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A fine lavori





Capita di vedere vicino ai marciapiedi cartelli con scritto “divieto di sosta dal giorno 4 maggio fino a fine lavori”. Ne abbiamo visti tanti, ci siamo abituati. Ma come fa un povero cittadino a sapere quando i lavori sono finiti e magari non riprenderanno all’indomani o stanno continuando dopo l’incrocio? Oppure il divieto di assembramento. Giustissimo in questo periodo: ma quando c’è un assembramento? Con due persone, cinque, diciassette, mille…? Non si sa. Se parlo con dieci persone sul marciapiede sto facendo un assembramento? Certamente sì? Ma dove sta scritto? Questo è lo Stato. Sei tu cittadino che ti devi adoperare per sapere se lo Stato ti può punire per un divieto poco chiaro che lui stesso ha messo in vigore. Sei tu che ti devi preoccupare e magari sentire un avvocato o un consulente. Negli ultimi anni c’è una cappa grigia sopra le teste dei cittadini normali, pesantissima, opprimente che toglie la speranza anche nei giovani. Nessuno di quelli che ci comanda e che pare risponda a tutti i potenti fuorchè al popolo, prova un benchè minimo senso di vergogna nel distruggere e svendere l’Italia o peggio nel farla invadere da chi non vuole stare alle sue regole. Nessuno di loro ha un minimo senso di umanità nel pensare a quanti cittadini non ce la fanno a vivere perché hanno perso tutto, pur vivendo in uno dei più importanti welfare state dell’Occidente che dunque dovrebbe aiutare almeno in parte: ma i soldi non ci sono mai, nonostante un’elevatissima tassazione. A nessuno di loro brucia la coscienza, ma forse perché è afona o forse perché ai politici, agli Altolocati e ai Potenti della Terra non gliela danno proprio, nel non voler provvedere in ogni modo al benessere dei cittadini italiani.Moltissimi italiani ormai non hanno la minima fiducia verso lo Stato, ma questo a loro lassù non gliene importa nulla, come del concetto stesso di democrazia, l’importante è litigare e screditare costantemente la fazione avversa, anche se questo comporta l’immobilismo e la paralisi più totale. E nonostante tutto questo che continua da decenni e decenni, molti hanno ancora fiducia della politica: di questa politica! Forse aspettano di cadere nel burrone per convincersi che non valeva la pena dare la propria vita e porre ogni speranza su questa gente: ognuno però della propria vita ne fa quello che vuole. Lasciamoli soli, quelli. E la regola è che al peggio c’è sempre un peggio ancora peggiore, nessuno si illuda che le cose miglioreranno con queste belle premesse e con queste brave persone. In tutto questo grigiore anche i Principi della Chiesa non fanno la loro parte: non si sa cosa dicono, scandalizzando così i poveri cittadini rimasti cristiani. E noi che facciamo? Non pensiamo a cose strane, non servirebbe a niente. Pensiamo a cose cristiane, piuttosto: preghiamo ogni giorno il rosario per l’Italia e per la Chiesa. Così potremmo avere la speranza che qualcosa potrà cambiare.


Il Pio




Coerenza





E’ lungo tempo che sento dire che i cristiani non sono coerenti: dicono agli altri ciò che loro non fanno, dovrebbero fare le cose del vangelo, ma non le fanno,... per non dire peggio. Questo spesso serve agli intellettuali di casa nostra per dirsi e per dire (facendo così, quelle peggiori contro-testimonianze di cui l’era moderna è piena) che è inutile seguire il cristianesimo, se questi sono i frutti. Questo anche per confermarsi che è giusto fare come si vuole e che il cristianesimo è una truffa. Niente di più stupido si può dire. Il punto infatti che nel Vangelo Gesù non ha mai parlato di coerenza: si è scagliato contro gli ipocriti per esempio, ma non mi risulta abbia fatto lo stesso contro gli incoerenti (Pietro lo ha tradito, gli altri sono scappati nel momento del bisogno, ma tutti hanno poi dato la vita per Lui e per il Vangelo); è che la coerenza è un mestiere dei protestanti e non dei cristiani. E’ vero: in ogni religione ci sono i pavidi, i tiepidi, gli approfittatori, i traditori, ma qui non stiamo parlando di coerenza. Un uomo non può essere coerente al 100% per tutta la vita, come non può essere o solo buono o solo cattivo: perchè è un pover'uomo, un poveraccio. E' quando non si sente un poveraccio che dice cose senza senso e agisce peggio. L’uomo dalla nascita fino all’ultimo istante della vita, deve combattere furiosamente con quel tarlo maledetto conficcato nel suo cuore che risponde al nome di Peccato originale; con questo sarà in guerra tutti i giorni, questo lo porterà sempre verso il male e verso la disobbedienza a Dio, e se non ci fossero la Grazia e i Sacramenti a contenerlo, oltre all’audacia di combatterlo, faremmo tutti una brutta fine. La forza e la tipicità del cristiano non è la coerenza dunque, che raramente (o quasi mai) riesce a raggiungere (ma nessun uomo la riesce a raggiungere); quelle invece sono l’eroismo e la santità nel quotidiano, la lotta contro il peccato, l’utilizzo dei Sacramenti, l’amore per la Chiesa, e in tutto questo, le cadute e le rialzate continue fino all'ultimo istante della vita. La coerenza ha un colore grigio, burocratico, filosofico. La santità ha un colore solare, umano, bello. Possiamo scegliere.

Il Pio

Beati i ricchi, beati i poveri

927 D. Perché Gesù Cristo ci ha proposto le Beatitudini?
R. Gesù Cristo ci ha proposto le Beatitudini per farci detestare le massime del mondo, e per invitarci ad amare e praticare le massime del suo Vangelo.

928 D. Chi sono quelli che il mondo chiama beati?
R. Il mondo chiama beati quelli che abbondano di ricchezze e di onori, che vivono allegramente, e che non hanno alcuna occasione di patire.

929 D. Chi sono i poveri di spirito, che Gesù Cristo chiama beati?
R. I poveri di spirito, secondo il Vangelo, sono quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; ne fanno buon uso, se le posseggono; non le cercano con sollecitudine, se ne sono privi; ne soffrono con rassegnazione la perdita, se loro vengono tolte.

(Dal Catechismo Maggiore di san Pio X).

Sigarette e vaccini

 


Pare che alcuni potenti della terra abbiano detto frasi come queste: "gli anziani sono improduttivi e dunque inutili", "sulla terra siamo a dismisura", "gli anziani sono troppi, bisogna fare qualcosa" e tante altre del genere. Frasi che da una parte fanno capire che i potenti si ritengono e forse sono sotto un profilo giuridico, una classe eletta e intoccabile che vive in un paradiso terrestre (meglio, bancario) in cui pochi possono entravi, loro dunque non sono della terra e non saranno mai anziani, siamo noi invece a essere troppi e a divenire anziani; dall'altra fanno capire che c'è un'altra frase che necessariamente fa seguito alle prime: vecchi e popolo inutile vanno eliminati nell'interesse pubblico (cioè, il loro e quello degli amici loro). E questi pensieri non ce li hanno da adesso quelli lassù. Cesare Pavese disse questa frase: «Da uno che non è disposto a condividere con te il destino non dovresti accettare nemmeno una sigaretta». Parafrasandola e solo per polemica, si potrebbe dire: «da un potente, un politico, un governante che non è disposto a condividere con te il destino, che ti considera un essere inferiore, inutile quando divieni improduttivo, che comunque ti considera un costo perenne, che per il proprio tornaconto non si sa a quale destino ti abbandonerebbe, che crede a dei materiali e odia rabbiosamente il tuo,... ebbene da questa gente non solo non dovremmo accettare una sigaretta, ma nemmeno un vaccino». Si scherza si capisce. Però pensate in che mani siamo quando litighiamo per le frescacce politiche.

Il Pio

Presepi laici e presepi brutti


La foto qui sopra raffigura il presepe 2020 in Piazza San Pietro (Città del Vaticano e centro della cristianità) che negli anni passati vedeva presepi bellissimi, tipici della tradizione cristiana e popolare. Ci si stava anche diverso tempo a rimirarli. Quelli degli anni passati. E erano pure scoperti. Passiamo alla Rai, la TV pubblica, sovvenzionata dai cittadini e dunque anche dai cittadini cristiani. Qui hanno pensato ad una versione laica (!) della natività, con Gigliola Cinquetti (nella parte della Madonna) e Lucio Dalla (nella parte di San Giuseppe). L'opera è stata commissionata dalla Rai all’artista di fama internazionale Marco Lodola e pagata oltre 30 mila euro. Pare però che ancora non sia stato esposta. in tutto questo mi pare che c'è qualcosa che non va.

Il Pio 

Covid batte inferno.


