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Divide et impera


 Devo dirvi la verità, questa situazione un po’ mi preoccupa. Partiamo prima di tutto da un punto fermo e ineccepibile: il vaccino anticovid non è sicuro al 100% non è certo cioè che non fa infettare, né tantomeno che non ti ammazza lui stesso. Secondo punto, noi siamo cavie propriamente dette, obbligate a esserlo contro ogni diritto umano, ma a nostro rischio. Tant’è che né lo Stato, né l’ospedale, né i medici, né gli infermieri, né tanto meno le Case farmaceutiche (che lo hanno prodotto in tempi brevissimi, senza testarlo, se non su di noi),… nessuno insomma è responsabile delle conseguenze provocate al cittadino dal vaccino. Cioè lo devi fare, sennò ti puniamo, ma tutto quello che ti succede è a carico tuo. Già solo questo piccolo controsenso dovrebbe far pensare a che punto siamo. Ma quello che mi impressiona di più, sono i toni di disprezzo che usano gli
 intellettuali, le Alte sfere dello Stato e del giornalismo di Stato contro i non vaccinati. Sorci, assassini, poltiglia verde, da prendere per il collo, "devono morire come le mosche", distruttori dell’economica, egoisti, untori, riottosi, “bisogna scovare i no vax”, “non devono andare al supermercato”, " non devono uscire di casa", "l’aumento del covid è solo per colpa loro",… e peggio dicendo. Sinceramente in tutta la mia vita non ho mai sentito un odio del genere forse secondo solo a quello che scorreva nel '68. Alcune di queste e altre espressioni non sono ragionevoli o logiche, se ci pensate un attimo. Vero è che alla fine sono riusciti a dividerci e un popolo diviso, si domina molto facilmente (divide et impera, dicevano gli antichi romani, certamente esperti in materia). Io sinceramente però più che attaccare il mio “compaesano” o il mio "compatriota”, (stiamo nella stessa trincea in fin dei conti e ci stanno rovinando) mi arrabbierei molto di più con lo Stato che in tempo di una terribile e opprimente crisi economica, con famiglie senza soldi, aziende chiuse,… mette a fare consulenti (i ministeri sono già strapieni di consulenti ben pagati) con stipendi spaventosi, gente che solo poco tempo fa ha fatto enormi danni alla nostra Patria (e oggi non sembra cambiata nemmeno un po’), oppure che impone il green pass ai cittadini (alla plebe, cioè), ma non lo vuole assolutamente vedere in Parlamento (e perché, poi?... Ma si può intuire). (Ma si sono vaccinati tutti i Parlamentari, i ministri, i politici... che sbraitano tanto?). Se continua così i yes vax, i no vax e i free vax si scanneranno l’un l’altro (sempre alla luce degli effetti del divide et impera). E alla fine probabilmente chi guadagnerà molto da tutto ciò saranno: le Case farmaceutiche, le Banche, l’Europa, alcuni politici, alcuni consulenti,… E ci rimetterà conseguentemente, il popolo che non conta nulla né per lo Stato, né per l’Europa, né per le Banche, né… Forse anziché seguire come sempre la propria “pancia” (cioè l’istinto peggiore, la folla, gli urli più forti e gli slogan,…) è il momento di seguire la realtà e la ragione che in quanto tale è apolitica (in quanto la politica non è affatto ragionevole). E questa strada, dove ci porterà alla fine? Tanto per la cronaca e soprattutto per non vedermi linciato dai Guardiani della rivoluzione salutare, se magari mangio un panino seduto al bar vi dichiaro sotto la mia responsabilità che il covid l'ho preso, sono finito in ospedale in terapia semi intensiva con polmonite bilaterale interstiziale e scusate se non ci sono rimasto, e sono in possesso del green pass almeno per sei mesi. Distinti saluti. 

Il Pio

P.S. proprio dopo l'invio di questo post ho visto una trasmissione su rete nazionale, in cui se ne sono dette di tutti i colori (conduttrice compresa) contro quelli che temono di vaccinarsi. Un ex sindaco ha pure detto che sono solo i no vax a usare un linguaggio sempre violento e prepotente (?). Valutate voi la situazione e se non è vero che il Potere usa come sempre le armi più potenti e infide contro i deboli che si permettono, pur essendo solo mezze calzette, di andare contro di lui. 

Stiamo all"erta.


"Appello a non vaccinarsi è un appello a morire". Lo ha detto il premier Mario Draghi il 22 luglio scorso, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l'approvazione delle nuove misure anti Covid. 

Bene...

A parte che uno potrebbe morire anche da vaccinato, sia a causa del vaccino stesso che per le varianti del covid19 che non sono coperte, senza pensare alle possibili conseguenze che ci possono succedere nei prossimi anni, mi sembra però che i toni che si usano siano sempre più eccessivi e esagerati. E vengono da persone di cui gran parte del popolo non ha la minima stima. E purtroppo sono gli altolocati ad averne. La domanda allora è: "ma dove ci vogliono portare?".

Stiamo all'erta. Rischiamo che una fazione picchi quell'altra per l'odio che stanno fomentando. Viviamo un periodo pieno di nebbia (artificiale) e potremmo trovarci dove non volevamo andare. Stiamo all'erta! 

Il Pio

Ero sempre con te!



«... Così, ricoperto appena da un rude panno, Antonio si rifugiò in un’antica tomba scavata nella roccia di una collina, intorno al villaggio di Coma. Un amico gli portava ogni tanto un po’ di pane; per il resto, si doveva arrangiare con frutti di bosco e le erbe dei campi.In questo luogo, alle prime tentazioni subentrarono terrificanti visioni e frastuoni. In più, attraversò un periodo di terribile oscurità spirituale: lo superò perseverando nella fede, compiendo giorno per giorno la volontà di Dio, come gli avevano insegnato i suoi maestri.
Quando alla fine Cristo gli si rivelò l’eremita chiese: «Dov’eri? Perché non sei apparso fin da principio per far cessare le mie sofferenze?». Si sentì rispondere: «Antonio, io ero qui con te e assistevo alla tua lotta…».

***

Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore.

(da www.santiebeati.it)

Yes vax e free vax






Ci sono ormai due partiti in Italia, ma non politici, spontanei se si può dire: il  primo è quello dei yes vax e l'altro è quello dei free vax. I componenti del primo considerano quelli del secondo pessimi e con toni sempre più violenti e accesi, dicono che limitano la libertà di tutti gli altri. I free vax vogliono il vaccino, sì, ma per chi vuole riceverlo, insomma libero, non vogliono essere cavie, hanno paura delle conseguenze e soprattutto non si fidano né dei politici né delle case farmaceutiche che non pensano certo al bene dell'umanità. Certo che dei due quelli che stanno peggio sono i free vax, che vengono dai primi considerati untori da ricercare, che rischiano il licenziamento e addirittura di non poter entrare nei supermercati, il tutto, va detto, con la complicità dei mass media che usano spesso toni che aizzano e non che portano alla calma come deve essere in un momento di nebbia. 
E così oltre a terrorizzarci ci hanno anche diviso nettamente, l'uno quasi ammazzerebbe l'altro, e questo mi fa andare con la mente a come dicevano gli antichi romani "divide et impera  (*) (dividi e governa)". Va anche detto che esperti e scienziati esprimono sull'argomento principi diametralmente opposti, fonte di immensa confusione per la povera gente: chi ha ragione? E questo in una società che ha da tempo licenziato Dio e messo la Scienza sul Trono più alto tra le divinità mondane, Colei cioè che è riferimento di tutto e a cui solo il misero mortale può fare capo, non è una cosa che aiuta a vivere bene e a capire meglio la situazione. Forse è il caso di tornare a Dio e a puntare più sulla Sua Divina Provvidenza.

Il Pio


E guarda caso...

(*) Da Wikipedia: Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā (letteralmente «dividi e comanda») è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di un'autorità qualsiasi per controllare e governare il popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie.

Un attacco alla giugolare!


