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Nel 1800 invece, preferirono fare un voto.

 


Oggi vi racconto quello che accadde nella mia città a metà del XIX secolo, quando fu colpita da una terribile epidemia di colera. In quell'occasione l'intero paese, autorità governative comprese, si rivolse alla Madonna, facendo un voto popolare...  Questo per dire che oltre alla Scienza, potremmo fidarci anche (o magari soprattutto) della Madonna. E magari affidare a Lei le nostre vite e questa drammatica situazione che, come ai nostri antichi concittadini, sta mietendo tanti lutti e dolori. Magari il popolo potrebbe ritornare cristiano. 

Il Pio

"Un voto che fece una città intera alla Madonna. C’è questo dietro le cerimonie che, ogni anno, vengono rinnovate da San Benedetto durante il giorno dell’8 dicembre e nel corso dei nove giorni che la precedono. «Nella memoria collettiva del borgo marinaro un tempo – spiega il responsabile dell’archivio storico comunale Giuseppe Merlini – e della cittadina rivierasca oggi, da una generazione all’altra, attraverso informazioni, testimonianze orali e scritte, permane il ricordo del voto fatto dalle autorità sambenedettesi, in nome del popolo, nel lontano 10 luglio 1855». Il voto fu fatto nel momento in cui San Benedetto era attraversata da un’epidemia colerica, che stava producendo tanti lutti e disperazione. «Ai piedi della Statua della Madonna dell’Addolorata nella Chiesa di San Benedetto Martire – continua il dottor Merlini – il Governatore del tempo (Giovanni Battista Paci, ndr)
 lesse una preghiera carica di devozione e di speranza nell’intercessione miracolosa della Vergine. In quell’estate del 1855 il colera tornato a diffondersi prepotentemente in Paese, dopo averlo visitato appena un anno prima, attraverso un marinaio di ritorno da Ancona, uccise quattrocento persone circa (a quei tempi la popolazione era di circa 6.000 persone, ndr). Dal centro marinaro, a poco a poco, si diffuse in tanti centri del Piceno e dello Stato Pontificio. I sambenedettesi, pertanto, con quella preghiera fecero solenne voto all’Immacolata Concezione, che ancor oggi viene rispettato come segno di gratitudine a Maria, poiché a Lei fu attribuito il miglioramento della situazione nonché la completa scomparsa dell’epidemia». L’anno seguente, quando ormai il colera era divenuto solo un triste ricordo, si fece costruire una statua dell’Immacolata in cartapesta. Trent’anni più tardi, però, un analogo dramma tornò a ripetersi, con la ricomparsa del colera ai primi di agosto del 1886. I sambenedettesi tornarono a rivolgersi alla Madonna. «Seppur di proporzioni più contenute rispetto all’epidemia precedentemente diffusasi – continua Merlini – che vide un’estensione territoriale dalla costa picena fino all’entroterra umbro e sconfitto con maggiore celerità, il colera del 1886 andava ad infierire prepotentemente su quelle stesse famiglie che erano già state decimate nel 1855. E furono colpiti e uccisi in gran numero, nel 1886, proprio i figli di quelle madri che erano morte di colera trent’anni prima».

Ecco il testo della preghiera:
“Vergine Immacolata, Rifugio dei peccatori, Consolazione degli afflitti, noi qui prostrati innanzi al vostro glorioso Trono colle lagrime agli occhi imploriamo da Dio il perdono dei nostri reati e di quelli della intera Popolazione, di cui siamo stati indegnamente chiamati a Padri e Rettori. Rivolgete uno sguardo al terribile malore che qual novella Piaga d’Egitto ci affligge. Deh impiegate l’immensa vostra potenza a nostro prò, e ci liberate da un sì terribile flagello. E’ onnipotente Iddio, ma onnipotente Voi siete al pari di Lui: ciò che egli può col Comando, Voi lo potete colla preghiera. Non ci negate, Nostra Regina Suprema, questa grazia, vi rammenta del Sangue Immacolato sparso dal Divin Vostro Figlio, deh! di questo segnateci, e quali novelli figli d’Israello speriamo d’esserne immuni. Sarà mai questa la prima volta che ci vorrete negare una Grazia, Grazia che con le lagrime vi chiediamo a nome di un Popolo, che tutto che carico d’ogni fatta di colpe, pure si mantenne constantemente saldo nella vostra credenza, e devozione, e che fidente nel Patrocinio vostro spera, venga rattenuto, e frenato il braccio punitore della giustizia d’Iddio? Se ci rimanemmo indifferenti nella universale esultanza, mentre le altre popolazioni con immenso giubilo, con segni d’entusiasmo devoto accoglievano, e festeggiavano il Solenne Decreto emesso dal Supremo Gerarca dichiarante il Vostro Immacolato Concepimento qual Dogma di Fede, ve ne domandiamo umilmente perdono, e facciamo voto in questo tempio dinanzi alla Vostra Sacra Immagine di festeggiare il giorno che ricorda il Vostro Immacolato Concepimento coll’assistere ad un Sacrificio Solenne, ed intervenire ad una Processione, che vogliamo si eseguisca in perpetuo anche dai Nostri Successori. E’ perché resti ad eterna memoria la Grazia, che ci confidiamo di ottenere dalla Divina Misericordia per Vostra intercessione, promettiamo di esporre alla pubblica venerazione un dipinto, in cui i posteri più lontani ravvisino, che, Vostra mercè, cesso’ il terribile castigo. Questa è l’umile, e cordiale offerta nostra, o Vergine Immacolata, e si grande è la fede risposta in Voi, che al Sorgere dell’Alba ventura siam sicuri di registrare in questo foglio, che non appena invocammo il Vostro aiuto, liberaste questo Paese dal Morbo pestilenziale”

(Da sito internet de La Nuova Riviera).

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