 
Oggi siamo giunti al punto che si teme più il covid che l’inferno. Il covid terrorizza e provoca un’ansia indicibile, l’inferno invece non si prende nella minima considerazione. Per molti infatti questo nemmeno esiste, per altri invece, la sua esistenza o meno, è assolutamente indifferente e lontana anni luce dalla vita quotidiana. Sicuramente la paura del covid la dobbiamo avere tutti perché è una malattia terribile, maledetta; l’inferno però è sicuramente peggio, dura tutta l’eternità, fa patire molto di più: ne dovremmo avere un timore ancora più grande. Folle allora chi teme il covid e per nulla l’inferno. E’ anche vero che qualcuno importante ha detto che l’inferno è vuoto, ma penso che questa sia un’ipotesi strampalata, ed anche molto lontana da quello che aveva detto chiaramente Gesù: “là ci sarà pianto e stridore di denti (Matteo 13,42)” e se ci sono pianti e denti ci saranno anche le persone; e in un altro luogo del vangelo “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna (Matteo 10,28)”. Oggi invece si fa un catechismo che non spiega il catechismo, non si parla mai della morte, del peccato, del paradiso, del purgatorio e soprattutto della dannazione eterna. E come può andare in battaglia e sperare di vincere uno a cui non sono state date le armi, la corazza, la divisa e soprattutto non gli è stato detto chi è il nemico e men che meno, non gli è stato detto che esiste una battaglia terribile che è in corso da almeno duemila anni?

Il Pio

Perle di saggezza.



Vi dono oggi alcune perle di saggezza. «Credete veramente che Gesù è risorto? Non è possibile che le cellule necrotiche possano riacquistare la vita. Gesù è risorto in un’altra dimensione (Sacerdote teologo agli studenti del seminario in procinto di farsi sacerdoti)». «La Madonna è nata vergine, ma dopo il parto non è rimasta vergine, non poteva rimanerci (Sacerdote teologo)». «Al Credo non ci credo e non lo dico (Sacerdote cattolico dopo l’omelia domenicale)». «Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo (capo di un Ordine mondiale)». «Gesù era un abile guaritore, ma certi miracoli come camminare sulle acque sono stati adattamenti letterari degli evangelisti (Cardinale)». Penso che tutti siamo d’accordo nel definire queste frasi (e ce ne sono altre) delle baggianate. Potrebbero essere definite eresie solo se avessi la sapienza e l’autorità per poterlo dire, ma non ce l’ho, né luna né l’altra. Un fatto però lo vedo in tutte queste stramberie. Tutte dimostrano una cosa: non si crede più al Trascendente, alla Divinità, a Dio insomma. A Dio creatore che ha fatto il mondo e con esso tutte le leggi della fisica, della chimica, della biologia, della medicina, della mente dell’uomo… e come le ha fatte all’origine, essendo Onnipotente, le può anche disfare, modificare come e quando vuole Lui. Se non si crede più a questo, è naturale credere che la Madonna non sia più vergine dopo il parto, che Gesù non poteva risorgere, né camminare sulle acque… non crediamo più a un Dio dunque che può aiutarci in questa terra e salvarci alla fine della vita. E la cosa non ci fa bene.

Il Pio

C’era una volta…


Non è che prima tutto era più bello e ora è tutto più brutto. Non è che prima erano tutti buoni e ora sono tutti cattivi. Anche prima c’erano i santi e i demoni, proprio come ora. Non a caso San Pietro diceva ai cristiani del suo tempo «Salvatevi da questa generazione perversa» (pensate un po’!). E’ un errore ragionare in quel modo. Qualcosa però è effettivamente cambiato tra prima e dopo. Prima si conviveva more uxorio proprio come oggi, ma mentre prima si sapeva che era un peccato (e lo si faceva lo stesso), oggi a nessuno questo viene in mente e soprattutto, qualora gli venisse detto, non gliene importa nulla. Anche prima si abortiva lo stesso, come oggi (solo un po’ di meno forse), ma tutti sapevano che era un peccato e lo facevano lo stesso, oggi al peccato nessuno ci pensa più, ma soprattutto tutti sono certi che quello è un diritto inalienabile. Prima i preti parlavano di dottrina e di catechismo, oggi di ecologia, di verbi greci e di Greta Thunberg. Prima a messa si entrava e si stava in silenzio, nel pieno rispetto di Nostro Signore presente in mezzo a noi e tutti sapevano di questa Presenza, ora si entra parlando a alta voce senza nemmeno segnarsi, salutando tutti, talvolta si balla sgraziatamente e si esce travolgendo quelli che si permettono di fare una genuflessione rivolta al Tabernacolo. Prima tutti sapevano che gli islamici potevano essere per i cristiani molto pericolosi, tutta la storia cristiana lo insegnava chiaramente, oggi utilizzando come slogan “ero forestiero” se ne stanno accogliendo un numero sempre più alto e chi non è d’accordo non è (ovviamente) un buon cristiano. Prima nessuno avrebbe mai pensato che si poteva cambiare la preghiera di Gesù, oggi qualcuno, certo con validissimi motivi, ci ha pensato e lo ha fatto (facendo nascere un po’ di dubbi ai fedeli). Quello che ora è cambiato rispetto a prima è che si è diffuso nella Chiesa un pensiero non cristiano che prima non c’era almeno non a questi livelli e che come un fumo maledetto e psicotropo, ci ha fatto perdere tutto il passato, e ritenere che tutto della nostra religione debba essere rinnovato e cambiato. Allora torniamo a San Pietro, in tutti i sensi e come lui mettersi nella mente: «Salvatevi da questa generazione perversa».

Il Pio

 

Del modo di assistere alla santa Messa.


 665 D. Quali cose sono necessarie per ascoltare bene e con frutto la santa Messa? 

R. Per ascoltare bene e con frutto la santa Messa sono necessarie due cose: 

   1. la modestia della persona; 

   2. la divozione del cuore. 


666 D. In che consiste la modestia della persona? 

R. La modestia della persona consiste in modo speciale nell'essere modestamente vestito; nell'osservare silenzio e raccoglimento, e nello stare, per quanto si può, ginocchioni, eccettuato il tempo dei due vangeli, che si ascoltano stando in piedi. 


667 D. Nell' ascoltare la santa Messa qual'è il miglior modo di praticare la divozione del cuore? 

R. Il miglior modo di praticare la divozione del cuore nell'ascoltare la santa Messa è il seguente: 

   1. Unire da principio la propria intenzione a quella del sacerdote, offerendo a Dio il santo sacrificio per i fini pei quali è stato istituito. 

   2. Accompagnare il sacerdote in ciascuna preghiera e azione del sacrificio. 

   3. Meditare la passione e morte di Gesù Cristo e detestare di cuore i peccati che ne sono stati la cagione. 

   4. Fare la Comunione sacramentale, o almeno la spirituale, nel tempo che si comunica il sacerdote. 

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

“Frassati Impresa Trasporti”



«Lo prendono in giro, gli amici, lo chiamano “Frassati Impresa Trasporti” perché sempre va nelle “soffitte” degli indigenti, nelle case della periferia di Torino, che è città sì di grandi Santi, di intellettuali ma anche di tanti operai, poveri e soli. In queste case Pier Giorgio porta di tutto: cibo, vestiti, legna, carbone, mobili; per queste persone spende tutti i soldi che la famiglia gli passa, e che saranno sempre meno. Intanto si avvicina anche alla spiritualità dei Domenicani e diventa Terziario; a Berlino avrà l’occasione anche di conoscere padre Karl Sonnenschein, “il San Francesco tedesco”. Questa frequentazione lo fa interrogare sulla possibilità di diventare sacerdote, progetto che però Pier Giorgio accantona perché si rende conto di non avere la vocazione. Ma lui è felice così: diserta le occasioni mondane per la Messa e alla compagnia dei giovani rampolli borghesi predilige quella dei poveri, attraverso i quali sente saziarsi la sua sete di concretizzare il Vangelo. Sarebbe un errore, però, pensare che sia un tipo strano o isolato, tutt’altro:  tra le altre cose, un grande appassionato della montagna e dell’alpinismo».

(Tratto da http://www.santiebeati.it)

La festa dell'incontro non il Natale.


