Etichette

Visualizzazione post con etichetta vangelo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vangelo. Mostra tutti i post

Fede e Vangelo


"La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio"


“Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo” 

(Card. Walter Brandmüller)

Fino a quando abuserete della nostra pazienza?


«… Perché i Magi non sono mai esistiti. Questa che abbiamo letta, è una formula narrativa per comunicare ai lettori una certa realtà». Ecco: anche i Magi ci hanno tolto. Inutile a dirsi che chi ha detto questa personalissima verità è un sacerdote durante l’omelia dell’epifania e questo concetto è stato ascoltato da una marea di gente (anche se penso che tre quarti non ascoltavano). Se si comincia a insinuare nei cuori dei poveri fedeli il dubbio che ci sono parti del Vangelo forse “false” e parti forse “vere”, la nostra fede come farà a combattere la buona battaglia, come farà a stabilirsi sulla roccia? E poi i martiri sono morti per la parte vera o la parte falsa? E i santi hanno seguito Gesù per la parte vera o la parte falsa? E quello che ha detto che ai tempi di Gesù non c’era un registratore per cui non possiamo avere certezza di cosa abbia veramente detto Gesù, ve lo ricordate? Secondo voi, quella eccellente intuizione ha fatto bene o male al popolo di Dio?
Hanno poi cambiato le preghiere, hanno modificato il vangelo, continuano a parlare di una morale senza Gesù, continuano a parlare di un miscuglio di religioni e tutte vanno bene, parlano poi di Greta e di ecologia… Ho anche sentito aggiungere frasi personali del celebrante durante la lettura del Vangelo, come fossero anch’esse parola del Signore, come poi tutti alla fine abbiamo detto.
C’è qualcosa che oggettivamente non va. Il rischio è la distruzione del popolo di Dio: la Chiesa non ce la faranno a distruggerLa perché è di Dio, ma i cristiani, già indeboliti e inflacciditi nella fede da decenni di intensa confusione e disordine, da un cristianesimo intellettuale e avulso dalla vita quotidiana, con una semplice spallata saranno buttati nel fosso da dove non si risale.
Aiutiamoci a fare in modo che ciò non avvenga.

Il Pio

Così si comporta un "Giuda".


«Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro». 

(Tratto dal Vangelo di lunedì della Settimana Santa (Giovanni 12, 1-11, ) l'episodio narrava di quando Maria—forse di Magdala, oppure la sorella di Marta e Lazzaro—profumò i piedi di Gesù e la subitanea e interessata reazione di Giuda a cui dei poveri, dei migranti, degli ultimi,... non importava proprio nulla).

Non dobbiamo piacere a tutti.

Nel Vangelo non c’è scritto di abbassare il tiro per non far scappare i giovani, né di dialogare: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada».


C’è un modo di pensare tra numerosi cattolici secondo cui dobbiamo piacere a tutti. Dobbiamo accontentare tutti. Anche a costo—ed è qui il dramma—di “abbassare il tiro”, anche a costo di non dire quello che si deve dire. Anche a costo di dire solo quello che si sente dire in giro. Di adeguarsi al mondo, dunque. Non mi pare sia un metodo efficace, facendo due conti brutali. Ma continuiamo a dire «Se ai giovani parli di Gesù, scappano, occorre prenderli con la musica, con i simboli… ». «Se gli parli del peccato subito scappano». «Oggi non è più come allora». Poi bisogna dialogare. Sempre dialogare: «si deve vedere ciò che ci unisce e non ciò che ci divide». Ma è pericoloso far così quando ciò che ci divide è proprio Gesù e la Chiesa. L’uomo poi è sempre lo stesso dei tempi di Adamo e Eva: ha sempre bisogno della vera fede per vivere bene. E pure il Vangelo è sempre lo stesso. E nel Vangelo non c’è scritto di abbassare il tiro per non far scappare i giovani, né di dialogare. Ma c’è scritto «Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa (Matteo, 10, 32-36)».

Il Pio

Pier Giorgio Frassati / 8


Beato Pier Giorgio Frassati. In lui la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondono armonicamente.



