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Non è normale, per noi

 


Mettiamo che le notizie che girano su internet siano fake news (notizie false) al 50%. Mettiamo per essere sicuri, lo siano al 60%. Dunque almeno il 40% di esse sono vere. Anche al 40% di esse si potrebbe desumere, con tutte le riserve, che è alto il numero di uomini di colore che violenta, ammazza, ferisce uomini bianchi. Qui di default parte generalmente il “sei razzista, fascista e pure omofobo (tanto che ci siamo)”. Parte anche in automatico un bel “è il clima di odio e di violenza che genera la destra”. (Queste frasi, come sapete, sono importanti in clima elettorale, utili solo e soltanto ai politici che si devono “scannare” nelle trasmissioni TV, ma al popolo non servono assolutamente a nulla: fanno restare tutto dov’è, esacerbando ulteriormente gli animi). Ma se lasciassimo perdere le frasi fatte dei politici che si rimpallano continuamente le colpe e soprattutto i politici stessi e restassimo invece nella pura materia dei numeri e della cronaca nazionale, vedremo altro. Come per esempio vedremo che se è un uomo di colore a subire violenze da un bianco, per tre giorni giornali e telegiornali ne parleranno con il massimo disdegno, con la partecipazione ai funerali delle alte cariche dello Stato. Se invece è un bianco a soccombere sotto le ripetute coltellate, bastonate, i calci di un nero non se ne parla (o forse solo nella cronaca locale) e nessuno di quelli lassù andrà ai loro funerali. Restiamo ai numeri: abbiamo detto che alti sono i casi di violenze contro gli italiani da parte di costoro. Ma mentre per loro derubarci, picchiarci e ucciderci potrebbe in qualche modo essere conforme alla dottrina che gli è stata da sempre  insegnata (anche se, a onor del vero, non tutti la interpretano nella stessa maniera, soprattutto nella maniera più violenta), per noi non è assolutamente normale che ne facciamo entrare un numero così esagerato da anni e anni. Il problema dunque non sono loro che fanno quello che fanno. Il problema siamo noi e in particolare quelli che da decenni ci stanno comandando, non so quanto giustamente e responsabilmente. Mi chiedo a chi rispondono, al popolo temo proprio di no. Qualcuno deve difendere la Patria (che non è un termine fascista, ma significa semplicemente la terra dei padri, dobbiamo dire anche questo di questi tempi per essere compresi), i suoi confini. I suoi cittadini. Il rischio che tra qualche anno la situazione sarà brutta davvero—ormai irrimediabile—e allora dovremo scappare via dalle nostre case. Tutto questo non è poi tanto inverosimile, se diamo un’occhiata a cosa succede in altri Stati.

Il Pio

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