Per capire come stiamo messi, purtroppo basta poco: tante ne fanno e tante dicono ogni giorno. Oramai è certo, siamo destinati a essere soggetti quanto prima al Nuovo Ordine Mondiale e per noi gente normale, non sarà sicuramente una bella esperienza, dati ipotesi e presupposti. L'unico Ente che in terra ci potrebbe salvare da tutta questa disumana tragedia, che potrebbe dire qualcosa a alta voce, farsi sentire, è solo la Chiesa. Come ha sempre fatto in due millenni. Però purtroppo sono sempre di più le dichiarazioni "sacre" che fanno scandalizzare i poveri cattolici rimasti fedeli alla Tradizione e alla Dottrina, che li fanno sentire smarriti, da soli, nella nebbia... Molte ne abbiamo riportate in questo Blog. L'ultima in ordine di tempo è questa. «Il Natale? Meglio proteggere le persone per un bene più grande e poi magari faremo una festa nuova dopo il Covid, la festa dell’incontro». Non si tratta di una esternazione del Presidente Giuseppe Conte, che era liberissimo di fare. Questa dichiarazione è stata fatta da Suor Alessandra Smerilli, a “DiMartedì” (La7) il 25 novembre 2020, davanti dunque a milioni di persone. La Suora è economista e consigliera per il Consiglio di Stato Vaticano, di recente tra le protagoniste dell’evento mondiale "The economy of Francesco". In questo caso non serve nemmeno un commento. Se in terra qualcosa vacilla possiamo sempre contare sull'aiuto del Cielo.

Il Pio 

A proposito di tentazioni...

Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra, che ho percorsa». Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male». Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!». Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.


(Libro di Giobbe, 1, 6-12)

Vento e Tradizione.


Ultimamente mi è capitato di leggere che oggi finalmente, nella chiesa "soffia un vento di novità”. A pelle questa definizione non mi è piaciuta per niente. Poi, più ci pensavo e più quella sensazione di mal di stomaco si consolidava e al tempo stesso, mi metteva in allerta. Partiamo dal concetto di “vento”. Nel Vangelo si legge “il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va… (Giovanni 3,8)”. Sappiamo di dove viene questo nuovo vento e soprattutto dove va, dove ci porta, cioè? Viene da Dio o dal demonio? Ci porta a Dio o al demonio? E poi il concetto di “novità”. Novità è qualcosa che è arrivata adesso, prima non c'era, dunque sono sconosciute le sue origini e il suo destino. Ci fidiamo? Inoltre il termine in sé significa poco: una novità, infatti, può essere buona o è cattiva? Le notizie che leggiamo ad esempio, sono o buone o cattive (spesso, per come va il mondo, sono cattive). Noi cattolici abbiamo sempre seguito (fino a pochi decenni fa) una solidissima Tradizione lunga duemila anni: questa non ha mai ingannato nessuno ed è sempre andata bene per tutti. Se è andata bene per i nostri nonni e per i nonni dei nonni dei nostri nonni, sicuramente potrà andare bene anche per noi.

Il Pio

Pipistrelli e uomini.



All’inizio dicevano che la malattia era stata provocata dai pipistrelli e poi essa si è diffusa tra gli uomini. Non tutti però erano tanto convinti di questa scoperta. Qualcosa gli “puzzava”. Qualcuno (pochi in realtà) sin dall’inizio disse che il covid-19 non era una malattia naturale (come tutte le altre, compresa la peste, il tifo e il colera che tanti stermini hanno compiuto nel corso dei secoli) semmai artificiale: creata a tavolino nei laboratori. Virus che o è sfuggito al controllo oppure ha raggiunto il suo obiettivo. Questo concetto oggi è riproposto con ancor più veemenza. (Qualcuno dice ad esempio che, guarda caso, a Wuhan—la città da dove è partita la tragedia—c’è un laboratorio militare). Comunque sia: pipistrelli o uomini? Sarà difficile che ci verrà data una risposta a questa domanda, per come oggi funzionano le cose. Però se la malattia è venuta dai pipistrelli si può catalogare normale o meglio naturale e allora in questi casi, come ci insegna il catechismo, dobbiamo accettarla con cristiana rassegnazione, mettendoci nelle mani del Signore e della Sua Provvidenza perché ci salvi dal terribile flagello se questo è un bene per la nostra anima oppure ci perdoni dei peccati e ci accolga in Paradiso. Altro non ci è dato di fare. Se però la malattia è artificiale, cioè creata in laboratorio per gli interessi maledetti di qualcuno, il concetto della rassegnazione vale lo stesso anche qui, per forza, perlomeno per questo non possiamo dare la colpa a Dio, come facciamo sempre insensatamente, come gente petulante e stupida. Qui la colpa è dell'uomo e del Principe di questo mondo. C'è qualcosa che non funziona in lui che non ha mai funzionato, soprattutto se non si affida alla Grazia di Dio. Il demonio ormai è entrato prepotentemente nel mondo e si sta facendo seguire dai potenti (maledetti anche loro!) e purtroppo anche da quelli che non sono potenti. Dobbiamo capire anche che il demonio è un porco, come porci sono quelli che guidano le sorti del mondo. Ci vogliono ammazzare, ridurci, perché per loro siamo troppi. Hanno progetti nefandi... La lotta sarà sempre più dura per noi. Resistiamo saldi nella fede. Affidiamoci alla Regina della Pace. Non possiamo fare altro.



Libertà e responsabilità

 


363. Che cos'è la libertà?

È il potere donato da Dio all'uomo di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stesso azioni deliberate. La libertà caratterizza gli atti propriamente umani. Quanto più si fa il bene, tanto più si diventa liberi. La libertà raggiunge la propria perfezione quando è ordinata a Dio, sommo Bene e nostra Beatitudine. La libertà implica anche la possibilità di scegliere tra il bene e il male. La scelta del male è un abuso della libertà, che conduce alla schiavitù del peccato.

364. Quale relazione esiste tra libertà e responsabilità?
La libertà rende l'uomo responsabile dei suoi atti nella misura in cui sono volontari, anche se l'imputabilità e la responsabilità di un'azione possono essere sminuite e talvolta annullate dall'ignoranza, dall'inavvertenza, dalla violenza subita, dal timore, dagli affetti smodati, dalle abitudini.

(Dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica)

Satana è forte

 

Messaggi della Madonna di Medjugorje

Messaggio del 25 ottobre 2020


''Cari figli! In questo tempo vi chiamo a ritornare a Dio ed alla preghiera. Invocate tutti i santi in vostro aiuto affinché essi vi siano d’esempio e d’aiuto. Satana è forte e lotta per attirare a sé quanti più cuori possibile. Vuole la guerra e l’odio. Perciò sono con voi così a lungo per guidarvi sulla via della salvezza, a Colui che è via, verità e vita. Figlioli, ritornate all’amore verso Dio e lui sarà la vostra forza ed il vostro rifugio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.''

Ci salvi chi può!

 


Mi sembra di stare come dentro un bel castello, che da anni ha retto a uragani, terremoti, fulmini, attacchi di barbari,... intorno a me ora, tutte le mura, le scale, i soffitti, le torri stanno crollando e restano solo macerie; il principe e la sua corte che hanno provocato il crollo, da tempo sono fuggiti. I soldati col comandante sono scappati durante la notte insieme a tutti i preti, cappellano compreso. Restano solo le persone normali che non sanno cosa fare. Senza più una difesa (fisica e morale), senza una casa, abbandonati in balìa delle belve e dei selvaggi. Scusate ma ho proprio questa impressione. Tutti gli ultimi Governi hanno solo fatto danni enormi. Siamo letteralmente invasi da gente che non vede l'ora di poterci tagliare la gola, distruggere le chiese, e giocare a pallone dentro la cattedrale di San Pietro. A pallone, magari con la testa di qualche santo... La chiesa, lo dico con le lacrime agli occhi, non testimonia Gesù e non sembra più ferma sui principi che per duemila anni sono stati sempre intoccabili per tutti (per la salvezza di tutti), creando così nel popolo di Dio pericolosissimi dubbi e incertezze, usando metodi moderni che però fanno uscire chi era dentro e non fanno entrare quelli di fuori. il popolo non è da meno: ha gettato via la fede dei nonni come fosse immondizia, per barattarla con il senso comune, con la moda, con la tranquillità borghese,  perdendoci però "cifre" straordinarie. Quanta gente si trova all'Inferno per questo motivo? Non era così prima! Sta venendo giù tutto. Siamo al "si salvi chi può"... Un punto però resta ancora fermo. l'Unico che ci può salvare adesso come ieri, è Gesù. Lo dobbiamo implorare di aiutarci a non perderci. Dobbiamo rivolgerci a Sua Madre, la Madonna, che sola può convincerLo a non darci quello che ampiamente meritiamo, per la nostra stupidità, piccineria, per il nostro tradimento, ma piuttosto un aiuto e un sostegno.

Il Pio


In Italia e fuori



Mi sono imbattuto nella prima pagina de Il Messaggero del 6 luglio 1908. Pagina gialla. invecchiata. Le cose che piacciono a me. Tra le varie notizie messe una sotto all'altra, forse senza un criterio, senza foto, nè una moderna impaginazione, nella rubrica "In Italia e fuori - Fascio di notizie" mi ha colpito quella che ora vi riporto pari pari. 

«Ad Alecon il Giudice di pace ha assolto i curati di tre parrocchie di Alecon, ai quali era stata fatta una contravvenzione il Giorno del Corpus Domini per infrazione alla ordinanza prefettizia che interdice le processioni».

