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Gesù è morto democraticamente

 


190 D. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica viene dal popolo?

R. Il potere che hanno i membri della gerarchia ecclesiastica non viene dal popolo, e sarebbe eresia il dirlo, ma viene unicamente da Dio.

(Catechismo Maggiore di San Pio X)


Infatti. Oggi è un gran parlare di chiesa democratica e si aspetta un nuovo Concilio Vaticano terzo, quarto, quinto... per ottenerlo finalmente. Per molti, soprattutto per quelli che non ci stanno proprio nella Chiesa e non la amano affatto, questo sarebbe un grande passo avanti, da compiersi assolutamente. Ma voi diffidate di chi pensa così. Gesù la Chiesa l’ha pensata diversamente. Il Catechismo di San Pio X—che mi risulta non essere stato ancora abrogato—dice infatti qualcos’altro: il potere della Gerarchia ecclesiastica non viene per votazione. Uno Stato deve essere democratico, ma la Chiesa no. I Sacerdoti non sono chiamati al sacerdozio sulla base di campagne elettorali e libere elezioni, i preti hanno sentito la vocazione di Dio stesso in persona che non li ha mollati fino a quando non hanno indossato la tunica. Poi le carte si possono sempre mischiare diversamente, io pensavo, non ho capito, secondo me, ora sono più portato a…, può anche prevalere sulla vocazione l’ideologia modernista buonista, possono anche intervenire forze esterne e, perché no?, anche il  porco del demonio in persona (così porta via a Dio un importante veicolo di salvezza per il popolo), può avvenire tutto questo… ma il principio fondamentale resta sempre quello dell’articolo 190. 
Sarebbe eresia negarlo, tuona il Catechismo.Ce ne siamo dimenticati quasi tutti, ma nella Chiesa non è ancora stata licenziata la Divina Provvidenza e da quello che so resterà con noi fino alla fine dei tempi, anche se le nostre speranze sono morte tutte, basta chiedere. E poi noi cristiani ci dobbiamo ricordare sempre che Gesù è morto solo e esclusivamente sulla base del risultato di un referendum democratico e popolare. Significherà questo, qualcosa?

Il Pio

I sorci verdi

Ieri nel comune dove abito si è svolta una manifestazione silenziosa e democratica (autorizzata dalla Questura), senza urla, fumogeni e lancio di pietre alla Polizia, per chiedere al Parlamento di non approvare il noto ddl Zan. Tantissime manifestazioni identiche si sono svolte in moltissimi comuni con ampia partecipazione di elettori, (e va considerato che non è facile far muovere giovani, vecchi a famiglie a spese loro).  Naturalmente e come spessissimo succede, molte di quelle persone che il ddl vorrebbe proteggere dagli attacchi degli ignoranti razzisti antidemocratici, sono intervenute (non autorizzate) per boicottare la manifestazione con urla e cartelli (fortunatamente solo così. Ed è andata bene). Non so se è mai successo che i gruppi cristiani siano andati per boicottare le manifestazioni altrui, anche quelle che si facevano beffe di loro con le peggiori bestemmie e blasfemie a tutto andare; da quello che so, mai. Però i razzisti e gli antidemocratici siamo noi (forse un ddl contro la cristianofobia sarebbe certamente più utile e forse opportuno, ma non verrà mai fatto neanche quando qualcuno ci taglierà la gola). Poi, una parte della gerarchia ecclesiastica, che dovrebbe sostenere questo movimento spontaneo popolare, è per le unioni civili e va spesso a braccetto con quelli a cui forse dovrebbe indicare la retta di via di Gesù Cristo. In queste ultime giornate sono successi tanti di quei fatti per cui possiamo dire con certezza che se passa il ddl, in particolare noi cristiani vedremmo davvero i sorci verdi, con carcere fino a sei anni e campi di rieducazione. In Piazza noi ci siamo scesi e eravamo pure tanti e così in moltissime parti d’Italia (ed anche noi siamo elettori). Ma il Parlamento ci prenderà in considerazione oppure nella democraticissima Italia succederà che prevarrà non la volontà popolare, ma ciò che ha messo il nostro Paese in una situazione disperata? E non posso dire "ci ricorderemo" perchè tanto fanno come gli pare. Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò.

Il Pio

Ma chi è che comanda?

