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Divide et impera


 Devo dirvi la verità, questa situazione un po’ mi preoccupa. Partiamo prima di tutto da un punto fermo e ineccepibile: il vaccino anticovid non è sicuro al 100% non è certo cioè che non fa infettare, né tantomeno che non ti ammazza lui stesso. Secondo punto, noi siamo cavie propriamente dette, obbligate a esserlo contro ogni diritto umano, ma a nostro rischio. Tant’è che né lo Stato, né l’ospedale, né i medici, né gli infermieri, né tanto meno le Case farmaceutiche (che lo hanno prodotto in tempi brevissimi, senza testarlo, se non su di noi),… nessuno insomma è responsabile delle conseguenze provocate al cittadino dal vaccino. Cioè lo devi fare, sennò ti puniamo, ma tutto quello che ti succede è a carico tuo. Già solo questo piccolo controsenso dovrebbe far pensare a che punto siamo. Ma quello che mi impressiona di più, sono i toni di disprezzo che usano gli
 intellettuali, le Alte sfere dello Stato e del giornalismo di Stato contro i non vaccinati. Sorci, assassini, poltiglia verde, da prendere per il collo, "devono morire come le mosche", distruttori dell’economica, egoisti, untori, riottosi, “bisogna scovare i no vax”, “non devono andare al supermercato”, " non devono uscire di casa", "l’aumento del covid è solo per colpa loro",… e peggio dicendo. Sinceramente in tutta la mia vita non ho mai sentito un odio del genere forse secondo solo a quello che scorreva nel '68. Alcune di queste e altre espressioni non sono ragionevoli o logiche, se ci pensate un attimo. Vero è che alla fine sono riusciti a dividerci e un popolo diviso, si domina molto facilmente (divide et impera, dicevano gli antichi romani, certamente esperti in materia). Io sinceramente però più che attaccare il mio “compaesano” o il mio "compatriota”, (stiamo nella stessa trincea in fin dei conti e ci stanno rovinando) mi arrabbierei molto di più con lo Stato che in tempo di una terribile e opprimente crisi economica, con famiglie senza soldi, aziende chiuse,… mette a fare consulenti (i ministeri sono già strapieni di consulenti ben pagati) con stipendi spaventosi, gente che solo poco tempo fa ha fatto enormi danni alla nostra Patria (e oggi non sembra cambiata nemmeno un po’), oppure che impone il green pass ai cittadini (alla plebe, cioè), ma non lo vuole assolutamente vedere in Parlamento (e perché, poi?... Ma si può intuire). (Ma si sono vaccinati tutti i Parlamentari, i ministri, i politici... che sbraitano tanto?). Se continua così i yes vax, i no vax e i free vax si scanneranno l’un l’altro (sempre alla luce degli effetti del divide et impera). E alla fine probabilmente chi guadagnerà molto da tutto ciò saranno: le Case farmaceutiche, le Banche, l’Europa, alcuni politici, alcuni consulenti,… E ci rimetterà conseguentemente, il popolo che non conta nulla né per lo Stato, né per l’Europa, né per le Banche, né… Forse anziché seguire come sempre la propria “pancia” (cioè l’istinto peggiore, la folla, gli urli più forti e gli slogan,…) è il momento di seguire la realtà e la ragione che in quanto tale è apolitica (in quanto la politica non è affatto ragionevole). E questa strada, dove ci porterà alla fine? Tanto per la cronaca e soprattutto per non vedermi linciato dai Guardiani della rivoluzione salutare, se magari mangio un panino seduto al bar vi dichiaro sotto la mia responsabilità che il covid l'ho preso, sono finito in ospedale in terapia semi intensiva con polmonite bilaterale interstiziale e scusate se non ci sono rimasto, e sono in possesso del green pass almeno per sei mesi. Distinti saluti. 

Il Pio

P.S. proprio dopo l'invio di questo post ho visto una trasmissione su rete nazionale, in cui se ne sono dette di tutti i colori (conduttrice compresa) contro quelli che temono di vaccinarsi. Un ex sindaco ha pure detto che sono solo i no vax a usare un linguaggio sempre violento e prepotente (?). Valutate voi la situazione e se non è vero che il Potere usa come sempre le armi più potenti e infide contro i deboli che si permettono, pur essendo solo mezze calzette, di andare contro di lui. 