Il Pio


Non si fa


 Una volta ho sentito un giovane sacerdote che contestava un certo Dogma, dimostrando il contrario. Non si fa. Il Dogma è una verità di fede che i battezzati non possono discutere, se non sono d’accordo si può sempre andare da un’altra parte. Chi vuole restare dentro un recinto, deve rispettare le regole del recinto… Però al tempo stesso bisogna avere misericordia, perché spesso oggi i seminaristi sono allevati con volumi di teologia che non sempre aiutano a conservare, chiarire, approfondire la fede e la sana dottrina (quando non sfiorano l’eresia). Ma le unioni civili non sono (ancora) un Dogma e allora posso discuterne. Qui non è una questione di destra o sinistra, né una questione di diritti umani, di scelte e desideri personali che in uno Stato Laico tutto questo è oggetto di protezione e tutela. Qui parliamo di catechismo della Chiesa Cattolica e il catechismo ce lo ha dato Gesù. Il catechismo non si può cambiare, appunto perché non ce lo abbiamo fatto noi. Non si fa… Soprattutto alla vigilia della probabile approvazione di un terribile DDL che è costruito proprio contro la famiglia naturale, la Chiesa e la libertà di opinione e pensiero. Con il rischio della galera a chi non si allinea. Non si fa.

Il Pio.

Potere! Potere!


Il Potere è una brutta bestia nelle mani di un uomo poco saldo. Basta osservare ad esempio, come si comportano molti uomini politici e cosa farebbero e fanno per la poltrona. D’altra parte, si sa, il Potere, insieme alla Lussuria e al Denaro sono i tre lacci con cui quel porco del demonio ci tiene attaccati a sé e se non stiamo attenti, se restiamo attaccati ad essi, andremo dritti dritti a casa sua. Mi è capitato tempo fa di verificare come si comporta un uomo in preda al Potere. Quello che faccio è un esempio minimale, una piccolezza, ma se visto sotto una certa ottica potrebbe essere anche pedagogico. Stavo in una grande città italiana e ero salito in pullman per tornare in albergo. Il pullman riparte e dopo pochissimi secondi si ferma e riapre le porte. Aveva percorso 10 metri, forse meno. Io ero prossimo all’autista e un signore anziano gli chiese perché mai si fosse rifermato così presto e perchè mai ci fossero due fermate così vicino. L’autista poteva anche rispondere in modo sgarbato, avendo peraltro tutte le ragioni, invece senza fare giri di parole, ritenendo probabilmente quel passeggero petulante, anche lui, vittima di prepotenze e angherie continue, dunque un amico, disse: «in quella casa davanti a lei, abitava un Questore e lui ha voluto la fermata dell’autobus proprio qui e tanto ha fatto e tanto ha detto che l’ha ottenuta. Ora lui è andato via, ma la fermata è rimasta». Nient'altro che un privilegio. Noi, povero popolo, contro le persone affette dal Potere non possiamo fare nulla, vivono in un altro mondo e se potessero eliminerebbero tutti gli ignoranti e cafoni, come noi. Noi non possiamo fare nulla, se non fare di tutto per stare lontanissimi da quei maledetti tre lacci. Forse potrebbe essere utile pregare per noi e per le nostre famiglie perché nessuno è dispensato da quei lacci. Anche chi è a capo di una piccola comunità, di un Istituto scolastico, di un ufficio... potrebbe farsi prendere dal Potere. Forse potrebbe infine essere utile pregare proprio per gli affetti dal Potere: per i nostri governanti, per chi ha responsabilità pubbliche,… perché almeno all’ultimo secondo di vita possano pentirsi dei peccati commessi e aprire definitivamente le braccia e l'anima a Gesù.
Il Pio

Il mondo non cambia mai


 

Dal Vangelo secondo Luca
(Lc. 11,42-46)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

"Decidetevi per la santità"


 

MESSAGGIO DEL 25 MARZO 2020

Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



MESSAGGIO DEL 19 SETTEMBRE 2020 (IVAN)


Cari figli, se voi non pregate, non potete scoprire, non potete sentire il mio Amore, non potete scoprire il piano, il progetto che ho con voi. Particolarmente vi invito a pregare perché satana non vi attiri con la sua arroganza, con la sua prepotenza e con il suo falso potere. Grazie, cari figli, perché anche questa sera avete risposto alla mia chiamata.



MESSAGGIO DEL 25 SETTEMBRE 2020

Cari figli! Sono con voi così a lungo perché Dio è grande nel suo amore e nella mia presenza. Figlioli, vi invito a ritornare a Dio e alla preghiera. La misura del vostro vivere sia l'amore e non dimenticate, figlioli, che la preghiera e il digiuno operano miracoli in voi e attorno a voi. Tutto ciò che fate sia per la gloria di Dio e allora il Cielo riempirà il vostro cuore di gioia e voi sentirete che Dio vi ama e manda me per salvare voi e la terra sulla quale vivete. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.


(Tratto da I Messaggi Di Medjugorje Anno 2020
https://medjugorje.altervista.org/index.php/messaggi/medjugorje/tutti/2020)

“I carrettieri non sanno che bestemmiare”



Un’ apparizione—approvata dalla Chiesa—che poco si conosce o meglio che si dovrebbe conoscere di più, è quella avvenuta a La Salette in Francia. La Madonna appare a Mélanie Calvat, di circa 15 anni e Maximin Giraud, di circa 11, entrambi poverissimi e mai andati a scuola. Sabato 19 settembre 1846 i due pastorelli stavano salendo di buon’ora i versanti del monte Planeau, al di sopra del villaggio di La Salette, portando al pascolo le mucche. La Madonna apparve come suo solito, all’improvviso e disse loro tra l’altro: «Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più trattenerlo». «Da quanto tempo soffro per voi!». «Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, sono incaricata di pregarlo incessantemente e voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi». «Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e non me lo volete concedere. È questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio». «E anche quelli che guidano i carri non sanno che bestemmiare il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che tanto appesantiscono il braccio di mio Figlio». «Dite la vostra preghiera, figli Miei?» «Non molto Signora» – rispondono i pastorelli «Ah, figli Miei, bisogna dirla e bene, sera e mattino. Quando non avete tempo, dite almeno un Padre Nostro o un’Ave Maria. Quando potrete far meglio, ditene di più. A messa, d’estate, vanno solo alcune donne più anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che fare, vanno a messa ma per burlarsi della religione. In quaresima vanno alla macelleria come cani…». Alla fine oltrepassò il ruscello e iniziò a salire il versante opposto. Senza più voltarsi diede un ultimo invito: «Ebbene, bambini miei, voi lo farete sapere a tutto il mio popolo». Giunta sulla cima del colle, s’innalzò da terra e man mano spari, lasciando stupefatti i due pastorelli che l’avevano seguita. Parole dure, ma sono le parole di una mamma che vuole rimettere in riga i proprio figli tanto amati, che però si stanno dirigendo (o stanno già) su una strada brutta e di perdizione; in questi casi non si può usare il “miele”, ma ci vuole il “bastone”. Dunque: la Madonna soffre per noi, trattiene a malapena il braccio di Gesù e prega per noi che non ci rendiamo conto, la domenica sarebbe meglio non lavorare, non bisogna bestemmiare, ma piuttosto pregare e andare a messa. Ci conviene convertirci quanto prima e cioè passare da uno stato in cui siamo noi il centro della nostra vita a un altro in cui è Dio e la Madonna il centro della stessa.

Il Pio

"Il Covid viene dal diavolo"


 
«Il piano di Satana si è già realizzato, nel mondo regna la falsa religione dell'uomo che si è sostituito a Dio». «La Madonna ha un piano per salvare l'umanità, questo è il tempo del combattimento spirituale che prepara il trionfo del Cuore Immacolato di Maria». «Accadranno cose terribili, ognuno dovrà decidere se affidarsi a Dio o no, in gioco c'è la salvezza eterna». «Il coronavirus viene dal diavolo, è una prova: la soluzione è rinunciare a Satana e ritornare a Dio». «Il culto della Madre Terra è una delle forme della falsa religione, è una cosa terribile e ridicola». «Siamo entrati nel tempo dei dieci segreti».

(da un'intervista di Riccardo Cascioli del 26-06-2020 a 
Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, alla Nuova Bussola Quotidiana).

Non siamo padroni della vita


 
«Non uccidere»


412 D. Perché è peccato grave uccidere il prossimo?
R. Perché l'uccisore si usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza dell'umano consorzio, e perché toglie al prossimo la vita, che è il più gran bene naturale che ha sulla terra.

413 D. Vi sono dei casi nei quali sia lecito uccidere il prossimo?
R. È lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si eseguisce per ordine dell'autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.

414 D. Dio, nel quinto comandamento, proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo?
R. Si, Iddio nel quinto comandamento proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo con lo scandalo.

