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Siamo circondati.


Siamo ormai circondati. Sembra che vie d’uscita non ce ne siano. Da una parte ci sono le truppe degli Itellettuali che hanno il compito di confonderci le idee e portarle tutte dove vogliono loro; loro sono quelli che hanno fatto diventare un’eroina, la Comandante tedesca che ha speronato una nave della Guardia di Finanza per far entrare in Italia illegittimamente clandestini che hanno intitolato un’Aula del Parlamento (difeso dai Carabinieri) a uno che menava ai Carabinieri. Da un’altra parte ci sono le truppe dei Guastatori, che hanno il compito di distruggere la famiglia e imporre ai bambini una mentalità come normale, ma che non è naturale. 
Da un’altra ancora ci sono le truppe degli Incursori a cui sul principio che i vecchi campano troppo e costano tanto hanno affidato la consegna di fare qualcosa in merito. Da un’altra parte ancora ci sono le truppe dei Tribunali, quelle dei giudici imprevedibili, la cui giustizia non è intesa da molti come giustizia e che vanno comunque avanti per la loro strada. Ancora; altrove ci sono le truppe navali, quelle che fanno di tutto per far entrare in Italia migliaia di islamici i quali non vedono l’ora di conquistarci (coi loro metodi, ovviamente). Da un’altra parte c’è una consistente truppa che proviene dalla gerarchia della chiesa che di islamici ne vorrebbe far entrare ancora di più perché “Dio lo vuole” e ci invita a andare a braccetto con loro (che però non vogliono), dimenticando che solo Gesù è Via, Verità e Vita e che abbiamo il compito di testimoniare il Suo Vangelo. Da un’altra poi, arrivano le truppe Amministrative che ci riempiono di tasse sempre più alte, ma con pochi benefici e che così fanno chiudere attività e mandare sul lastrico intere famiglie. Siamo circondati. Normalmente di fronte a un attacco, uno Stato difende il suo popolo, invece il nostro non lo fa. Anzi sembra che sia proprio lui ad attaccarlo da tutte le parti, inspiegabilmente. Inspiegabilmente a una mente normale e non contorta dal male. Siamo abbandonati e non c’è via di scampo. L’esercito che ci sta attaccando è troppo forte e immenso e il popolo italiano purtroppo non se ne è accorto del suo arrivo e pensa agli smartphone, agli apericena, al pilates e al canale satellitare. L’attacco finale sarà tremendo per tutti, anche per i buonisti, progressisti, anche per i cattolici buonisti e progressisti. Anche per chi non ha fatto nulla perché interessato solo agli smartphone, agli apericena, alla movida, al calcio, alle vacanze e al pilates. Si salveranno solo quelli alleati ai nemici. Resteremo pochissimi, noi cattolici senza altre ulteriori definizioni. Forse dovremo combattere, stare nascosti, forse saremo arrestati o uccisi. Torturati. Come già succede in altri Stati nel silenzio di tutti e in particolare di certuni che dovrebbero parlare, anzi urlare. Ci saranno tempi bui e tristi come aveva profetizzato Joseph Ratzinger nel 1969 “Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare molti degli edifici che aveva costruito nella prosperità. Poichè il numero dei suoi fedeli diminuirà, perderà anche gran parte dei privilegi sociali… Ma nonostante tutti questi cambiamenti che si possono presumere, la Chiesa troverà di nuovo e con tutta l’energia ciò che le è essenziale, ciò che è sempre stato il suo centro: la fede nel Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, nell’assistenza dello Spirito, che durerà fino alla fine. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica”. Questa è la nostra fede. Resteremo in pochi, ma la Chiesa di Dio non morirà. E ripartirà.


Il Pio 

 


Come oggi.


Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana, in Kazakistan ha sostenuto che “l’attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del IV secolo, quando l’arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell’episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa”. Celebre infatti è la frase di san Girolamo che descriveva quei tempi: «E il mondo, sgomento, si ritrovò ariano». In quel periodo (così come oggi) la Verità cattolica rischiava davvero di scomparire. Tantissimi furono quelli che abbracciarono l’arianesimo fra cui non pochi vescovi e cardinali che per primi, seminavano la confusione e sviamento fra i fedeli (come oggi). E i danni furono devastanti. Se il cristianesimo però non scomparve fu solo per merito di un altro Atanasio, un santo della chiesa cattolica e di pochissimi altri. L’epoca in cui visse sant’Atanasio fu di grande crisi della ortodossia, cioè della Dottrina autentica (come oggi). Siamo intorno al 360. Egli era vescovo di Alessandria d’Egitto. Per 46 anni rimase praticamente da solo a difendere la purezza della Dottrina e la sopravvivenza della Fede autentica in Gesù Cristo. Fu vescovo per ben 46 anni, dunque, ma furono 46 anni durissimi, 46 anni di lotta contro l’eresia ariana e contro gli ariani. Questi rifiutavano ciò che il Concilio di Nicea aveva detto e cioè che Gesù era della stessa sostanza del Padre (homoousius). Gli ariani infatti propagandarono la necessità di sostituire il termine stabilito dal Concilio di Nicea, homoousion, con il termine homoiousion. Differenza di una sola lettera, ma che cambiava tutto. Infatti, il primo termine (homoousion) significa “della stessa sostanza”, il secondo termine (homoiousion) significa “simile in essenza”. Una lettera soltanto, però la differenza è evidente. Ma l’eresia è così. Avviene proprio come in un bivio: all’inizio le due strade sono vicine, ma più si cammina e più esse si allontanano fino a che dall’una non si vede più l’altra. Così l’eresia: la differenza sembra un piccolo dettaglio all’inizio, ma col tempo diventa davvero un’altra religione e non seguiamo più Dio, Uno e Trino nella fede Cattolica, ma un’altra cosa. Di qui l’importanza di restare sempre sulla vera dottrina e nella vera Chiesa. Ai tempi di Atanasio invece, molti vescovi si lasciarono convincere da quel compromesso terminologico, che era cedimento sulla Dottrina (come avviene oggi, su altre questioni), sant’Atanasio tenne fermo, resistette come un leone. Subì l’esilio per almeno cinque volte, ma non cedette. E non le mandava a dire: «Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo». Anche oggi ascoltiamo e vediamo tante “cose” che puzzano di eresia e il popolo di Dio immerso dentro un mare di nebbia, in cui non vede nulla. D’altra parte il demonio che è un porco, usa noiosamente da duemila anni sempre gli stessi mezzi, e "fa bene", perché noi ci cadiamo sempre. Da duemila anni! “Figli del mondo”, “tempi nuovi”, “progresso (progressismo)”, “uomo e umanità”, ... Stiamo attenti e ricordiamo le parole del cardinale Schneider. E “restiamo saldi nella fede”. Quella vera. Nella sua celebre Vita di Antonio, S. Atanasio riporta un suo insegnamento: «[...] i demoni sono astuti e pronti a ricorrere ad ogni inganno e ad assumere altre sembianze. Spesso fingono di cantare i salmi senza farsi vedere e citano le parole della Scrittura. [...]. A volte assumono sembianze di monaci, fingono di parlare come uomini di fede per trarci in inganno mediante un aspetto simile al nostro e poi trascinano dove vogliono le vittime dei loro inganni». Basterebbe solo conoscere un po' il catechismo,  almeno nelle sue parti più importanti. Se abbiamo quattro paletti fissi che ci fanno da punti di riferimento, potremmo tirare pernacchie a tutti quelli che ci vogliono portare sulla strada sbagliata. Demonio compreso. 

Il Pio

Il mondo gira storto, alcuni girano dritto


Il mondo ha sempre girato storto. O meglio, il mondo gira dritto, ma gli uomini girano storti. Per dire che quello che dicono in tanti: “oggi il mondo va male, prima invece no” non è proprio esatto: il mondo è sempre andato male. Forse prima un aspetto andava meglio di un altro rispetto a oggi, ma facendo la somma, tra più e meno, guadagni e perdite, il bilancio annuale, nei secoli dei secoli, il risultato è sempre lo stesso. Non ci sarebbe da allungare ulteriormente il brodo e il discorso potrebbe finire qui. Ma invece c’è qualcosa, in questo andar solitamente male che va segnalata. Il nostro in effetti, è un periodo difficile da capire, un giorno gli storici lo spiegheranno, e chissà cosa diranno (ma noi non ci saremo). E’ difficile da capire, per tanti motivi.