Uno si potrebbe chiedere perchè per la politica i soldi ci sono sempre, anche abbondanti, anche in tempo di crisi, ma per il popolo e per le aziende che danno lavoro al popolo, ce ne sono sempre pochi e sempre di meno. Ma non voglio parlare di politica perché è un argomento morto e stramorto: da lì non può venire nulla di buono. Vorrei prendere un argomento collaterale. Nei giornali e sui social si leggono spesso frasi di intellettuali degli ultimi decenni che avevano previsto, in tempi assolutamente non sospetti, le situazioni attuali, come ad esempio l'invasione islamica, la negazione della nostra cultura e identità, l'aborto a buon mercato e altro. Queste frasi vengono riprese dagli intellettuali moderni e tutti alla fine dicono "svegliatevi! Non vi fate sopraffare!..." . E io mi pongo la domanda ma che dobbiamo fare? Ditecelo. Dovremmo farci sentire da chi comanda, certo. Ma chi è che comanda in Italia, se lo sapessimo andremmo da lui. Chi comanda? Il Presidente della Repubblica? Il Governo? Il Parlamento? La Magistratura? Le lobby? L'Europa? L'Alta finanza? I partiti politici? L'Esercito? La Chiesa? Il popolo?! Chi comanda? Perché se lo sapessimo cercheremmo di farci sentire da lui. Magari non lo voteremmo più. Magari così ci ripensa la prossima volta... in teoria il popolo dovrebbe essere sovrano. Lo si studia bene in diritto costituzionale. Invece nella realtà non si sa chi comanda e soprattutto chi è sovrano davvero. Probabilmente comandano tutti loro ognuno per qualcosa. E quando ci sono troppi galli a cantare,  non si farà mai giorno. Povero popolo italiano, che peccato ha fatto per meritarsi tutto questo?

Il Pio

I nome del popolo italiano





Da quando l'Italia è divenuta una Repubblica, tutte le sentenze del Potere giudiziario iniziano con "in nome del -Popolo italiano". Il Popolo elegge il Parlamento e dunque legifera nel suo nome in quanto in democrazia, il popolo è sovrano. I ministri prima di iniziare a servire il popolo (ministro significa etimologicamente, servitore) pronunciano questo giuramento: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.» Pensate alle vicende degli ultimi anni... Vi sembra che tutto questo avviene realmente?. Eppure deve essere così. Lo dice la Costituzione che non c' entra nulla con la religione e i preti. Il popolo subisce solo angherie e non può fare niente perché tanto con questa gente che si rigenera sempre da se stessa e così quelli che stanno in alto restano sempre gli stessi anche se con nomi e facce diversi, fare qualunque cosa sarebbe vano. Però potremmo chiedere che venga tolto dalle sentenze e dai giuramenti le parole popolo e nazione. Almeno così sarebbe per noi più sopportabile. 

Il Pio

Eccone un altro


"In Italia la Chiesa ha tenuto per duemila anni il popolo nell’ignoranza". Questa frase ladiparia non è stata pronunciata da un sacerdote (ma poteva essere data l'esperienza), ma da un uomo facoltoso e intellettuale. Nell’ignoranza, ha detto, il popolo italiano! Come si spiega allora che l’Italia è la Nazione, unica al mondo, che in ogni fase e momento della sua storia, ha in assoluto più artisti, poeti, inventori, musicisti, eroi, navigatori, scienziati (invidiati e studiati dal mondo intero) ha anche più opere d’arte (nonostante la calata dei barbari, le numerose invasioni, le frequenti ruberie, e anche l'abbandono…). E pure uno straordinario di numero di grandi opere di carità,... e lo dico sottovoce anche un gran numero di santi. Una dittatura sicuramente non ce la fa a reggere per duemila anni (si pensi alla storia e a quante ne sono cadute). Il popolo poi non fa opere straordinarie, cattedrali per esempio che ci vogliono secoli per realizzarle, perché ha paura o è tenuto nell'oscurantismo ignorante. Non ce la fa, scappa, molla... Invece se fa le opere, dà il massimo nella propria arte e mestiere è perché ha un Ideale comune a tutti gli altri compaesani e a quelli che governano. L’ignoranza soprattutto non rende Roma e tante altre città, stupende come erano prima di una certa data. Paragoniamo la “dittatura” che lascia tutti nell’ignoranza, con la "democrazia" di oggi che invece non lascia il popolo nell’ignoranza: ci sono differenze? Le vedete? Che trovate oggi nelle periferie, nei quartieri moderni? Che idea di uomo hanno quelli che li hanno voluti e progettati e costruiti? Invece andate nei centri storici di una città antica (grande o piccola) prima cosa rimaniamo incantati dal paesaggio, dagli scorci, dalle ville bellissime e poi dalle case popolari perchè sono tutte  costruite a misura d'uomo con l'idea che dovevano essere destinate accogliere esseri umani; E pensate se per duemila anni avessero governato quelli di oggi… Meditiamo, meditiamo…


Il Pio

Politica amarezza; educazione bellezza.


