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Canto dei Sanfedisti

A lu suono de grancascia
viva lu populo bascio
A lu suono 're tammurrielli
so' risurte li puverielli
A lu suono 're campane
viva viva li pupulane
A lu suono 're viulini
morte alli giacubbine.

Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.

A sant'Eremo tanto forte
l'hanno fatto comme 'a ricotta
A 'stu curnuto sbrevognato
l'hanno miso 'a mitria 'ncapa
Maistà chi t'ha traruto
chistu stommaco chi ha avuto
'e signure 'e cavaliere
te vulevano priggiuniere.

Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.

So' venute li Francise
aute tasse 'nce hanno miso
Liberté... Egalité...
tu arrobbe a me
io arrobbo a te.
Li Francise so' arrivate
'nce hanno bbuono carusate
evvualà evvualà
cavece 'nculo alla libertà

Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunziglia
viva 'o rre cu la Famiglia.

Alli trirece di giugno
sant'Antonio gluriuso
'e signure 'sti birbante
'e facettero 'o mazzo tanto.
Viva "Tata Maccarone"
che rispetta la religione.
Giacobini iate a mmare,
che ve brucia lu panare!

In italiano 

Al suono della grancassa
viva il "popolo basso";
al suono di tamburelli
son risorti i poverelli;
al suono di campana
viva viva i popolani;
al suono di violini
morte ai giacobini!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i "consigli":
viva il re con la famiglia!

I Francesi sono arrivati,
e ci hanno completamente dissanguati;
"et voilà, et voilà",
calci in culo alla libertà!
Son venuti i Francesi
e ci hanno imposto altre tasse;
"Libertè, egalitè"...
tu rubi a me, io rubo a te!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i "consigli":
viva il re con la famiglia!

A Sant'Elmo, così forte,
l'hanno ridotto una poltiglia,
a questo cornuto svergognato
gli hanno messo la mitria in testa.
Maestà, chi ti ha tradito?
Chi ha avuto questa volontà?
I signori e i cavalieri
ti volevano prigioniero!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i "consigli":
viva il re con la famiglia!

Il tredici di giugno,
Sant'Antonio glorioso,
ai signori, questi birbanti,
fecero il culo grosso così!
Viva "Tata Maccarone"
che rispetta la religione.
Giacobini andate a mare,
che vi brucia il sedere!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i "consigli":
viva il re con la famiglia!



Stiamo messi male.


 

Da un lato abbiamo il Nuovo Ordine Mondiale che piano piano sta raggiungendo i suoi obiettivi, a vantaggio solo dei ricchi più ricchi e a danno dei normali più normalii. Dall’altro abbiamo i talebani (e non solo loro) che vorrebbero far soggiacere il mondo intero al Corano a costo di versare ettolitri ed ettolitri di sangue (altrui). Il rischio è di cadere nelle mani di uno dei due, se non nelle mani di entrambi (perché no?). In tutta questa drammatica situazione notissima a tutti grandi e piccoli, padroni e sotto, capi e plebei, in questo accerchiamento tremendo, noi italiani inspiegabilmente da anni accogliamo a casa tutti senza guardare in faccia a nessuno; ma nessuno ci aiuta, quasi questa accoglienza quasi fosse obbligatoria, anzi molti di loro ci odiano. Il tutto voluto decisamente da numerosi capi ma a spese del popolo (in tutti i sensi) che già deve mantenere una classe politica spaventosamente esosa. E poi in tutta questa “compagnia bella”, il famoso Great reset dove lo mettiamo? Uomini cattivi stanno tramando contro il popolo di tutto il mondo e per farlo hanno larghissime corsie preferenziali. Stiamo messi male. E noi misero popolo, ci stiamo a scannare tra no vax e yes vax, oppure per sostenere improbabili salvatori politici che pensano però solo alla poltrona (la loro!): come scemi ci stiamo dividendo, ci stiamo odiando, a tutto vantaggio dei nostri nemici. Stiamo rischiando molto e il rischio non è remoto. E pensate anche che il Signore ci può aiutare in questa situazione—come ha già fatto tante volte—ma solo se glielo chiediamo con fede (innanzitutto) e (soprattutto) se dimostriamo conversione e pentimento.