I nome del popolo italiano





Da quando l'Italia è divenuta una Repubblica, tutte le sentenze del Potere giudiziario iniziano con "in nome del -Popolo italiano". Il Popolo elegge il Parlamento e dunque legifera nel suo nome in quanto in democrazia, il popolo è sovrano. I ministri prima di iniziare a servire il popolo (ministro significa etimologicamente, servitore) pronunciano questo giuramento: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.» Pensate alle vicende degli ultimi anni... Vi sembra che tutto questo avviene realmente?. Eppure deve essere così. Lo dice la Costituzione che non c' entra nulla con la religione e i preti. Il popolo subisce solo angherie e non può fare niente perché tanto con questa gente che si rigenera sempre da se stessa e così quelli che stanno in alto restano sempre gli stessi anche se con nomi e facce diversi, fare qualunque cosa sarebbe vano. Però potremmo chiedere che venga tolto dalle sentenze e dai giuramenti le parole popolo e nazione. Almeno così sarebbe per noi più sopportabile. 

Il Pio

Il giallo e il rosso.






Intorno agli anni settanta mi trovavo a Roma per un giro turistico. E lì, mentre il mio amico cercava di raccapezzarsi nei meandri della piantina, girandosi ora a sinistra ora a destra, in alto e in basso, io lo seguivo con uno sguardo attento per sostenere i suoi sforzi, ma con la mente sentivo il discorso che dietro di me facevano un signore distinto e un vigile urbano. Parlavano di passaggi col giallo e col rosso e di multe. A un momento della discussione il Pizzardone (come li chiamano lì) disse al suo interlocutore, con il fare di chi è lo Stato: “Guardi che se un semaforo ha la lampadina del giallo fulminata e all’improvviso le diviene rosso, lei la multa la prende lo stesso e non gliela toglie nessuno (risatina)”. Il signore si azzittì, io non mi sono voltato, ma ho immaginato lo stesso la sua espressione, mentre proprio in quell’istante il mio amico trovò il bandolo della matassa e azzeccò la strada per andare dove dovevamo andare. Sono passati oltre quarant’anni, ma quell’episodio mi è rimasto impresso come fosse di ieri. Questo è lo Stato, questo è il pubblico. La cosa pubblica. La manutenzione dei semafori la deve fare il comune, ma se non la fa, la multa la prende il privato che poi ha già pagato anche la ditta che deve fare la manutenzione dei semafori. Quel Pizzardone poi, era un uomo del popolo, con uno stipendio da uomo del popolo, anche lui subiva tutte le ingiustizie, le tasse elevatissime, i balzelli, la burocrazia feroce e onnivora, una politica costosissima e ugualmente inutile, proprio come il popolo. Eppure per lui, lui era lo Stato e lo Stato ha sempre ragione anche quando non ce l’ha e lo Stato va difeso a prescindere. L’episodio che vi ho raccontato è proprio un’inezia, ma secondo me è proprio la stessa inezia che sta alla base di tutte le ingiustizie più grandi. La giustizia è sicuro: non ce l’avremo mai nel mondo. Anzi sarà continuamente peggio (al peggio infatti, c’è sempre un peggio ancor più peggio). Però quello che possiamo fare è pensare alla Giustizia del Cielo. E soprattutto pensare alla salvezza della nostra anima. La giustizia terrena non ci sarà mai, ripeto (abbiamo miliardi di anni di storia per dichiarare che mai si è verificata). Preoccupiamoci invece del fatto che prima o poi saremo di fronte al Tribunale di Dio, e lì la Giustizia è giusta, nel bene o nel male.


Il Pio

Loro non vivono su questa terra (ma noi sì)


