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Siamo un popolo diviso


Il problema è che siamo un popolo diviso. Diviso dalla politica che ha creato e crea solo problemi e danni. E divisioni. Purtroppo. Tutti i nostri ragionamenti e le nostre idee infatti, sono filtrati solo alla luce dell’ideologia politica (di sinistra, di destra, di centro...). Che in quanto tale, è becera e puzza di morto. Quelli che stanno in alto ci sembrano divisi da questioni importantissime e per quelle litigano, discutono, lavorano, fanno battaglie sociali, s’impegnano, urlano, si sacrificano..., ma è solo apparenza (fumo): quelli di fatto sono tutti uguali: del popolo non gliene interessa nulla (se non quando vota) e appena possono si ancorano come le zecche al Potere per non staccarsene più. (Non tutti si capisce!). E noi, qui da basso, povero popolo illuso, ci scanniamo per le loro stesse idee che però, quelli, non hanno nessuna intenzione a portarle alla conclusione, come hanno fatto finora;e come ricompensa alla nostra dedizione, alla nostra fedeltà, alle nostre tasse, al nostro voto, al rispetto dei patti e dunque al rispetto integrale—da parte nostra—del Contratto sociale (all’origine e alla base della società moderna c’è—ci sarebbe—infatti, un Contratto tra governati e governanti, tra politica e popolo che implica obblighi precisi per ambedue le parti. Il potere politico si fonda su questo Contratto sociale e non su una consacrazione divina. Entrambe le parti devono rispettare i patti: anche quelli lassù) e come ricompensa, non otteniamo nulla, se non una maggiore divisione, una maggiore tassazione, oltre a maggiori angherie e vessazioni da parte della nostra controparte contrattuale. E un popolo diviso è un popolo morto, e un popolo morto chiunque può dominarlo come meglio crede e fargli fare quello che vuole. In questa situazione possono passare come vere e innovative (Moderne! Progresso!) le idee più contorte e strampalate e ci sarà chi tra il popolo, lotterà strenuamente per portarle avanti e chi per non farle passare (divisione). Se invece avessimo tutti una base in comune sarebbe più difficile che questo possa accadere. Se fossimo tutti cristiani ardenti e coraggiosi, ci interesserebbe più seguire l’Idea (concreta) di Gesù che quella (apparente) dei politici. Ci interesserebbe più l’amicizia (vera) con Gesù che quella (falsa) con i politici. Ci interesserebbe più la salvezza della nostra anima e l’amore verso il prossimo che le parole vuote e le promesse mai mantenute. Ci interesserebbe una vita normale e un Paese normale. Un popolo cristiano è un popolo vivo e indomito. E infine vado, a memoria, chi divide è spesso il diavolo.

Il Pio

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