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«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù e poi sarà la fine, ma prima per causa sua molti si perderanno». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo su questo punto, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

 


«Ma che sono giunti i tempi dell’Anticristo?», «Non lo so!», «Ma come non lo sai? Guarda che è roba brutta, tremenda!», «Ma poi che sarebbero questi tempi, chi è l’anticristo, che dici? Io di questo signore non ne ho mai sentito parlare. Mi hanno sempre parlato di ecologia, di essere buono, rispettare le leggi e le idee del prossimo, se però sono conformi al senso comune…». «Quello che ricordo io è che la venuta dell’anticristo precede di poco la seconda venuta di Gesù sulla terra e poi sarà la fine, ma prima per causa di quella Bestiaccia maledetta molti si perderanno per sempre». «Forse è bene allora leggere cosa dice il catechismo, unica fonte in questa maledetta palude di cui possiamo essere certi, forse qualcosa capiremo e di sicuro non ci farà male».

(Dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

PARTE PRIMA
LA PROFESSIONE DELLA FEDE

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO SECONDO
CREDO IN GESU' CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

ARTICOLO 7
«DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI»



« L'ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ».

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest'ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male che farà discendere dal cielo la sua Sposa. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell'ultimo giudizio dopo l'ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa».


Già Vladimir Solov’ev (28/1/1853 - 13/8/1900) aveva immaginato, nella sua immensa fantasia, l'ultima scena di questo nostro "dramma". Ne "Il dialogo dell’Anticristo", (editore Marietti, Collana I Rombi, 1996) scrive come sarà quel momento cruciale, quando quasi tutto il mondo sarà volutamente dalla parte dell'Anticristo, salvo un piccolissimo e sparuto gregge, ormai abbandonato da tutti; l'Anticristo, l'imperatore, in un modo o un altro, con regali, parlando di certi argomenti... aveva infatti conquistato a sè quasi tutto il mondo. Solo a sè, ripeto non a Dio.

«La grande maggioranza dei membri del concilio si trovava sul palco,
ivi compresa quasi tutta la gerarchia dell'Oriente e dell'Occidente. In basso
erano rimasti soltanto tre gruppi di uomini che si erano avvicinati gli uni
agli altri e che si stringevano accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e
al professor Pauli»

«Con accento di tristezza, l’Imperatore si rivolse a loro dicendo: che cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete da me? Io non lo so. Ditemelo dunque voi stessi, o cristiani, abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento popolare; che cosa avete di più caro nel Cristianesimo? Allora simile a un cero candido si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel Cristianesimo è Cristo stesso. Lui stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Da te, o sovrano, noi siamo pronti a ricevere ogni bene, ma soltanto se nella tua mano generosa noi possiamo riconoscere la Santa mano di Cristo. E alla tua domanda che puoi tu fare per noi, eccoti la nostra precisa risposta: confessa, qui ora davanti a noi, Gesù Cristo figlio di Dio che si è incarnato, che è resuscitato e che verrà di nuovo; confessalo e noi ti accoglieremo con amore…». 

«Egli tacque e piantò lo sguardo nel volto dell'imperatore. In costui avveniva qualche cosa di tremendo. Nel suo intimo si stava scatenando una tempesta infernale, simile a quella che aveva provato nella notte fatale. Aveva perduto 
interamente il suo equilibrio interiore e tutti i suoi pensieri si concentravano nel tentativo di non perdere la padronanza di se stesso anche nelle apparenze esteriori e di non svelare se stesso prima del tempo. Fece degli sforzi sovrumani per non gettarsi con urla selvagge sull'uomo che gli aveva parlato e sbranarlo coi denti».

Il resto forse lo vedremo ... forse in diretta. Oppure no. 
Piccolo gregge, piccolo gregge! Restiamo nel piccolo gregge accanto allo starets Giovanni, al papa Pietro e al professor Pauli, alla luce di quello che leggiamo nel catechismo, nella dottrina e nella tradizione cristiana. che siano questi gli unici i testi a guidarci.
il Pio


Francesco, ripara la mia Casa.

 


150 D. Che cosa è la Chiesa cattolica?           R. La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.


151 D. Dite distintamente che cosa è necessario per esser membro della Chiesa? 
R. Per esser membro della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori della Chiesa. 