Il Pio

Satana. Pernacchie e Topolino vanno bene.



«Quando (i demoni) vengono si comportano a seconda di come ci trovano e conformano i loro inganni al nostro stato d’animo. Se ci trovano scoraggiati e disorientati, accorrono subito come dei ladri che trovano un posto incustodito, gonfiando ulteriormente questo nostro stato d’animo. Se ci vedono timorosi e vigliacchi allora incrementano il nostro timore con apparizioni e minacce…
Se invece, ci trovano gioiosi nel Signore, meditando i Suoi doni e i Suoi futuri e se confidiamo che tutto è nelle mani di Dio, sapendo che un demone non può nulla contro un cristiano, come pure non ha alcun potere su di nessun altro: se vedono l’anima salvaguardata grazie a tali pensieri, se ne vanno vergognati…Se, dunque, vogliamo disprezzare il nemico, ricordiamo le grazie del Signore, e l’anima sia sempre lieta nella speranza».
(Sant'Antonio Abate)

«Ascoltate: non esiste nulla che il demonio tema di più di queste due cose: una Comunione ben fatta e le visite frequenti al Santissimo Sacramento.
Volete che il Signore ci doni tante grazie? Visitatelo spesso.
Volete che il Signore ce ne dia poche? Visitatelo poche volte.
Volete che il diavolo vi attacchi? Visitate raramente il Santissimo Sacramento.
Volete che il diavolo fugga da voi? Visitate spesso Gesù.
Volete sconfiggere il diavolo? Rifugiatevi ai piedi di Gesù.
Volete essere sconfitti dal diavolo? Smettete di visitare Gesù.
Far visita a Gesù nel Santissimo Sacramento è essenziale se si vuole sconfiggere il diavolo.
E allora fate visite frequenti a Gesù.
Se lo farete, il diavolo non prevarrà mai su di voi».
(san Giovanni Bosco)

«Non vi mostrate deboli col demonio, siate forti, disprezzatelo, cacciatelo perchè il demonio è pauroso e perciò tenta» 
(Padre Pio)

«il Demonio ha una dialettica di molto superiore alla tua ed è un grave errore dialogarci, ti sopraffarà facilmente e tu sprofonderai sempre più. Quando arriva una tentazione devi o dire un rosario, o fare una sonora e lunga pernacchia al diavolo oppure... leggere Topolino: sono tutti metodi efficacissimi!. Non è vero che la notte porta consiglio: la notte è del demonio, mai prendere decisioni di notte».
(citazioni del carissimo amico Giuseppe Filippini, mio maestro per molti anni).  

E poi ci sono grandi santi contro cui il demonio si è ferocemente scagliato  fisicamente, con vessazioni e fastidi. Ma sappiamo che in questi casi è Dio che permette l'attacco, proprio per la santità del cristiano stesso. Ma un uomo che frequenta i sacramenti in particolare la confessione e l'eucarestia, cerca di stare lontano dal peccato il più possibile, rispetta i comandamenti, fa il suo dovere di cristiano, e non disdegna pregare frequentemente, può considerarsi al sicuro. Ma sarebbe un fatale errore pensare che satana non esista (Il Pio). 

Nessuno tocchi Pilato!

 