415 D. Che cosa è lo scandalo?
R. Lo scandalo è qualunque detto, fatto o omissione, che è occasione ad altri di commettere peccati.

416 D. È peccato grave lo scandalo?
R. Lo scandalo è un peccato grave, perché tende a distruggere la più grande opera di Dio, che è la redenzione, con la perdita delle anime; dà al prossimo la morte dell'anima togliendogli la vita della grazia, che è più preziosa della vita del corpo; è causa di una moltitudine di peccati. Perciò Iddio minaccia
agli scandalosi i più severi castighi.

417 D. Perché nel quinto comandamento, Dio proibisce il dar morte a se stesso, ossia il suicidio?
R. Nel quinto comandamento, Dio proibisce il suicidio perché l'uomo non è padrone della sua vita, come non lo è di quella degli altri. (...)

(Tratto dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

7 ottobre


Pure in passato l’Islam voleva conquistare l’Europa. In passato la cristianità ha trovato spesso la forza e il coraggio di respingere l’invasione. La Battaglia di Lepanto che avvenne il 7 ottobre 1571, impedì all’esercito musulmano di invadere l’Europa cristiana, ponendola tutta sotto il dominio della mezzaluna. “Pio V non ebbe paura della violenza musulmana e non tergiversò. Preoccupato delle mire geopolitiche dei turchi, promosse la «Lega Santa», che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, dell’Impero spagnolo (con il Regno di Napoli e di Sicilia), dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana e del Ducato di Urbino, federate sotto le insegne pontificie. Dell’alleanza cristiana faceva parte anche la Repubblica di Lucca”. Era chiaro al Papa che in gioco c’era la difesa della cristianità intera. “Prima della partenza della Lega Santa per gli scenari di guerra, il Papa benedisse lo stendardo della flotta (…), raffigurante, su fondo rosso, il Crocifisso posto fra gli apostoli San Pietro e San Paolo e sormontato dal motto costantiniano In hoc signo vinces”, La battaglia navale avvenne a Lepanto, nella Grecia Meridionale, il 7 ottobre 1571 e la Lega Santa riportò una memorabile vittoria sull’esercito ottomano. Papa Pio V, prima di essa, aveva chiesto a tutta la cristianità di recitare il santo rosario perché l’invasione e quanto sarebbe conseguito, non fosse permessa. Infatti la vittoria “si verificò grazie, soprattutto, alla crociata di Rosari che erano stati recitati per ottenere l’aiuto divino. Il trionfo venne comunicato “in tempo reale” al Vicario di Cristo, che ebbe una visione: Angeli in coro intorno al trono della Beata Vergine, che teneva in braccio il Bambino Gesù e in mano la Corona del Rosario. Dopo l’evento prodigioso – era mezzogiorno – il Papa diede ordine che tutte le campane di Roma suonassero a festa e da quel giorno viene recitato l’Angelus proprio a quell’ora. Il 7 ottobre del 1572 venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto con l’istituzione della «Festa di Santa Maria della Vittoria», successivamente denominata, sotto il pontificato di Gregorio XIII, «Festa di Nostra Signora del Rosario». I soldati di ritorno da Lepanto, sbarcarono a Porto Recanati (AN) e in pellegrinaggio, arrivarono a Loreto per ringraziare la Madonna dell’aiuto che aveva loro dato. I forzati che erano stati messi ai banchi dei remi furono liberati: sbarcarono a Porto Recanati e salirono in processione alla Santa Casa, dove offrirono le loro catene alla Madonna e con esse saranno costruite le cancellate poste agli altari delle cappelle della chiesa”.

Il Pio

(Le parti tra virgolette sono da: Cristina Siccardi da Radici Cristiane, dicembre 2018 – tratto da www://www.cristinasiccardi.it/il-papa-di-lepanto/).




 


“Chi si ricorda dello sterminio degli armeni?”


 
“Estate 1915. Mentre infuria il primo conflitto mondiale, nella parte orientale dell’Impero ottomano si consuma silenziosamente una delle tragedie più terribili nella storia del XX secolo: il genocidio degli armeni, progettato e messo in atto dai turchi con una premeditazione e una ferocia inaudite. Scarsissime le notizie che filtrano oltre confine, pochi i testimoni oculari in grado di fornire un quadro dei concitati avvenimenti di quei mesi. Avvenimenti che in seguito sarebbero quasi scomparsi dalla memoria storica dell’Occidente, fugacemente accennati nei libri di storia, nonostante le impressionanti dimensioni e la gravità dei fatti. In breve, tra il 1915 e il 1917, il governo turco dispose e mise in atto lo sterminio dell’intera popolazione armena. Sulla fine della guerra, dei circa due milioni e 100mila armeni residenti nelle province dell’Impero ne restavano in vita solo 600mila. Un popolo sopravvissuto a secoli di dominazioni straniere giunse in pochi mesi alla soglia dell’annientamento. Ma quest’evento fu il punto d’arrivo di una dinamica geopolitica che ha radici lontane nel tempo (stralci presi da 30 giorni, Il Grande Male, Giovanni Ricciardi Arch. 12-2001)”. Passano un po’ di anni (poco meno di venti) e Adolf Hitler, il famoso fuhrer Tedesco, pronunciò una frase che per alcuni è tristemente famosa (ma per altri assolutamente sconosciuta): “Chi si ricorda oggi dello sterminio degli armeni?”. La pronunciò infatti nel 1939, quando ordinò di procedere per la “soluzione finale”, quindi con lo sterminio degli ebrei. Qualcuno provò ad eccepire infatti che sterminare milioni di ebrei non sarebbe passato inosservato, ma il Führer sentenziò: “Chi si ricorda oggi dello sterminio degli armeni?”. Vedete come funziona il mondo? Vedete come stiamo messi noi povero popolo abbandonato. Le redini del mondo ormai da diversi decenni le tiene il demonio. Solo la Madonna ci potrà salvare.

Il Pio




«Combattiamo contro i cristiani crociati»



Ricordiamoci che per loro anche noi siamo comunque “cristiani crociati”. Nessuno ci difenderà, come nessuno difende tanti poveri cristiani massacrati dai musulmani più integralisti, in ogni parte del mondo. Solo la Madonna ci potrà aiutare ma dobbiamo affidarci tutti a Lei, con preghiere e sacrifici, pronti anche a subire il martirio a maggiore gloria di Dio (Il Pio).  


“Vanno avanti da tre giorni gli scontri tra Armenia e Azerbaigian nella regione del Nagorno-Karabakh. Quasi 100 persone, tra combattenti e civili, sono già morti, mentre i feriti si contano a centinaia (…). Ad aggravare la situazione, c’è l’iniziativa della Turchia, che come confermano diverse fonti ha inviato migliaia di mercenari siriani “ex ribelli” in Azerbaigian per sostenere la «crociata contro i cristiani» (…). Secondo quanto riportato dal Guardian, la Turchia, che ha forti legami etnico-economico-culturali con l’Azerbaigian, attraverso una compagnia privata ha già ingaggiato migliaia di islamisti siriani per combattere a fianco degli azeri. Molti sono già arrivati a Baku, altri partiranno a breve attratti dallo stipendio di circa 1.000 euro al mese. Secondo il giornale britannico, l’invio di mercenari è un «segno del crescente desiderio di Ankara di proiettare la propria potenza all’estero, con l’apertura di un terzo teatro di scontro con la Russia», dopo la Siria e la Libia (…). Parlando con fonti turche, siriane e azere, AsiaNews ha rivelato che già 4 mila mercenari siriani si trovano in Azerbaigian, mentre altri mille sono in partenza. L’obiettivo è «combattere contro i cristiani crociati», spiega un ribelle siriano: «Fa parte del jihad: è una guerra santa di musulmani contro cristiani».

(Stralci dell’articolo di Tempi, Leone Grotti, 29 settembre 2020)



 


Quello.


