Etichette

Visualizzazione post con etichetta lussuria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lussuria. Mostra tutti i post

Potere! Potere!


Il Potere è una brutta bestia nelle mani di un uomo poco saldo. Basta osservare ad esempio, come si comportano molti uomini politici e cosa farebbero e fanno per la poltrona. D’altra parte, si sa, il Potere, insieme alla Lussuria e al Denaro sono i tre lacci con cui quel porco del demonio ci tiene attaccati a sé e se non stiamo attenti, se restiamo attaccati ad essi, andremo dritti dritti a casa sua. Mi è capitato tempo fa di verificare come si comporta un uomo in preda al Potere. Quello che faccio è un esempio minimale, una piccolezza, ma se visto sotto una certa ottica potrebbe essere anche pedagogico. Stavo in una grande città italiana e ero salito in pullman per tornare in albergo. Il pullman riparte e dopo pochissimi secondi si ferma e riapre le porte. Aveva percorso 10 metri, forse meno. Io ero prossimo all’autista e un signore anziano gli chiese perché mai si fosse rifermato così presto e perchè mai ci fossero due fermate così vicino. L’autista poteva anche rispondere in modo sgarbato, avendo peraltro tutte le ragioni, invece senza fare giri di parole, ritenendo probabilmente quel passeggero petulante, anche lui, vittima di prepotenze e angherie continue, dunque un amico, disse: «in quella casa davanti a lei, abitava un Questore e lui ha voluto la fermata dell’autobus proprio qui e tanto ha fatto e tanto ha detto che l’ha ottenuta. Ora lui è andato via, ma la fermata è rimasta». Nient'altro che un privilegio. Noi, povero popolo, contro le persone affette dal Potere non possiamo fare nulla, vivono in un altro mondo e se potessero eliminerebbero tutti gli ignoranti e cafoni, come noi. Noi non possiamo fare nulla, se non fare di tutto per stare lontanissimi da quei maledetti tre lacci. Forse potrebbe essere utile pregare per noi e per le nostre famiglie perché nessuno è dispensato da quei lacci. Anche chi è a capo di una piccola comunità, di un Istituto scolastico, di un ufficio... potrebbe farsi prendere dal Potere. Forse potrebbe infine essere utile pregare proprio per gli affetti dal Potere: per i nostri governanti, per chi ha responsabilità pubbliche,… perché almeno all’ultimo secondo di vita possano pentirsi dei peccati commessi e aprire definitivamente le braccia e l'anima a Gesù.
Il Pio

Vade retro Satana! Soldi, Potere e Lussuria le tre funi del demonio

Anche oggi, come sempre nella storia dell’umanità, si ha la granitica certezza, che i soldi possano essere la soluzione a tutti i problemi della vita. Anzi, la risposta al mistero stesso della vita. Il presupposto di tutto il discorso è che ogni uomo ha il desiderio della felicità e tutto quello che fa, nel bene o nel male, è per raggiungere questa. Uno va dietro ai soldi, come al potere o al sesso, perché desidera per sé una felicità che duri per sempre e che coinvolga tutta la vita, e vede dunque nell’abbondanza di quegli aspetti, la soluzione finale a questo desiderio naturale. Va ricordato però che le tre funi tramite cui il demonio ci lega più facilmente a sé, sono (proprio) i soldi, il potere, la lussuria. Almeno con una delle tre può facilmente avvinghiare ciascuno di noi e assicurarci, alla fine del giro, un posto al “calduccio” nella sua dimora. Soldi, potere e sessualità sono una parte importante della realtà in cui viviamo, dunque dobbiamo usarli bene e correttamente. E così, perché non ci facciano del male, devono essere appoggiati sulla base grande e solida della Fede in Gesù. Compresi e usati alla luce di quella Fede e mantenuti in strada dall’intelletto che il Signore ha dato a tutti. Potere, soldi, lussuria, infatti se non li dominiamo noi, con il nostro intelletto e con la nostra Fede, succede che quelli, prima o poi, prendano il sopravvento sul nostro (povero) intelletto e sulla nostra (scarsa) fede e siano poi loro—o anche uno solo di loro—a dominare tutta la nostra vita. Come il Capitano di una nave che è invece un infame traditore: quello non ti porta dove vuoi tu (e per questo lo avevi pagato con tutti i soldi che avevi), ma quando non te ne accorgi, ti porta sull’isola dei pirati da dove non si ritorna. Quella felicità che tutti cerchiamo, naturalmente, cordialmente, ce la può dare solo Gesù. E allora ricordiamocelo sempre. Tutti e tre—potere, denaro e lussuria—sono le funi con cui Satana ci tiene attaccati a sé. E allora qui come non mai, ci sta proprio bene un vade retro Satana!