Molti anni fa partecipavo a un Sinodo diocesano. Ad un certo punto un relatore tra tanti, fa un intervento e dice che secondo lui la messa in rito antico (quella così detta tridentina o in latino) dovrebbe essere valorizzata, perchè porta buoni frutti a tutti. Tantissimi giovani ad esempio oggi la stanno apprezzando. La messa tridentina si diceva fino al 1970 (se non ricordo male) ma da cinquecento anni e forse più ininterrottamente, nella stessa identica maniera, in tutto il mondo; la maggior parte dei santi della Chiesa è divenuto tale partecipando a questa messa. Quel relatore non aveva finito il suo intervento che diversi sacerdoti e laici si sono scagliati contro di lui e con voce grossa e piena di ira (stavamo dentro la Cattedrale) gli hanno detto che non poteva dire quelle cose e poco ci è mancato che non lo buttassero fuori di peso. Pensate che aveva parlato prima di lui, uno che era stato soprannominato Che Guevara per la sua posizione politica e per quello che diceva, ma a cui nessuno aveva mai detto nulla, per rispetto e democrazia. Domanda: ma "democrazia" di cui i cristiani moderni si riempiono sempre la bocca (anche se questo in verità, non è un principio propriamente cristiano: Gesù è morto democraticamente e Lui non ha voluto una Chiesa democratica: "Tu es Petrus...") vale solo per certuni, possibilmente solo se progressisti? E "rispetto" dell' "opinione dell'altro", quel principio che a detta di molti "fa crescere", deriva dal "guardare alle cose che ci uniscono e non a quelle che ci dividono", come deve essere declinato oggi? Fatevi voi un'idea della situazione odierna. Anche della messa tridentina. 

Il Pio 

A Maronn ci accumpagn! Anche nella distopia


 Oggi sono stato colpito da una distopia fulminante bilaterale sinistra (non nel senso del lato del cuore, o politico, ma in quello di lugubre). Pertanto sono preso dal furore di scrivere immaginando il futuro,  partendo da fatti che stanno avvenendo e lanciando liberamente la fantasia al galoppo più  sfrenato. Dunque si inizia dalla cronaca,  dalla storia, poi si scatena la fantasia. Nei Paesi dove gli islamici sono la maggioranza o un numero consistente, normalmente vogliono il potere e i cittadini che non si vogliono convertire, non vivono proprio bene. Le case gli vengono bruciate, talvolta con loro dentro, comprese le chiese, opere d'arte... e poi sequestri,  stragi, fughe, violenze.  Storia, cronaca, non razzismo (raramente si sentono questo genere di notizie). In Italia da anni ne facciamo entrare a migliaia senza un criterio né la minima cautela. nemmeno in tempi di covid 19. Il motivo di questo, per le persone normali è incomprensibile. E i civilissimi Paesi a noi confinanti li ributtano oltre confine come fossero fagotti di stracci, anche quando non sono i nostri e poi ci fanno pure la morale. Quando succederà in Italia quello che ad esempio accade oggi in Nigeria, la nobile Europa ci aiuterà o ci dirà di non fare i razzisti e di aprirci rispettosamente alle nuove istanze? O ci obbligherà a osservare i diritti dell'uomo? La chiesa progressista ci imporrà di rispettare i poveri migranti e le loro idee? La Giustizia ci manderà sotto processo se ci proviamo a difendere? Le Forze dell'ordine ce la faranno a difenderci? La classe politica da che parte starà: come sempre coi più forti o come mai coi più deboli,  comunque senza fare nulla? E i cattolici? I pochissimi che resteranno tali, dovranno difendere con la vita la fede, contro tutto e tutti. Moltissimi diverranno islamici, con piena convinzione, essi saranno i più osservanti, anche se poco prima erano quelli che odiavano la religione cattolica perché piena di regole e contro la libertà. Una parte diverrà martire, ma senza fede e dunque senza capire il perché. In Italia non resterà in piedi una sola di quelle bellezze artistiche che l'hanno contraddistinta nel mondo per millenni. Ma ve l'ho detto prima, questo è un un attacco di distopia, il resto è solo pura fantasia. Ma fantasia o non fantasia... che a Maronn ci accumpagn!

Il Pio

Battute e privacy

 Se ho capito bene lo spirito della legge sulla privacy, bisogna fare le cose in un certo modo e certe cose non si possono dire. Ora sono giorni e giorni che gli organi di informazione ci dicono che il papa è stato operato per una stenosi diverticolare sintomatica del colon. In effetti però  così facendo si sarebbero divulgati quelli che si chiamano dati sensibili. Dire papa significa rilevare le convinzioni religiose e parlare dell'operazione è far sapere lo stato di salute. È solo una battuta per passare il tempo. 

Il Pio

Idioti e imbecilli


Leggo continuamente sui social dichiarazioni di molte persone secondo le quali se l'Italia sta messa male è perché abbiamo eletto idioti e imbecilli e dunque alle prossime elezioni dovremmo fare più attenzione altrimenti siamo loro complici. Queste sono chiaramente persone che non ce la fanno proprio più a vedere la nostra povera Patria da decenni in mano a idioti e imbecilli che si mangiano tutto e che non fanno nulla di buono. In linea teorica il loro ragionamento non fa una grinza. Il fatto è però che le persone da eleggere sono solo quelle che vogliono i partiti e dentro alle loro liste spesso ci vengono messi idioti e imbecilli (se non peggio) inseriti lì per la ragion politica che nessun umano comprende. Eppure di gente brava ce n'è tanta in giro, anche onesta, buona... probabilmente per questo o non ci arrivano oppure campano poco in quell'ambiente. Solo quelli dunque, noi povero popolo possiamo eleggere e le conseguenze sono quelle di cui sopra. Il problema non si  risolve in quel modo. Bisogna ricreare un'umanità nuova. Un'umanità cristiana. 

Il Pio

Sì vaccino, no riottoso.


L’argomento è pericolosissimo, devo cercare allora di parlarne con la massima delicatezza e cautela. Premesso che “riottoso” significa “ribelle, insofferente a ogni disciplina, refrattario all'obbedienza”. Premesso che io non sono assolutamente un no vax, semmai—come dice il mio carissimo amico P.—un free vax, nel senso che questo vaccino non può e non deve essere obbligatorio a tutti, ma libero. Premesso questo. Ho sentito da una radio nazionale la notizia che mancano a vaccinarsi numerosi over 60, cioè, tra questi, i più riottosi (sic!). Il termine anzidetto non mi pare che sia stato usato in senso buono, piuttosto nella sua accezione peggiore. Come si dovesse parlare di nemici dello Stato, peggio degli  stessi terroristi, come fossero bombe batteriologiche vaganti da bloccare subito. Cosa faremo se dovessimo incontrare per strada questi spregevoli diffusori del peggiore virus di tutte le ere? Eppure tra i vaccinati ci sarebbero stati diversi morti, gente che si sarebbe trovata gli arti paralizzati, che sarebbe stata male diversi giorni, che avrebbe avuto notevoli problemi di salute (come dire: mi vaccino che sono sano come un pesce, esco...). Eppure si leggono notizie molto contrastanti sull’efficacia del vaccino, non tutti gli esperti rassicurano sulla sua efficacia, per di più ci sarebbe anche una terapia a base di farmaci contro questo virus. Eppure il vaccino non sempre coprirebbe tutti dal covid-19 e in tutte le sue varianti. Eppure si tratterebbe pur sempre di un vaccino sperimentale, fatto in pochi mesi, contro i consueti dieci anni minimi, e le cavie di conseguenza dovremmo essere tutti noi, peraltro a gratis, sotto la nostra responsabilità e a nostro rischio e pericolo. Eppure ci sarebbero anche diritti derivanti da norme internazionali. Infine, ultimo ma non ultimo, ci sarebbe da inserire in questo brutale e sicuramente errato elenco, anche l’assoluta sfiducia di molti (ma non di tutti) in quelli che ci comandano. E’ sufficiente tutto questo per avere qualche piccolo dubbio sulla convenienza di vaccinarsi, senza per questo dover essere per forza tacciati per untori, attentatori alla salute pubblica, criminali, riottosi e esposti così al linciaggio (speriamo solo) mediatico? Ma vi pare normale e soprattutto vi sembra giusto tutto ciò? C’è comunque puzza di qualcosa che assomiglia tanto alla mala fede e a secondi fini.