Penso che sia altissimo il numero degli italiani che non hanno più la minima fiducia dello Stato, nella sua tripartizione dei Poteri (Legislativo, Esecutivo, Giudiziario), né della politica in generale. C’è, è vero, un numero importante di persone avvelenate dalla politica e che litiga e sbraita per essa, si prende a botte o rischia il carcere, fanno dichiarazioni in TV e organizzano cortei, ma pochi sanno se queste persone fanno così davvero per un ideale o per altro. Non solo non hanno fiducia, gli italiani, ma hanno proprio paura dello Stato, per tutto quello che può combinare, con le tasse sempre più alte, con le leggi inspiegabili e con le sentenze imprevedibili. Ci dobbiamo rassegnare: nessuno ci salverà da questa classe politica, da questo modo strano con cui si manda la gente al potere, nè dai danni che il politico crea. Ricordate? Ogni tanto la speranza ci ritorna, quando qualcuno su cui si contava va al Governo, ma tempo pochi mesi e tutti capiscono (salvo quelli che sono al Governo) che tutto è uguale a prima, se non peggio. La politica è sempre più distante dal popolo e lei lo capisce sempre di meno, cioè: a voce lo dice, nei fatti lo conferma. Loro non vivono su questa terra (ma noi sì). E tutti questo lo abbiamo sempre detto e stiamo diventando noiosi. Purtroppo ultimamente la stessa opinione (sperando sia solo un’opinione personale) va verso i religiosi in generale (non della Chiesa che resta sempre e comunque Una, Santa, Cattolica e Apostolica). Un’ala sempre più numerosa e sempre più forte, sempre più presente nel mondo della comunicazione, sempre più seguita, sta distruggendo tutto quello che è stato sempre vero per tutti, per duemila anni. Sta distruggendo la Tradizione e la Poesia, per far restare solo la parte esclusivamente umana, quella che va bene a tutto il mondo, a tutti, agnostici, atei, comunisti, protestanti,... (Forse è un caso, ma sono proprio questi a essere contenti della nuova corrente). Ma questa che vogliono è una religione che ha nulla a che fare con la vita di tutti i giorni che non rende contenti e che soprattutto non salva l’anima. Però qui forse una speranza l’abbiamo: il nostro Capo è Dio e Lui può girare tutto in un altro senso con una sola parola: sempre se ce lo meritiamo e se non è giusto invece quello che sta avvenendo. Non sapendo questo, a prescindere, Lo comunque dobbiamo pregare e chiederGli che l’Italia torni a essere un Paese Cattolico. E se possibile tutta anche l’Europa e magari tutto il mondo. E di salvarci. 

Il Pio

Giustizia



Giustizia. Cos’è la giustizia? La parola sarebbe per tutti molto chiara, ma il senso poi applicato nella realtà non lo è mica tanto. Pur essendo una valore che tutti condividono e un ideale a cui tutti anelano, tuttavia la giustizia che abbiamo sulla terra fa venire seri dubbi se sia veramente tale e se tutti la intendano nello stesso modo. «E’ un’ingiustizia!» dice arrabbiato il figlio piccolo nel film “Il Vigile” di Alberto Sordi. «Abituatici adesso che sei giovane, sennò poi non ci riesci più» risponde la madre con voce disincantata. Leggevo tempo fa articoli sugli anni di piombo e il sessantotto. Se le fonti non mi hanno ingannato, pare che un bel numero dei terroristi di quegli anni che hanno sulla coscienza stragi gravissime, omicidi efferati, pestaggi, ferimenti e gambizzazioni e poi numerose rapine e furti e sulla fedina penale, per ciascuno, sei, sette, otto e pure nove ergastoli, oltre a centinaia di milioni da risarcire, ora stanno liberi dopo nemmeno 10-16 anni di carcere e vanno a spasso tranquillamente; possono scrivere libri, articoli sui giornali, andare sulle trasmissioni TV e pontificare contro lo Stato. 
Possono continuare a seminare veleno. E alcuni hanno anche chiesto allo Stato (che volevano annientare con la violenza), il reddito di cittadinanza. Alle famiglie delle vittime ovviamente resta solo la foto dei loro cari, trucidati da un’ideologia fattasi uomo e che ora è stata perdonata dallo Stato. Manco la soddisfazione di sapere che i loro assassini se ne stanno chiusi in carcere (anche se non sarebbe stato un granché). Ovviamente non è stata commessa nessuna violazione da parte dei magistrati: hanno dovuto applicare le leggi e questo dovevano fare. Ma una legge che porta a queste situazioni, può dirsi giusta? E’ giusto che uno che ha nove ergastoli sia libero dopo poco tempo? Anche questa è un’ingiustizia e ci dobbiamo abituare: noi italiani siamo da secoli abituati a soprusi, angherie, soperchierie... Se non fossimo cristiani il discorso finirebbe qui. Anzi, se non fossimo cristiani e contando solo su noi stessi, penseremmo che l’unico rimedio a tutto questo ed altro possa essere una rivoluzione e cioè altre stragi e omicidi, altre sofferenze e dolore. Ma se invece siamo cristiani, sappiamo che la giustizia umana, se è fine a sé stessa e se fondata sulle leggi solo umane, se è staccata da una base solida, alla fine fa sempre danni (i terroristi per esempio volevano ottenere una loro giustizia). La giustizia degli uomini su questa terra non la vedremo mai. Ma sappiamo per certo che vedremo la Giustizia divina un giorno e potremo vivere tutti insieme felici e contenti in Paradiso per l’eternità. Nel frattempo però il compito di cercare di fare un mondo più buono, ce lo abbiamo tutti. 