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X, § 2, Della Chiesa in particolare)


Più volte ho scritto su questo Blog di quelli che chiamo "preti traditori", che sono quelli che professano ai fedeli un'altra dottrina che non è quella che ci ha lasciato Gesù, tramandata dalla Chiesa Cattolica, è una loro o del mondo, spesso dannosa perchè non salva quasi mai l'anima (ciò di cui più ci dobbiamo preoccupare). Scrivo di loro perchè è un argomento che mi dà tanto dolore e tristezza. Questi due articoli del Catechismo di San Pio X—secondo me—si potrebbero leggere sia in un verso che nel verso opposto. Infatti per essere membro della Chiesa «è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti, riconoscere il Papa e gli altri legittimi Pastori» ma è anche vero il contrario e cioè allo stesso modo e con la stessa forza possiamo ritenere che «per essere legittimi Pastori della Chiesa è necessario esser battezzato, credere e professare la dottrina di Gesù Cristo, partecipare ai medesimi sacramenti». 

Se non è così dunque non sono legittimi.

In un post precedente ho parlato di responsabilità. Chi si prende la responsabilità delle anime che si perdono a causa dei preti traditori? Ma nessuno dice nulla.Tutto normale in una chiesa che si deve adeguare ai tempi (belli questi tempi!)

Un tempo avevamo solo chi ci bombardava ferocemente dall'esterno. Ora, mentre continuano le bombe da fuori le mura ci sono quelli che sotto la stessa nostra bandiera, bombardano ferocemente dall'interno. Tutti questi al fine, noto o ignoti, consapevoli o non consapevoli, della distruzione della Chiesa di Dio.

Dal Crocifisso appeso venne una voce che diceva a Francesco di Assisi, «va' e ripara la mia Chiesa, che è in rovina!». Penso che sia giunto il momento che questa frase risuoni nei nostri cuori.
Il Pio

Giustizia naturale


Ho sempre pensato che la “giustizia” fosse un concetto naturale, cioè qualcosa che tutti hanno dentro, che tutti capiscono. E’ vero, da sempre ci stanno gli psicopatici, quelli insensibili a qualunque cosa, gli imbecilli, quelli che non si commuoverebbero nemmeno davanti al giudizio universale, i politici che vedono la giustizia solo sotto il ristrettissimo ambito della politica, quelli che “me ne frego degli altri”, quelli che hanno fede in una religione violenta,… ma sono una parte, consistente, ma non sono tutti. Questi ci sono sempre stati e sempre ci saranno (il mondo per via del peccato originale, funziona così e funzionerà così sino alla fine). A parte che per questi, non servirebbe definire cosa sia la giustizia e cosa significhi giusto. Uno che sevizia un ragazzino, fa gridare vendetta, penso, alla maggior parte delle persone e sarà difficile trovare uno, a parte quelli anzidetti, che sostiene che seviziare un bambino è giusto. Questo senso naturale, universale, di Giustizia ce lo ha messo Dio nei nostri cuori, quando ci ha creato. Questo senso si affina principalmente in famiglia. Se facendo il cretino dentro casa rompevo un vetro o un vaso, lo schiaffone giungeva per direttissima, se facendo l’adolescente ribelle e insopportabile, non rispettavo mio padre, il ceffone, sempre per direttissima, arrivava. Cioè di fronte a una azione “cattiva” è giusta una punizione, e poi il rispetto per i genitori, per i professori… Il senso della giustizia innato nel nostro cuore si concretizza dunque in famiglia inizialmente e successivamente anche nella realtà quotidiana. Però. Oggi il senso di Dio non viene più insegnato e così la sua dottrina e il suo catechismo. E senza Dio la giustizia non sa a chi fare riferimento, non sa su chi poggiare la base. Non c’è allora nel nostro cuore la giustizia, ma diverse giustizie acefale da usare a seconda delle circostanze. Oggi poi la famiglia non esiste più e se esistesse è di fatto liquida. E così: se oggi un figlio risponde male ai genitori questi gli comprano uno iPhone, se prende un brutto voto a scuola perchè non ha studiato o una nota perché ha insultato malamente il professore, i genitori ricorrono al TAR per il voto e fanno una piazzata davanti a tutta la scuola, perché l’insegnante si è permesso di mettere la nota al figlio. Anche questo è il risultato di un mondo senza Dio (uno dei milioni di risultati che così si sono raggiunti, forse quello minore). Tutti capite allora dove ci porta questo maledetto pensiero comune. E allora bisogna cambiare strada se non vogliamo finire nel fosso, in bocca alle bestie feroci. Cambiare strada vuol dire uscire coraggiosamente da questa dove ora stiamo e tornare indietro, su quella strada in cui noi non facciamo più affidamento solo sulle nostre forze e su quelle della politica, della tecnica, della moda e della scienza, ma solo e esclusivamente su Dio.