La politica è una porcata. Con lei tutto va male. Con tutto il rispetto per le persone (e non per le idee). Prendiamo solo ad esempio i vaccini. Sei del partito x devi dire che essi fanno bene e si devono fare; se sei del partito y devi dire che fanno male e non si devono prendere. E le trasmissioni e i giornali si adeguano in base alla loro posizione politica. Qual è la verità? Non la sa nessuno. Che dobbiamo fare? Boh? Tutti dicono assassini agli altri. Chi ci rimette? il popolo. E tutto va così. Cambiamo discorso. Su internet spesso girano filmati di altre nazioni super educate in cui si vede dopo un incidente stradale, che tutti si mettono ai margini per far passare soccorsi e ambulanze. Oppure che tutti si fermano quando si ferma lo Scuolabus per far scendere i bambini. O che i ragazzi delle scuole puliscono e differenziano i rifiuti dopo il pranzo. O come si gira sulla rotatoria, si sale sul treno, si attraversa la strada... Da noi non avviene tutto questo: la gente passa sulle corsie di emergenza, col rosso, accelera quando vede una persona sulle strisce pedonali, io stavo per fare un frontale per via di uno che aveva preso la rotatoria contromano e di rifiuti non ne parliamo nemmeno. Però in quegli Stati fanno tutti così non perché nascono già edotti. Gente super e speciale! Un DNA speciale! Nessuno nasce edotto: nemmeno là. Uno diviene così solo se viene educato. Quegli Stati educano, le scuole educano, i datori di lavoro educano, i genitori educano… a tutto questo, e alla lunga l’educazione diviene un metodo e poi un comportamento. Educazione e sanzione per chi non si comporta a norma. Però purtroppo in Italia tutto è politica e l’educazione rischia di passare attraverso lo Stato e i suoi uomini che derivano dalla politica: allora è forse meglio restare come siamo adesso, con le macchine che passano sulle corsie di emergenza, ma senza lamentarci. insomma: la politica è amarezza; l'educazione è bellezza. E l'educazione la può fare anche il popolo. E' cosa del popolo. E tutto con essa potrebbe divenire bello e pulito.

Il Pio

Fieri di essere italiani!


Gli italiani sono forse l’unico popolo a odiare se stessi: “solo gli italiani…”; “mi vergogno di essere…”; “gli altri Stati sì che…” e via camminando. Eppure motivi per essere fieri della nostra identità, della nostra storia, nella nostra cultura, nella nostra tradizione ce ne sarebbero a iosa, ma sarebbe inutile elencare tutto, quelle idee non sarebbero mai annullate. Ciò che però nessuno mi toglierà mai dalla testa, è che non siamo contenti di essere italiani, per i continui malgoverni che abbiamo subìto. Nessuno dei nostri governanti si è mai preoccupato davvero del popolo, ha agito per il bene del popolo. E è stato un continuo peggiorare su questa strada. Angherie. Tasse. Burocrazia. Superficialità. Abbandono. Niente. E il popolo non solo abbandonato, ma considerato anche nemico dallo Stato ha agito di conseguenza. E poi vedete cos’è la politica? Uno scannarsi l’uno contro l’altro, frequente cambio di casacca, tornaconto solamente del proprio partito, urla, tattiche, ostruzionismo, soldi e potere... ho detto giusto? Manca qualcosa? Si può mai fare il bene di un popolo così? Ma il problema siamo noi. Se anche noi continuiamo a litigare per la politica, non ne usciremo mai. Ma non ne usciremo mai lo stesso. Quanti politici da cinquant’anni a oggi, sono da rimpiangere per quanto sono stati o sono bravi? Il cambiamento infatti potrà venire solo dal basso. Da un popolo educato al Bene, alla Giustizia, al Pubblico, al Bello, al Buono. Manca chi educa allora, un tempo era la Chiesa a farlo: ora però ha ben altri pensieri per la testa. Non ne usciremo mai allora.

Il Pio

Preghiera per l’Italia.


