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Matrimoni e farfalle

Negli ultimi anni ho visto tantissime persone che hanno lasciato la moglie o il marito, figli compresi ovviamente, per convolare —a mo’ di farfalle— nelle braccia di un’altra persona (non mi riferisco ai casi gravi e disumani). Non credo che questo sia un buon segno. Della vita sua ognuno fa quello che vuole: è evidente. Ognuno si può accoppiare con chi vuole, di qualunque sesso e specie, nazionalità e pianeta. (E’ anche vero che ognuno risponderà, prima o poi, di fronte a Dio di tutta la vita che ha fatto, e Gliene dovrà rendere conto e si dovrà valutare se ha vissuto secondo i precetti di Dio o secondo quelli posti da se stesso. Ma questo per chi non crede evidentemente non è un problema,… almeno per ora). Però devo dire ne ho viste tante di queste persone. E non lo vedo —ripeto nuovamente—un buon segno. Non si può lacerare un sacramento. Gesù è stato chiarissimo sul punto (ne abbiamo parlato in un recente altro post). Ma questo può interessare solo i cattolici; anche se forse ora metteranno qualche deroga a quello che ha detto Gesù (!). Anche se gli stessi cattolici nemmeno sanno più che il matrimonio è una faccenda seria, è un sacramento serio e invece sono spesso più propensi a seguire quello che il mondo dice («se ami un altro, se vuoi, se lo desideri, lascialo/a! Perché devi rinunciare a seguire i tuoi desideri? La vita è tanto…»). La vita non è un seguire solo i propri desideri e i propri istinti. Lo vediamo poi come è il mondo che ha messo Dio in cantina per seguire ideali da farfalle in balia del vento. Il matrimonio cattolico, sacramentato, è una faccenda davvero seria. I coniugi —proprio con l’ausilio di quel sacramento—stanno insieme per la propria felicità, per seguire meglio la strada che per loro vuole Nostro Signore. E che esso non può essere preso alla leggera. E i figli. I figli guardano i genitori e vogliono vedere da loro, dalla loro faccia e dalla loro vita, se vale la pena vivere, cosa bisogna seguire, come bisogna vivere. Li vedono dei chiari riferimenti, salvo tradimenti e cedimenti. Poi fanno quello che vogliono, ma ogni figlio guarda sempre il padre e la madre, che saranno per tutta la vita il padre e la madre. I genitori sono sempre i genitori per i figli, insostituibili. Non possono e non devono tradirli. Le scuse sono tante e tutte valide. Ma sono scuse. I figli le accettano, spesso, nella parte superiore del loro cervello, ma non nel cuore. I figli ci guardano e non li possiamo tradire. Per loro dobbiamo costruire una famiglia sana e forte, lottando anche e resistendo come valorosi soldati. Tutti e due, marito e moglie: due valorosi soldati che combattono una buona battaglia per difendere la Patria che è la famiglia che Dio ci ha donato. E questo anche se poi i figli diventeranno pessimi. Ma devono sempre sapere che hanno una casa per loro sempre aperta e soprattutto che hanno un padre e una madre che fino a che il fiato li regge, li accoglieranno sempre anche dandogli due tenere sberle per il loro comportamento sbagliato. E che gli vogliono bene; e che per loro sono sempre un padre e una madre. E che loro non sono farfalle.
Il Pio

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