Il Pio

Catechismo - 2



Come vi dicevo nell'altro post, ogni tanto pubblicherò stralci del catechismo di San Pio X, perchè penso sia una cosa che può fare bene al nostro cervello, al nostro cuore e alla nostra anima. E ci darà anche chiarezza sulle basi della nostra fede, e questo in un mondo liquido come quello in cui viviamo non potrà farci che bene.
Il Pio  


4 D. Che cosa è la dottrina cristiana?
R. La dottrina cristiana è la dottrina che Gesù Cristo nostro Signore ci ha insegnato per mostrarci la strada della salute (della salvezza, ndr).

5 D. È necessario imparare la dottrina insegnata da Gesù Cristo?
R. E' certamente necessario imparare la dottrina insegnata da Gesù Cristo e mancano gravemente quelli che trascurano di farlo.


6 D. I genitori e i padroni sono obbligati a mandare al catechismo i loro figliuoli e dipendenti? R. I genitori e i padroni sono obbligati a procurare che i loro figliuoli e dipendenti imparino la dottrina cristiana, e si rendono colpevoli dinanzi a Dio se trascurano quest'obbligo.


7 D. Da chi dobbiamo noi ricevere e imparare la dottrina cristiana?
R. Noi dobbiamo ricevere e imparare la dottrina cristiana dalla Santa Chiesa cattolica.

8 D. Come siamo certi che la dottrina cristiana che noi riceviamo dalla santa Chiesa cattolica è proprio vera? R. Siamo certi che la dottrina cristiana che noi riceviamo dalla Chiesa cattolica è vera, perché Gesù  Cristo autore divino di questa dottrina, l'ha affidata per mezzo de' suoi Apostoli alla Chiesa da sè fondata e costituita maestra infallibile di tutti gli uomini; promettendole la sua divina assistenza fino alla fine dei secoli.

I binari


In effetti da noi c’è tanta confusione,chi la può negare? Gli abusi di sacerdoti con minorenni che significa che c'è qualcosa che non va, i ponti che cadono che significa che erano stati fatti male, per tornaconto probabilmente, crisi economica catastrofica e ormai cronica, sbarchi di clandestini con pericolo serio (e non considerato) di islamizzazione, politici a alti livelli che pare abbiano rubato per anni i soldi pubblici o quelli donati a bisognosi, leggi prioritarie per fatti che non sono per niente prioritari e poi l’ONU che ci manda i commissari (!) per rischio razzismo in Italia (ma questo è normale?)… va bene, basta, non ci vivo solo io qui: questi e tanti altri problemi li conoscete tutti meglio di me. L’Italia è il Paese in cui sono nato e mi intristisce il fatto che è divenuto, per colpa di pirati e mercenari, quasi una landa desolata in cui non si riesce a sperare nel futuro. Infatti. Non possiamo sperare negli ecclesiastici, molti dei quali infatti non si sa quale strada stanno seguendo (e fanno anche seguire), non possiamo sperare nella scuola perché o non educa o educa sulla base di istanze moderne poco chiare, non possiamo sperare nella politica, spesso mossa da tornaconti e da motivi incomprensibili e che fino a adesso ha solo portato lacrime al popolo. Da dove verrà allora il nostro riscatto, la nostra salvezza? Innanzitutto lasciamo perdere quelli che parlano di un popolo agitato in piazza, non sanno quello che dicono. Prima regola. Quando uno sta dentro la nebbia e non vede nulla oltre il proprio naso,quello che deve fare è restare sopra i binari, cioè i binari della fede in Gesù e della retta dottrina cattolica. E’ certo che sui binari, in qualche luogo sicuro, si arriva. Quando ritornerà a splendere il sole avremo modo di vedere la strada e la direzione. La nostra salvezza? Può venire solo da Gesù e—se non siamo masochisti—a Lui rivolgiamo tutte le nostre preghiere, le preoccupazioni, le richieste per noi, per quelli che conosciamo e perché no, anche per l’Italia.