Il Pio


Disobbedienza cieca


Quando esci dal casello autostradale di G.—se prima non sono crollati i ponti, non ci sono state gallerie incendiate, se un camion non ti è esploso vicino… e dunque se sei ancora vivo—ci si trova davanti a un minuscolo frustolo di terreno in cui recentemente sono stati piazzati 6 o 7 grossi cartelli con su scritto “terreno privato“, “divieto di sosta”, “rimozione coatta”. E’ chiaro che si trovano, ogni giorno 6, 7 o anche più, autovetture parcheggiate praticamente sotto i cartelli. Noi italiani siamo così; è una nostra caratteristica. Tendiamo a una disobbedienza cieca. In altri Stati (soprattutto al Nord Europa) i cittadini applicano sempre l’obbedienza cieca a tutte le regole, in Italia invece la disobbedienza cieca regna sovrana. Parlo ovviamente di piccole disobbedienze, marachelle se vogliamo, quando poi queste diventano crimini è un’altra cosa e comunque tutte e due vanno punite, questo va detto. Io ho sempre pensato che la nostra disobbedienza cieca derivi dal fatto che vediamo lo Stato come un nemico (d’altra parte anche lui vede i cittadini come nemici, soggetti da spremere senza dar loro nulla o quasi) e ogni divieto appare a tutti come un comando di questo Stato che non viene riconosciuto come il proprio, quasi fosse un invasore. Forse ora cambierà, qualcosa forse no… però è vera una cosa. In tutti i campi e settori—da che mondo e mondo—è chi comanda che deve conquistarsi l’amore e la fiducia dei sottoposti, se non lo fa, tutto va avanti lo stesso, ma male e alla prima occasione… Lo Stato deve guadagnarsi la fiducia del popolo se vuole che tutto funzioni bene, deve recuperare quasi due secoli di mal governo e di angherie, di grigio e tristezza. E forse per ottenere questo ne occorreranno altri due di secoli. Ma prima inizia e prima finisce. E per noi, povero popolo cristiano possiamo riprendere e recitare sempre la grande preghiera di Giovanni Paolo II (15 marzo 1994) proprio per la nostra cara Italia: «Tu che ami ogni uomo e guidi tutti i popoli accompagna i passi della nostra nazione, spesso difficili ma colmi di speranza. Fa’ che vediamo i segni della tua presenza e sperimentiamo la forza del tuo amore, che non viene mai meno». E già che ci stiamo, diciamo anche tante preghiere per la Chiesa cattolica che in questo periodo non va tanto bene. Probabilmente non sappiamo che cosa pregare, quali sono priorità da chiedere o le persone da sostenere con esse, ma Nostro Signore lo sa, sa tutto, e salvo che non abbia altre intenzioni per noi, salvo che non ci abbia destinato a qualche persecuzione (che forse meriteremmo anche) prenderà atto delle nostre richieste e della fede con cui gliele abbiamo rivolte. E quello che successe ai tempi di Giona, potrebbe succedere anche oggi.