Immaginiamo che un giorno il papa chiedesse alla cristianità di difendere la Chiesa anche con le armi. La legittima difesa tra l'altro è permessa dal catechismo a certe condizioni. Si capisce: questa è solo un'ipotesi, impossibile,  irreale. È un pour parler...  La risposta che veromilmente susciterà o che ci si potrebbe aspettare da questa accorata richiesta è un sollevamento sdegnato di tutti i cristiani pacifisti, buonisti, progressisti, con marce per la pace, "siamo tutti fratelli", no al razzismo, nessuno tocchi Pilato, urla, fischi e slogan. Intervento dei capi di stato e dei politici, oltre che dei giornalisti con pedigree (soprattutto quelli decisamente atei) diranno tutti in coro, elidendo per un attimo tutte le loro divergenze, che un papa non può parlare così; dio è per la pace. Seguiranno tantissime trasmissioni TV con esecrazione unanime di quella  richiesta del papa guerrafondaio e medievale e che la fede cattolica è dunque sbagliata oggi come ai tempi delle crociate. Quell'ipotetico papa dovrà dimettersi a furor di popolo e di clero. Gli rimarranno fedeli solo pochi, i così detti tradizionalisti e dovranno darsi alla macchia. Orbene. Immaginiamo ora che il più feroce imam talebano dichiari iniziata la jihad,  la guerra santa dell'islam contro gli infedeli. Secondo voi i musulmani presenti in Italia faranno tutti i pacifisti come noi e resteranno buoni e nostri amici? E gli italiani? Ma è solo pour parler. Ve l'avevo detto, no?

Il Pio 

Non modernizziamoLa. Per favore

 


« Quando l’avrete fatto (modernizzato la Chiesa, ndr), amico mio, quelli che erano dentro se ne andranno, ma quelli che sono fuori non entreranno (san Pio X)».

Politica: non solo una "x"."


Nel corso degli anni mi è capitato di sentire slogan elettorali che andavano  dal ridicolo, alla tristezza, nel loro massimo livello. In una elezione comunale un tizio che aspirava a essere eletto consigliere di un piccolo comune, diceva ai suoi potenziali elettori che avrebbe curato il disarmo e la pace nel mondo. Un altro che si sarebbe occupato delle buche nelle strade. Esagerato sicuramente il primo: l'utopia è sempre utopia soprattutto in un comune; ma anche il secondo è tale: l'ideale di uno che viene eletto al comune o più su ancora, non può essere ciò che dovrebbe essere normale nell'amministrazione della Cosa Pubblica. La politica non può essere nè l'utopia né solo l'ordinaria amministrazione,  ma qualcosa che parte certamente da questa, ma poi raggiunge i bisogni reali delle persone. E non deve succedere nemmeno questo: "ma perché non rimettono a posto questo marciapiede: sono decenni che è così?". Il vecchio seduto davanti alla sua bottega con fare rassegnato rispose: " via Rossi non gli porta voti". Ma possiamo vincere la guerra noi? La politica non può essere solo mettere una "x" sopra un rettangolo,  nè fare di tutto per ricevere quella "x" a costo di vendersi l'anima.  E non si capisce perché se l'uomo politico è sempre stato così da millenni e non gli si può fare nulla, il popolo lo debba invece sempre osannare senza alcun criterio e senza nessun giudizio. 

Il Pio 

Lo facciamo solo per Gesù.