Il Pio

 

In ogni occasione opportuna e inopportuna



«Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.

Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione».

(La Sacra Bibbia CEI, Lettere di S. Paolo, 2^ a Timoteo, 4, 1-8)


L'immagine in alto ricorda un episodio che riguarda s. Paolo e s. Pietro. I santi stavano andando al patibolo, seguiti da una folla sempre più numerosa. Le guardie di scorta, paventando una rivolta, difficile da fronteggiare, decisero di dividere i condannati portandoli in due destinazioni diverse. Al momento della separazione i santi si diedero l'ultimo forte abbraccio. Nel luogo esatto in cui avvenne questo fatto, l'attuale Via Ostiense di Roma, per secoli sorgeva una cappellina. Questa poi fu demolita per ragioni di viabilità, oggi resta solo una lapide commemorativa e un bassorilievo in marmo. Dopo l'abbraccio, ognuno andò al suo destino: s. Pietro fu crocifisso a testa in giù presso l'attuale cattedrale omonima e s. Paolo fu martirizzato, in quanto civis romanus, mediante il taglio della testa la quale recisa dal collo, fece tre rimbalzi e sul luogo dove si appoggiò, nacque una sorgente d'acqua ancora zampillante. In questo luogo oggi sorge l'Abazia delle Tre Fontane. 

Il Pio. 

Come oggi.


Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana, in Kazakistan ha sostenuto che “l’attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del IV secolo, quando l’arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell’episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa”. Celebre infatti è la frase di san Girolamo che descriveva quei tempi: «E il mondo, sgomento, si ritrovò ariano». In quel periodo (così come oggi) la Verità cattolica rischiava davvero di scomparire. Tantissimi furono quelli che abbracciarono l’arianesimo fra cui non pochi vescovi e cardinali che per primi, seminavano la confusione e sviamento fra i fedeli (come oggi). E i danni furono devastanti. Se il cristianesimo però non scomparve fu solo per merito di un altro Atanasio, un santo della chiesa cattolica e di pochissimi altri. L’epoca in cui visse sant’Atanasio fu di grande crisi della ortodossia, cioè della Dottrina autentica (come oggi). Siamo intorno al 360. Egli era vescovo di Alessandria d’Egitto. Per 46 anni rimase praticamente da solo a difendere la purezza della Dottrina e la sopravvivenza della Fede autentica in Gesù Cristo. Fu vescovo per ben 46 anni, dunque, ma furono 46 anni durissimi, 46 anni di lotta contro l’eresia ariana e contro gli ariani. Questi rifiutavano ciò che il Concilio di Nicea aveva detto e cioè che Gesù era della stessa sostanza del Padre (homoousius). Gli ariani infatti propagandarono la necessità di sostituire il termine stabilito dal Concilio di Nicea, homoousion, con il termine homoiousion. Differenza di una sola lettera, ma che cambiava tutto. Infatti, il primo termine (homoousion) significa “della stessa sostanza”, il secondo termine (homoiousion) significa “simile in essenza”. Una lettera soltanto, però la differenza è evidente. Ma l’eresia è così. Avviene proprio come in un bivio: all’inizio le due strade sono vicine, ma più si cammina e più esse si allontanano fino a che dall’una non si vede più l’altra. Così l’eresia: la differenza sembra un piccolo dettaglio all’inizio, ma col tempo diventa davvero un’altra religione e non seguiamo più Dio, Uno e Trino nella fede Cattolica, ma un’altra cosa. Di qui l’importanza di restare sempre sulla vera dottrina e nella vera Chiesa. Ai tempi di Atanasio invece, molti vescovi si lasciarono convincere da quel compromesso terminologico, che era cedimento sulla Dottrina (come avviene oggi, su altre questioni), sant’Atanasio tenne fermo, resistette come un leone. Subì l’esilio per almeno cinque volte, ma non cedette. E non le mandava a dire: «Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo». Anche oggi ascoltiamo e vediamo tante “cose” che puzzano di eresia e il popolo di Dio immerso dentro un mare di nebbia, in cui non vede nulla. D’altra parte il demonio che è un porco, usa noiosamente da duemila anni sempre gli stessi mezzi, e "fa bene", perché noi ci cadiamo sempre. Da duemila anni! “Figli del mondo”, “tempi nuovi”, “progresso (progressismo)”, “uomo e umanità”, ... Stiamo attenti e ricordiamo le parole del cardinale Schneider. E “restiamo saldi nella fede”. Quella vera. Nella sua celebre Vita di Antonio, S. Atanasio riporta un suo insegnamento: «[...] i demoni sono astuti e pronti a ricorrere ad ogni inganno e ad assumere altre sembianze. Spesso fingono di cantare i salmi senza farsi vedere e citano le parole della Scrittura. [...]. A volte assumono sembianze di monaci, fingono di parlare come uomini di fede per trarci in inganno mediante un aspetto simile al nostro e poi trascinano dove vogliono le vittime dei loro inganni». Basterebbe solo conoscere un po' il catechismo,  almeno nelle sue parti più importanti. Se abbiamo quattro paletti fissi che ci fanno da punti di riferimento, potremmo tirare pernacchie a tutti quelli che ci vogliono portare sulla strada sbagliata. Demonio compreso. 

