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Sigarette e vaccini

 


Pare che alcuni potenti della terra abbiano detto frasi come queste: "gli anziani sono improduttivi e dunque inutili", "sulla terra siamo a dismisura", "gli anziani sono troppi, bisogna fare qualcosa" e tante altre del genere. Frasi che da una parte fanno capire che i potenti si ritengono e forse sono sotto un profilo giuridico, una classe eletta e intoccabile che vive in un paradiso terrestre (meglio, bancario) in cui pochi possono entravi, loro dunque non sono della terra e non saranno mai anziani, siamo noi invece a essere troppi e a divenire anziani; dall'altra fanno capire che c'è un'altra frase che necessariamente fa seguito alle prime: vecchi e popolo inutile vanno eliminati nell'interesse pubblico (cioè, il loro e quello degli amici loro). E questi pensieri non ce li hanno da adesso quelli lassù. Cesare Pavese disse questa frase: «Da uno che non è disposto a condividere con te il destino non dovresti accettare nemmeno una sigaretta». Parafrasandola e solo per polemica, si potrebbe dire: «da un potente, un politico, un governante che non è disposto a condividere con te il destino, che ti considera un essere inferiore, inutile quando divieni improduttivo, che comunque ti considera un costo perenne, che per il proprio tornaconto non si sa a quale destino ti abbandonerebbe, che crede a dei materiali e odia rabbiosamente il tuo,... ebbene da questa gente non solo non dovremmo accettare una sigaretta, ma nemmeno un vaccino». Si scherza si capisce. Però pensate in che mani siamo quando litighiamo per le frescacce politiche.

Il Pio

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