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Mi hanno rigato la macchina.

Stamattina mi sono accorto che su quasi tutta la fiancata destra della mia autovettura c’era una bella riga provocata da una chiave affondata su di essa. Io non sono un maniaco delle macchine: la mia la lavo una volta l’anno (e si vede). Anni fa mi avevano rubato per ben due volte l’autoradio, con danni alla serratura. Ma lì era un tossico e un tossico deve trovare a ogni costo i soldi per la dose, non ce la fa sennò. Il suo gesto fa arrabbiare, ma l’arrabbiatura è mitigata dal fatto che c’è un motivo al danno che hai subito, la persona che te l’ha cagionato non andava del tutto dritto col cervello e tanta colpa, lui, forse non aveva. Affondare volontariamente una chiave in una autovettura del 2006, di modeste fattezze, ammaccata e sporca e proseguire piano piano per gran parte della fiancata, è un gesto che non è necessitato da nulla: è solo una cattiveria e uno sfregio fatto peraltro a una persona ignota, così per passatempo. Un gesto che non porta nulla a chi lo fa. Non c’è odio umano, non c’è rivalità umana, non è un “à la guerre comme à la guerre” anch’esso umanissimo: non c’è motivo a questo gesto: non c’è niente di umano. Sì, va bene, i giovani di oggi, la loro esuberanza, la società, il sistema, gli ideali,… tutte fesserie. Qui è solo una questione di mancanza di educazione a vivere da uomini normali: il problema è la mancanza di genitori e di maestri. Un problema di adulti inconsistenti e vuoti. Un problema di uomini che non ci sono. Il problema è sempre educativo,laddove oggi l’educazione è scarsamente considerata a ogni livello. E così non mi resta che ringraziare sua madre, suo padre e la scuola per avergli dato una buona educazione, gli amici per essere stati dei veri amici, lo Stato per aver dato sempre ottimi esempi con i suoi rappresentanti... Ma ora veniamo a noi: un cristiano deve affrontare anche queste situazioni, certo di modestissimo cabotaggio, ma sempre situazioni che ti si parano davanti all’improvviso e dunque, che fare? Premesso che non conosco l’autore del gesto per cui la cosa finisce qui. Ma se l’avessi incontrato mentre si divertiva a danneggiare la mia macchina, cosa avrebbe meritato? L’abbraccio e il perdono immediato, oppure… Siamo per forza tenuti a subire sempre e tutto, oppure abbiamo la possibilità anche di reagire umanamente a una cattiveria gratuita che reca un danno non indifferente? La risposta a questa domanda potrebbe essere quella del buon don Camillo che sosteneva che una buona “spazzolata” ha il pregio di rimettere a posto le idee che in certe persone ci sono, ma sono solo mischiate male dentro al cervello.“Spazzolata” fatta dunque con amore e come gesto educativo. Naturalmente scherzo e non mi prendete sul serio. Le mani di un cristiano non sono fatte per menare, sosteneva lo stesso autore del don Camillo di cui sopra. Però il grave problema educativo resta. E noi cristiani, abbandonato il buonismo e la filosofia del politicamente corretto, così tanto cari e amati, preoccupiamoci che alla mancanza di maestri dobbiamo supplire noi, non lo Stato che vediamo in che condizioni sta, né la scuola che questo tema lo ha ormai obliterato. Mancano uomini: che solo l’incontro con Gesù può determinare. E questa è la buona battaglia che dobbiamo combattere.
Il Pio

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