Il Pio

Giova al popolo?

Non so cosa sta succedendo (anche se qualche idea me la sono fatta). E’ che si sentono tante esternazioni da gente di chiesa, anche a alto livello, che creano notevoli dubbi. Dubbi nel popolo di Dio. E questo è un male. Un tempo tutti avevano in mente il catechismo e a chi diceva corbellerie gli si diceva «no, no! Non è così». Nella Chiesa ci sono stati sempre —sin dai primi anni—quelli che ritenendo di avere ottime idee hanno cercato, in buona fede o in mala fede, di dividere il popolo sulla dottrina dicendo «è così e non come dice la Chiesa». Ma c’è sempre stato chi ha tenuto duro, anche da solo, anche a costo del proprio sangue, e ha vissuto e lottato perché non venisse mai cambiata la sana e giusta dottrina che Gesù ci ha lasciato. Perché solo con essa il popolo di Dio può avere giovamento. Ma a fronte di chi ha tenuto duro e a quelli che gli sono stati vicini, c’è stata sempre una marea di gente che affascinata da quelle idee nuove, ha deviato dalla retta strada e forse si è persa del tutto. «Giova al popolo di Dio sapere quelle nuove interpretazioni e letture aggiornate?». Giova leggere sempre in senso moderno tutto (il moderno poi diviene per forza vecchio e solo ciò che è vero dura nei secoli). Deve essere sempre pensato: «questa è un’idea mia o della Chiesa?», «Giova al popolo di Dio?». Il Suo popolo viene edificato oggi dalle esternazioni sulla famiglia, sulla comunione, etc.? Gli giova? Gli si accresce così la fede, l’amore in Dio e l’interesse alla propria salvezza e a quella degli altri, il desiderio di dare sempre testimonianza fino al martirio e di “combattere la buona battaglia”? Diviene in tal modo un popolo santo? Non è invece quello un creare continuamente confusione e dubbi e forse scandalo (inteso nel senso di causa di peccato)? Non sembra piuttosto un voler accarezzare e assecondare il mondo? Non seguiamo la gente che ci porta fuori strada. Non la stiamo nemmeno a sentire. Piuttosto ripassiamoci bene il catechismo e manteniamoci saldi nella fede, perché vedo tempi di confusione. E con l’aria che tira, pure col pericolo di una invasione di gente cattiva, ci potrà anche essere chiesta la vita per la fede. Ma che sia per la fede vera.
Il Pio