 

Però quello c’è. Il fatto che nessuno ne parli più (soprattutto quelli che ne dovrebbero parlare), non significa che davvero non esista. E il fatto che nessuno ci creda più, non significa che non continui da sempre a fare danni gravissimi. Il demonio esiste almeno dall’inizio del mondo, come anche tutta la schiera dei suoi fedelissimi dannati accoliti che “vagano per il mondo a perdizione delle anime (dalla preghiera a San Michele Arcangelo)”. Loro erano angeli, ma si sono ribellati a Dio e dunque la loro situazione è divenuta eterna. Tutti questi infatti sanno già che alla fine saranno tutti sprofondati insieme a Satana all’inferno per l’eternità, sanno bene che la situazione è per loro irrimediabile e definitiva, e questo li ha fatti caricare sempre di più di odio e invidia verso gli uomini che—appunto non sono angeli ma semplici uomini—i quali fino all’ultimo secondo della vita hanno sempre la possibilità di chiedere scusa, di essere perdonati e andare in Paradiso (loro no, la condanna è stata già emessa in via definitiva). Col demonio ci ha combattuto duramente san Antonio abate, San Francesco d’Assisi, ci ha combattuto anche fisicamente padre Pio e molti altri santi; ci ha combattuto per primo anche Gesù al termine dei quaranta giorni nel deserto... come si fa a pensare che non esistano i demoni e i dannati? Figuriamoci se Satana non attacca anche noi, debolissimi nella fede, in un mondo che ha perduto quasi del tutto la fede e in cui tutto parla solo ed esclusivamente laico. Satana si è scatenato: ormai molte profezie dicono che vuole distruggere il mondo. Ripeto si può anche non credere a tutto questo, ma ci mette ancora di più nella condizione di essere deboli e senza armi contro di lui. Se abbiamo la fede, siamo senza peccato, frequentiamo i sacramenti, sarà difficile che quello ci faccia male (ma occorre comunque fare attenzione perché quello è pericolosissimo). E comunque dovremo combattere sempre, per tutta la vita contro di lui, fino all’ultimo istante, quando ormai in agonia farà di tutto per farci tradire Gesù e per portarci nella sua casa (“Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell’ultima agonia”). Satana ha poi un’ottima dialettica; non si può trattare con lui, se ci tenta sul nostro punto debole (il sesso, i soldi, il potere, l’invidia,…) e vogliamo “dialogare con lui”: vince di sicuro, alla grande. Quello è forte e ha un’ottima dialettica, ci sopraffà facilmente. Ma quando ci tenta noi dobbiamo reagire o col dire il rosario, o col chiedere aiuto alla Madonna e ai santi, o col leggere Topolino, o col fare pernacchie o scappare e abbandonare i nostri pensieri. Satana sta facendo danni enormi, sta conquistando il mondo e temo che saranno tantissimi quelli che finiranno definitivamente nella sua calda casa per sempre. Resteremo in pochi (io spero di essere fra questi) se combatteremo sempre saldi nella fede, sotto la croce di Gesù.

Il Pio

Carretti da tirare

 


Bisogna ammettere che di strafalcioni ne dicono tanti, quelli. Ne sono pieni i giornali di ignoranze abissali, dette con la più totale sicumera. Dai nostri politici, parlamentari e ministri. “Informazione a 370 gradi”; “il coronavairus”; “buona pascuetta”; “Migrante? È un gerundio”; “Romolo e Remolo”; “sotto l’egidia”; (il famosissimo) “traccie” del Ministero dell’Istruzione; e poi i congiuntivi vertiginosi, le spericolate citazioni dei personaggi della storia e della mitologia… Questi sono solo esempi, giusto per capirci. Alcuni. Ma in qualunque dibattito, in qualunque discussione o contrapposizione è ignobile, per vincere sull’avversario, far leva sulla sua ignoranza. Perché se uno è ignorante potrebbe e anche non essere colpa sua, tuttavia e ciò nonostante,questi potrebbe essere invece un uomo onestissimo, bravissimo e lucidissimo, le cui idee e il cui apporto politico potrebbero divenire insostituibili e efficacissimi per il bene del popolo. Giusto: conosco infatti, uno che da ragazzo ha iniziato poverissimo a lavorare col carretto e oggi si trova a avere una catena di negozi in tutta Italia. Ecco. Solo che in Italia ancora dobbiamo trovare questi personaggi. Ieri a messa, durante l’omelia il sacerdote diceva che non possiamo fare di tutta un’erba un fascio dei politici. Io infatti non la voglio fare, ma il principio è sempre quello: se il 50% della classe politica fosse brava, saremmo la prima nazione al mondo, ma così non è (purtroppo). Se fosse solo il 30% staremo messi molto bene, ma così non è (purtroppo)… Quanti ne sono quelli bravi, vedendo tutto quello che accade in Italia e pensando al peggio che già si vede all’orizzonte? Ormai loro ci hanno venduti. Se vogliamo salvare l’Italia possiamo solo fare due cose: convertirci a Nostro Signore, Padre buono e vivere di conseguenza nella realtà in cui siamo stati messi; pregare ogni giorno Dio e la Madonna perché quei nuvoloni nerissimi che paurosamente vediamo all’orizzonte, quando sarà ora e se questo fosse per la nostra salvezza, scompaiano completamente.

Il Pio

Cacciateli via!


 

Negli ultimi cinquant’anni il problema centrale di molte parrocchie e diocesi sono stati “i giovani”. “I giovani oggi sono cambiati—si diceva e purtroppo si dice ancora oggi—se gli parli di Gesù, di Dio, di peccato, di seguire una strada, di sacrificio, di impegno, di inferno e paradiso… scappano e li perdiamo”. Bisogna dunque andare “leggeri-leggeri” con loro, “aspettare i tempi giusti” per evitare il pericolo di fuga (...da Alcatraz?). Forse quegli ecclesiastici non ricordavano che ogni epoca ha avuto un suo “oggi” e di conseguenza un suo “ieri”, sensibilmente diverso dall’oggi, che i giovani “moderni” ci sono stati in ogni epoca e che è vero che oggi i tempi sono cambiati, ma l’uomo è rimasto sempre quello creato dal fango da Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra. E che esso ha ancora lo stesso cuore, lo stesso desiderio e lo stesso peccato originale di tutti quelli che furono nei tempi passati. Poco più di cinquant’anni fa, un anno prima di morire, padre Pio, ebbe modo di parlare più o meno di questo argomento in maniera secca e chiara come era solito fare. Infatti “Nel 1967, un giorno, alcuni confratelli di Padre Pio, presente il Definitore Generale, parlavano dei problemi dell’Ordine, quando il Padre assunse un atteggiamento impressionante. Guardando lontano gridò: «Ma che state facendo a Roma? Ma che state combinando? Questi vogliono toccare perfino la Regola di san Francesco!». Il Definitore: «Padre, si fanno questi cambiamenti perché i giovani non vogliono saperne di tonsura, abito, piedi nudi…». «Cacciateli via! Cacciateli via! Ma… che son loro che fanno un favore a san Francesco a prendere l’abito e la sua forma di vita, o è san Francesco che fa un dono a loro? (*)». Ci sarebbe da riflettere su questa posizione del santo Cappuccino. Sarebbe da mandarla a memoria fino a che non è un tutt’uno con il nostro cuore. La testimonianza della fede deve essere sempre forte e chiara, non invece leggera, borghese o a rate, costi anche il martirio. Dovremmo rivedere anche una metodologia di catechismo forse un po’ troppo melensa che poco rimane nel cuore dei giovani e che comunque non gli cambia la vita, troppo abituati a trattare con la chiarezza, l’attrattiva e la forza della playstation, della pornografia ad altissimi livelli ormai reperibile facilissimamente su internet, delle cattive compagnie, delle donne disinibite e tanto espansive, dei film e delle musiche con messaggi pessimi, di una politica che… lasciamo perdere; è inevitabile che tutto questo abbia un’attrazione assai più forte di una pappetta spesso incomprensibile e senza sale: questa non può fare in nessun modo da contraltare a quella, è troppo debole, non può reggere all’urto. Abbiamo visto che—con questo metodo—dopo cinquant’anni le cose per i giovani (e ormai per gli ex giovani) non sono andate bene, anzi sono peggiorate: perchè non cambiamo metodo e torniamo alla modalità dei vecchi tempi? E’ andata bene per tanti santi, per tanti giovani e per tante persone, perché non dovrebbe andare bene anche oggi. Perché continuare cambiare quando la realtà ci dice che la strada è sbagliata?