Il Pio

Popolo



Il fatto è che oggi la parola “popolo” è caduta in disuso o viene pronunciata da pochissime persone, peggio: è un termine che indica un disvalore e nessuno si azzarda a pronunciarlo. Un termine retorico che puzza tanto di monarchia e guerre mondiali. Qualche decennio fa quella parola ce l’aveva in dotazione esclusiva un certo partito politico. Oggi invece non ne parla più nessuno, nemmeno gli eredi di quel partito. Non solo nessuno ne parla, ma nemmeno pensa più al popolo. Eppure il popolo esiste "in natura" quando c'è uno Stato. Il problema è che proprio lo Stato non pensa minimamente al popolo. Forse è per questo che pochi sono contenti di essere italiani. Sembra infatti che l’Italia sia una terra invasa da uno Stato straniero, una terra conquistata da gente spietata di un'altra Nazione che non è nata qui e non ha visto i nostri paesaggi, non ha visto le nostre bellezze artistiche, non ha mangiato i nostri straordinari piatti, non ha le nostre belle tradizioni, non ha la nostra simpatia e le nostre capacità innate, non canta come noi, non si adatta come noi, non si veste come noi... e stando così le cose, a noi non resta che  pagare le tasse ai nostri nemici e andare a votare per loro. Ripeto però: sembra così, ma non è così. Certo qualche speranza sembra che questo Governo la stia dando, ma è troppo presto per capire se loro saranno come tutti gli altri o un eccezione straordinaria, segno di un cambiamento (spero questo con tutto il cuore). Ma di governanti ne sono cambiati tanti in questi ultimi decenni e ogni volta nasceva in tutto il popolo una nuova speranza, presto, però tristemente smentita. E tutti alla fine hanno fatto lo stesso o peggio di quelle che c’erano prima. Più o meno. Quello che deve cambiare è il cuore delle persone, non solamente le persone e il partito. Ma il cuore può mutare solo se incontra Gesù. Perché se in un cuore non c’è posto per Gesù, facilmente vi trova posto in vece l’adorazione del potere, del denaro e della lussuria (che sono i tre lacci con cui il Demonio riesce a tenerci legati a sè). E se anche il cuore del popolo cambiasse nello stesso modo, la nostra cara Italia sarebbe una nazione vivibilissima, piena di colori vivaci e ricca di opere straordinarie, tutte belle, utili, e buone. Tutto può cambiare se stiamo con Gesù e ci affidiamo a Lui. Ma l’Italia è ormai quasi del tutto scristianizzata... E allora chi deve provvedere a…?


Il Pio

Democrazia formale e protestantesimo


Il momento attuale è di massima confusione per il popolo. In genere i due pilastri su cui reggersi, in tempo di crisi sono o lo Stato o la Chiesa, e in certi periodi, anche ambedue. Il brutto che entrambi i pilastri si stanno sgretolando. Mi spiego subito perché non vorrei essere frainteso. Parliamo dello Stato. Noi tutti siamo certi di vivere in una Repubblica democratica. Ed è vero. L’Italia è proprio una Repubblica democratica. Formalmente. Nella sostanza? Noi eleggiamo persone che ci rappresentano, è vero. Ma noi scegliamo le persone che ci impongono i partiti (spesso senza avere alcuna voce in capitolo). Ma questi però non li ha nominati nessuno, la cui origine è talvolta una scissione di un partito, talaltra una lite fra due politici, qualche volta la smania di potere di un altro politico,… Da quando ho iniziato a votare il nome e il numero dei partiti è cambiato centinaia di volte. Nessuno sa poi come i partiti fanno le liste da imporre agli elettori e con quali criteri vi vengono messe le persone: se le più brave, le più intelligenti, quelle che vogliono servire davvero la Nazione e il popolo, o semplicemente le più “convenienti”, (a guardare dai risultati…). Oltre a questo, nelle ultime elezioni nemmeno potevamo scrivere sulla scheda il nome di chi volevamo eleggere! A voler tacere del fatto che spesso abbiamo mandato in Parlamento un soggetto, ancorchè a noi del tutto sconosciuto, perché era nel partito “lilla” di cui condividevamo il programma (o anche solo qualche idea) e dopo poco tempo questo si è venduto al migliore offerente e lo abbiamo ritrovato nel partito “indaco” di cui disprezziamo sia il programma che ogni sua singola e minima idea. E’ democrazia? Sì, certo, formalmente è democrazia e dunque non si può dire nulla. Ma si può pensare…