O Dio, nostro Padre,
ti lodiamo e ringraziamo.
Tu che ami ogni uomo e guidi tutti i popoli
accompagna i passi della nostra nazione,
spesso difficili ma colmi di speranza.
Fa’ che vediamo i segni della tua presenza
e sperimentiamo la forza del tuo amore, che non viene mai meno.
Signore Gesù, Figlio di Dio e Salvatore del mondo,
fatto uomo nel seno della Vergine Maria,
ti confessiamo la nostra fede.
Il tuo Vangelo sia luce e vigore
per le nostre scelte personali e sociali.
La tua legge d’amore conduca la nostra comunità civile
a giustizia e solidarietà, a riconciliazione e pace.
Spirito Santo, amore del Padre e del figlio
con fiducia ti invochiamo.
Tu che sei maestro interiore svela a noi i pensieri e le vie di Dio.
Donaci di guardare le vicende umane con occhi puri e penetranti,
di conservare l’eredità di santità e civiltà
propria del nostro popolo,
di convertirci nella mente e nel cuore per rinnovare la nostra società.
Gloria a te, o Padre, che operi tutto in tutti.
Gloria a te, o Figlio, che per amore ti sei fatto nostro servo.
Gloria a te, o Spirito Santo, che semini i tuoi doni nei nostri cuori.
Gloria a te, o Santa Trinità, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

IOANNES PAULUS

(Preghiera del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'italia Martedì, 15 marzo 1994)

Guardare le cose per come sono realmente



Necessità delle ineguaglianze sociali e del lavoro faticoso

Si stabilisca dunque in primo luogo questo principio, che si deve sopportare la condizione propria dell'umanità: togliere dal mondo le disparità sociali, è cosa impossibile. Lo tentano, è vero, i socialisti, ma ogni tentativo contro la natura delle cose riesce inutile. Poiché la più grande varietà esiste per natura tra gli uomini: non tutti posseggono lo stesso ingegno, la stessa solerzia, non la sanità, non le forze in pari grado: e da queste inevitabili differenze nasce di necessità la differenza delle condizioni sociali. E ciò torna a vantaggio sia dei privati che del civile consorzio, perché la vita sociale abbisogna di attitudini varie e di uffici diversi, e l'impulso principale, che muove gli uomini ad esercitare tali uffici, è la disparità dello stato. Quanto al lavoro, l'uomo nello stato medesimo d'innocenza non sarebbe rimasto inoperoso: se non che, quello che allora avrebbe liberamente fatto la volontà a ricreazione dell'animo, lo impose poi, ad espiazione del peccato, non senza fatica e molestia, la necessità, secondo quell'oracolo divino: Sia maledetta la terra nel tuo lavoro; mangerai di essa in fatica tutti i giorni della tua vita. Similmente il dolore non mancherà mai sulla terra; perché aspre, dure, difficili a sopportarsi sono le ree conseguenze del peccato, le quali, si voglia o no, accompagnano l'uomo fino alla tomba. Patire e sopportare è dunque il retaggio dell'uomo; e qualunque cosa si faccia e si tenti, non v'è forza né arte che possa togliere del tutto le sofferenze del mondo. Coloro che dicono di poterlo fare e promettono alle misere genti una vita scevra di dolore e di pene, tutta pace e diletto, illudono il popolo e lo trascinano per una via che conduce a dolori più grandi di quelli attuali. La cosa migliore è guardare le cose umane quali sono e nel medesimo tempo cercare altrove, come dicemmo, il rimedio ai mali.

(Dalla Rerum Novarum, Lettera enciclica di S.S. Leone XIII, Parte Seconda “Il vero rimedio l'unione delle Associazioni” cap.14)

