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Il giallo e il rosso.






Intorno agli anni settanta mi trovavo a Roma per un giro turistico. E lì, mentre il mio amico cercava di raccapezzarsi nei meandri della piantina, girandosi ora a sinistra ora a destra, in alto e in basso, io lo seguivo con uno sguardo attento per sostenere i suoi sforzi, ma con la mente sentivo il discorso che dietro di me facevano un signore distinto e un vigile urbano. Parlavano di passaggi col giallo e col rosso e di multe. A un momento della discussione il Pizzardone (come li chiamano lì) disse al suo interlocutore, con il fare di chi è lo Stato: “Guardi che se un semaforo ha la lampadina del giallo fulminata e all’improvviso le diviene rosso, lei la multa la prende lo stesso e non gliela toglie nessuno (risatina)”. Il signore si azzittì, io non mi sono voltato, ma ho immaginato lo stesso la sua espressione, mentre proprio in quell’istante il mio amico trovò il bandolo della matassa e azzeccò la strada per andare dove dovevamo andare. Sono passati oltre quarant’anni, ma quell’episodio mi è rimasto impresso come fosse di ieri. Questo è lo Stato, questo è il pubblico. La cosa pubblica. La manutenzione dei semafori la deve fare il comune, ma se non la fa, la multa la prende il privato che poi ha già pagato anche la ditta che deve fare la manutenzione dei semafori. Quel Pizzardone poi, era un uomo del popolo, con uno stipendio da uomo del popolo, anche lui subiva tutte le ingiustizie, le tasse elevatissime, i balzelli, la burocrazia feroce e onnivora, una politica costosissima e ugualmente inutile, proprio come il popolo. Eppure per lui, lui era lo Stato e lo Stato ha sempre ragione anche quando non ce l’ha e lo Stato va difeso a prescindere. L’episodio che vi ho raccontato è proprio un’inezia, ma secondo me è proprio la stessa inezia che sta alla base di tutte le ingiustizie più grandi. La giustizia è sicuro: non ce l’avremo mai nel mondo. Anzi sarà continuamente peggio (al peggio infatti, c’è sempre un peggio ancor più peggio). Però quello che possiamo fare è pensare alla Giustizia del Cielo. E soprattutto pensare alla salvezza della nostra anima. La giustizia terrena non ci sarà mai, ripeto (abbiamo miliardi di anni di storia per dichiarare che mai si è verificata). Preoccupiamoci invece del fatto che prima o poi saremo di fronte al Tribunale di Dio, e lì la Giustizia è giusta, nel bene o nel male.


Il Pio

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