L'eloquente e il distratto



A volte mi pare che sia successo come nella favola della Bella addormentata nel bosco. Come se ci fossimo di botto addormentati per tanto tempo e risvegliati poi all’improvviso. Ma, al contrario della favola, sembra che qualcosa ci siamo persi durante il sonno. Nella fiaba invece tutti si sono risvegliati ed hanno continuato a fare quello che stavano a fare prima. Ricordo bene che da bambino mia madre mi aveva insegnato a pregare con le mani giunte. Poi all’asilo la suora ci faceva alzare in piedi e, a mani giunte, dicevamo tutti il Padre Nostro (non c’era allora la preoccupazione che qualcuno potesse traumatizzarsi, eravamo cristiani e pregavamo come Cristo ci aveva insegnato e nessuno ha mai protestato o ritenuto indebito fare così. Si faceva da sempre in questo modo). Uguale poi avveniva alle elementari. Vedevo le immagini dei santi che così si mettevano in preghiera. A messa solo il prete pregava con le braccia aperte, gli altri tutti a mani giunte.

Poi forse mi sono “distratto” un attimo e quando mi sono ridestato ho visto, nello stesso identico luogo, chi prega con le braccia dritte in alto, chi a "U" o a 90 gradi, chi con le palme verso l’alto, chi con le palme verso l’avanti, chi si dà la mano, chi resta a braccia conserte, chi con le mani in tasca e il cappello in testa, chi risponde al telefono. Ma non so però chi sia stato nel frattempo che abbia dato l’ordine del “riposo” o ha fatto “tana, liberi tutti”. Perché non l’ho proprio sentito.

La stessa persona forse, dopo aver annullato la preghiera a mani giunte, dovrebbe aver pure detto che non bisogna più rispettare il venerdì “di magro”, che il rosario è la preghiera delle vecchie (anche se raccomandata dalla Madonna), che la liturgia sacra si può adeguare all’inventiva del sacerdote, che va bene qualsiasi fede basta che si creda in un dio, che noi cristiani dobbiamo avere i sensi di colpa e non parlare più, che al moribondo non bisogna spaventarlo coi sacramenti e il prete, che non si devono avere certezze, che si sta tranquillamente in piedi durante la consacrazione, che non si deve insegnare il catechismo nella sua interezza, che non serve attendere un’ora dal pasto per fare la comunione … Non so chi l’ha detto, ma si vede che era molto bravo a parlare perché ha confuso tutti. E ora i figli di oggi respirano questa tremenda confusione. E nella vita vanno allo stato brado, senza indirizzo e senza punti di riferimento, ingenui anche se apparentemente scafatissimi. Preda così dei lupi famelici.

E quello che era bravo a parlare sembra che non abbia ancora finito e perché ci sta ancora convincendo che c’è tant’altro ancora da cambiare (del buono, ovviamente, non del cattivo: di questo infatti, non ne parla).

Io sono un tipo all’antica, tradizionalista al massimo grado, quasi per la monarchia papale, di un mondo che esiste più, abbiate pietà di me e perdonatemi. Ma Tradizione significa stare sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto nei due mila anni che sono passati. Che dunque c’è un legame affettivo tra me e il nonno del nonno di mio nonno (che non so assolutamente chi sia) che ha pregato e creduto proprio come io faccio oggi. Un legame tra me e san Francesco di Assisi perchè amiamo Gesù nello stesso modo e abbiamo lo stesso ideale. Come lo aveva uguale S. Agostino, Santo Stefano, San Paolo fino al beato Pier Giorgio Frassati e oltre. 

E vi prego: non ascoltiamo più quello che è "bravo a parlare". Restiamo attaccati al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo, anche se ci dicono tutti che è da “vecchi” e che oggi c'è un altro mondo e che siamo contro il necessario rinnovamento e ci mettono fuori la porta; ma facendo così non sbagliamo di sicuro, come non hanno sbagliato tutti quelli prima di noi (miliardi e miliardi di uomini, donne, bambini,vecchi, preti...) che per loro fortuna, non hanno voluto ascoltare nessun altro oltre al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo... Da giovane mi hanno insegnato che quando c'è la "nebbia" e non si vede nulla, è meglio restare sui binari piuttosto che andare alla cieca. Sui binari sicuramente si arriva in un posto sicuro. E i binari sono da sempre quelle cose là.

Il Pio

Una terra cristiana

  A un mio collega è arrivata una multa per eccesso di velocità. Si leggeva sul verbale che andava a 0,40 km/h oltre il limite. Ma uno Stato...