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L'eloquente e il distratto

A volte mi pare che sia successo come nella favola della Bella addormentata nel bosco. Come se ci fossimo di botto addormentati per un po’ e risvegliati poi all’improvviso. Ma, al contrario della favola, sembra che qualcosa ci siamo persi durante il sonno.

Ricordo bene che da bambino mia madre mi aveva insegnato a pregare con le mani giunte. Poi all’asilo la suora ci faceva alzare in piedi e, a mani giunte, dicevamo tutti il Padre Nostro (non c’era allora la preoccupazione che qualcuno potesse traumatizzarsi, eravamo cristiani e pregavamo come Cristo ci aveva insegnato e nessuno ha mai protestato o ritenuto indebito fare così. Si faceva da sempre in questo modo). Uguale poi avveniva alle elementari. Vedevo le immagini dei santi che così si mettevano in preghiera. A messa solo il prete pregava con le braccia aperte, gli altri tutti a mani giunte.

Poi forse mi sono “distratto” un attimo e quando mi sono ridestato ho visto, nello stesso identico luogo, chi prega con le braccia dritte in alto, chi a "U" o a 90 gradi, chi con le palme verso l’alto, chi con le palme verso l’avanti, chi si dà la mano, chi resta a braccia conserte, chi con le mani in tasca e il cappello in testa, chi risponde al telefono. Ma non so però chi sia stato nel frattempo che abbia dato l’ordine del “riposo” o ha fatto “tana, liberi tutti”. Perché non l’ho proprio sentito.

La stessa persona forse, dopo aver annullato la preghiera a mani giunte, dovrebbe aver pure detto che non bisogna più rispettare il venerdì “di magro”, che il rosario è la preghiera delle vecchie (anche se raccomandata dalla Madonna), che la liturgia sacra si può adeguare all’inventiva del sacerdote, che va bene qualsiasi fede basta che si creda in un dio, che noi cristiani dobbiamo avere i sensi di colpa e non parlare più, che al moribondo non bisogna spaventarlo coi sacramenti e il prete, che non si devono avere certezze, che si sta tranquillamente in piedi durante la consacrazione, che non si deve insegnare il catechismo nella sua interezza, che non serve attendere un’ora dal pasto per fare la comunione … Non so chi l’ha detto, ma si vede che era molto bravo a parlare perché ha confuso tutti. E ora i figli di oggi respirano questa tremenda confusione. E nella vita vanno allo stato brado, senza indirizzo e senza punti di riferimento, ingenui anche se apparentemente scafatissimi. Preda così dei lupi famelici.

E quello che era bravo a parlare sembra che non abbia ancora finito e perché ci sta ancora convincendo che c’è tant’altro ancora da cambiare (di buono, ovviamente, non di cattivo: di questo infatti, non ne parla).

Io sono un tipo all’antica, tradizionalista al massimo grado, quasi per la monarchia papale, dunque abbiate pietà di me e perdonatemi, chiedo sinceramente venia. Ma Tradizione significa stare sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto nei due mila anni che sono passati. Che dunque c’è un legame affettivo tra me e il nonno del nonno di mio nonno (che non so assolutamente chi sia) che ha pregato e creduto proprio come io faccio oggi. Un legame tra me e san Francesco di Assisi perchè amiamo Gesù nello stesso modo e abbiamo lo stesso ideale. Come lo aveva uguale S. Agostino, Santo Stefano, San Paolo fino al beato Pier Giorgio Frassati e oltre. 

E vi prego: non ascoltiamo più quello che è "bravo a parlare". Restiamo attaccati al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo, anche se ci dicono tutti che è da “vecchi” e contro il necessario rinnovamento e ci mettono fuori la porta; ma facendo così non sbagliamo di sicuro, come non hanno sbagliato tutti quelli prima di noi (miliardi e miliardi di uomini, donne, bambini,vecchi, preti...) che per loro fortuna, non hanno voluto ascoltare nessun altro oltre al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo... Da giovane mi hanno insegnato che quando c'è la "nebbia" e non si vede nulla, è meglio restare sui binari piuttosto che andare alla cieca. Sui binari sicuramente si arriva in un posto sicuro. E i binari sono da sempre quelle cose là.

Il Pio

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