Il Pio

The untouchables



Anche in Italia ci sono gli untouchables cioè gli intoccabili proprio come nell’omonimo film del 1987 diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet. Ci sono gruppi di persone che oggi non si possono toccare, nemmeno menzionare, addirittura nemmeno pensare. Nel senso “chi tocca i fili muore!”. Persone che possono fare e dire quello che vogliono, ma non permettono a nessuno di dire loro nulla. Con l'appoggio ovviamente di persone che stanno nei posti giusti. Ad esempio in una rappresentazione teatrale (peraltro sovvenzionata con i soldi pubblici) un soggetto travestito da Gesù sta piegato e dietro un altro mascherato da soldato romano, gli appoggia sul fondoschiena la croce per lungo, con espressioni del volto molto significative. Questa è Arte “laicamente sacra” e come tale non si può discutere (e guai a chi lo fa!). Invece se in una rappresentazione “religiosamente sacra” uno dicesse che un figlio nasce da un padre e da una madre questa invece sarebbe una terribile offesa degna dell'odio popolare e delle peggiori punizioni. Se un uomo di colore venisse picchiato, questo fatto sarebbe giustamente un brutale razzismo e se ne parlerebbe per giorni, ma se un uomo di colore minacciasse di morte con un coltello alcuni poliziotti, questi verrebbero messi sotto processo se malauguratamente venisse loro pensato di difendersi. Se un’attrice di ottanta anni, vedendo una sua foto di lei da giovane dicesse “qui sembro una negra” riceverebbe immediatamente—per quella sola parola—numerosissimi insulti e minacce, finirebbe sui giornali e sulla TV per giorni, vedrebbe tutti gli amici dissociarsi da lei e dovrebbe chiedere pubblicamente scusa. Ebbene tutto questo non è normale. Ho capito che la normalità oggi è un disvalore, anzi  qualcosa che non esiste in quanto fonte di razzismo. Però tutto ciò non è normale lo stesso. Questo modo di pensare di oggi così comune, radicato e profondo non è iniziato all’improvviso in questi ultimi tempi, ma è frutto di un lentissimo processo incominciato tantissimo tempo fa dai potenti del mondo che avevano chiaro in mente dove arrivare, continuato poi dai successori, che per questo hanno iniziato a gettare questi semi, pian pianino, prima uno alla volta, poi due alla volta e poi tre alla volta, poi cinque, sette, cento, centomila… e ancora di più, sempre di più con il metodo di Mitridate che per paura di essere avvelenato, si volle immunizzare ai veleni tramite l'assunzione costante di dosi sempre maggiori degli stessi. Un po’ alla volta, ma sempre di più, per realizzare un progetto che piace solo a loro e che ci distruggerà umanamente e forse anche fisicamente. Tranquilli: non ci difenderà nessuno. L’importante però è conservare intatta la fede, anche per le prossime generazioni. Solo la fede ci darà libertà anche se fossimo in carcere.

Il Pio


Giuramento di Ippocrate

 



Giuramento di Ippocrate (testo antico)

"Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dèi tutti e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto: di stimare il mio maestro di questa arte come mio padre e di vivere insieme a lui e di soccorrerlo se ha bisogno e che considererò i suoi figli come fratelli e insegnerò quest'arte, se essi desiderano apprenderla; di rendere partecipi dei precetti e degli insegnamenti orali e di ogni altra dottrina i miei figli e i figli del mio maestro e gli allievi legati da un contratto e vincolati dal giuramento del medico, ma nessun altro.

Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa.

Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, nè suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.

Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte. Non opererò coloro che soffrono del male della pietra, ma mi rivolgerò a coloro che sono esperti di questa attività.

In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l'altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.

Ciò che io possa vedere o sentire durante il mio esercizio o anche fuori dell'esercizio sulla vita degli uomini, tacerò ciò che non è necessario sia divulgato, ritenendo come un segreto cose simili.

E a me, dunque, che adempio un tale giuramento e non lo calpesto, sia concesso di godere della vita e dell'arte, onorato degli uomini tutti per sempre; mi accada il contrario se lo violo e se spergiuro"
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(tratto da https://www.ordinemedicinapoli.it in cui troverete anche il testo moderno)


Il Giuramento di Ippocrate viene prestato dai medici prima di iniziare la professione. Prende il nome da Ippocrate, nativo di Coo (Isola greca) a cui il testo del giuramento è attribuito; la data di composizione non è definita, ma pare non preceda il IV secolo a.C. Il giuramento d'Ippocrate è un testo scritto dal maestro di Coo per definire i requisiti necessari per entrare nella sua scuola e praticare l'arte medica. Vista la data di edizione, in questo giuramento non c'è nulla di Chiesa, di cristianesimo, di dottrina o catechismo... E' stato pensato e scritto in epoca pagana e per una società pagana (il cui ritorno oggi molti auspicano) ma che non lo ha sentito come un'ingerenza. Eppure si chiede ai medici di non procurare un aborto (anche a quei tempi c'erano—il mondo è sempre lo stesso—ma c'era anche chi li riteneva immorali e chiedeva di non farli); ai medici si chiede anche di non dare un farmaco mortale per procurare quello che oggi si chiama un suicidio assistito (si vede che pure nel IV secolo a.C. ce n'erano, ma c'era anche chi non riteneva giusto farli). Il cuore dell'uomo è forse lo stesso in ogni epoca e in ogni luogo. Tutti questi aspetti potrebbero far pensare. (Il Pio).

A Maronn v'accumpagn!

 


"A MARONN V'ACCUMPAGN"

A Napoli il re Ferdinando voleva illuminare la città così decise di mettere ad ogni angolo di strada delle lanterne ad olio. Così fece, ma i napoletani le rubarono. Un giorno si recò da un abate a Sant'Anastasia e si confessò. Durante la confessione si lamentò di quanto accaduto e l'abate disse: non ti preoccupare..fidati di me e fai come ti dico. Metti ad ogni angolo di strada una edicola con la Madonna e con la lanterna. Ferdinando così fece e sapete cosa accadde? Non solo i napoletani non rubavano le lampade, ma mettevano anche candele ecc...così le strade si illuminarono ed il problema fu risolto. Le persone quando uscivano di notte seguivano le luci delle Madonne e così nacque il modo di dire: a Maronna t'accumpagn. Fratelli e sorelle, ogni tanto, facciamo lavorare loro, abbandoniamoci e confidiamo nel Signore ed in Maria. A Maronn vi accompagni in questa giornata...baci a tutti. Da un mio amico sacerdote.

(di Paolo Cibelli, tratto Facebook- San Giovanni Bosco)

Non so se la storia raccontata sia vera, però è sicuramente verosimile. Comunque. Conoscendo come fosse il Sentimento comune, il Senso religioso che aveva il popolo in passato per me è tutto vero. Come dire: è proprio così. 
Il Pio 

Laico e non confessionale


Recentemente un’importantissima persona ha detto in Parlamento che l’Italia è uno Stato Laico e non confessionale (non ha cioè una religione di Stato). Nessuno mi pare aveva messo in dubbio questo. Nessuno aveva nemmeno posto questa domanda, se non erro. In effetti ha fatto un po’ di scalpore un’esternazione del genere. A me poi, è sembrato come se essa provenisse direttamente dal 1800, ma è stata la prima impressione, un’impressione a caldo. Eppure la questione in gioco non era proprio di secondaria importanza, tanto da archiviarla in quel modo sbrigativo. Né era quello un problema solo della religione cattolica. Il nostro è un Paese Laico e non è confessionale: questo è scritto nella Costituzione agli articoli 7 e 8, e lo sanno tutti ma allora non è nemmeno uno Stato omosessuale, islamico, immigrazionista, banchiere, ecologico, politico,... anche queste sono, se vogliamo, le Nuove Religioni per le quali esistono gruppi blindati e chiusi di persone, unite dalla medesima visione del mondo e dalla medesima ideologia e per le quali possono da un lato dare la loro vita dietro di esse, oppure dall’altro venire oppresse, umiliate, incarcerate, limitate nei diritti. Se lo stato è Laico per una religione, lo deve essere anche per tutte le altre, sia quelle tipiche che quelle atipiche. L’Italia poi è “una repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1 Cost.): sul fatto che sia una Repubblica forse siamo tutti d’accordo, sul fatto che sia fondata sul lavoro forse qualcuno, certamente i più grossolani, comincia a avere dubbi; però nessuno vorrebbe avere dubbi sul fatto che sia democratica; e in democrazia prevale normalmente la maggioranza e non le minoranze, non può essere il pensiero delle minoranze a imporsi per legge su quello maggioranza. Esse devono essere tutte massimamente tutelate, in tutto e per tutto, ma non possono prevalere e dettare loro l’ordine del giorno a tutti solo perché sono una minoranza (con tutti i diritti garantiti): questa non sarebbe democrazia ma a tutti gli effetti un’oligarchia. I cristiani non sono pochi, fanno è vero meno rumore degli altri, si vedono di meno in giro, non sono appoggiati da nessuno importante anzi hanno molti capi traditori e sono anche divisi tra loro, ma sono ancora sempre tanti (e spesso fanno a proprie spese anche cose che dovrebbe fare lo Stato): forse sarebbe il caso di tenerli democraticamente in considerazione. Al di là del vento che tira.

Il Pio

Caritas Christi urget nos

 



Ma che vi andate crucciando per domani? Se voi pensate a domani la Divina Provvidenza non ci pensa più, perché ci avete già pensato voi. Non guastate dunque l’opera sua e lasciatela fare.

Tutto viene dalla mano di Dio, sia il tanto che il non tanto.

La Divina Provvidenza non è mai mancata a chi spera in lei; la Provvidenza ha mille modi da provvedere.