Parliamo ora della chiesa (la scrivo con la “c” minuscola per farmi capire meglio e non confondere nessuno). Recentemente un cardinale ha detto che una parte considerevole della leadership cattolica sta creando un’altra chiesa: una chiesa di tipo relativistico e protestante. Cioè, in poche parole, stanno procedendo dal di dentro a protestantizzare la chiesa di cui facciamo parte. E questo genera nel popolo di Dio una tremenda confusione morale, dottrinale e liturgica. Quanto detto però dal  cardinale non è il classico fulmine a ciel sereno. Quelli che sono più attaccati alla Chiesa e alla Tradizione (purtroppo sono pochi e malvisti da tutti, cattolici e non) se ne erano accorti da anni. La Chiesa non morirà mai—sia chiaro—e le porte degli inferi non prevarranno mai contro di essa («non praevalebunt!»). La Chiesa cattolica è stata fondata da Gesù, da Dio stesso dunque, e le chiavi di Essa, Lui le ha date in mano a Pietro e ai suoi successori e sarà così fino alla fine dei tempi. Ma come i Parlamentari che cambiano casacca e si vendono al migliore offerente, così capita di venire a conoscenza di gente chiamata a guidare il “gregge” sulla strada di Dio, che è la dottrina e il catechismo, verso la salvezza, fare invece altro: cambiare la dottrina con interpretazioni pazzesche e pericolose, confondere il popolo con consigli salottieri, annacquare il catechismo, preferire gli onori del mondo… La Chiesa non crollerà mai, ripeto, perchè le fondamenta sono su Dio, ma quanta gente si perderà in questa tremenda confusione causata da chi deve invece fare chiarezza? La chiesa non deve andare col mondo, ma guidare il mondo, illuminare il mondo con il suo tesoro che deve conservare come la perla più preziosa che c'è, anche a costo della vita.

Per concludere. A dire il vero dello Stato mi interessa poco, come esso si interessa poco o niente di noi (e questo lo dico con tanto dolore). Continuerò certo a obbedire alla sue leggi e a fare tutto quello che mi impone. Ma col sentimento di uno che è governato da uno Stato invasore. Non è stato certo il popolo a creare l’enorme e insormontabile divario che ormai esiste fra politica e classe dirigente da un lato e gente comune dall’altro. Della Chiesa invece mi interessa e mi preoccupo di più. C’è un affresco del Signorelli, La Venuta dell’Anticristo, nel Duomo di Orvieto (lo vedete nella foto in alto) in cui si vede al centro, proprio dietro la figura dell’Anticristo che ha apparentemente il volto di Gesù (ma lo sguardo è cattivo), attorniato da numerosi fedeli, un gruppo 
isolato di sacerdoti e di gente comune che alla luce delle scritture, della Dottrina, del Catechismo e della Tradizione, capiscono l'inganno e il male che quello sta dicendo, se ne distacca e non lo segue. Dobbiamo andare dietro a questi. Dobbiamo creare comunità in cui la fede vera in Gesù può essere conservata e diffusa.
Il Pio

Striscia lo scandalo


Premesso. Non mi piace guardare la televisione. Premesso. Non mi piace parlare di televisione. Premesso. Non mi piace la trasmissione Striscia la Notizia; per via di quel senso di giustizialismo che ne esce, per quel prendere per forza in giro continuo e per quel dover far ridere a ogni costo e su ogni cosa. Premesso tutto questo. C’è però una faccenda che in quella trasmissione mi fa sempre pensare. A parte il fatto che oggi, è entrato nella quotidianità, quelli che subiscono un torto per spaventare il cattivo, non dicono "vado in tribunale... dai carabinieri...", piuttosto "chiamo Striscia la notizia" e farebbe pensare questo; e soprattutto da anni almeno una volta al giorno segnalano sempre uno scandalo: case occupate, discariche di rifiuti per strada, opere costosissime lasciate a metà, altre mai aperte o abbandonate per incuria, spese folli e smisurate, corruzione, ingiustizie, malasanità, responsabili pubblici che sono irresponsabili, ove non criminali. Da anni una volta al giorno ce n’è una nuova. Questo significa che sono una marea in Italia gli scandali. E questo dovrebbe portare a pensare anche che chi ha o ha avuto un ruolo di responsabilità in Italia—di qualunque parte politica—non fa o non ha fatto il suo dovere e ha pensato a altro, qualora sapesse pensare da essere umano. E se sono così tanti gli arbìtri, significa che sono pochi quelli che fanno il loro dovere e  ancor meno quelli chi devono controllare. Questo significa anche che abbiamo da sempre una classe politica inetta e gente al loro servizio altrettanto inetta. Questo significa ancora che noi poveri italiani siamo da quasi un secolo in mano a una banda di gente pessima e non c’è politicamente corretto che possa accorrere in loro difesa. Poveri italiani che per avere una minima difesa devono ricorrere a Striscia la Notizia e non allo Stato! E’ una situazione pesante. Come ne usciamo? Non ne usciamo. Semplice. E’ talmente corrotto il sistema che anche se cambi completamente tutte le persone ne arrivano altre uguali e in poco tempo esso diventa peggio di quello precedente. E’ un sistema che si autocorrompe per natura, continuamente, e si allontana sempre più dal popolo. C’è bisogno di uomini veri che lottano per un’ideale, e in Italia questi ci sono, ma non passano, oppure se passano quel sistema o li corrompe o li elimina. Per lo meno dobbiamo dedurre questo da quanto sopra. Qualcosa avrebbe potuto fare un’educazione cristiana, ma questa è stata abbandonata per seguire un’educazione libera, cioè inesistente e inconsistente. Laica e non confessionale. Consoliamoci allora pensando che viviamo come se la nostra povera Patria fosse stata invasa da un crudele Stato straniero che ci ha fatto schiavi e a lui dobbiamo dare tutto, senza ottenere niente. Il brutto è che se ora ci invade davvero il Califfo o il russo saranno dolori ancora più dolorosi. Preghiamo. Preghiamo. Preghiamo.
Il Pio

