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Un cuore sedimentato


Quando si legge nel Nuovo testamento che gli Apostoli e i discepoli di Gesù convertivano al cristianesimo in un giorno, migliaia di persone, mi chiedo sempre come facessero. La prima risposta ce la danno tanti esperti, anche dall’ambone: “si tratta di una finzione letteraria, come ce ne sono tante nella bibbia”. Ma questa mi è insufficiente, anche alla luce del fatto che un grande santo aveva detto che il Vangelo si legge “sine glossa” cioè senza interpretazioni, senza commenti. Dunque, sono certo che avveniva in quel modo. Ma come facevano e perché oggi non avviene? Sicuramente gli Apostoli e i discepoli erano molto convincenti perchè una vita cambiata dalla fede in Gesù, conosciuto poi personalmente, è molto attraente e tutti volevano vivere come loro. Ma questo succede pure oggi: di San Pier Giorgio Frassati (1901-1925) hanno detto: “viveva meglio di me, dunque aveva ragione”. Il santo, dunque, ha ragione perché vive meglio. Forse la differenza sta nel cuore degli uomini. Ai tempi di Gesù il popolo aveva probabilmente un cuore più libero, più semplice e più puro di oggi, più facile a rispondere agli stimoli buoni. Pensate al Centurione che, figlio di una Nazione potentissima, con Dei potentissimi, uomo avvezzo alla guerra e a comandare gente dura e spietata, sotto la croce di Gesù disse sinceramente “Veramente quest'uomo era Figlio di Dio" (Vangelo di Marco 15,39). Chi lo direbbe anche stando sotto la croce? Oggi, invece, abbiamo un cuore sedimentato da secoli di eresie, di falsità, di certezze infondate, di mode alienanti, di paure, di comodità… un cuore chiusissimo in cui è molto difficile entrare e far lavorare lo Spirito santo. La dinamica della conversione però, passa sempre—ieri come oggi—attraverso un incontro, ma poi questo deve cadere sulla terra buona per germogliare. Ma tutti i cuori, alla fine, sono buoni: sono quei sedimenti che non fanno germogliare niente. L'importante è accorgersene e tagliarli. Infatti anche di recente sono nati santi come Pier Giorgio Frassati, Alberto Marvelli, Carlo Acutis, Giuseppe Moscati, Carlo Gnocchi, Chiara Luce,...L’incontro però ci deve essere, la testimonianza ci deve essere: compito degli amici di Gesù è fare sempre questo, in ogni occasione opportuna e inopportuna, pure in questi tempi bui anche perché i tempi sono stati sempre bui. E bisogna farlo anche se fosse per uno solo in tutta la vita.

Il Pio

Don Giuseppe, Vittorio e "M"

Se, da adulto, ho conservato la Fed, lo devo a tre persone.

La prima è don Giuseppe, un sacerdote di Ascoli Piceno morto qualche anno fa, quasi centenario, le cui omelie delle sette della mattina mi hanno chiarito, integrato, spiegato la Dottrina Cattolica. Alle sette della mattina eravamo in cinque di cui quattro signore molto anziane. Eppure don Giuseppe non ha mai saltato un’omelia, sentendosi in dovere di spiegare a tutti, con chiarezza le basi della Fede e della Tradizione. E io quasi a digiuno di tutte queste belle cose, le ho apprese con molto entusiasmo... e ho conservato la fede. 

La seconda è Vittorio Messori, scrittore scomparso poco tempo fa. Il suo libro “Pensare la Storia - Una lettura cattolica dell'avventura umana (Ed. Paoline) mi ha letteralmente sconvolto. Leggendolo ho capito innanzitutto come tanti luoghi comuni contro la nostra Fede siano tutti senza fondamento. Mi ha affascinato la sua strenua difesa alla Chiesa e al Cattolicesimo. Ma soprattutto ho compreso quanto la nostra fede sia bella e coinvolgente e soprattutto necessaria alla nostra vita. E quante cose stupende essa ha prodotto in duemila anni... e ho conservato la fede. 

La terza persona è "M" un "semplice" amico. La sua fede forte e sincera mi ha subito colpito. Il suo mettere Gesù in ogni particolare della vita mi ha attratto. Così mi sono detto "voglio vivere così come lui". E l'ho seguito anche nei momenti di buio della mia vita... e ho conservato la fede. 

Quanto è importante che ognuno sia testimone di Gesù nel suo ambito, nel suo stato, sacerdote,  scrittore, amico... 

Il Pio 


 

Una serpe in seno

I fatti di Modena hanno sconvolto tutti. Certo, l’artefice del disastro era uno squilibrato, forse uno psicopatico e messa così la questione...