C'è  un aneddoto riferito a S. Tommaso d’Aquino. Pare che all’inizio dei suoi corsi universitari, il santo mostrasse ai suoi allievi una mela, dicendo “questa è una mela. Chi non è d’accordo può andar via”. Aveva chiaro già allora a quale perfidia e a quale folli perversioni e bestialità può arrivare la mente umana se lasciata a se stessa, come riferimento di se stessa. E c'è un'altra mela che alle origini del mondo ha provocato ingentissimi danni che stiamo pagando ancora oggi e continueremo a pagarli fino alla Parusia. E anche questa, come la prima, è stata completamente dimenticata anche dai nostri correligionari. In Italia non si può più andare avanti. Va tutto male e non funziona nulla. Gli unici che potrebbero fare qualcosa siamo noi cattolici solo se smettiamo di puntellare una politica disastrosa e diretta a folle velocità verso il baratro. Dobbiamo ricominciare a creare opere buone nella realtà che danno una risposta alla realtà circostante. Come abbiamo sempre fatto, come la realizzazione di ospedali in cui andavano a servire pure i re, ospitalità ed aiuto materiale alle ragazze madri, come anche l'aiuto alle vedove povere, e poi cooperative per aiutare i marinai che non potevano più lavorare, Confraternite che davano una degna sepoltura ai poveri che non avevano nulla, altre che pregavano per le anime del Purgatorio, e ancora oratori per i giovani di strada il cui unico futuro possibile altrimenti era la  galera (se gli andava bene), laboratori per insegnare proprio a quelli un lavoro che gli permettesse di vivere dignitosamente, associazioni che aiutavano i malati, missioni nelle terre più povere per costruire là scuole e ospedali e insegnare loro a coltivare la terra, tante altre organizzazioni straordinarie... e tutti questi sono solo una minima parte di quello che abbiamo sempre fatto nel mondo, tacendo delle piccole opere segrete che conosce solo Nostro Signore. Nei popoli pagani tutto questo non c'era mica. E tutto questo lo abbiamo fatto solo per amore di Gesù, per Carità cristiana, per Gesù. Per la salvezza della propria anima e senza altri fini. Da soli o in gruppi, ritorniamo a creare opere buone nel luogo in cui viviamo. Per amore di Gesù. Per Gesù. Come disse madre Teresa di Calcutta al giornalista che le chiedeva come le sue suore potessero fare quottidianamente tutte quelle cose da voltastomaco e ripugnanti che lui non avrebbe fatto nemmeno per un milione di dollari. Lei seria rispose "neanche noi lo faremmo per un milione di dollari, questo lo facciamo solo per Gesù".

Il Pio 

Rave talebano


Le notizie più importanti degli ultimi giorni sono quella dei talebani che si riprendono Kabul e hanno velatamente minacciato di portare il Corano in tutto il mondo con i metodi loro propri e quella del rave party nel viterbese che tanta polemica ha suscitato anche per il povero ragazzo morto, molti in ospedale, droga come se piovesse, musica elevatissima h 24, lasciando insonni i vicini cittadini.Mi sono chiesto se nello stesso paese, al posto della mandria di consumatori di droga e di musica a palla, fossero arrivati i talebani e i loro amici che abbiamo accolti in Italia e avessero cominciato a tagliare le gole a tutti (non sarebbe la prima volta per loro e i loro avi) e rubato le case e gli averi, chi avrebbe difeso i nostri compatrioti? Poi. Ancora nelle immediatezze dei fatti i ministri e politici si scambieranno accuse reciproche, sopra al sangue ancora caldo delle povere persone innocenti la cui unica colpa è di avere capi completamente incapaci, ciechi e disumani. Il fatto è anche che per arrivare a dieci mila persone tutte nello stesso giorno e nello stesso luogo, ci vuole un po' di tempo, prima si forzano i cancelli, poi si installa abusivamente il palco e le casse, check sound e qualcosa già si potrebbe iniziare a sospettare, poi arrivano dieci, poi cento, poi settecento persone... che poi girano anche nel paesino non certo in giacca e cravatta, a questo punto i sospetti dovrebbero iniziare a solidificarsi. Non può funzionare così, ormai moltissime persone cominciano a pensare che lo Stato non esista proprio se non per mettere le tasse, litigare e lanciare anatemi a chi non si vaccina. Forse qualcosina dovrebbe cambiare. Il baratro comincia in intravedersi all'orizzonte. 

Il Pio 

Solo distopia.

 


I talebani hanno riconquistato Kabul dopo 20 anni, ma è solo l'inizio. Le prime notizie in Italia dicevano che il problema principale sarebbe per le donne di Kabul che non potranno più pitturarsi le unghie. Forse però ci dovremo preoccupare un po' di più, ci sarebbe qualcosa di più grave da temere, perché quelli vogliono portare il Corano, letto nella maniera più estrema possibile, in tutto il mondo. E determinati, convinti (e appoggiati) come sono, gli sarà pure facile. Arrivare poi nelle parti nostre sarà semplicissimo per loro, basta un fischio e tutti i musulmani dell'Occidente si "sveglieranno", saliranno sui pick up con le bandiere e le armi e saranno dolori per noi cani infedeli e miscredenti. E così capiterà che previo lucroso appalto qualche ministro gli regalerà i coltelli per tagliare le gole e un grembiule per non sporcarsi. Altri appalti pilotati e senza gara, per la concessione dei suddetti pick up. Tutti i politici infine si convertiranno all'islam. I talebani sono assai determinati e sanno di combattere per il loro dio. Noi il nostro Dio lo abbiamo estromesso dalla nostra vita e dalla nostra realtà. Chi ci darà motivo per difenderci? Come faremo a resistere al loro arrivo? Ve le immaginate le conseguenze?