State certi, la Divina Provvidenza non manca.

Bisogna confidare e confidar sempre in Dio: e se Dio risponde colla sua Divina Provvidenza alla confidenza ordinaria, a chi straordinariamente confida, straordinariamente pure provvede.

State tranquilli, e non abbiate paura; noi tutti siamo figli d’un buon Padre, che più pensa Egli a noi, di quanto noi stessi pensiamo a lui.

Procuriamo solo di essere bene con Dio, non aver peccati nell’anima, ed amarlo; e poi nessun timore; Dio è là che ci guarda e ci conosce; anzi noi siamo in lui, ed è impossibile che ci dimentichi.

Stiamo allegri, non ho più che tre centesimi; con tutto questo stiamo allegri, abbiamo fede nella Divina Provvidenza.


(Pensieri di Giuseppe Benedetto Cottolengo)

C’è un lavoro nel lavoro che rende vero il lavoro.

 

Ogni tot anni si parla di Riforme (con la R maiuscola). Tutti i politici si riempiono spesso la bocca con questa parola. E così... Riforma della Giustizia, Riforma della Politica, Riforma della Legge elettorale, Riforma della Sanità, Riforma della Pubblica Amministrazione... Per alcuni è facile farle, basta cambiare il nome all’ufficio o alcune parole, mettere un cartello e la Riforma è presto fatta. Altri invece chiedono proprio nuove Leggi e nuovi Decreti. L’esperienza però ci dice che si possono cambiare tutte le Leggi del mondo, ma poi nulla cambia. O come spesso si sente, il senso è “cambiare tutto per non cambiare niente”. Il punto è che cambiare le leggi serve veramente a poco se non cambia l’uomo dentro quell’ufficio. Si possono cambiare le attuali leggi sulla giustizia con leggi stupende, meravigliose, modernissime, efficacissime, ma se non cambia il magistrato che resta legato alle sue regole vecchie, esse sono sprecate. Si possono cambiare le attuali leggi sulla politica con leggi stupende, meravigliose, modernissime, efficacissime, ma se non cambia il politico che resta legato alle sue regole vecchie esse, sono sprecate… E’ l’uomo che deve cambiare e poi di conseguenza le leggi. In mezzo allo sfacelo che regna quasi sovrano, quand’è ad esempio che un reparto d’ospedale, un carcere, un Tribunale, un’officina,… funziona? Quando ci sono uomini capaci e che si interessano al lavoro che fanno, ci mettono il cuore e si interessano del prossimo. C’è infatti un lavoro nel lavoro che rende vero il lavoro. Ed è questo. E tutto torna al discorso iniziale: ci vuole un’educazione buona del popolo. Solo così una Riforma (forse, ricordiamoci sempre che ognuno ha il suo peccato originale che stravolge tutti i buoni progetti) può avere buoni effetti. A parte il fatto che in fin dei conti, oggi nessuno dei Lor Signori vuole davvero le Riforme.

Il Pio

La morte ma non i peccati

 



“Sei stanco papà? Io sono buono a poco, ma prego il buon Dio per te”.

“Mi confesserò e comunicherò sovente; voglio santificare le feste; i miei amici saranno Gesù e Maria; la morte ma non peccati”.

“Quanto ho di più caro al mondo è Gesù Cristo”.

Quando a casa venne un tale che si mette a mangiare senza neppure fare il segno di Croce, Domenico si rifiuta di venire a tavola, perché “non posso mangiare con uno che divora tutto come le bestie”.

“Macché paura! Io non sono solo. Ho l’Angelo custode che mi accompagna”.

Nell’ufficio di Don Bosco c’è una scritta in latino che dice: “Dammi le anime, Signore, e prenditi il resto”. Domenico legge, comprende e commenta: “Qui si fa commercio non di denaro, ma di anime”.

“Uniamoci, fondiamo una compagnia per aiutare Don Bosco a salvare molte anime”

“Mamma non piangere, io vado in Paradiso”.

(Così ragionava San Domenico Savio, amico di Don Bosco e frequentatore del suo oratorio, morto a 15 anni)

Patria

 


Pronunciare oggi, la parola patria è una cosa brutta. Anzi, in certi ambiti è bene  proprio che non se ne parli. Essa è infatti, un disvalore che puzza di guerra, di vecchio e di fascismo. Eppure la patria non è niente di tutto questo, non è un passato remoto e brutto; è la terra dei nostri padri (pater, patris,  in latino) dove sono nati e vissuti i nostri nonni e i nonni dei nonni dei loro nonni. E’ la terra dove appoggiamo i piedi e dove l’hanno appoggiati prima di noi anche loro. È la chiesa e il campanile dove si sono sposati i nostri genitori e dove mi sono sposato poi anche io… è il paesaggio che hanno visto loro e che vedo io. E’ il buon mangiare e le belle cose artistiche che abbiamo. E’ la nostra storia e (perché no?) la nostra geografia. In altre Nazioni non è così. In Francia sono molto patriottici. Così in Israele, Irlanda, Gran Bretagna, India... Ho sentito un amico del Marocco parlare del suo re addirittura con affetto. In USA le bandiere a stelle e strisce si trovano nelle case e persino dentro le chiese. Sono andato a trovare un amico americano che abita in Italia e aveva appesa in salotto la “sua” bandiera del Texas e parlava della sua nazione con orgoglio. Anche gli inni nazionali contribuiscono dare il sentore di questa differenza. In Israele cantano “non è ancora persa la nostra speranza, la speranza due volte millenaria, di essere un popolo libero nella nostra terra”. Nel Libano invece dicono “Tutti noi! Per il nostro Paese, per la nostra Gloria e la nostra Bandiera! Il nostro valore e i nostri scritti sono l’invidia dei secoli. La nostra montagna e la nostra valle, fanno nascere uomini forti. E alla Perfezione dedichiamo le nostre parole e il nostro lavoro”. Tutti cantano con orgoglio “noi”, termine invece incredibile a casa nostra. L'Italia è terra di conquista, unificata con la forza, comandata inspiegabilmente da gente quasi tutta incapace, spesso anche con una certa appartenenza. Da noi non si può parlare mai di radici cristiane. Eppure esse sono le sole che per duemila anni avevano di fatto costruito e rinforzato la nazione italiana anche se divisa in piccoli Stati, abbellito le città, umanizzato e unificato il popolo e che avevano segnato profondamente, in bene, la penisola. Noi non siamo un popolo, l’unica realtà che ci univa nei secoli, era la fede. Oggi dobbiamo invece pensare che ci fa un popolo "l’Elmo di Scipio", di cui ci si saremmo cinti la testa e solo per questo la vittoria ci dovrebbe porgere la chioma in quanto è schiava di Roma. Ma a pochi sembra che la vittoria sia davvero schiava di Roma, città questa centro del disordine, della brutta politica, del malaffare, capitale di un Paese stanco di soprusi, corruzioni, angherie, tradimenti, dove non funziona niente e tutto è spesso superficiale, temporaneo, illogico e cattivo e dove c’è tanta disillusione e sfiducia. Scipione era un eroe precristiano, vissuto in un tempo pagano, oggi sconosciuto ai più e lontanissimo dal cuore del popolo normale. A chi interessa di quella vittoria (su chi, poi)? Come potremmo essere uniti dal suo elmo? Quelli che hanno scritto l’inno forse vedevano bene il ritorno al paganesimo (rinato sulle ceneri del cristianesimo oscurantista) e così denominavano le vie col XX (numero romano) e non col 20 (numero italiano),… Solo che dietro a Scipione oggi non va più nessuno né tra i potenti, né tra il popolo. Ci sono invece molti che ancora vanno dietro a Gesù e alla Chiesa e darebbero anche la vita per loro. Sono pochi è vero, certamente malmessi, traditi e allontanati anche dai loro capi e correligionari. Ma ci sono, forti come non mai. E su questi potremo contare.

Il Pio

Leggi inique, ma popolo elettore


"Se il Portogallo non approverà l’aborto, è salvo; ma se invece lo approverà, dovrà soffrire molto. Per il peccato di un singolo individuo paga la persona che ne è responsabile, ma per il peccato di una nazione paga tutto il popolo. Perché i governanti che promulgano leggi inique lo fanno in nome del popolo che li ha eletti"

(Suor Lucia dos Santos è una Veggente di Fatima. Nel 1907 le è apparsa la Madonna insieme ai due cugini. Questa frase però, non le è stata consegnata da Maria, ma era frutto di una sua riflessione... non per questo è anacronistica, lontana dal vero, clericale... Mettiamo questa frase nel nostro cuore).

Musica Celeste


"Quando morirò non cambierà nulla per la musica italiana. Spero di cambiare qualcosa per la musica Celeste".