Il Pio 


(*) Estratto del libro “Padre Pio nella sua interiorità. Figlio di Maria, francescano, stigmatizzato, sacerdote, apostolo, guida spirituale”, di Don Attilio Negrisolo, Don Nello Castello, Padre Stefano Maria Manelli (Edizioni San Paolo, Roma, 1997)

Non è normale, per noi

 


Mettiamo che le notizie che girano su internet siano fake news (notizie false) al 50%. Mettiamo per essere sicuri, lo siano al 60%. Dunque almeno il 40% di esse sono vere. Anche al 40% di esse si potrebbe desumere, con tutte le riserve, che è alto il numero di uomini di colore che violenta, ammazza, ferisce uomini bianchi. Qui di default parte generalmente il “sei razzista, fascista e pure omofobo (tanto che ci siamo)”. Parte anche in automatico un bel “è il clima di odio e di violenza che genera la destra”. (Queste frasi, come sapete, sono importanti in clima elettorale, utili solo e soltanto ai politici che si devono “scannare” nelle trasmissioni TV, ma al popolo non servono assolutamente a nulla: fanno restare tutto dov’è, esacerbando ulteriormente gli animi). Ma se lasciassimo perdere le frasi fatte dei politici che si rimpallano continuamente le colpe e soprattutto i politici stessi e restassimo invece nella pura materia dei numeri e della cronaca nazionale, vedremo altro. Come per esempio vedremo che se è un uomo di colore a subire violenze da un bianco, per tre giorni giornali e telegiornali ne parleranno con il massimo disdegno, con la partecipazione ai funerali delle alte cariche dello Stato. Se invece è un bianco a soccombere sotto le ripetute coltellate, bastonate, i calci di un nero non se ne parla (o forse solo nella cronaca locale) e nessuno di quelli lassù andrà ai loro funerali. Restiamo ai numeri: abbiamo detto che alti sono i casi di violenze contro gli italiani da parte di costoro. Ma mentre per loro derubarci, picchiarci e ucciderci potrebbe in qualche modo essere conforme alla dottrina che gli è stata da sempre  insegnata (anche se, a onor del vero, non tutti la interpretano nella stessa maniera, soprattutto nella maniera più violenta), per noi non è assolutamente normale che ne facciamo entrare un numero così esagerato da anni e anni. Il problema dunque non sono loro che fanno quello che fanno. Il problema siamo noi e in particolare quelli che da decenni ci stanno comandando, non so quanto giustamente e responsabilmente. Mi chiedo a chi rispondono, al popolo temo proprio di no. Qualcuno deve difendere la Patria (che non è un termine fascista, ma significa semplicemente la terra dei padri, dobbiamo dire anche questo di questi tempi per essere compresi), i suoi confini. I suoi cittadini. Il rischio che tra qualche anno la situazione sarà brutta davvero—ormai irrimediabile—e allora dovremo scappare via dalle nostre case. Tutto questo non è poi tanto inverosimile, se diamo un’occhiata a cosa succede in altri Stati.

Il Pio

E’ somma ingiustizia? Paletti e punti di riferimento

 



Uscendo dalla messa c’era un gruppetto di anziani che confabulava. Parlavano di quelle persone che, per essersi difesi
 da un ladro, nel cuore della notte, dentro la propria casa, si sono trovati in carcere e costretti a risarcire il malvivente e/o i suoi eredi. Per loro (e forse non solo per loro) quella era una somma ingiustizia. Irragionevole. Iniqua. Cercavano soluzioni, ma per come stiamo messi, è improbabile  trovarle. Ci ho riflettuto sopra. Ho sempre pensato che il concetto di giustizia fosse naturale, cioè universale e valido per tutti gli uomini del mondo. Ma pensandoci bene, osservando la realtà, non mi pare sia proprio  così. Ad esempio ci sono zone del mondo in cui la suddivisione del popolo in caste profondamente radicata e rigorosamente ereditarie è ancora oggi accettato e sentito giusto da gran parte di quella popolazione (peraltro dopo secoli e secoli). In altre zone, sgozzare o impalare un uomo che professa un’altra religione, anche se non ha fatto nulla di male, è un atto eroico e farsi esplodere in mezzo al mercato, con decine di morti e feriti innocenti, è addirittura un martirio è fonte di santità, e costoro diventano punti di riferimento per le nuove generazioni oltre che per le vecchie. Il fatto è che “giustizia” è un concetto che deve fare riferimento a un “paletto” a un “punto fermo”. Torniamo all’Italia. Fino a poco fa il concetto di giustizia era ancorato a un’idea cristiana del mondo. (Parlo in maniera generale, teorica soprattutto: gli imbecilli, gli scorretti, i disonesti, gli ingiusti, i “maiali”… ci sono sempre stati anche quando il cristianesimo era vivissimo e spesso erano questi che vincevano). Fino a quando però la giustizia aveva come riferimento il “paletto” cristiano si ragionava più o meno con la seguente massima: chi sbaglia paga e paga tutto quello che deve pagare (giustizia retributiva). Però tutti ragionavano anche con altre belle massime: non si può uccidere un uomo solo perché è di un’altra religione; il prossimo deve essere amato e rispettato come se stessi; nessuno è superiore agli altri; sacrosanto poi è il diritto alla legittima difesa per cui chi difende la propria vita o quella dei vicini, non si rende colpevole di omicidio o di ferimento, etc.; anche lo Stato ha un diritto alla legittima difesa, e via dicendo. E chi ragionava diversamente dal “paletto” sapeva bene che non stava facendo le cose dritte (anche se le faceva ugualmente). Così tolto anzi sradicato e buttato lontano, quel “paletto”, senza sostituirlo con null'altro, ci ritroviamo che la giustizia amministrata o solo pensata, è spesso svincolata da una morale chiara e dunque soggetta al relativismo e al soggettivismo più cieco e spietato. Disperato. Soggetta pure alle mode politiche o personali, alle influenze dei potenti della Terra... E nessuno può farci nulla. Il ritornello allora, è sempre quello: bisogna far ritornare l’Italia un Paese cristiano. A costo della vita.

Il Pio

11 settembre

 

Mentre sto scrivendo il calendario mi fa presente che siamo giunti all’11 settembre. In questa data nel corso dei millenni, sono avvenuti tanti fatti più o meno importanti. Quelli che mi ricordo bene sono però solo due. Uno è l’11 settembre del 1683, quando l'esercito della Lega Santa respinse il tentativom ottomano islamico di invadere Vienna la Capitale austriaca da lì il resto d'Europa, Roma, centro della cristianità,compresa; la vittoria avvenne anche grazie al frate Marco d'Aviano che fece davvero di tutto per impedire l’invasione islamica. L’altro è l’11 settembre del 2001 quando terroristi islamici hanno abbattuto le torri gemelle uccidendo una marea di persone. Quando metto a confronto queste date mi vengono sempre in mente alcune cose. L’11 settembre del 1683 ci testimonia che allora c’era un popolo e sovrani cattolici che sul momento del bisogno comune si univano in nome di Gesù, contro chi voleva invadere le loro terre, sgozzando chi non si convertiva alla loro religione e la Chiesa non si tirava mai indietro e sosteneva tutti anche con le preghiere e le benedizioni. L’11 settembre 2001 ci racconta invece che quel popolo cristiano non esiste più da tempo, le gerarchie della chiesa vogliono inspiegabilmente che continui l’invasione senza limiti dei discendenti degli ottomani; invece gli altri sono rimasti sempre con lo stesso, immutato, desiderio di allora nei nostri confronti. Le due date forse non sono venute a caso. Abbiamo perso nel XVII secolo? Ora vinceremo nel XXI, vi distruggeremo. Piano piano, con la vostra debolezza morale, con le vostre leggi democraticissime e con i nostri sistemi secolari. Ora come allora però potrebbe risuonare ancora l’esortazione di padre Marco d’Aviano (proclamato beato dalla Chiesa) prima della battaglia di Vienna: «…Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli. Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, síici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle Tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di Satana, Tu hai donato tutto il Tuo prezioso Sangue. Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani? Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci? Non dimenticare, o Signore, che, se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il Tuo santo Nome e derideranno la Tua Potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?” (…) Concedi ai príncipi e ai capi dell’esercito la fierezza di Giosué, la mira di Davide, la fortuna di Jefte, la costanza di Joab e la potenza di Salomone, tuoi soldati, affinché essi, incoraggiati dal Tuo favore, rafforzati dal Tuo Spirito e resi invincibili dalla potenza del Tuo braccio, distruggano e annientino i nemici comuni del nome cristiano, manifestando a tutto il mondo che hanno ricevuto da Te quella potenza che un tempo mostrasti in quei grandi condottieri. Fa’ dunque in modo, o Signore, che tutto cospiri per la Tua gloria e onore, e anche per la salvezza delle anime nostre. (…) Te lo chiedo, o Signore, in nome dei tuoi soldati. Considera la loro fede: essi credono in Te, sperano tutto da Te, amano sinceramente Te con tutto il cuore. Te lo chiedo anche con quella santa benedizione, che io conferirò a loro da parte Tua, sperando, per i meriti del Tuo prezioso Sangue, nel quale ho posto tutta la mia fiducia, che Tu esaudirai la mia preghiera.(…) Libera dunque l’esercito cristiano dai mali che incombono; trattieni il braccio della Tua ira sospeso su di noi, e fa’ capire ai nostri nemici che non c’è altro Dio all’infuori di Te, e che Tu solo hai il potere di concedere o negare la vittoria e il trionfo, quando Ti piace (…) (Preghiera di Marco d’Aviano tratta dal sito internet unavox)». Oggi ci manca un padre Marco d’Aviano: i nemici della fede esistono anche oggi, come sono sempre esistiti. Siamo un popolo abbandonato. Non possiamo contare su nessuno. Ma ce la potremo fare o stesso se affidiamo tutto (nazione, popolo, vita e anima) nelle braccia di Maria santissima. E forse Dio avrà compassione di noi.

Il Pio 

Siamo circondati.