Popolo



Il fatto è che oggi la parola “popolo” è caduta in disuso o viene pronunciata da pochissime persone, peggio: è un termine che indica un disvalore e nessuno si azzarda a pronunciarlo. Un termine retorico che puzza tanto di monarchia e guerre mondiali. Qualche decennio fa quella parola ce l’aveva in dotazione esclusiva un certo partito politico. Oggi invece non ne parla più nessuno, nemmeno gli eredi di quel partito. Non solo nessuno ne parla, ma nemmeno pensa più al popolo. Eppure il popolo esiste "in natura" quando c'è uno Stato. Il problema è che proprio lo Stato non pensa minimamente al popolo. Forse è per questo che pochi sono contenti di essere italiani. Sembra infatti che l’Italia sia una terra invasa da uno Stato straniero, una terra conquistata da gente spietata di un'altra Nazione che non è nata qui e non ha visto i nostri paesaggi, non ha visto le nostre bellezze artistiche, non ha mangiato i nostri straordinari piatti, non ha le nostre belle tradizioni, non ha la nostra simpatia e le nostre capacità innate, non canta come noi, non si adatta come noi, non si veste come noi... e stando così le cose, a noi non resta che  pagare le tasse ai nostri nemici e andare a votare per loro. Ripeto però: sembra così, ma non è così. Certo qualche speranza sembra che questo Governo la stia dando, ma è troppo presto per capire se loro saranno come tutti gli altri o un eccezione straordinaria, segno di un cambiamento (spero questo con tutto il cuore). Ma di governanti ne sono cambiati tanti in questi ultimi decenni e ogni volta nasceva in tutto il popolo una nuova speranza, presto, però tristemente smentita. E tutti alla fine hanno fatto lo stesso o peggio di quelle che c’erano prima. Più o meno. Quello che deve cambiare è il cuore delle persone, non solamente le persone e il partito. Ma il cuore può mutare solo se incontra Gesù. Perché se in un cuore non c’è posto per Gesù, facilmente vi trova posto in vece l’adorazione del potere, del denaro e della lussuria (che sono i tre lacci con cui il Demonio riesce a tenerci legati a sè). E se anche il cuore del popolo cambiasse nello stesso modo, la nostra cara Italia sarebbe una nazione vivibilissima, piena di colori vivaci e ricca di opere straordinarie, tutte belle, utili, e buone. Tutto può cambiare se stiamo con Gesù e ci affidiamo a Lui. Ma l’Italia è ormai quasi del tutto scristianizzata... E allora chi deve provvedere a…?


Il Pio

Siamo un popolo diviso


Il problema è che siamo un popolo diviso. Diviso dalla politica che ha creato e crea solo problemi e danni. E divisioni. Purtroppo. Tutti i nostri ragionamenti e le nostre idee infatti, sono filtrati solo alla luce dell’ideologia politica (di sinistra, di destra, di centro...). Che in quanto tale, è becera e puzza di morto. Quelli che stanno in alto ci sembrano divisi da questioni importantissime e per quelle litigano, discutono, lavorano, fanno battaglie sociali, s’impegnano, urlano, si sacrificano..., ma è solo apparenza (fumo): quelli di fatto sono tutti uguali: del popolo non gliene interessa nulla (se non quando vota) e appena possono si ancorano come le zecche al Potere per non staccarsene più. (Non tutti si capisce!). E noi, qui da basso, povero popolo illuso, ci scanniamo per le loro stesse idee che però, quelli, non hanno nessuna intenzione a portarle alla conclusione, come hanno fatto finora;e come ricompensa alla nostra dedizione, alla nostra fedeltà, alle nostre tasse, al nostro voto, al rispetto dei patti e dunque al rispetto integrale—da parte nostra—del Contratto sociale (all’origine e alla base della società moderna c’è—ci sarebbe—infatti, un Contratto tra governati e governanti, tra politica e popolo che implica obblighi precisi per ambedue le parti. Il potere politico si fonda su questo Contratto sociale e non su una consacrazione divina. Entrambe le parti devono rispettare i patti: anche quelli lassù) e come ricompensa, non otteniamo nulla, se non una maggiore divisione, una maggiore tassazione, oltre a maggiori angherie e vessazioni da parte della nostra controparte contrattuale. E un popolo diviso è un popolo morto, e un popolo morto chiunque può dominarlo come meglio crede e fargli fare quello che vuole. In questa situazione possono passare come vere e innovative (Moderne! Progresso!) le idee più contorte e strampalate e ci sarà chi tra il popolo, lotterà strenuamente per portarle avanti e chi per non farle passare (divisione). Se invece avessimo tutti una base in comune sarebbe più difficile che questo possa accadere. Se fossimo tutti cristiani ardenti e coraggiosi, ci interesserebbe più seguire l’Idea (concreta) di Gesù che quella (apparente) dei politici. Ci interesserebbe più l’amicizia (vera) con Gesù che quella (falsa) con i politici. Ci interesserebbe più la salvezza della nostra anima e l’amore verso il prossimo che le parole vuote e le promesse mai mantenute. Ci interesserebbe una vita normale e un Paese normale. Un popolo cristiano è un popolo vivo e indomito. E infine vado, a memoria, chi divide è spesso il diavolo.