(Maurizio Arcieri)

Maurizio Arcieri, era un cantante noto col nome di Maurizio negli anni '70. Una sua canzone famosa era "5 minuti e poi...". La frase che ho riportato all'inizio era la sua. Non so se era cattolico. Ma è proprio bella.

Il Pio 

 


Genocidi ignoti



Mentre noi parliamo delle Veline, degli arbitri maledetti e dei gol mancati, oppure della misera nostra politica italiana e solo questo tiene desto il nostro interesse, nel mondo avvengono situazioni di una gravità eccezionale che tra l'altro non hanno quasi mai l'onore di essere raccontate. Vi riporto una notizia tratta dal sito Aiuto alla Chiesa che soffre  (ACS) sito estremamente serio, come é estremamente seria l'opera che da anni svolge. "Giovani presi di mira, uccisioni indiscriminate di civili, diffuse violenze sessuali, rapimenti di suore, sono tutte manifestazioni del genocidio in corso ai danni del gruppo etnico della regione etiopica settentrionale del Tigray". Contnuando la lettura dell'articolo: "i militari provenienti dalla vicina Eritrea, presenti sul territorio per sostenere le truppe federali etiopiche, continuano a massacrare civili". Si legge chiaramente nell'articolo di ACS che tutto questo non può non  essere definito un genocidio ai danni della popolazione del Tigray. Infatti "Non si tratta solo di combattimenti: stanno uccidendo chiunque, e ciò è un segno di genocidio".  I giovani dunque vengono uccisi, le donne sono oggetto di abusi sessuali... Il "Patriarca Mathias... ha descritto i sequestri di donne e il bombardamento di chiese nella regione quali segni di genocidio". Gli abusi sessuali ai danni delle donne e gli omicidi stanno dilagando. "Le donne e le ragazze stanno sperimentando un diverso tipo di abusi, mai sentiti prima, cose davvero terribili". Precisamente "Il conflitto è esploso in quest’area del nord Etiopia lo scorso novembre dopo l’invio, da parte del primo ministro etiope Abiy Ahmed, di truppe federali supportate da quelle eritree allo scopo di combattere il Fronte di Liberazione Popolare del Tigray (TPLF),  accusato di aver organizzato elezioni illegittime". La ACS fa presente che "quasi il 90% della popolazione del Tigray è sfollato. Questa guerra ha determinato un’immane crisi umanitaria, manifestata dall’enorme numero di omicidi di civili, dai milioni di sfollati, dalla distruzione delle basi economiche e sociali, dalla sofferenza psicologica e dal panico… Da questo punto di vista i più colpiti sono donne incinte, bambini, disabili e anziani". Inoltre sappiamo da ACS che "La Chiesa dà una mano ovunque".

 

A Dio, che allieta la mia giovinezza.



Nella Chiesa Cattolica esistono due tipi di sante messe: quella antica, recitata tutta in latino, detta Tridentina perché è stata instituita nel Concilio di Trento (1545 - 1563) ma che forse era esistente anche prima di esso e quella moderna, in lingua corrente, nata dopo il Concilio Vaticano II (1962 -1965).Parlare di differenze o preferenze tra queste due messe comporta però molto spesso liti accese tra i cattolici, talvolta anche pesanti: ma il motivo di ciò poco si capisce, entrambi sono messe legittime e autorizzate dalla Chiesa
 (almeno fino a oggi). Io infatti non voglio adesso parlare né delle loro differenze né delle loro preferenze, nè dire quale sia meglio o quale sia più efficace. Però a me appassionano tanto le belle preghiere antiche, che ritengo essere molto profonde e utili. 

Nel messale tridentino ne ho trovate diverse.


Ad esempio (tra le tante):

− Salirò all’altare di Dio. A Dio, che allieta la mia giovinezza. 
(Solo un piccolo commento a questa preghiera iniziale: veniva recitata sia dal giovane sacerdote che dal vecchio: era valida e vera per entrambi, infatti la giovinezza è un fatto del cuore).


− Tu, o Dio, ritornerai a darci la vita. E il tuo popolo si allieterà in te.

Togli da noi, o Signore, le nostre iniquità, affinchè con anima pura possiamo entrare nel regno dei santi.(Si richiede costantemente la grazie di andare in Paradiso).

− Per questi evangelici detti siano perdonati i nostri peccati.

− Fa' che i nostri giorni scorrano nella tua pace e che noi veniamo liberati dall'eterna dannazione e annoverati nel gregge dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore. Amen. (A ogni messa si ricordava che esiste la dannazione o la salvezza eterna: un monito costante)

liberami, mediante questo sacrosanto Corpo e Sangue tuo, da tutte le mie iniquità, e da tutti i mali: e rendimi sempre fedele ai tuoi comandamenti, e non permettere che io mai mi separi da Te.

Accetta, Padre santo, onnipotente eterno Iddio, questa ostia immacolata, che io, indegno servo tuo, offro a Te Dio mio vivo e vero, per gli innumerevoli peccati, offese e negligenze mie, e per tutti i circostanti, come pure per tutti i fedeli cristiani vivi e defunti affinchè a me ed a loro torni di salvezza per la vita eterna. (Ancora peccati e salvezza per grazie di Dio).

La comunione del tuo Corpo, Signore Gesù Cristo, ch'io indegno ardisco ricevere, non mi torni a delitto e condanna; ma per la tua bontà mi giovi a difesa dell'anima e del corpo e come spirituale medicina. (Anche se sono indegno, ardisco ricevere la comunione, che questo non mi sia di dannazione eterna).

− Signore, non son degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e l'anima mia sarà guarita.

Concedimi: di essere pronto alla morte, di temere il giudizio, di non cadere nell’Inferno, di ottenere il Paradiso. (Questa preghiera dovremo riperterla ogni giorno).

− Ti prego dunque, o piissima Madre, d'impetrare il perdono di tutti i miei peccati, un'abbondante grazia di servire il tuo Figlio d'or innanzi con maggior fedeltà, e, infine, la grazia della perseveranza finale, affinché possa lodarlo con Te per tutti i secoli dei secoli.

Infine:

Oratio ad Dominum nostrum Iesum Christum Crucifixum

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che
alla santissima vostra presenza prostra-
to, vi prego col fervore più vivo di stam-
pare nel mio cuore sentimenti di Fede, di
Speranza, di Carità, di Dolore dei miei peccati,
e di proponimento di non più offendervi,
mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cin-
que piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi, o mio Dio, il santo profeta David: trapassa-
rono le mie mani e i miei piedi, contarono
tutte le mie ossa. 

Amen

Il Pio

Non si capisce il perché


Ci sono vicende che poco vengono raccontate e dunque poco si conoscono. E non si capisce il perché. Si preferiscono spesso a queste notizie vere che riguardano uomini in carne e ossa, i pettegolezzi. In Nigeria ad esempio i cristiani sono massacrati dagli islamici e ugualmente avviene in altri Stati. Io sono un tipo molto pessimista e ansioso per cui considerate le mie idee esagerate e inverosimili. Pensate però a quanti africani islamici entrano da anni clandestismente in Italia (e nessuno ha capito il motivo). Quando loro saranno la maggioranza,  che ci succederà?

Il Pio


"Sono quasi trecento milioni i cristiani perseguitati nel mondo e la situazione è in grave peggioramento”.
Sono le parole di Alessandro Monteduro, Direttore di “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (Acs), fondazione di diritto pontificio che dal secondo dopoguerra soccorre le comunità cristiane vessate.
“I Paesi - aggiunge - in cui si registrano gravi o estreme violazioni della libertà religiosa sono trentotto”.
Monteduro, aprendo l’incontro online, a livello nazionale, del 9 dicembre, su 
Join Zoom Meeting, ha sottolineato come attualmente sono quattro le aree più colpite dalla violenza contro i cristiani.
“In Nigeria vi è un terrorismo di matrice islamica. In Eritrea è il regime, paragonabile a quello della Corea del Nord, che genera violenza. Il 30% dei cristiani in Cina è privato di libertà e in Pakistan assistiamo alla sofferenza di molte donne cristiane violate nel corpo e nello spirito”

www.ilnuovogiornale.it. Acs zoom in persecuzione.  Nigeria).

Non sono entrato nei particolari, ma rende bene l'idea. Ci aiuti la nostra Mamma celeste. 

