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La cosa strana…


 La cosa strana, ma al tempo stesso positiva, è che la notizia è stata data da numerosissimi organi di informazioni compresi quelli che si possono definire “allineati”. Lo strano appunto, sta nel fatto che questo genere di notizie vengono solidalmente e tranquillamente censurate, il positivo sta nel fatto che questo genere di notizia, normalmente censurata, è stata data con ampio risalto sui giornaloni, giornalini, TV locali e nazionali,… Ancora però non so se per questo dobbiamo temere o stare lieti, rimaniamo allora in allerta. La notizia a cui faccio riferimento è quella delle “Linee guida per la comunicazione interna” dell’Unione Europea per cui per favorire l’inclusività, non si sarebbe dovuto più parlare, nelle comunicazioni ufficiali, del Natale, delle feste religiose, usare nomi e pronomi legati al genere (maschile e femminile), e tante altre situazioni (ma non ho capito bene se quelli che devono essere inclusi—anche quelli che però non vogliono essere inclusi—poi possono parlare di maschio e femmina, celebrare le loro feste religiose e parlarne pubblicamente). Pare che solo noi europei (che qualcosa di buono lo abbiamo pur fatto in questi secoli) dobbiamo calare sempre le braghe, laddove la regola è che le braghe devono stare sempre su. Sempre su. Il perché poi le dobbiamo calare non è ancora chiaro, né nessuno ce lo ha spiegato in termini ragionevoli. Secondo me quello di bello che abbiamo fatto, lo dobbiamo mantenere difendere. E tutto questo in un Europa che ha storicamente radici cristiane. Sottolineo che ho scritto storicamente, come è storia l’esistenza dell’Impero romano, ma mentre questo non c’è più se non nei sogni restauratori di certuni, il primo c’è ancora, massacrato, ridotto, vessato, ma c’è ancora. (E qualcosa di buono, noi cristiani, lo abbiamo pur fatto in questi due millenni). Sembra però che a seguito delle numerose e vivaci proteste e polemiche, le Linee guida siano state ritirate, ma non perché erano una spaventosa balordaggine, ma con la motivazione: “Non è un documento maturo, ci lavoreremo ancora (dal sito internet de Il Fatto Quotidiano)” che nel linguaggio burocratese, un po’ esoterico, dovrebbe significare “la gente non lo ha ancora capito, è immatura: glielo ripropineremo più tardi, alla fine dell’educazione”. Ho detto dovrebbe significare, a mio avviso, aggiungo. Al di là dell’episodio, dovremmo pensare assai a chi sta governando “per noi” in Europa, che ideali abbia, a chi risponda, che pensieri abbia e soprattutto dove mette il popolo in tutto questo. Dovremmo pensare anche alla nostra cara Chiesa dalla quale non ho sentito nulla contro questo documento che era di una gravità eccezionale, probabilmente il primo fra tanti altri. Forse una sua frase avrebbe fatto rassicurare i cattolici, li avrebbe fatto piacere, dato un po' di conforto, visto che stanno da soli in questa battaglia con potentissimi nemici davanti e doppiogiochisti dietro le spalle: loro davvero non ce la fanno più a vedere questo disastro sempre peggiore e sentirsi da soli.

Il Pio



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