« Ma che ha fatto di tanto straordinario per essere ritenuto un santo? » «Certo, ad uno sguardo superficiale, lo stile di Pier Giorgio Frassati, un giovane moderno e pieno di vita, non presenta granché di straordinario. Ma proprio questa è l'originalità della sua virtù, che invita a riflettere e che spinge all'imitazione. In lui la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondono armonicamente, tanto che l'adesione al Vangelo si traduce in attenzione amorosa ai poveri e ai bisognosi, in un crescendo continuo sino agli ultimi giorni della malattia che lo porterà alla morte. Il gusto del bello e dell'arte, la passione per lo sport e per la montagna, l'attenzione ai problemi della società non gli impediscono il rapporto costante con l'Assoluto. Tutta immersa nel Mistero di Dio e tutta dedita al costante servizio del prossimo: così si può riassumere la sua giornata terrena! » 
(Giovanni Paolo II, 20/5/1990, omelia della beatificazione) 

L'eloquente e il distratto



A volte mi pare che sia successo come nella favola della Bella addormentata nel bosco. Come se ci fossimo di botto addormentati per tanto tempo e risvegliati poi all’improvviso. Ma, al contrario della favola, sembra che qualcosa ci siamo persi durante il sonno. Nella fiaba invece tutti si sono risvegliati ed hanno continuato a fare quello che stavano a fare prima. Ricordo bene che da bambino mia madre mi aveva insegnato a pregare con le mani giunte. Poi all’asilo la suora ci faceva alzare in piedi e, a mani giunte, dicevamo tutti il Padre Nostro (non c’era allora la preoccupazione che qualcuno potesse traumatizzarsi, eravamo cristiani e pregavamo come Cristo ci aveva insegnato e nessuno ha mai protestato o ritenuto indebito fare così. Si faceva da sempre in questo modo). Uguale poi avveniva alle elementari. Vedevo le immagini dei santi che così si mettevano in preghiera. A messa solo il prete pregava con le braccia aperte, gli altri tutti a mani giunte.

Poi forse mi sono “distratto” un attimo e quando mi sono ridestato ho visto, nello stesso identico luogo, chi prega con le braccia dritte in alto, chi a "U" o a 90 gradi, chi con le palme verso l’alto, chi con le palme verso l’avanti, chi si dà la mano, chi resta a braccia conserte, chi con le mani in tasca e il cappello in testa, chi risponde al telefono. Ma non so però chi sia stato nel frattempo che abbia dato l’ordine del “riposo” o ha fatto “tana, liberi tutti”. Perché non l’ho proprio sentito.

La stessa persona forse, dopo aver annullato la preghiera a mani giunte, dovrebbe aver pure detto che non bisogna più rispettare il venerdì “di magro”, che il rosario è la preghiera delle vecchie (anche se raccomandata dalla Madonna), che la liturgia sacra si può adeguare all’inventiva del sacerdote, che va bene qualsiasi fede basta che si creda in un dio, che noi cristiani dobbiamo avere i sensi di colpa e non parlare più, che al moribondo non bisogna spaventarlo coi sacramenti e il prete, che non si devono avere certezze, che si sta tranquillamente in piedi durante la consacrazione, che non si deve insegnare il catechismo nella sua interezza, che non serve attendere un’ora dal pasto per fare la comunione … Non so chi l’ha detto, ma si vede che era molto bravo a parlare perché ha confuso tutti. E ora i figli di oggi respirano questa tremenda confusione. E nella vita vanno allo stato brado, senza indirizzo e senza punti di riferimento, ingenui anche se apparentemente scafatissimi. Preda così dei lupi famelici.

E quello che era bravo a parlare sembra che non abbia ancora finito e perché ci sta ancora convincendo che c’è tant’altro ancora da cambiare (del buono, ovviamente, non del cattivo: di questo infatti, non ne parla).

Io sono un tipo all’antica, tradizionalista al massimo grado, quasi per la monarchia papale, di un mondo che esiste più, abbiate pietà di me e perdonatemi. Ma Tradizione significa stare sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto nei due mila anni che sono passati. Che dunque c’è un legame affettivo tra me e il nonno del nonno di mio nonno (che non so assolutamente chi sia) che ha pregato e creduto proprio come io faccio oggi. Un legame tra me e san Francesco di Assisi perchè amiamo Gesù nello stesso modo e abbiamo lo stesso ideale. Come lo aveva uguale S. Agostino, Santo Stefano, San Paolo fino al beato Pier Giorgio Frassati e oltre. 

E vi prego: non ascoltiamo più quello che è "bravo a parlare". Restiamo attaccati al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo, anche se ci dicono tutti che è da “vecchi” e che oggi c'è un altro mondo e che siamo contro il necessario rinnovamento e ci mettono fuori la porta; ma facendo così non sbagliamo di sicuro, come non hanno sbagliato tutti quelli prima di noi (miliardi e miliardi di uomini, donne, bambini,vecchi, preti...) che per loro fortuna, non hanno voluto ascoltare nessun altro oltre al Vangelo, alla Tradizione, alla Dottrina cattolica, al Catechismo... Da giovane mi hanno insegnato che quando c'è la "nebbia" e non si vede nulla, è meglio restare sui binari piuttosto che andare alla cieca. Sui binari sicuramente si arriva in un posto sicuro. E i binari sono da sempre quelle cose là.

Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...