Sei tutta chiacchiere e distiintivo / 2


Abbiamo parlato di politici e politica, argomenti che quasi mai scorrono via leggeri nella vita di un uomo. Però esistono politici e esiste la politica perché esiste un popolo che elegge i politici e paga oltremisura la politica (che significa non solo gli onorevoli, ma anche i loro numerosi consulenti, i portaborse, i segretari...). Somme immense, spaventose, astronomiche a nostro carico e che non vedremo nemmeno se campassimo dieci vite. Per mantenere persone spesso inutili se non dannose. L'Italia è in uno stato disastroso, non funziona niente...Forse è il caso che noi che siamo il popolo ci dessimo una regolata e nella consapevolezza che i politici sono tutti chiacchiere, distintivo, stipendio e vitalizi, ci cominciano a mettere di traverso, dicendo fino a quando abuserete della pazienza nostra? Ovviamente non lo capirebbero. Darebbero la colpa all'avversario. Però da questo cul de sac dobbiamo uscire prima o poi.

                                                             Il Pio

Sei tutta chiacchiere e distintivo.

Oggi non vorrei parlare di cose serie… ogni tanto ci vuole anche un attimo di respiro e parlare di questioni leggere. Frivole, quasi. Ebbene oggi vorrei parlare infatti di un argomento che mette d'accordo tutti: la politica. Nell’arco di 24 ore in TV si parla di politica per, almeno almeno, 12. I TG ce ne parlano per almeno la metà del tempo a loro disposizione (salvo che in quel giorno non avvengano catastrofi, attentati, stragi,…). E quindi ogni giorno sappiamo cosa ha detto R., S., M., B., … (cosa ha detto, cioè cosa pensa quel giorno, quel tizio, non cosa ha fatto davvero, e non sarebbe nemmeno tanto strano che la sera quel medesimo tizio, disdica tutto quello che aveva detto la mattina). Poi vanno in onda i salotti televisivi, in cui al 90% presenziano politici. Anche qui tutta una serie di «si deve», «dovete», «noi abbiamo fatto», «voi non avete fatto», «ora le riforme», «il 35% nel 2019, il 42% nel 2020», e poi i soliti «fascista», «razzista», «io non sono fascista», «io non sono razzista» come condimento; almeno un terzo del tempo di questi salotti si passa a questionare, parlando l’uno sull’altro e non si capisce più nulla. I conduttori sanno che qui è audience pura al 100% e così prima di dividere quelli là come fossero degli ubriaconi, aspettano un po’ (loro avranno più successo, si capisce). In genere si chiamano infatti i più rissosi (ben pagati, peraltro) proprio per aumentare l’audience (del resto, cosa importa?). Poi alla fine, sigla, e tutti politici e conduttore, se ne vanno nelle loro belle casone, percependo il gettonone della TV, felici e contenti, come se avessero concluso una normale giornata di lavoro, mentre quelli che sono stati davanti alla TV vanno a letto con un principio di gastrite nervosa per la rabbia che ha suscitato il dibattito a cui hanno assistito volontariamente (sulla base del principio “facciamoci male da soli” e “mi devo tenere informato per poter parlare coi colleghi e per vedere chi è meglio”). E qui sta il punto: nessuno è meglio, abbiamo le prove. Un Enrico Montesano giovanissimo in una vecchissima trasmissione della RAI ancora in bianco e nero denominata "Quantunque io" del 1977 per la regia di Romolo Siena, raccontava (in gergo e fare da cabaret ovviamente) come si faceva ogni governo: tutti al Quirinale stanno seduti attorno a un tavolo, il Corazziere mette l’inno di Italia e tutti si alzano e girano intorno al tavolo, all’improvviso il Corazziere stacca la musica e tutti si siedono e i posti sono il ministero che prenderanno: amaramente Montesano concludeva che è proprio così perché sono sempre gli stessi a girare intorno a quel tavolo e che quello che ci capisce di più è il Corazziere che cerca alla fine di essere buono e aggiustare tutto.E poi da tanto parlare non si conclude quasi mai nulla: sarebbe bello se alla fine di ogni trasmissione, di ogni intervista, di ogni notizia, di ogni commento ci sia una conclusione ferma, come una specie di proposta irrevocabile, da fare l’indomani, si stenda cioè una linea e si dica « domani faremo tutti così e così». No, si litiga solo e basta. Pensate che nel film Il Tassinaro del 1983 diretto da Alberto Sordi, il tassinaro, interpretato dal grande Albertone, caricò sul Taxi l’on. Giulio Andreotti (14 gennaio 1919 – 6 maggio 2013), un notissimo e influentissimo uomo politico di allora e nella discussione gli disse «ma voi state sempre a litigà!»; era—come detto—il 1983 ed anche allora si notava la stessa faccenda di oggi e ci si lamentava della stessa cosa. Probabilmente si bisticcia nel principio che se uno litiga non deve fare null’altro poi, i suoi elettori infatti, consolidati e rincuorati dalla litigata in TV, continueranno a votarlo, anche se non ha fatto nulla. Per ben definire la politica allora, posso prendere in prestito quello che disse Al Capone a Eliott Ness nel bellissimo film Gli intoccabili (The Untouchables), del 1987 per la regia di Brian De Palma: «Sei solo chiacchiere e distintivo! Chiacchiere e distintivo». Però così in effetti, rende poco il vero pensiero, e allora parafrasandola potremmo dire di lei «sei tutta chiacchiere, stipendio e vitalizio alti». Stipendio e vitalizio infatti li prende peraltro senza passare mai sotto il concetto della meritocrazia. Il distintivo, infatti, come anche l’onore, non ce l’ha, visti i continui cambi di casacca e di bandiera oltre ai cambi di pensieri, opere, azioni e omissioni.


Il Pio

Scontro finale: famiglia e vita.


Nel 2008 il Cardinal Carlo Caffarra raccontò in un’intervista a un giornale, di una profezia scrittagli da Suor Lucia dos Santos: «Lo scontro finale tra Dio e Satana è su famiglia e vita». Suor Lucia era una dei tre veggenti a cui apparve la Madonna a Fatima (Portogallo) per sei volte, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917. Lucia morì il 13 febbraio 2005, gli altri due veggenti, i fratelli Francesco e Giacinta Marto, molto prima (anche questo gli era stato predetto dalla Santa Vergine durante le apparizioni) rispettivamente il 4 aprile 1919 e il 20 febbraio 1920. La Chiesa, per il tramite di Papa Pio XI, nel 1930 riconobbe  autentiche queste sei apparizioni. Attualmente suor Lucia è stata proclamata Serva di Dio ed è in corso il suo processo di beatificazione, mentre i due fratelli Marto sono stati canonizzati il 13 maggio 2017. Parliamo dunque di persone massimamente degne di fede. È anche chiaro: una profezia è pur sempre una profezia: spesso non è semplice individuarne i contorni e i tempi di inizio o di definizione. Il suo contenuto è però, assai chiaro e senza problemi di interpretazione. Nei millenni passati non ci sono mai stati attacchi disumani e violenti contro la famiglia e la vita in quanto tali. Abbiamo infatti conosciuto tremende persecuzioni di popoli contro altri popoli, deportazioni, invasioni, ideologie imposte, razzismo di vario genere, schiavitù e poi bianchi contro neri, massoni contro cattolici, musulmani contro cristiani, nazisti e fascisti contro ebrei, comunisti contro fascisti e preti, bombe atomiche,… e tante altre “belle” cose che la nostra umanità con l'originario vizio di fabbrica ha volutamente partorito nei millenni; e non che queste siano persecuzioni da meno o di serie B: sono tutte di una cattiveria e gravità spaventosa e terrificante. Ma l’attacco è “rimasto” sempre circoscritto a una nazione, a un popolo, a un gruppo politico, religioso, etnico… Il discorso allora è molto semplice e forse ci saremmo dovuti arrivare noi da soli, senza l’aiuto di una veggente che chissà da quanto tempo ce l'aveva nel cuore. Da quando è nato il mondo la famiglia è sempre stata la colonna portante di tutto e tutti lo sapevano anche inconsciamente: bombardandola naturalmente crolla tutto quello che nel mondo di umano è presente. Tutto, in tutto il mondo. E’ quel porco del demonio che per il tramite dei suoi amici e nostri “compaesani”, sta dirigendo sapientemente l’attacco. Lui odia Dio e di conseguenza tutti i figli Suoi che, al contrario di lui, fino all'ultimo secondo della vita, si possono ancora salvare l'anima; lui si è ormai scatenato forse perchè il (suo) tempo stringe. L'attacco a famiglia e vita non è iniziato ora, ma almeno settant’anni fa, se non prima, piano piano però (l'uomo è sempre come un bambino, prima va imboccato lentamente con omogeneizzati e poi mangerà tutto da solo e farà lo stesso con i suoi figli), e così parola dopo parola, benpensante dopo benpensante, film dopo film, libro dopo libro, slogan dopo slogan... purtroppo complice il rimbambimento dei preti traditori che a momenti propendono più verso quello che vuole il mondo, piuttosto che quello che vuole Dio, pur dimenticando che il porco del demonio facilmente “ispira” i sentimenti del mondo e l’ammosciamento—chiedo perdono—della Chiesa. E’ vero, oggi non si può pensare e figuriamoci scrivere di argomenti che riguardano la famiglia e la vita, ma pensate a quello che accade intorno a noi e confrontatelo con la profezia di Suor Lucia. A noi non è dato sapere quanto durerà questo maledetto scontro tra Dio e Satana, ma siamo certi (abbiamo prove sufficienti) che lo scontro è in atto e è divenuto quasi quotidiano. Purtroppo questo è anche lo scontro finale. Dio vincerà senza dubbio e Satana avrà finalmente il capo schiacciato. Ma quanti si saranno persi nel frattempo? Preghiamo e convertiamoci. Portiamo Gesù e la Madonna a quante più persone possibile.

