthus, a un progressivo immiserimento della popolazione. L’economista inglese ritiene che per prevenire tale povertà possono essere efficaci freni "preventivi" (ovvero freni che agiscono ex ante prevenendo l'abnorme sviluppo demografico) che pongano impedimenti morali alla riproduzione (come il posticipo dell'età matrimoniale e la castità prematrimoniale, ad esempio se un povero ha solo un salario di sussistenza non deve fare i figli) oppure freni “repressivi” (come le guerre, carestie e epidemie). Per Malthus come si vede, la Provvidenza di Dio (sempre presente nel mondo) e l’inventiva umana (che ha illuminato tutto il cammino dell’umanità) non entravano in nessun modo in questo meccanismo matematico, grigio e senza speranza. Torniamo ai nostri giorni. Perchè questa è anche la teoria che è nei cervelli dei potenti del mondo. Pensate un attimo a quello che ci viene imposto e valutate voi se non è così. Andate a leggere cosa dicono i più ricchi del mondo. Ma arriverà prima o poi anche per loro la Giustizia di Dio anche se non ci credono.


Il Pio


Libera nos Domine!


 
Mi pare che le preghiere moderne non siano poi tanto belle. Certo una preghiera non deve essere bella, non è un quadro, è vero, però anche il cuore e il cervello vogliono la loro parte: l'uomo è composto da cuore e cervello e il sentimentalismo serve a poco quando non gli fa danni. Essendo inoltre una supplica a Dio (direttamente o per il tramite dei santi) deve essere cortese, semplice, deve chiedere cose importanti per noi o per altri, per la nostra salvezza o per quella di altri. Si può pregare anche per l’Italia e per la Chiesa. Per le persone in pericolo… E deve anche essere un mezzo per ringraziarLo frequentemente di tutto quello che ci ha dato e che ci dà. Invece dopo aver letto le preghiere moderne mi rimane poco, molto sentimentalismo, molto spiritualismo e poca sostanza. E il cristianesimo, religione umana e concreta, si allena anche con la sostanza (quasi per niente con lo spiritualismo e il sentimentalismo). Quelle di ieri invece hanno dentro tutta un’altra energia, contengono in poche righe tutto il discorso della salvezza delle anime, della dannazione eterna, del perdono dei peccati, dei bisogni temporali e spirituali... Quando mai avete letto di tutto ciò, oggi? Per far capire come ragionavano i cristiani almeno fino ai primi anni del 1900 propongo alla vostra attenzione due articoli del Catechismo Maggiore di San Pio X. « 79 D. Che cosa si fa dalla Chiesa nel giorno di S. Marco e ne' tre giorni delle Rogazioni minori? R. Nei giorni di S. Marco e ne' tre giorni delle Rogazioni minori si fanno dalla Chiesa processioni e preghiere solenni per placare Iddio, e renderlo a noi propizio affinché ci perdoni i peccati, tenga da noi lontani i suoi castighi, benedica i frutti della terra che cominciano a mostrarsi, e provveda ai nostri bisogni si spirituali che temporali». «80 D. Le processioni di S. Marco e delle Rogazioni sono esse antiche? R. Le processioni di S. Marco e delle Rogazioni sono antichissime, e il popolo soleva concorrervi a piedi scalzi con vero spirito di penitenza ed in grandissimo numero, lasciando ogni altra occupazione per intervenirvi». Questi erano i sacerdoti e i cristiani per secoli (si dice che queste risalgano ai primi secoli del cristianesimo). Purtroppo non mi risulta che le processioni e le rogazioni si facciano ancora oppure si fanno raramente. Però è un peccato. Abbiamo perso un’altra perla preziosa.

Però qualcosa potremmo fare noi:

A fulgure et tempestate... Libera nos Domine!...
...A flagello terraemotus... Libera nos Domine!...
...A peste, fame et bello... Libera nos Domine!...
...Ut fructus terrae dare et conservare digneris... Te rogamus, audi nos!
...Ut pacem nobis dones.Te rogamus audi nos!...

«Senza dire nulla»


Come molti sanno la Quaresima inizia col Mercoledì delle Ceneri. Mi ha sempre fatto tanto effetto questo rito antichissimo. Il sacerdote impone un po’ di cenere sul capo di ogni fedele e ricorda a ciascuno che è polvere e che in polvere ritornerà oppure che bisogna convertirsi e credere al vangelo. Ricordarsi di essere polvere e che oggi ci siamo e domani no, che rischiamo di finire all’Inferno se conduciamo una vita frivola, fa molto bene alla nostra vita: ci toglie tanta astrattezza, l’attrazione per le cose futili e caduche, ci ridimensiona e ci fa attaccare maggiormente a Gesù e alle cose eterne. Poi già il giorno dopo ci dimentichiamo più meno tutto, ma ogni anno la Chiesa ce lo ricorda (dovrebbe ricordarlo più spesso, ma pare che così facendo si perderebbero i fedeli). E così è stato ogni anno, da secoli... Ma ora è arrivato il Covid anche per i riti secolari della Chiesa, anche per le Ceneri. La Congregazione per il Culto Divino infatti e la Disciplina dei Sacramenti ha reso note le disposizioni cui dovranno attenersi i celebranti nel rito di imposizione delle Ceneri. «Dopo aver benedetto le ceneri e averle asperse con l’acqua benedetta, il sacerdote – viene stabilito – si rivolge ai presenti recitando “una volta sola per tutti la formula come nel Messale Romano: “Convertitevi e credete al Vangelo”, oppure: “Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai”. Quindi, proseguono le disposizioni, “il sacerdote asterge le mani e indossa la mascherina a protezione di naso e bocca, poi impone le ceneri a quanti si avvicinano a lui o, se opportuno, egli stesso si avvicina a quanti stanno in piedi al loro posto”. Il sacerdote, conclude la disposizione, “prende le ceneri e le lascia cadere sul capo di ciascuno, senza dire nulla”. Sembra di leggere la freddezza lontana di un DPCM. "Senza dire nulla": eppure quando i sacerdoti danno la comunione dicono a tutti “Corpo di Cristo” senza problema, invece per le Ceneri… “Senza dire nulla”; pare che il discorso non sia più personale, ma di gruppo, eppure davanti al Tribunale di Dio ci si finisce da soli e non in gruppo. "Senza dire nulla" proprio come non si parla più dei Novissimi (Morte, giudizio, Inferno, Paradiso) e del peccato. “Senza dire nulla”, mi viene da dire, e il Signore mi perdoni, che questo è proprio in linea con il cristianesimo moderno e modernista, progressista e buonista, che deve tacere Cristo, per dialogare con tutti gli altri.