Il Pio 

"A da venì Baffò!"

 


Negli anni '50 si diceva "a da venì Baffò...". Baffò era Stalin e Stalin significava la dittatura comunista; alcuni allora auspicavano la sua venuta in Italia, altri avevano invece una forte paura di essa. Tutti però o erano dall'una o dall'altra parte: nessuno era fuori. Oggi Baffò non lo aspetta più nessuno e nessuno lo teme più. Ora l'effettivo pericolo per l'Italia si chiama islam in generale e talebani in particolare. Anche questi significano dittatura. Ma noi oggi, ben scristianizzati e politicamente corretti come siamo, possiamo restare tutti sereni: qui abbiamo solo poveri migranti, sicuramente risorse. Possiamo dormire sonni tranquilli. 

Il Pio 

"Il popolo è ignorante!" Un sindaco

 

"I vaccini funzionano e fanno bene. Quello che ancora manca è il vaccino contro l'ignoranza". Chi ha detto questa frase, se ho capito bene dalla voce alla radio, è stato un sindaco italiano. Mi pare che nella classe dei sindaci italiani non siano in gran parte professori universitari. Mi risulta piuttosto un elevato livello di ignoranza, talvolta anche grossolana. E non mi risulta nemmeno che questa classe sia composta da tutti premi Nobel in medicina. Anzi mi risulta che quando parla un politico è sempre per un tornaconto personale o politico. Salvo nobili eccezioni. E quando una faccenda finisce in politica sono dolori per tutti e c'è fa temere. Diffidiamo, diffidiamo di costoro, loro non pensano mai a noi, ma contro di noi. 

Il Pio 

Non arriverà come un proiettile o una granata


 

Ero in vacanza in un paesino di montagna vicino alla Francia. Poco dopo essere arrivato mi sono detto: "andiamo a salutare Gesù". La piccola chiesa era più in alto di tutti. Uscito da essa vedo che a lato c'è un cimitero. Il cancello è aperto e non c'è nessuno. Mi dico: "entriamo e diciamo un po' di preghiere per quelle anime che stanno ancora in Purgatorio, magari qualcuna ne mandiamo in Paradiso". Nel girare in quel piccolo camposanto, mi sono accorto che c'era un vasto spazio dove erano piantate numerose croci bianche e sopra il nome si leggeva soldato, caporale, sergente,  di nuovo soldato,  soldato, soldato,... la data della loro morte era compresa tra il 20 e il 30 giugno 1940. La dichiarazione di guerra alla Francia Mussolini la diede il 10 giugno 1940, questo vuol dire che le povere anime, molte delle quali uscite da un corpo giovanissimo, furono quelle dei soldati tra i primi a partire e tra i primi a morire. Sapevano che la loro sorte sarebbe potuta essere quella, ma partirono lo stesso e il loro dovere lo fecero fino in fondo. Chi li ha mandati al macello non aveva forse motivi onorevoli per farlo, ma loro sono partiti con ideale buono dentro al cuore. E per quello sono morti. Di questi che hanno dato la vita per la Patria, non si ricorda nessuno, compresa la Patria, anzi visto che erano soldati di un regime ora avverso, parlarne bene sicuramente farà irritare qualche benpensante. Gli eroi oggi sono altri, al confronto di quelli però, questi sono quanto meno ridicoli. Oggi i giovani compresi i figli dei benpensanti per cosa darebbero la vita? Loro hanno come problema principale l'orecchino, il tatuaggio e la discoteca che non apre e poi il profilo su Istagram o Twitter, le chat, il cellulare. Eroe ufficiale poi è chi imbratta con parole incomprensibili i muri delle case, magari riverniciati il giorno prima. Ma una cosa accomuna davvero questi a quegli eroi di guerra. La morte come è arrivata all'improvviso per quei soldati nel giugno del 1940, potrebbe giungere anche per gli eroi di oggi,  magari non sotto forma di un proiettile in testa o di una granata che riduce a brandelli il corpo, ma sotto forma di una malattia, di un incidente, della droga, delle sbronze, una scommessa o una lite per futili motivi. Non so se quei soldati italiani del 1940 sono morti in grazia di Dio. Ma se non ci convertiamo tutti a Dio e vivremo come Lui vuole, passeremo l'eternità in mezzo al fuoco nell'inferno. Facciamo molta attenzione a non morire in stato di peccato mortale. Non è opportuno non pensarci solamente. 

