Il Pio
"La buona battaglia"
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La Torre di Siloe
Déjà vu
Déjà vu. Già visto. Anche nel ’68 c’erano scontri violentissimi tra i giovani e le Forze dell’Ordine. Qualche morto c’è pure scappato di tanto in tanto. Anche nel ’68 c’erano le così dette espropriazioni proletarie che erano sostanzialmente furti e saccheggi nei negozi, mascherati da opere pie e popolari. Ed anche allora, se intervistavi un giovane sui fatti di piazza, la riposta era spesso stereotipata, sempre la stessa, quasi per tutti. E ciò proprio come quanto sta accadendo oggi, con la piccola differenza che ora in piazza vanno anche gli stranieri molti dei quali hanno in mente idee non proprio democratiche. Anche allora la politica aveva le sue colpe per quegli avvenimenti per le quali però, nessuno pagò, come anche oggi nessuno pagherà: la politica—chissà perché—se la sfanga sempre. Il brutto della storia però, è che dopo il ’68 successe il terrorismo rosso e nero ed una stagione tristissima e dolorosissima per l’Italia. Dunque, se questo che sta accadendo è proprio un déjà vu, aspettiamoci allora il peggio, sul principio mai contraddetto dei “corsi e ricorsi storici”, secondo cui la storia normalmente non procede in linea retta, ma segue un andamento ciclico in cui eventi, crisi o fasi sociali tendono a ripetersi nel tempo con caratteristiche simili. Aspettiamoci dunque il peggio. Peggio che—come sempre—chi può non vorrà fermare e chi non può, evidentemente, non potrà evitare. Peggio il cui fondo è sempre più in basso. Quanto a noi restiamo saldi nella Fede. Nella speranza che, se la storia è tutto un corso e ricorso,... "Adda passà 'a nuttata!"
Ascoltare e sentire.
Ma un po’ di cristianofobia c’è…
Oggi è un gran parlare di islamofobia, omofobia, israelofobia, xenofobia, afrofobia, xfobia… Hanno pure istituito Giornate mondiali su questo tema. Diversi anni fa, di tanto in tanto, scrivevo sul giornale aziendale. Una volta, facendo un largo discorso, capitò che casualmente riportassi la frase di san Pier Giorgio Frassati in cui diceva che noi cattolici siamo gli unici a possedere la Verità. La cosa suscitò scandalo. Molti colleghi mi presero a male parole, alcuni divennero rabbiosi. La cosa mi colpì tanto. Perché queste reazioni sproporzionate? Perché non potevo riportare una massima di un santo? Se avessi scritto una frase di Marx, di un Guru, di un esponente di un’altra religione, di un poeta,… probabilmente tutti mi avrebbero rispettato, per il rispetto che si deve alle idee e convinzioni degli altri. Ma questo rispetto, scusatemi, per una regola non scritta, non può essere dato al cattolicesimo. Il cattolico è di per sé pessimo e—solo lui—non può essere rispettato. Infatti, non si sente mai parlare di cristianofobia, ma essa c’è ed è pure pesante. In tutto il mondo. In molti Stati i cristiani vengono sanguinosamente perseguitati e nessuno ne parla (neanche quelli che ne dovrebbero parlare) perché solo gli altri hanno il diritto di cronaca. Eppure, se non c’era il cristianesimo il mondo attuale non c’era. Ma di questo pochi ne sono convinti e moltissimi sono anzi persuasi del contrario. Siamo rimasti in pochi, abbiamo nemici fuori e dentro le mura e quelli più pericolosi e micidiali sono quelli all’interno. Ma anche gli apostoli erano pochi all’inizio della Storia e in tempi ancor più pericolosi e micidiali, perché se gli andava bene gli veniva tagliata la testa, nella gioia dei pagani. Ma la Buona novella fu comunque portata a tutti con tanto coraggio e tanta fede, tali da superare anche l’istinto di conservazione. Questo ci spetta, cari tre lettori, proprio in questo mondo e in questi tempi forse meno micidiali e pericolosi dei primi (per il momento…), ma comunque sempre ostili e cattivi. Andiamo allora avanti con tanto coraggio e tanta fede, che ci vengono dati se mettiamo Gesù al centro della nostra vita.