Mi hanno rigato la macchina.

Stamattina mi sono accorto che su quasi tutta la fiancata destra della mia autovettura c’era una bella riga provocata da una chiave affondata su di essa. Io non sono un maniaco delle macchine: la mia la lavo una volta l’anno (e si vede). Anni fa mi avevano rubato per ben due volte l’autoradio, con danni alla serratura. Ma lì era un tossico e un tossico deve trovare a ogni costo i soldi per la dose, non ce la fa sennò. Il suo gesto fa arrabbiare, ma l’arrabbiatura è mitigata dal fatto che c’è un motivo al danno che hai subito, la persona che te l’ha cagionato non andava del tutto dritto col cervello e tanta colpa, lui, forse non aveva. Affondare volontariamente una chiave in una autovettura del 2006, di modeste fattezze, ammaccata e sporca e proseguire piano piano per gran parte della fiancata, è un gesto che non è necessitato da nulla: è solo una cattiveria e uno sfregio fatto peraltro a una persona ignota, così per passatempo. Un gesto che non porta nulla a chi lo fa. Non c’è odio umano, non c’è rivalità umana, non è un “à la guerre comme à la guerre” anch’esso umanissimo: non c’è motivo a questo gesto: non c’è niente di umano. Sì, va bene, i giovani di oggi, la loro esuberanza, la società, il sistema, gli ideali,… tutte fesserie. Qui è solo una questione di mancanza di educazione a vivere da uomini normali: il problema è la mancanza di genitori e di maestri. Un problema di adulti inconsistenti e vuoti. Un problema di uomini che non ci sono. Il problema è sempre educativo,laddove oggi l’educazione è scarsamente considerata a ogni livello. E così non mi resta che ringraziare sua madre, suo padre e la scuola per avergli dato una buona educazione, gli amici per essere stati dei veri amici, lo Stato per aver dato sempre ottimi esempi con i suoi rappresentanti... Ma ora veniamo a noi: un cristiano deve affrontare anche queste situazioni, certo di modestissimo cabotaggio, ma sempre situazioni che ti si parano davanti all’improvviso e dunque, che fare? Premesso che non conosco l’autore del gesto per cui la cosa finisce qui. Ma se l’avessi incontrato mentre si divertiva a danneggiare la mia macchina, cosa avrebbe meritato? L’abbraccio e il perdono immediato, oppure… Siamo per forza tenuti a subire sempre e tutto, oppure abbiamo la possibilità anche di reagire umanamente a una cattiveria gratuita che reca un danno non indifferente? La risposta a questa domanda potrebbe essere quella del buon don Camillo che sosteneva che una buona “spazzolata” ha il pregio di rimettere a posto le idee che in certe persone ci sono, ma sono solo mischiate male dentro al cervello.“Spazzolata” fatta dunque con amore e come gesto educativo. Naturalmente scherzo e non mi prendete sul serio. Le mani di un cristiano non sono fatte per menare, sosteneva lo stesso autore del don Camillo di cui sopra. Però il grave problema educativo resta. E noi cristiani, abbandonato il buonismo e la filosofia del politicamente corretto, così tanto cari e amati, preoccupiamoci che alla mancanza di maestri dobbiamo supplire noi, non lo Stato che vediamo in che condizioni sta, né la scuola che questo tema lo ha ormai obliterato. Mancano uomini: che solo l’incontro con Gesù può determinare. E questa è la buona battaglia che dobbiamo combattere.
Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...