Il Pio

W l’Italia

La notizia che è corsa in questi giorni è quella dei gestacci che avrebbero fatto alcuni parlamentari durante una seduta. Forse erano proprio indecenti quelli, ma non si può dire —fatti di cronaca alla mano— che dal 1948 a oggi, sia la prima volta che accade un simile episodio. Il Parlamento è noto anche per altri gestacci forse minori o meno gravi di quelli, per le risse, per il lancio di monetine, di regolamenti, per i cartelli, le mortadelle o i pesci tirati fuori, per gli insulti, le risate sguaiate e gli urli, il fare altre cose durante un dibattito… io non voglio fare la morale, per carità! Né quei polpettoni retorici che abbiamo letto e sentito. Facessero quello che vogliono: loro sono la classe dirigente italiana, e — in quanto tale—tutto quello che fa è legittimo e giusto e non può farsi diversamente; siamo noi, gente negletta, che non riusciamo a capire l’alta politica e il servizio allo Stato che si fa anche in tal modo. Una cosa però va detta, (fino a che dura la libertà di pensiero e espressione). Tutte le volte che sento la notizia di risse o fatti simili in Parlamento penso sempre e dico ai poveracci che hanno la disgrazia di starmi vicino in quelle occasioni (spesso la moglie e i figli): «quelli rappresentano il popolo italiano!», «Quelli coprono la più importante e alta carica pubblica in Italia!» e si comportano come teppistelli, come ragazzi immaturi e maleducati (almeno apparentemente, ripeto, non riuscendo io a capire cose più grandi di me). Ma comunque quelli non sono studentelli sedicenni, anche se molti di loro non si mettono la cravatta, come converrebbe a chi risiede in un luogo fondamentale per la tutela della democrazia in Italia. Sono tutti il fior fiore dell’Italia, unici eletti fra tanti a un posto e a un compito tanto importante. E’ vero che il popolo italiano non è più un popolo perché non si considera proprio tale e non ha la minima coscienza di sè: nessuno è fiero di essere italiano, lo abbiamo già detto tristemente tante volte. E il problema è proprio questo. Ma ciò non toglie che ci vuole comunque un minimo di dignità e di serietà, anche nell'apparenza. Il popolo italiano è tanto disilluso e sfiduciato che nemmeno se ne accorge di queste cose e le prende per fatti da ridere, da rivedere la sera su «Striscia la notizia» e da raccontare poi al bar. Ma non sono davvero così. E’ un momento brutto questo e rischiamo di perdere la strada. L’unica cosa che mi viene da dire è questa: restiamo tutti saldi nella fede vera a Gesù e alla sua Chiesa, fedele alla dottrina che Gesù Le ha insegnato. Sembra che non c’entri nulla con la nostra questione, ma di una cosa sono più che sicuro: se ci saranno in Italia un numero importante di cristiani veri, non borghesi o buonisti, non quelli che appartengono al mondo, che sono del mondo, non quelli solo del tempo libero, ma cristiani “h 24”, con l’assillo quotidiano per la Chiesa e per il Regno di Dio, che aveva san Paolo, se ci saranno questi cristiani l’Italia sarà una grande Nazione e molti di noi si salveranno anche l’anima.
Il Pio

A un sacerdote santo…



La Chiesa è stata fondata da Gesù che ha voluto ci fosse un Capo e che fosse una. La Chiesa deve conservare il depositum fidei, il deposito della fede (che non è nostro) senza modificarlo anche se non piace al mondo o alla maggioranza delle persone. L’opinione personale e la mentalità del momento non possono essere il criterio di giudizio per cassare o modificare verità che sono da sempre tali e che rappresentano comunque punti fermi all’orizzonte. Soprattutto ci si deve sempre ricordare che fuori dalla Chiesa non c’è salvezza. E la volontà di essa non si decide sulla base di referendum. Funziona da sempre così, con due parole che oggi fanno venire il mal di pancia a molti: “Autorità” e “ubbidienza”. Un sacerdote, pur con tutti i suoi limiti umani, è per sua natura lo strumento principale per l’edificazione del popolo di Dio. E’ veicolo di santità e fonte della saggezza cristiana. E’ elemento necessario e insostituibile alla nostra salvezza e senza non si può stare. Per questo deve essere sempre fedele al Papa e alla Chiesa e non può mettersi, anche solo parzialmente, in contrasto. Il popolo di Dio ha diritto a avere preti santi e innamorati della Chiesa. Mons. Chautard sosteneva che “a sacerdote santo corrisponde un popolo fervente; a sacerdote fervente un popolo pio; a sacerdote pio un popolo onesto; a sacerdote onesto un popolo empio”. Pensiamo che popolo corrisponderà a un sacerdote ribelle.
Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...