Il Pio
Sopra ogni cosa
La situazione oggi non è bella, il nostro nemico è violento e aggressivo e ha obiettivi chiarissimi e peraltro, ce li ha detti tutti chiaramente. Nessuno lo fermerà a meno di un miracolo (che si può sempre chiedere a Chi i miracoli li regala a chi ha un briciolo di fede). Lo dico ai miei tre lettori: dobbiamo diffondere la fede in Gesù, come hanno fatto i primi cristiani. E’ ora divenuto un imperativo, se non vogliamo che il cristianesimo venga distrutto e noi con esso. Anche all’inizio della storia il nemico era violento ed aggressivo e crocifiggeva i cristiani, li bruciava... Però essi sono andati avanti lo stesso a testimoniare Gesù morto e risorto e sono passati da allora oltre duemila anni. Chi glielo faceva fare a morire martiri? Probabilmente Qualcosa di più grande della vita stessa e la certezza di una Vita dopo la morte. Quel Qualcosa però esiste pure oggi, uguale identico, anche se nessuno ne parla e (soprattutto) nessuno lo testimonia. Vivere per Gesù è quanto di più bello ci possa essere e vale davvero la pena vivere per Lui. Il mondo ci impone una vita brutta e triste, e noi purtroppo riteniamo che questa sia la sola che si possa vivere e altre non ce ne sono. Ma è falso. Invece abbiamo un'alternativa ad una vita grigia e arida. Gesù ci dà una vita lieta e appassionata. Ci potranno ammazzare tutti, potranno distruggere tutto, ma la Chiesa non morirà mai perché si fonda su Gesù e prima o poi risorgerà come fece il Suo fondatore. Quindi cari tre lettori restiamo cristiani e dimostriamolo in ogni occasione opportuna e inopportuna: al lavoro, a scuola, nello sport, sui giornali e sui libri, con l’arte, tra amici, con le canzoni, nella politica,… mettiamo insomma Gesù sopra ogni cosa e sopra tutte le cose. Dobbiamo cristianizzare un mondo scristianizzato e per questo brutto e triste. Il mondo lo si può cambiare solo se tornerà Gesù al centro della nostra vita e di ogni situazione. Vale la pena allora fare quello che hanno fatto, all'inizio della storia, Pietro, Paolo, Giovanni...
Il Pio
Una terra cristiana
A un mio collega è arrivata una multa per eccesso di velocità. Si leggeva sul verbale che andava a 0,40 km/h oltre il limite. Ma uno Stato che fa così, é uno Stato serio? Il verbale era legittimo si capisce, ma si può trattare così un cittadino? Ormai il popolo lo sa che non avrà mai nulla di buono dallo Stato. Tutto questo è fonte di tristezza perchè noi lo Stato lo manteniamo molto bene, ma i frutti non li vediamo. Siamo un popolo senza speranza. Possiamo infatti, votare a destra, al centro o a sinistra (e lo abbiamo fatto) ma la situazione cambia solo in maniera impercettibile. Eppure ci vorrebbe poco a governare bene. Basterebbe amare il popolo, pensare a lui, cercare di risolvere i suoi problemi. Invece non lo fa nessuno. La distanza fra politica e popolo è sempre più incolmabile. I politici sono lontanissimi, hanno interessi lontanissimi da noi. E io, vecchio borbottone ripeto sempre lo stesso ritornello. Per risolvere questo problema, come tanti altri, bisognerebbe che il popolo e i suoi capi mettano Gesù nel proprio cuore e sopra tutte le cose. Che l'Italia, insomma, diventi una terra fortemente cristiana. Per come stiamo messi oggi, ci vorrebbe un miracolo clamoroso. Ma i miracoli possono avvenire se si chiedono con insistenza a Dio. E allora, cari miei tre lettori, incominciamo almeno noi a farlo.
Il Pio
Sono felici perché hanno Cristo.
Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe parlare, in Nigeria si fa costante strage di cristiani da parte di organizzazioni jihadiste.I cristiani del Paese affrontano attentati suicidi, massacri, incendi di interi villaggi, attacchi a luoghi di culto, scuole e altri siti; raid nei campi per sfollati, trattamento crudele e degradante in seguito a condanne emesse dai propri tribunali, esecuzioni extragiudiziali, omicidi politici, rapimenti su vasta scala, anche di minori, sfollamento forzato, reclutamento di bambini, gravi violazioni dei diritti delle donne e delle ragazze ridotte in schiavitù, violenze sessuali, matrimoni forzati e quant’altro. Nonostante questo, molti giovani chiedono di entrare in seminario, testimoniando una fede che resiste e si rafforza nella persecuzione. Vogliono predicare Gesù Cristo. Nonostante le difficoltà, nonostante la povertà, nonostante le persecuzioni, sono felici, perché hanno Cristo. Il Rapporto sulla libertà religiosa di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) conclude che la libertà religiosa in Nigeria oggi è gravemente compromessa. La frequenza e la brutalità degli attacchi contro i villaggi cristiani hanno spinto alcuni osservatori a parlare di una strategia deliberata di espulsione delle comunità cristiane dalle loro terre ancestrali. La situazione della libertà religiosa nella nazione più popolosa dell’Africa resta dunque, una delle più critiche a livello globale. Si parla di decine di migliaia (forse centinaia) di cristiani uccisi. Nelle nostre preghiere ricordiamoci anche di chiedere l’intercessione di Maria perché il popolo nigeriano e gli altri che subiscono la stessa situazione, possano vivere liberamente la propria fede. E una preghiera anche per noi, perché non ci accada mai di subire la stessa sorte.
Il Pio
La Torre di Siloe
Ha suscitato tanto scalpore l’episodio di quel sacerdote su cui è caduto il pesante crocifisso e lo ha ucciso. Ho letto alcuni commenti ch...
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San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...
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In Italia -e non solo- i telefilm ambientati nelle caserme dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia Forestale hanno da tantissimi anni,...
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