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Un miliardesimo di microsecondo.


Quasi tutti noi siamo nati nella pace e la pensiamo come un atto dovuto e ineliminabile. Quasi un diritto soggettivo. Come fosse un non si può tornare indietro. Ma questo, purtroppo, non sta scritto da nessuna parte. Pensate che solo qualche decennio fa (e qualche decennio per la storia, è un miliardesimo di microsecondo) c'era una dittatura feroce e altrove si compivano olocausti. Ed erano stati imprevedibili anche a quei tempi. Oggi ci stanno tanti brutti segnali che fanno presagire situazioni nefaste. Quello che noi, povero popolo, possiamo fare è restare fedeli a Gesù e se occorre, fino a dare la vita e pregare perché il Signore ci possa liberare dalle guerre, dalle carestie, dalla furia dei nemici, dalle sciagure che ci aleggiano intorno...e ci possa dare anche la forza e la fermezza di pretendere dalla classe dirigente di fare il suo dovere e, finalmente, di difenderci.

Il Pio 

Noi che faremo?

 

Ormai ce l’hanno detto: tra circa quarant’anni saranno la maggioranza e vigerà la loro legge e dunque o ci convertiremo alla loro religione, oppure ci uccideranno. Probabilmente è solo una minaccia vuota e non succederà nulla. E’ pur vero che in altri Paesi questo già succede, però potrebbe non significare nulla. Ma puta caso che dovesse accadere (anche) in Italia, noi cristiani che faremo? Gli altri, completamente scristianizzati, si convertiranno in massa, contenti di farlo, dopo un secolo di aridità religiosa! Ogni uomo, infatti, ha nel suo cuore il bisogno di una fede religiosa. Per come oggi sta messa la gran parte dei cristiani, con una fede sincretistica, multicolore e multiculturale, probabilmente essa pure passerà il ponte. Ma noi piccolo gregge che ancora andiamo a messa, che diciamo le preghiere e soprattutto, come consigliava Padre Pio, diciamo il rosario, che cerchiamo di fare opere buone, che preghiamo per le anime dei defunti, che crediamo nella Madonna e la pensiamo come Mamma celeste, che ci dispiace di assistere alle derive del clero, che invochiamo i santi per le nostre intenzioni, che preghiamo per le persone in difficoltà, che cerchiamo di essere buoni, che siamo fieri di essere nella Chiesa cattolica che da duemila anni ha dato basi solide all'Europa,... anche noi rinnegheremo Gesù? Anche noi andremo via? Anche noi ci convertiremo, per salvare la vita? San Pier Giorgio Frassati diceva che noi cattolici siamo gli unici che possediamo la Verità. Ritengo allora che valga proprio la pena difendere questa Verità. Saremo allora disposti anche a dare la vita per Gesù, nostra Via, Verità e Vita? 

Il Pio

Una serpe in seno


I fatti di Modena hanno sconvolto tutti. Certo, l’artefice del disastro era uno squilibrato, forse uno psicopatico e messa così la questione appare meno allarmante. Appare. Però due sono i pensieri che comunque mi si accavallano nella mente. Quelli ci odiano con tutto il cuore (non tutti, ma molti) e odiano il cristianesimo. Per quelli (non tutti, ma molti) un atto simile è eroico. Il problema è serio e tra qualche anno sarà ancora più serio. Grazie a certe persone stiamo allevando una serpe in seno che si rivolterà contro di noi per morderci. In altre parti già sta succedendo. Forse l’Italia diverrà come la Nigeria in cui i cristiani vengono massacrati nel silenzio e indifferenza generale. Forse no. Considerando che lo Stato non ci aiuta né ora né dopo, noi possiamo solo pregare nostro Signore che ci scampi dalla loro furia. Noi nella tempesta che si intravede all'orizzonte, cerchiamo di rimanere saldi nella fede, perché solo così potremmo salvare, se non la nostra vita, la nostra anima.