Pensiamo al governo della cosa pubblica: negli ultimi decenni e mai come in quest’ultimo periodo, assistiamo a una distanza enorme della politica (intesa come gestione del potere) dal popolo e dalla realtà. Una democrazia molto sulla carta, ma più irreale che altro. Non faccio gli esempi per non esacerbare gli animi ancora di più. E mi fermo qui.


Pensiamo agli attacchi alla famiglia sempre più intensi e gravi. Questa è sempre stata, in saecula saeculorum, anche nei momenti di crisi più acuta, un punto fondamentale per ogni Stato o Nazione e, se vogliamo, rigenerante. Uno Stato, per esistere, ha bisogno delle famiglie che fanno nascere e educano i cittadini che poi sosterranno lo Stato stesso. Oggi non è così e non dico altro. E poi oggi il centro del discorso non sono le persone, ma i soldi, la finanza, il potere e questo discorso si fa solo tra pochi intimi, nelle stanze agli ultimi piani dei palazzi. Dunque la famiglia non serve anzi dà fastidio.


Pensiamo al fatto che oggi è considerato giusto e indiscutibile sostenere che il maschio o la femmina non si distinguono dagli organi sessuali, ma solo da come si sentono. Se uno si sente donna (anche se nasce maschio) è alla luce dell’odierna mentalità, donna a tutti gli effetti. E chi non si sente ne l’uno, né l’altro sarà ne l’uno, né l’altro. E guai a chi prova a dire il contrario.


Pensiamo all’invasione di popoli in Italia che da quasi trent’anni siamo costretti a vedere, alle crisi finanziare (causate sempre e mai avvenute per caso) che mandano sul lastrico tanta povera gente e impediscono a intere generazioni di avere un lavoro, al fatto che mai e poi mai in passato si poteva immaginare soltanto che uno stato potesse fallire, mentre oggi la possibilità è sempre meno remota.


Pensiamo a questo a tanto altro (io non ho lo spazio per scrivere tutto, forse nemmeno la memoria e soprattutto la volontà). Nella storia millenaria del mondo, periodicamente accadono crisi devastanti e terrificanti. Ma il mondo continua a girare, giorno dopo giorno. E si riparte sempre: seppellendo i morti, ricucendo le ferite, spostando le macerie provocate da quella crisi. Si riparte. E chi sosterrà questo mondo saranno tutti quei gruppi e associazioni, tutte quelle persone che, con Gesù nel cuore, già da adesso stanno cercando di creare un mondo buono e opere utili nella società. E ricordiamoci sempre, infine che la Croce resta ferma mentre il mondo gira.


Il Pio

E' una società che non si ama


Le crisi dell'insegnamento non sono una crisi dell'insegnamento; sono crisi di vita;
denunciano rappresentano crisi di vita e sono crisi di vita esse stesse


La crisi dell'insegnamento non è una crisi dell'insegnamento; non c'è crisi dell'insegnamento; non c'è mai stata crisi dell'insegnamento; le crisi dell'insegnamento non sono una crisi dell'insegnamento; sono crisi di vita; denunciano rappresentano crisi di vita e sono crisi di vita esse stesse; sono crisi di vita parziale, eminenti, che annunciano e accusano crisi della vita generale; o se si vuole, le crisi di vita generali, le crisi di vita sociali si aggravano, si radunano, culminano in crisi dell'insegnamento, che sembrano particolari o parziali, ma che in realtà sono totali, perchè rappresentano il tutto della vita sociale; e infatti all'insegnamento che le prove eterne attendono, per così dire, la cambievole umanità. il resto di una società può passare, truccato, mascherato; l'insegnamento non passa; quando una società non può insegnare, non è che manca accidentalmente di un apparato e d'una industria quando una società non può insegnare e che questa società non può insegnarsi; è che ha vergogna, ha paura lei stessa di insegnarsi; per ogni umanità, insegnare, è in fondo insegnarsi; una società che non insegna è una società che non si ama; che non si stima; e questo è precisamente il caso della società moderna.
(Charles Peguy, "Per il rientro a scuola" in Lui è qui - Pagine scelte ed. BUR)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...