Il Pio 

Discorso di Enrico V nel giorno di s. Crispino.


Vi "leggo" il discorso di Carlo V, tratto da Carlo V di William Shakespeare, atto 4, scena 3. Molto bello. Siamo prima della battaglia con i francesi e i soldati inglesi, di molto inferiori di numero vorrebbero avere più soldati per combattere. 

* * *

"Chi è che dice così? Mio cugino Westmoreland? No, mio caro cugino.

Se destinati a morire, siamo già abbastanza numerosi. E se dobbiamo vivere, quanto più in pochi saremo, tanto più grande sarà la nostra parte di gloria. Per amor di Dio, ti prego, non volere un sol uomo di più.

Io son tutt’altro che avido d’oro; e non m’importa di chi si nutre a mie spese, né me la prendo se c’è chi indossa i miei panni: nei miei desideri non trovano posto le cose esteriori. Ma se è un peccato aspirare alla gloria, io sono il peccatore più incorreggibile che ci sia al mondo.

No, in fede mia, cugino, non volere un solo inglese di più.

Proclama piuttosto a tutto l’esercito, che chi non ha abbastanza fegato per questa battaglia può pure andarsene: noi gli daremo un passaporto, e nella borsa gli metteremo anche i soldi del viaggio.

Noi non vogliamo morire in compagnia di un uomo che teme di essere nostro compagno nella morte.

Oggi è la festa di San Crispino e San Crispiano: chi sopravvive quest’oggi per tornare a casa sano e salvo, si leverà sulle punte solo a sentire nominare questo giorno, e fremerà al nome di San Crispiano.

Chi vedrà questo giorno e arriverà alla vecchiaia, ogni anno, alla vigilia, festeggerà coi vicini, dicendo: “Domani è il giorno di San Crispino!”. Poi si rimboccherà la manica e mostrerà le sue cicatrici, e dirà: “Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”.

I vecchi, si sa, dimenticano; e lui dimenticherà tutto il resto, eppure ricorderà, con fierezza, le gesta di quel giorno.

Saranno allora i nostri nomi che lui avrà sulle labbra, come persone di famiglia: Re Enrico, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester, saranno evocati nei suoi brindisi.

E questa storia ogni brav’uomo insegnerà a suo figlio; e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da questo giorno sino alla fine del mondo, senza che in esso ci si ricordi di noi.

Noi pochi, noi felici pochi, noi fratelli in armi.

Poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello: e per quanto sarà di umili origini, in questo giorno si farà nobile la sua condizione. E i gentiluomini che ora, in Inghilterra, si trovano a letto, si danneranno l’anima per non esserci stati, e si sentiranno menomati, quando sentiranno parlare un uomo che combatté con noi il giorno di San Crispino