Il Pio





Un cuore sedimentato


Quando si legge nel Nuovo testamento che gli Apostoli e i discepoli di Gesù convertivano al cristianesimo in un giorno, migliaia di persone, mi chiedo sempre come facessero. La prima risposta ce la danno tanti esperti, anche dall’ambone: “si tratta di una finzione letteraria, come ce ne sono tante nella bibbia”. Ma questa mi è insufficiente, anche alla luce del fatto che un grande santo aveva detto che il Vangelo si legge “sine glossa” cioè senza interpretazioni, senza commenti. Dunque, sono certo che avveniva in quel modo. Ma come facevano e perché oggi non avviene? Sicuramente gli Apostoli e i discepoli erano molto convincenti perchè una vita cambiata dalla fede in Gesù, conosciuto poi personalmente, è molto attraente e tutti volevano vivere come loro. Ma questo succede pure oggi: di San Pier Giorgio Frassati (1901-1925) hanno detto: “viveva meglio di me, dunque aveva ragione”. Il santo, dunque, ha ragione perché vive meglio. Forse la differenza sta nel cuore degli uomini. Ai tempi di Gesù il popolo aveva probabilmente un cuore più libero, più semplice e più puro di oggi, più facile a rispondere agli stimoli buoni. Pensate al Centurione che, figlio di una Nazione potentissima, con Dei potentissimi, uomo avvezzo alla guerra e a comandare gente dura e spietata, sotto la croce di Gesù disse sinceramente “Veramente quest'uomo era Figlio di Dio" (Vangelo di Marco 15,39). Chi lo direbbe anche stando sotto la croce? Oggi, invece, abbiamo un cuore sedimentato da secoli di eresie, di falsità, di certezze infondate, di mode alienanti, di paure, di comodità… un cuore chiusissimo in cui è molto difficile entrare e far lavorare lo Spirito santo. La dinamica della conversione però, passa sempre—ieri come oggi—attraverso un incontro, ma poi questo deve cadere sulla terra buona per germogliare. Ma tutti i cuori, alla fine, sono buoni: sono quei sedimenti che non fanno germogliare niente. L'importante è accorgersene e tagliarli. Infatti anche di recente sono nati santi come Pier Giorgio Frassati, Alberto Marvelli, Carlo Acutis, Giuseppe Moscati, Carlo Gnocchi, Chiara Luce,...L’incontro però ci deve essere, la testimonianza ci deve essere: compito degli amici di Gesù è fare sempre questo, in ogni occasione opportuna e inopportuna, pure in questi tempi bui anche perché i tempi sono stati sempre bui. E bisogna farlo anche se fosse per uno solo in tutta la vita.

Il Pio

Don Giuseppe, Vittorio e "M"

Se, da adulto, ho conservato la Fede, lo devo a tre persone.

La prima è don Giuseppe, un sacerdote di Ascoli Piceno morto qualche anno fa, quasi centenario, le cui omelie delle sette della mattina mi hanno chiarito, integrato, spiegato la Dottrina Cattolica. Alle sette della mattina eravamo in cinque di cui quattro signore molto anziane. Eppure don Giuseppe non ha mai saltato un’omelia, sentendosi in dovere di spiegare a tutti, con chiarezza le basi della Fede e della Tradizione. E io quasi a digiuno di tutte queste belle cose, le ho apprese con molto entusiasmo... e ho conservato la fede. 

La seconda è Vittorio Messori, scrittore scomparso poco tempo fa. Il suo libro “Pensare la Storia - Una lettura cattolica dell'avventura umana (Ed. Paoline) mi ha letteralmente sconvolto. Leggendolo ho capito innanzitutto come tanti luoghi comuni contro la nostra Fede siano tutti senza fondamento. Mi ha affascinato la sua strenua difesa alla Chiesa e al Cattolicesimo. Ma soprattutto ho compreso quanto la nostra fede sia bella e coinvolgente e soprattutto necessaria alla nostra vita. E quante cose stupende essa ha prodotto in duemila anni... e ho conservato la fede. 

La terza persona è "M" un "semplice" amico. La sua fede forte e sincera mi ha subito colpito. Il suo mettere Gesù in ogni particolare della vita mi ha attratto. Così mi sono detto "voglio vivere così come lui". E l'ho seguito anche nei momenti di buio della mia vita... e ho conservato la fede. 

Quanto è importante che ognuno sia testimone di Gesù nel suo ambito, nel suo stato, sacerdote,  scrittore, amico... 