                                                                                                Il Pio

Anche io voglio essere ultra!

 


Caro me stesso,
negli ultimi giorni siamo stati sommersi da dibattiti e discussioni scaturite dalle frasi che 
avrebbe detto durante un grande concerto, un cantante pieno di tatuaggi, la cui moglie fa quel nuovo e complesso lavoro per cui basta indossare i pedalini e arrivano i soldi. Ognuno pensa quello che vuole ovviamente, può dispiacere ma in democrazia è così (in vero, non è sempre così, soprattutto per una certa parte). Una delle frasi che sono state attribuite al cantante è quella di aver dato (anche) dell'ultracattolico a un tizio perchè sulla famiglia e l'aborto la pensa come vuole lui, (ancora, dunque) senza violare le leggi, (ancora, dunque) coperto dall'ala protettrice della democrazia di cui sopra. (Innanzitutto non credevo che solo il cattolicesimo avesse gradi: arrivati a un certo livello prima vai bene, sei libero di pensare e addirittura di parlare in pubblico, sopra quella linea invece sei "ultra" non devi pensare, non devi parlare, sei solo da disprezzare da tutti). A dire la verità vedersi appiccicato addosso quell'aggettivo, per me sarebbe stato un grande complimento e nei sarei stato proprio fiero; il fatto di non averlo mai ricevuto da nessuno, mi fa pensare a male per la mia vita e un po' preoccupare. Io non voglio essere un cattolico del mondo, come vuole il mondo, che si adatta al mondo, ma uno tale al 100% che non giunge a compromessi, anche a costo della propria vita: io cerco la santità e spero di convertire quante più persone possibile, con la Grazia di Dio. Io, con la Grazia di Dio, chiedo di andare in Paradiso e vorrei portarci tantissime persone insieme a me. Insomma io desidero divenire ultracattolico! Di più, se fosse possibile. E spero di essere così almeno prima della fine della mia vita. La questione che vi sto raccontando non è poi così di lana caprina, come potrebbe apparire: non siamo nell'ambito del gossip, oppure del commento, della critica, delle battute giuste in un dibattito socio-politico.La questione è molto, ma molto più importante e riguarda la nostra vita presente e soprattutto quella eterna. Nel libro dell'Apocalisse sull'argomento non si scherza mica: «Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. (Apocalisse 3,15-16 Lettera alla chiesa di Laodicea)».

Il Pio

«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù e poi sarà la fine, ma prima per causa sua molti si perderanno». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo su questo punto, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

 


«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se però sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù sulla terra e poi sarà la fine, ma prima per causa di quella Bestiaccia maledetta molti si perderanno per sempre». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo, unica fonte in questa maledetta palude di cui possiamo essere certi, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

(Dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

PARTE PRIMA
LA PROFESSIONE DELLA FEDE

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO SECONDO
CREDO IN GESU' CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

ARTICOLO 7
«DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI»



« L'ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest'ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell'ultimo giudizio dopo l'ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa».


Già Vladimir Solov’ev (28/1/1853 - 13/8/1900) aveva immaginato, nella sua immensa fantasia, l'ultima scena di questo nostro "dramma". Ne "Il dialogo dell’Anticristo", (editore Marietti, Collana I Rombi, 1996) scrive come sarà quel momento cruciale, quando quasi tutto il mondo sarà volutamente dalla parte dell'Anticristo, salvo un piccolissimo e sparuto gregge, ormai abbandonato da tutti; l'Anticristo, l'imperatore, in un modo o un altro, con regali, parlando di certi argomenti... aveva infatti conquistato a sè quasi tutto il mondo. Solo a sè, ripeto non a Dio.

«La grande maggioranza dei membri del concilio si trovava sul palco,
ivi compresa quasi tutta la gerarchia dell'Oriente e dell'Occidente. In basso
erano rimasti soltanto tre gruppi di uomini che si erano avvicinati gli uni
agli altri e che si stringevano accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e
al professor Pauli»

«Con accento di tristezza, l’Imperatore si rivolse a loro dicendo: che cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete da me? Io non lo so. Ditemelo dunque voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento popolare; che cosa avete di più caro nel Cristianesimo? Allora simile a un cero candido si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel Cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Da te, o sovrano, noi siamo pronti a ricevere ogni bene, ma soltanto se nella tua mano generosa noi possiamo riconoscere la Santa mano di Cristo. E alla tua domanda che puoi tu fare per noi, eccoti la nostra precisa risposta: confessa, qui ora davanti a noi, Gesù Cristo figlio di Dio che si è incarnato, che è resuscitato e che verrà di nuovo; confessalo e noi ti accoglieremo con amore…»

«Egli tacque e piantò lo sguardo nel volto dell'imperatore. In costui avveniva qualche cosa di tremendo. Nel suo intimo si stava scatenando una tempesta infernale, simile a quella che aveva provato nella notte fatale. Aveva perduto 
interamente il suo equilibrio interiore e tutti i suoi pensieri si concentravano nel tentativo di non perdere la padronanza di se stesso anche nelle apparenze esteriori e di non svelare se stesso prima del tempo. Fece degli sforzi sovrumani per non gettarsi con urla selvagge sull'uomo che gli aveva parlato e sbranarlo coi denti».

Il resto forse lo vedremo ... forse in diretta. Oppure no. 
Piccolo gregge, piccolo gregge! Restiamo nel piccolo gregge accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e al professor Pauli, alla luce di quello che leggiamo nel catechismo, nella dottrina e nella tradizione cristiana. che siano questi gli unici i testi a guidarci.
il Pio


Basta urlare più forte, semplice.


 