Il Pio

I sette vizi capitali


1) Superbia


Il superbo ostenta sicurezza e cultura e sminuisce i meriti altrui. Sproporzionata stima di sé, delle proprie abilità e dei meriti che ne conseguono, che siano essi reali o presunti. La superbia si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso, sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri. Essa è autoesaltazione portata fino al disprezzo degli altri, delle leggi o di qualunque ordine.

2) Accidia

Indolenza, indifferenza: l'accidioso indugia voluttuosamente nell'ozio e nell'errore. Sa quali siano i suoi impegni, ma pur di non assolverli, ne ridimensiona la portata, autoconvincendosi che si tratti di piccolezze e che rimandarle non comporti conseguenze gravi. 
L'accidia è un male dell'anima che si manifesta come negligenza e indifferenza della persona che ne soffre, a cui si aggiunge un sentimento di tristezza e soprattutto di noia nel vivere la vita. Egli nutre disinteresse verso ogni forma di iniziativa o di azione, immerso com'è nel suo torpore malinconico. L'accidia può essere un sentimento solo interno come la mancanza di gusto verso la vita, oppure essere esterno con la pigrizia, e l'inattività.

3) Lussuria

La lussuria non è la semplice dedizione ai piaceri sensuali. Lussurioso è soprattutto chi si lascia rapire e cullare continuamente dalla fantasie sensuali.
La lussuria è il disordinato desiderio del piacere sessuale. Il proprio piacere sessuale viene collocato al primo posto, come fine a sé stesso, indipendentemente dall'amore per il prossimo, l'unione nell'amore e la procreazione, poiché nella lussuria l'unico fine è la sola soddisfazione personale.

4) Ira

L'ira non è l'occasionale esplosione di rabbia: diventa un vizio in presenza di un'estrema suscettibilità che fa sì che anche la più trascurabile delle inezie sia capace di scatenare una furia selvaggia. 
L'iracondo desidera una vendetta che mostrerà in modo attivo o passivo. Essa, nel primo caso, è ricercata con atti di rabbia e risentimento contro chi, volontariamente o involontariamente, lo ha provocato; mentre nel secondo caso, si caratterizza per una finta riservatezza, eccessiva elusività e distanza a danno del provocatore, oppure per autobiasimazione o sacrificio a danno di sé.

5) Gola 


L'ingordigia o la gola è il desiderio di ingurgitare cibi, bevande o sostanze più di quanto l'individuo necessiti. L'ingordo mostra comportamento di sfrenatezza e di lascivia al posto della modestia e del controllo di sé. Il peccato di gola non è la mera ingordigia o la smodata consumazione di cibo, ma il lusso alimentare, la predilezione per la cucina raffinata, la propensione a cibarsi esclusivamente di pietanze pregiate e costose.

6) Invidia


Per l'invidioso, la felicità altrui è fonte di personale frustrazione. Sminuisce i successi altrui e li attribuisce alla fortuna o al caso o sostiene che siano frutto di ingiustizia. 
Stato d'animo o sentimento spiacevole che nasce dal volere per sé un bene o una qualità altrui. L'invidia è spesso accompagnata da avversione e rancore verso chi possiede tale bene o qualità, che porta l'invidioso ad augurare il male all'altro, di modo che il dolore e la tristezza possano così oscurarne le qualità o diminuire la felicità che ne consegue. L'invidioso prova risentimento e astio per la felicità, la prosperità e il benessere altrui, sia che egli si consideri escluso ingiustamente da questi beni, sia che già possedendoli, ne pretenda l'esclusivo godimento

7) Avarizia


Desiderio di possedere e conservare denaro, beni o oggetti di valore per sé stessi in quantità di molto maggiori a quanto necessario per la sopravvivenza o per una vita comoda. L'avaro ha un eccessivo ritegno nello spendere e nel donare, il valore che attribuisce a ciò che possiede è smisurato e supera qualunque altro valore: conta quindi semplicemente l'avere piuttosto che il fruire di ciò che si ha, il tenere per sé piuttosto che il dare.

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...