Tratto da www.ilteatropertutti.it

I loro occhi sono cattivi


All'inizio della nostra Repubblica c'era ancora qualche cattolico che, politicamente parlando, puntava i piedi a difesa dei valori cristiani, come c'erano quelli che lo facevano per i valori del comunismo e del liberalismo. Già allora però i primi a mettersi di traverso rispetto ai primi, oltre agli altri due schieramenti, erano proprio i colleghi di partito, anche essi cristiani, ma che ritenevano opportuno non esagerare, aperti al compromesso, ai distinguo, al tornaconto elettorale e alla ragion politica (che sicuramente non è la Ragione di Dio) e tanto altro ancora. Il popolo però vedeva che c'era ancora qualcuno che,"in alto", parlava e soprattutto pensava proprio come lui, cioè pensava cristiano e  che li avrebbe difesi fino alla fine e che si poteva votare con "sicurezza" perché non avrebbe mai cambiato casacca e soprattutto che si sarebbe fatto lapidare piuttosto che rinnegare i valori cristiani. Successivamente, proprio contestualmente all'inizio della scristianizzazione, operata sia dal di fuori che purtroppo anche dal di dentro, l'ala opportunista, quella dei distinguo, della convenienza, del non esagerare e dei sofismi, è divenuta prima la maggioranza e poi l'unanimità che ha schiacciato e poi cacciato quell'altra più vicina al popolo. E oggi, io non trovo uno solo che parli e soprattutto pensi cristiano,  cioè tale da poter seguire, sostenere e votare. Sì è vero, ogni tanto compare in TV uno col rosario in mano o in chiesa con la moglie, oppure nei posti delle apparizioni... e che si autoincorona cristiano e difensore dei cristiani, ma i fatti dicono il contrario e poi non mi sembrano buoni e i loro occhi sono cattivi, come i loro pensieri e i loro desideri: dunque per me sono inaffidabili e il voto mio non lo avranno, se non si convertono e credono davvero al Vangelo. Pier Giorgio Frassati era un cattolico intero, quotidiano e vedeva la politica uno strumento per aiutare e sostenere il popolo e si impegnava perché ciò avvenisse. Il beato Pier Giorgio è morto solo 100 anni fa, ma oggi non c'è nessuno che la pensa più come lui. Cosa è successo?
Per la 750^ volta torno a dire: bisogna ricreare una umanità nuova e, come in passato,  solo noi cattolici possiamo avere le forze, la voglia e il coraggio di farlo. Solo che ci dobbiamo svegliare un po' e soprattutto dobbiamo infiammare il nostro cuore con Gesù. Ricordando santa Caterina da Siena: "Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo".
Il Pio

 

Mani adunche e unte


Pensavo tra me e me. Noi ci scanniamo tra no vax, free vax e yes vax, ce ne diciamo di tutti i colori e manca poco che si scatena la rissa, tra di noi, tra il popolo, ma non ci rendiamo conto che abbiamo  messo la nostra vita, la nostra economia,  i nostri soldi, il nostro futuro nelle mani adunche e unte  di persone che fino a adesso hanno combinato solo una marea di danni, fatto cose incredibili e incomprensibili. Che pensano alle poltrone per loro e i loro amici, alle banche e alle case farmaceutiche. Che si sono praticamente mangiato tutto, lasciandoci a mala pena le briciole. Ma ci rendiamo conto? Litighiamo acerrimamente tra di noi per loro e per le cose che ci dicono e sappiamo bene tutti che sono falsi e ingannatori.  Divide et impera resta sempre la loro regola. Almeno noi evitiamo di dividerci per loro. E se possibile stiamo uniti in Gesù. 

Il Pio

Finchè la fede mi darà forza!

 


Torino, 6/3/1925


Nelle mie lotte interne mi sono spesso domandato perché dovrei io essere triste? dovrei soffrire, sopportare a malincuore questo sacrifizio? Ho forse io perso la Fede? no, grazie a Dio, la mia Fede è ancora abbastanza salda ed allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l’unica Gioia, di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa; poi, come cattolici, noi abbiamo un Amore che supera ogni altro e che dopo quello dovuto a Dio è immensamente bello, come bella è la nostra religione. Amore che ebbe per avvocato quell’Apostolo, che lo predicò giornalmente in tutte le sue lettere ai vari Fedeli. La Carità, senza di cui, dice S. Paolo, ogni altra virtù non vale. Essa sì che può essere di guida e d’indirizzo per tutta la vita, per tutto un programma. Essa con la Grazia di Dio può essere la meta a cui il mio animo può attendere. Ed allora noi al primo momento siamo sgomenti, perché è un programma bello, ma duro, pieno di spine e di poche rose, ma confidiamo nella Provvidenza Divina e nella Sua Misericordia.