Il Pio 


 

Il mondo è cattivo

 


«Il mondo è cattivo!». Guareschi avrebbe risposto a questa affermazione che non è il mondo a essere cattivo: lui funziona come deve funzionare, è solo l’uomo ad essere cattivo e a non funzionare. Spesso siamo costretti a sentire notizie scandalose, di fatti tremendi e sconcertanti, talvolta ripugnanti commessi dagli uomini. Il corollario conseguente a queste notizie è solitamente «se ci fosse Dio, non permetterebbe simili fatti» e dunque, ne discende, che Dio non esiste. E’ però solo un ragionamento, un sillogismo, senza fondamento, sbagliato a priori. E’ proprio Dio, infatti che ci ha spiegato, fin dall’inizio della storia umana, il motivo di tanto male e proprio nelle prime pagine della Bibbia, nella Genesi, quando ha raccontato l’episodio del peccato originale. Spiegato a tutti semplicemente con la famosa mela, ma significando con ciò che la disobbedienza a Dio dei nostri progenitori ha alterato definitivamente e diuturnamente la natura umana di Adamo ed Eva e, dunque, di tutti i loro discendenti. Il peccato originale ha infatti causato una "ferita" a ogni uomo e creato un disordine cosmico, separando l'umanità dalla piena grazia divina. Gli effetti principali di esso sono l'indebolimento della natura umana, l'inclinazione costante al male (cioè la concupiscenza), l'ignoranza, la sofferenza e la sottomissione alla morte fisica. Il peccato originale ha inoltre creato disordine nel Creato: si è rotto l'equilibrio originario tra l'uomo e il creato (la natura, cioè), introducendo fatica e sofferenza nel rapporto con l'ambiente. Quella che sembrava di primo acchito solamente una favola per bambini, è di fatto la spiegazione più giusta, più corretta, più ineccepibile per chiarire il perché del male nel mondo, delle tremende cattiverie umane, dalle guerre, alle altre perversità, fino ai terremoti e ai cataclismi: la disobbedienza dell’uomo a Dio, la sua pervicace volontà di essere misura di tutte le cose e di voler essere Dio di se stesso, ha creato il male nel mondo che altrimenti non ci sarebbe stato. Dunque, Dio c’è, comunque ci vuole bene e il male che aleggia nel mondo non è voluto da Lui, ma causato direttamente da noi. Quello che possiamo fare è, con la grazia dei sacramenti, con l’insistenza della nostra preghiera e con le opere buone, cercare di mitigare (e purtroppo solo mitigare) gli effetti del peccato originale, ma senza scandalizzarci se nel mondo c’è la cattiveria e senza pensare che per questo Dio non ci sia e non ci voglia bene... E non diciamo più "il mondo è cattivo".

Il Pio

All'improvviso


Un po'' di tempo fa, a Milano un tram deraglia e muoiono due persone. Voi pensate che quelle due persone la mattina, quando si sono messi le scarpe, avevano  pensato che gli poteva accadere una cosa simile? Forse. Forse al lavoro avevano detto "ci vediamo domani" come ogni volta. La morte improvvisa può capitare e non è questione di sfortuna, ma è questione che così funziona la vita. La morte improvvisa può capitare  e possiamo anche morire in uno stato di peccato mortale. In uno stato, cioè, in cui è bene non stare mai, perché si rischia di andare all’inferno per tutta l’eternità. Io talvolta ci penso, la mattina, che potrei non tornare a casa la sera. Vorrei che anche i miei tre lettori ci pensassero di tanto in tanto. Uno dovrebbe essere pronto a “partire” ogni giorno, e questo non deve essere preso con tristezza, ma con letizia, perché, se non siamo peccatori incalliti, prima o poi andremo in Paradiso. E poi anche se non dovessimo “partire” improvvisamente, quel pensiero nel cuore ci fa dare a ogni cosa il suo giusto peso e valore. Ben venga allora l’ antica giagulatoria «da morte improvvisa, salvaci Signore» che possiamo recitare ogni giorno. Ma viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo, sempre pronti per il Paradiso. 

Il Pio

Un miliardesimo di microsecondo.

Quasi tutti noi siamo nati nella pace e la pensiamo come un atto dovuto e ineliminabile. Quasi un diritto soggettivo. Come fosse un non si p...