Caino


Ci sono delle frasi che misteriosamente, fin dalla prima volta che l’abbiamo ascoltate, ci sono sembrate “oro colato” e per tali le abbiamo sempre intese e le intendiamo. Forse per un senso di ecologismo, di buonismo, di pacifismo,… chissà? Ormai il lavaggio del nostro cervello è arrivato quasi alla fine. Ma è un brutto segno. Per esempio. “viviamo tutti al di sopra delle nostre possibilità”. Fate caso però a chi dice questa incontestabile Verità: sono quelli strapagati, con posti incredibili, che nessuno tocca, che spesso non hanno mai fatto nulla nella vita, che altrettanto spesso sanno solo combinare danni (agli altri). Vivono come Faraoni e hanno un impatto ecologico gravissimo (a voler tacere di tant’altro). E loro dicono così a noi. A noi che ci crediamo e abbassiamo la testa in segno di vergogna. Parliamo ora di Caino. Caino era il figlio di Adamo e Eva e fratello di Abele. “…Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto”. Il Signore cercò di consolare Caino vedendolo intristito: “«Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo» (…). “Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» (Genesi 4, 3-9)”. Caino dunque con un inganno uccise suo fratello per motivi futili, non accetta il consiglio di Dio e Gli risponde pure arrogante e sprezzante. Perché mai allora, la giustizia umana dovrebbe perdonare Caino? Quanta gente parteggia anche oggi per Caino? Abbiamo perso la dignità (il self respect) e il senso della giustizia, non abbiamo più Valori fondamentali, né Ideali, ma solo ideologie minime, liquide e temporanee che altri tra l’altro, ci hanno imposto. Siamo deboli. Come prima cosa dovremmo imparare a chiamare “buffoni” quelli che lo sono e le cose col loro nome. Ma soprattutto dovremmo tornare a seguire Gesù per essere nuovamente uomini liberi, dunque schiavi di niente e di nessuno, né del dio denaro, del dio potere, del dio lussuria, del dio politica e tantomeno di altri schiavi con più denaro in tasca o dalle belle parole.


Il Pio

Io distruggerò la vostra Chiesa

 


«Io distruggerò la vostra Chiesa», disse Napoleone al cardinale Consalvi. «Maestà, sono venti secoli che noi stessi cerchiamo di fare questo e non ci siamo riusciti», rispose il Segretario di Stato di Pio VII.

Non accadrà mai nulla



“I concittadini colpiti non saranno mai lasciati soli e avranno sempre accanto la solidarietà delle Istituzioni” disse un importante uomo politico all’indomani del terribile terremoto in Umbria del 2016. Da quello che so, da allora sono passati quattro governi di diverso colore politico e altrettanti commissari, ma poco o nulla è cambiato.... Alla faccia dunque delle Istituzioni vicini e solidali col popolo. A questo si aggiunga gli sms solidali che moltissimi italiani hanno inviato per donare soldi; soldi che pare non siano mai arrivati a destino (si sono fermati prima, probabilmente). Per me questa è la prova provata di quanto noi italiani, povero popolo, siamo abbandonati, siamo soli: nessuno ci aiuta e nessuno ci difende. E’ sempre così. Le Istituzioni hanno spesso altro a cui pensare, loro devono litigare per come spartirsi il potere e per questo motivo compiono atti inspiegabili, imprevedibili, illogici, distruttivi talvolta, che tra l’altro vanno spesso a sfavore del popolo, ma in effetti giusti solo sulla base della logica (illogica) della politica. Sappiamolo. Nonostante questo ci sono ancora italiani (e sono molti purtroppo) che si arrovellano per la politica, che litigano per essa con gli amici che così diventano nemici perchè dell’altra parte. Ma l'una e l'altra parte vedono il cittadino solo in quanto elettore e basta. Dobbiamo sempre tenere a mente che tutti noi popolani siamo sulla stessa identica barca, abbandonata dal comandante e dai suoi ufficiali (che continuano comunque a ricevere lo stipendio da comandante e da ufficiali oltre alla pensione). Ci restano pur sempre i mozzi e su quelli forse potremmo riuscire a contare per far navigare la barca. Noi però possiamo sempre non puntellare più questa politica maledetta, sempre nei limiti del legale ovviamente. E questo potrebbe anche essere un terremoto, ma non della terra che è sentito solo dal popolo, ma uno 
 tale che possono sentire solo i politici. Ma siccome il politico doc non sente minimamente la voce e soprattutto il volere del popolo, e fa solo quello che il partito vuole, succederà che anche così non accadrà nulla. Signore abbi pietà dell'Italia. 

Il Pio 

Anche io voglio essere ultra!

  Caro me stesso, negli ultimi giorni siamo stati sommersi da dibattiti e discussioni scaturite dalle frasi che  avrebbe detto  durante un g...