(tratto da Lettere Pier Giorgio Frassati ed. Effatà)

"L'uomo politico è un animale"


Anni fa, appassionato com'ero di fumetti a strisce, mi sono imbattuto in una in cui il protagonista diceva all’amico che mentre stava parlando a un gruppo di politici, si era sbagliato e anzichè citare correttamente la frase di Aristotele “l’uomo è un animale politico” disse invece “l’uomo politico è un animale” dovendo poi scappare inseguito dagli stessi. Mi fece tanto ridere questa battuta. Probabilmente essa mi si è ficcata in testa perché da allora (erano più o meno i primi anni ottanta del secolo scorso) non riesco a avere un giudizio diverso di quelle persone. La cosa preoccupante però è che l’ "animalità" di costoro era nota anche millenni fa, ciò per dire che non è di oggi il problema dell'uomo politico come animale (e non nel senso che intendeva Aristotele, ma proprio nel senso moderno). Ad esempio Platone (nato a Atene il 428/427 a.C. e morto  nel 348/347 a.C.) scrisse nell’Apologia di Socrate (al cap. VI): “…Mi recai infatti presso uno di quelli che passavano per sapienti, sicuro di smentire l’oracolo e dimostrare così che quello era più sapiente di me. Esaminai per tanto a fondo il mio personaggio (è inutile che ve ne dica il nome: era un uomo politico) ed ecco l’impressione che ne ricavai: mi parve che quest’uomo apparisse sapiente a molti, e soprattutto a se stesso, ma che in realtà non lo era affatto; e cercai anche di dimostrarglielo. Naturalmente venni in odio a lui e a molti altri che erano con lui presenti". Cicerone (nato a Arpino il 3 gennaio 106 a.C. morto a Formia, 7 dicembre 43 a.C) scrisse: "il povero: lavora; il ricco: sfrutta il povero; il soldato: li difende tutti e due; il contribuente: paga per tutti e tre; il vagabondo: si riposa per tutti e quattro; l’ubriacone: beve per tutti e cinque; il banchiere: li imbroglia tutti e sei; l’avvocato [N.B. Cicerone faceva anche l’avvocato ndr]: li inganna tutti e sette; il medico: li accoppa tutti e otto; il becchino: li sotterra tutti e nove; il politico: campa alle spalle di tutti e dieci". Tutte queste frasi non fanno affatto ridere, perché sono vere, purtroppo verissime e le capiamo tutte. Significa anche che oltre duemila anni fa, importanti scrittori, filosofi e saggi (dunque non gente grossolana e facinorosa) peraltro ancora oggi famosi e studiati da intere generazioni, consideravano in quel modo l'uomo politico, proprio come oggi noi lo consideriamo, a parte quelli “che erano [e sono] con lui presenti”. Se l’uomo politico era così definito e considerato oltre duemila anni fa e nello stesso identico modo lo consideriamo oggi (e duemila anni non sono pochi davvero!) probabilmente lo sarà pure domani. Ne discende dunque che non ce la faremo mai e poi mai a liberarci di questa malefica genia e dolorosa piaga, in nessun modo e con nessun mezzo, ci saranno sempre anche nel giorno dell'apocalisse a chiederci i voti per contrattare una buona poltrona in Paradiso. Il brutto che anche i politici cattolici (quelli che dovrebbero avere nel loro cuore almeno un freno più forte degli altri) spesso sono come gli altri, se non peggio. Speriamo allora nel Signore e preghiamolo, perchè tenga la Sua mano sulla loro testa e non gli faccia fare danni eccessivi.

Il Pio



E cosa va fatto alla sera?

  984 D. La sera, prima di andare a riposo che cosa convien fare? R. La sera prima del riposo, convien mettersi, come al mattino, alla prese...