Siamo ormai circondati. Sembra che vie d’uscita non ce ne siano. Da una parte ci sono le truppe degli Itellettuali che hanno il compito di confonderci le idee e che hanno fatto diventare un’eroina, la Comandante tedesca che ha speronato una nave della Guardia di Finanza per far entrare in Italia illegittimamente clandestini illegittimi, che hanno intitolato un’Aula del Parlamento (difeso dai Carabinieri) a uno che menava ai Carabinieri, che sostengono che “un africano non può sapere che non si può violentare una ragazza di notte sulla spiaggia” (detto da una donna). Da un’altra parte ci sono le truppe dei Guastatori, che hanno il compito di distruggere la famiglia e imporre ai bambini una mentalità che non è naturale e l’aborto come metodo di distruzione di massa. Da un’altra ancora ci sono le truppe degli Incursori a cui sul principio che i vecchi campano troppo, hanno affidato la consegna di fare qualcosa in merito. Da un’altra parte ancora ci sono le truppe dei Tribunali, quelle dei giudici imprevedibili, la cui giustizia non è intesa da molti come giustizia e che tanto danno fanno al popolo. Ancora; altrove ci sono le truppe navali, quelle che fanno di tutto per far entrare in Italia migliaia di islamici i quali non vedono l’ora di conquistarci (coi loro metodi, ovviamente). Da un’altra parte c’è una consistente truppa che proviene dalla gerarchia della chiesa che di islamici ne vorrebbe far entrare ancora di più perché “Dio lo vuole” e ci invita a andare a braccetto con loro (che però non vogliono), dimenticando che solo Gesù è Via, Verità e Vita e che abbiamo il compito di testimoniare il Suo Vangelo. Da un’altra poi, arrivano le truppe Amministrative che ci riempiono di tasse sempre più alte, ma con pochi benefici e che così fanno chiudere attività e mandare sul lastrico intere famiglie. Siamo circondati. Normalmente di fronte a un attacco, uno Stato difende il suo popolo, invece il nostro non lo fa. Anzi sembra che sia proprio esso a agevolare tutto ciò, inspiegabilmente. Siamo abbandonati. Non c’è via di scampo. L’esercito che ci sta attaccando è troppo forte e immenso e il popolo italiano purtroppo non se ne è accorto del suo arrivo e pensa solo agli smartphone, agli apericena, alla movida, al calcio, alle vacanze e a vedere i politici che si scannano in TV (ma senza mai concludere nulla). L’attacco finale sarà tremendo per tutti, anche per i buonisti, progressisti, anche per i cattolici buonisti e progressisti. Anche per chi non ha fatto nulla perché interessato solo agli smartphone, agli apericena, alla movida, al calcio, alle vacanze e a vedere i politici che si scannano in TV. Vantaggi ne avranno solo quelli che si schiereranno con l’Esercito nemico. Resteremo pochissimi, noi cattolici senza altre ulteriori definizioni. Forse dovremo combattere, stare nascosti, forse saremo arrestati o uccisi. Torturati. Come già succede in altri Stati nel silenzio di tutti e in particolare di certuni che dovrebbero parlare, anzi urlare. Ci saranno tempi bui e tristi come aveva profetizzato Joseph Ratzinger nel 1969 “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare molti degli edifici che aveva costruito nella prosperità. Poichè il numero dei suoi fedeli diminuirà, perderà anche gran parte dei privilegi sociali… Ma nonostante tutti questi cambiamenti che si possono presumere, la Chiesa troverà di nuovo e con tutta l’energia ciò che le è essenziale, ciò che è sempre stato il suo centro: la fede nel Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, nell’assistenza dello Spirito, che durerà fino alla fine. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica”. Questa è la nostra fede. Resteremo in pochi, ma la Chiesa di Dio non morirà. E ripartirà.


Il Pio 

 


Può essere accettata. La 194.

 

Su Avvenire (quotidiano dei Vescovi cattolici) del 27/8/2020 ho trovato un articolo di Angelo Moretti—Presidente della Rete di Economia Sociale Internazionale e della Rete 'Sale della Terra'—intitolato "Superare i residui ideologici" nella Rubrica "Famiglia e vita", riporto di seguito un breve capoverso. 


«...Ma la legge 194 (la legge che disciplina l'aborto, ndr) non è una legge contro la vita e può essere accettata dai cattolici. Riconoscere che un embrione sia l’inizio di una vita significa rendere di per sé illegittima la legge sull’aborto? No, se si intende la ratio legis della 194 per quella che è: una legge che regolamenta un fenomeno, che lo rende una questione pubblica, non una legge che promuove o che serve a dichiarare una questione di principio. La 194 non è una legge che mette in discussione la dignità ontologicamente intrinseca di un embrione, è una legge intervenuta a disciplinare un fenomeno sociale che non ha bisogno di leggi per esistere: l’aborto verrebbe praticato anche in assenza di una norma che ne regolamentasse i contorni e i dettagli della responsabilità pubblica e privata, con grande aggravio e rischio per le donne che decidano liberamente o che si sentano costrette per svariati motivi ad abortire. Un cattolico che chiede di applicare in ogni sua parte la 194 non sta affermando un valore diverso dalla sua fede, crede nella vita, in ogni vita, dal concepimento alla vecchiaia, comprende semplicemente un’impalcatura legislativa che definisce una cornice entro cui l’aborto viene sottratto sia alla privatizzazione sia all’imposizione pubblica».

Le conclusioni tiratele voi.

Il Pio

Si devono rispettare tutte le leggi?




408 D. Vi è obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità che governa la società civile?
R. Si, tutti quelli che appartengono alla società civile hanno l'obbligo di rispettare e di obbedire l'autorità perché viene da Dio, e perché cosi è richiesto dal bene comune.

409 D. Si debbono rispettare tutte le leggi che sono imposte dall'autorità civile?
R. Si debbono rispettare tutte le leggi che l'autorità civile impone, purché esse non siano contrarie alla legge di Dio, secondo il comando e l'esempio di nostro Signor Gesù Cristo.

410 D. Oltre il rispetto e l'obbedienza alle leggi imposte dall'autorità, coloro che fanno parte della società civile hanno altri do zeri?
R. Coloro che fanno parte della società civile, hanno, oltre l'obbligo del rispetto e dell'obbedienza alle leggi, il dovere di vivere concordi e di adoperarsi ciascuno coi mezzi e con le forze proprie affinché essa sia virtuosa, pacifica, ordinata e prospera a comune vantaggio.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)




More uxorio

 


Non so perché, ma ultimamente mi è capitato di parlare con diverse persone sulla convivenza prematrimoniale. Giovani e anziani. I giovani che ho sentito sostengono che la convivenza prima del matrimonio (se questo poi, si deve proprio fare) è necessaria per conoscersi. “Io la farò sicuramente, perché così non mi sbaglio partner. D’altra parte il matrimonio è un contratto e quindi uno deve essere sicuro”. Le mie perplessità che uno si può conoscere bene anche senza andare a vivere more uxorio (“come con la moglie, secondo il costume matrimoniale”; questa espressione si usa per indicare la condizione di due persone che convivono stabilmente senza aver contratto matrimonio) e che il matrimonio oltre che essere un contratto è soprattutto un Sacramento, nessun interesse particolare hanno suscitato: parole vuote e senza senso. Va ricordato che convivere senza il Sacramento del matrimonio, almeno per i cattolici, è pur sempre un peccato mortale (6^ comandamento), reiterato e continuativo, e in quanto tale non si può o almeno non si potrebbe assolvere (con questi chiari di luna…). Questo significa che se uno dovesse morire mentre convive more uxorio, potrebbe andare all’Inferno, e dunque già questa sarebbe una buona ragione per evitare la convivenza. E’ poi il Sacramento che dà una forza in più ai coniugi. La loro remora invece a quanto sopra, è stata “così era al tempo tuo, oggi…”. A parte che al tempo mio c’era chi conviveva tranquillamente anche per tutta la vita (però conoscendo bene il catechismo), qui non parliamo di moda del momento, ma di vita e soprattutto di Vita eterna. Ma mi è parso che anche questo argomento non interessasse a nessuno di loro. Ma il peggio viene dai genitori (parlo di gente adulta, dell’età mia, oltre i cinquanta). Quelli che ho sentito sull’argomento avevano la stessa identica idea sull’argomento con le stesse identiche motivazioni dei giovani, e anche a loro le mie perplessità non suscitavano alcunché. La convivenza si deve fare, era insomma la loro ferma idea per i loro figli. C’è qualcosa che non va. Forse qualcuno non sta facendo più il proprio dovere. Forse è il caso che si faccia qualcosa.

Il Pio




La ciabatta della mamma

Bisogna pur fare una scala di valori. Facciamo l’esempio dell’educazione: prima l’elemento preponderante era la "ciabatta della mamma&q...