Il difetto nostro, e per nostro intendo quello nostro, appunto, tipico del popolo italiano, è quello di pensare unanimemente che il popolo di cui si fa parte, non capisca nulla e di avere—ciascuno—la soluzione in mano che gli altri però non capiscono o non vogliono capire. Vi ricordate alle Scuole superiori? Aveva ragione quello che urlava più forte e se aveva anche la prestanza fisica dalla sua, era un genio della politica e della bravura. Se poi quello che diceva era, al massimo solo aria fritta, era di secondaria importanza, l’importante è che urlasse forte più degli altri. Il tempo non ha spostato questo criterio di un millimetro ed anche se giunti a 40-50-60 anni, se ora della prestanza fisica magari non ci interessa più, resta importantissimo il fatto che se urla più forte ha sicuramente ragione. Anche se non dice nulla di più di quell’aria fritta che diceva quando aveva 18 anni (ora solo un po’ più stantia). Che poi quelli lassù che urlano forte (perché quelli che urlano forte vanno sempre lassù e per lassù non intendo quasi mai il Paradiso) sanno fare solo quello o non fanno nulla di giusto, alla fine poco conta, basta che si vedano in TV a fare le sceneggiate e a dire le cose che i loro elettori si vogliono sentire dire (poi se non seguirà nulla ai loro roboanti proclami, non importa, tanto anche così il loro tornaconto lo trovano sempre, non vi preoccupate). Questo fatto ci ha portato a lungo andare, ultimamente soprattutto, in un mondo fortemente ammalorato, non era mai stato così pieno di metastasi e puzzolente di morto, con “dotti, medici e sapienti” che dicono in coro “tutto a posto, risolviamo il problema con la Scienza e l’Ordine e il popolo si deve adeguare ai nostri ordini”. Ma il potere nel mondo, come sappiamo, appartiene al demonio che lo distribuisce agli “amici” suoi. Probabilmente però noi ultimamente gli abbiamo permesso di esercitare questa facoltà di distribuzione dei "pani e dei pesci" con un po’ troppa liberalità e facilità. Semplicioneria. Il curato d'Ars diceva che un ave Maria ben detta fa tremare l'inferno. Magari, piuttosto che sentire solo urlare, qualche preghiera e qualche rosario in più da parte del popolo, non sarebbero andati male. Magari qualche urlatore che fosse stato anche un po’ cristiano che oltre a urlare avesse costruito qualche "recinto" a difesa del “gregge” non sarebbe stata una pessima idea. Magari qualche cittadino illuminato dalla sola fiammella dello scarno Catechismo di San Pio X, che avesse fatto da diga, da contenimento, che avesse avvisato il popolo, avesse organizzato,… forse così avremmo evitato la tragedia o magari limitata, attenuata o… semplicemente rinviata. Però ci si poteva provare, i segni c’erano. Il secolo scorso ha visto le più grandi persecuzioni cristiane mai avvenute nella storia. Il numero dei martiri è stato spaventosamente elevato. Oggi poi abbiamo una logica che è talmente illogica, contorta e perversa che non possiamo pensare che sia nata tutto per un solo caso della storia. Qualcuno di Potente ci ha messo le mani fino in fondo, si è preso tutto come rubare le caramelle a un ragazzino e non lo mollerà più fino alla fine. Qualcuno di potentemente Perverso. Nato Perverso dall’inizio della storia e che tale resterà fino alla fine. Ad un certo momento non abbiamo più voluto combattere con Dio per la realizzazione del Suo Regno sulla Terra, ma nemmeno con le nostre sole forze e ci siamo accontentati di un bel mondo sazio e borghese, senza ideali e senza onore. Ora forse, pagheremo il fio. Adesso la battaglia si preannuncia gigantesca e noi non abbiamo più nemmeno le armi della Fede, e da soli senza di Lei non riusciremo nemmeno a difenderci, anzi nemmeno sapremo da chi dobbiamo difenderci. Anzi nemmeno riusciremo a sapere che c'è una battaglia tra la vita e la morte. Non pensiamo però solo alla nostra vita fisica, pensiamo alla salvezza della nostra anima come principio di fondo. Pensiamo anche che prima o poi il mondo dovrà finire e forse questi potrebbero essere i tristi presagi di quel giorno. Forse può essere tutto o niente. Ma ricordiamoci sempre che nonostante l'infedeltà di tanti suoi membri e i loro tradimenti, la Chiesa resiste a tutti i lupi che vorrebbero distruggerla ed anche al loro ferocissimo capo branco,che è mosso solo da un odio tremendo verso Dio e verso gli uomini. Gesù stesso, con certezza ci garantisce fino alla fine del mondo che le porte degli inferi non prevarranno mai. «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. (Matteo 16,17-19)». Cioè, meglio: Portae inferi non praevalebunt adversus eam.

Il Pio



Mala tempora currunt…

 


Mala tempora currunt, sed peiora parantur (corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori). Considerate: questa è un’espressione che risale agli antichi romani. Noi pensiamo che in passato si vivesse meglio, ma ci dobbiamo spesso ricredere. I mala tempora infatti ci sono sempre stati. E del peggio mai si vede il fondo, perché sta sempre più in fondo. Molti hanno pensato che combattere i mala tempora e ottenere la pace, l’uguaglianza, la fratellanza, la libertà, bastasse una rivoluzione popolare, togliere le radici del passato, cambiare tutto il “vecchio”, modificare le leggi e le tradizioni, però così facendo, le cose sono oggettivamente peggiorate proprio come nel detto: “corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori”. Pur tuttavia quelle idee non si sono mai sradicate dalla testa degli uomini che continuano a pensare di cambiare il mondo da soli, in forza solo della loro Intelligenza (della Dea Ragione) e del Progresso. Cioè da soli senza Dio che ha fatto proprio questo mondo qua oltre che a noi singolarmente. Il mondo si potrà cambiare solo se restiamo attaccati a Lui unendo la nostra intelligenza, la nostra fede e la Sua Onnipotenza. Il male ci sarà sempre anche così; perché il peccato originale che è in tutti noi e il porco del demonio continueranno sempre a fare il loro mestiere fino alla fine del mondo. Ma almeno questa sarà una lotta a armi quasi pari. E un po’ più di bene ci sarà sulla terra.

Il Pio

Scrupoli e malinconia.

 


Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia.

Fratelli, quando cominciamo a essere buoni?

Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto per i poltroni.

Te possi mori' ammazzato… ma pe' la fede.

Chi vuole altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che vuole. Chi domanda altra cosa che non sia Cristo, non sa quello che domanda. Chi non opera per Cristo, non sa quello che fa.

E poi?...

Signore guardami oggi che ti tradirò, e farò tutto il male del mondo se tu non mi aiuti.

L'uomo che non prega è un animale senza parola.

(Tutte frasi che San Filippo Neri ha pronunciato in mezzo alla gente)

"Credo più alla Provvidenza che all'esistenza di Torino"


 "Io ho fede nella Scienza. Bisogna credere nella Scienza...". Questa frase non l'ho sentita in TV. L'ho sentita (purtroppo) durante un'omelia della messa domenicale, davanti a numerose persone, molte delle quali hanno certamente assorbito nelle proprie vene quel concetto. In tutta sincerità avrei preferito sentire che bisogna aver fede in Dio e nella Sua Divina Provvidenza, ma non è stato così. Eppure c'è ancora e non smette mai di operare per le persone che hanno fede in Lei. San Giuseppe Benedetto Cottolengo (il fondatore appunto del così detto "Cottolengo" di Torino) aveva una fiducia immensa nella Divina Provvidenza e la sua Opera (grandiosa) è potuta nascere solo e esclusivamente dalla fede che lui aveva in Essa. Tant'è che era solito dire "Io sono più sicuro e certo di questa Divina Provvidenza, che non se esista la città di Torino". Questo santo per tutta la vita, quando non funzionavano le cose, cercava di capire cosa  avesse fatto per impedire alla Divina Provvidenza di procedere e agire, e una volta, raccontano, ricordando che aveva trattenuto dei soldi su cui aveva contato troppo, li gettò via e le cose funzionarono. Ci si può credere o non credere a questi episodi (che comunque sono certi e scritti da testimoni), ma non possiamo più permetterci di non credere alla Divina Provvidenza. Penso allora che chi pone fiducia nella sola Scienza ha un dio molto limitato, astratto, che non vuole bene che a se stesso e che adora solo se stesso e in quanto tale, naturalmente non fa che generare terrore in chi gli crede ciecamente. È Dio che ha creato la scienza e a Lui dunque che ci si deve rivolgere. E alla Sua Divina Provvidenza. Vedrete che se faremo così prima a cambiare sarà la nostra vita, poi l'Italia e infine il mondo. 


Il Pio

Gesù è morto democraticamente

 


190 D. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica viene dal popolo?

R. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica non viene dal popolo, e sarebbe eresia il dirlo, ma viene unicamente da Dio.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)


Infatti. Oggi è un gran parlare di chiesa democratica e si aspetta un nuovo Concilio Vaticano terzo, quarto, quinto... per ottenerlo finalmente. Per molti, soprattutto per quelli che non ci stanno proprio nella Chiesa e non la amano affatto, questo sarebbe un grande passo avanti, da compiersi assolutamente. Ma voi diffidate di chi pensa così. Gesù la Chiesa l’ha pensata diversamente. Il Catechismo di San Pio X—che mi risulta non essere stato ancora abrogato—dice infatti qualcos’altro: il potere della Gerarchia ecclesiastica non viene per votazione. Uno Stato deve essere democratico, ma la Chiesa no. I Sacerdoti non sono chiamati al sacerdozio sulla base di campagne elettorali e libere elezioni, i preti hanno sentito la vocazione di Dio stesso in persona che non li ha mollati fino a quando non hanno indossato la tunica. Poi le carte si possono sempre mischiare diversamente, io pensavo, non ho capito, secondo me, ora sono più portato a…, può anche prevalere sulla vocazione l’ideologia modernista buonista, possono anche intervenire forze esterne e, perché no?, anche il  porco del demonio in persona (così porta via a Dio un importante veicolo di salvezza per il popolo), può avvenire tutto questo… ma il principio fondamentale resta sempre quello dell’articolo 190. 
Sarebbe eresia negarlo, tuona il Catechismo.Ce ne siamo dimenticati quasi tutti, ma nella Chiesa non è ancora stata licenziata la Divina Provvidenza e da quello che so resterà con noi fino alla fine dei tempi, anche se le nostre speranze sono morte tutte, basta chiedere. E poi noi cristiani ci dobbiamo ricordare sempre che Gesù è morto solo e esclusivamente sulla base del risultato di un referendum democratico e popolare. Significherà questo, qualcosa?

Il Pio

Divide et impera

  Devo dirvi la verità, questa situazione un po’ mi preoccupa. Partiamo prima di tutto da un punto fermo e ineccepibile: il vaccino anticovi...