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Sono felici perché hanno Cristo.


Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe parlare, in Nigeria si fa costante strage di cristiani da parte di organizzazioni jihadiste.I cristiani del Paese affrontano attentati suicidi, massacri, incendi di interi villaggi, attacchi a luoghi di culto, scuole e altri siti; raid nei campi per sfollati, trattamento crudele e degradante in seguito a condanne emesse dai propri tribunali, esecuzioni extragiudiziali, omicidi politici, rapimenti su vasta scala, anche di minori, sfollamento forzato, reclutamento di bambini, gravi violazioni dei diritti delle donne e delle ragazze ridotte in schiavitù, violenze sessuali, matrimoni forzati e quant’altro. Nonostante questo, molti giovani chiedono di entrare in seminario, testimoniando una fede che resiste e si rafforza nella persecuzione. Vogliono predicare Gesù Cristo. Nonostante le difficoltà, nonostante la povertà, nonostante le persecuzioni, sono felici, perché hanno Cristo. Il Rapporto sulla libertà religiosa di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) conclude che la libertà religiosa in Nigeria oggi è gravemente compromessa. La frequenza e la brutalità degli attacchi contro i villaggi cristiani hanno spinto alcuni osservatori a parlare di una strategia deliberata di espulsione delle comunità cristiane dalle loro terre ancestrali. La situazione della libertà religiosa nella nazione più popolosa dell’Africa resta dunque, una delle più critiche a livello globale. Si parla di decine di migliaia (forse centinaia) di cristiani uccisi. Nelle nostre preghiere ricordiamoci anche di chiedere l’intercessione di Maria perché il popolo nigeriano e gli altri che subiscono la stessa situazione, possano vivere liberamente la propria fede. E una preghiera anche per noi, perché non ci accada mai di subire la stessa sorte. 

Il Pio


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